Ansegiso

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Dinastia carolingia
Pipinidi
Arnolfingi
Carolingi
Dopo il Trattato di Verdun (843)

Ansegiso (612685[1]) fu Maggiordomo di palazzo di Austrasia e[senza fonte] consigliere di Sigeberto III d'Austrasia. Da lui discese la dinastia carolingia.

Origine[modifica | modifica sorgente]

Ansegiso fu il figlio secondogenito del vescovo di Metz Arnolfo e di Doda, figlia del vescovo di Metz, Arnoaldo[2][3]. Ansegiso fu il fratello minore di Clodolfo[2], vescovo di Metz e, secondo gli Annales Xantenses, lo zio paterno di san Vandregisilo abate[3].

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Ansegiso, che secondo il Liber de Episcopi Mittensibus sembra che debba il suo nome ad Anchise, il padre di Enea, colui che, da Troia, raggiunse l'Italia[4], in quanto i Franchi credevano di discendere dai Troiani[4], sull'esempio del padre era dedito ad opere di bene[4]. Ansegiso, dopo il 639, sposò Begga, figlia di Pipino di Landen (figlio di Carlomanno[3], maggiordomo di palazzo in Neustria per il re Clotario II), e di sua moglie Itta[3].

Dal loro matrimonio nacque Pipino di Héristal, che fu il fautore della riunificazione dei regni franchi ed il fondatore della dinastia dei Carolingi. La sua discendenza è citata negli Annales Marbacenses, dove è scritto che Ansegiso sposò Begga che gli generò Pipino, maggiordomo dei regni Franchi, che generò Carlo (Maggiordomo dei regni Franchi), che generò Carlomanno e Pipino (maggiordomi dei regni franchi) e Pipino, che poi fu re, generò i re dei Franchi Carlomano e Carlo, che poi fu imperatore e fu detto Magno[5].

Anche gli Annales Mettenses Priores riportano che Ansegiso e Begga furono i genitori di Pipino[6].

Il re dei Franchi, Dagoberto I, qualche anno prima di morire, come già era successo a suo padre, Clotario II, fu costretto a dare all'Austrasia un proprio re, nominando il suo primogenito, Sigeberto, che era un fanciullo e Ansegiso fu nominato maggiordomo del palazzo d'Austrasia, governando il regno insieme a san Cuniberto, vescovo di Colonia e anche quando la carica di maggiordomo passò al cognato, Grimoaldo, Ansegiso fu consigliere di Sigeberto III.

Dopo il fallito tentativo di colpo di stato di Grimoaldo, anche Ansegiso fu costretto a ritirarsi a vita privata.

Secondo gli Annales Xantenses, Ansegiso morì, nel 685[1].

Discendenza[modifica | modifica sorgente]

Ansegiso da Begga ebbe due figli[3]:

  • Pipino (645-714), maggiordomo di palazzo dei regni franchi, che fu il capostipite dei carolingi[3], che, come aveva predetto il nonno, generò una discendenza forte che avrebbe governato i Franchi[7]
  • Clotilde o Rotilde, detta Doda (?- dopo il 692), che, secondo lo storico francese Christian Settipani, esperto di genealogie[8], fu regina consorte di tutti i Franchi, in quanto moglie di Teodorico III.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b (LA) Annales Xantenses, pag 35
  2. ^ a b (LA) Domus Carolingiae genealogia, pag 309, 17-18
  3. ^ a b c d e f (LA) Annales Xantenses, pag 34
  4. ^ a b c (LA) Liber de Episcopi Mittensibus, pag 264, 38-43
  5. ^ (LA) Annales Marbacenses, pag 2
  6. ^ (LA) Annales Mettenses, pag 1 e pag 2
  7. ^ (LA) Liber de Episcopi Mittensibus, pag 265, 1-3
  8. ^ Settipani (1993), p. 115

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Fonti primarie[modifica | modifica sorgente]

Letteratura storiografica[modifica | modifica sorgente]

  • Christian Pfister, La Gallia sotto i Franchi merovingi. Vicende storiche in Storia del mondo medievale, Cambridge, Cambridge University Press, 1999, pp. 688-711.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Controllo di autorità VIAF: 85986817