Sigeberto III

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Sigeberto III[1]
Sigeberto III[1]
Ritratto di Sigiberto III sulla vetrata della chiesa cattolica di Saint-Vincent-de-Paul, a Clichy.
Re dei Franchi di Austrasia
In carica 633656
Predecessore Dagoberto I
Successore Childeberto l'Adottato
Nascita ca. 630
Morte 1 febbraio 656
Dinastia Merovingi
Padre Dagoberto I
Madre Ragnetrude
Coniuge Inechilde
Figli Dagoberto e
Bichilde, legittimi
Childeberto, adottato
San Sigeberto
Battesimo di Sigeberto III
Battesimo di Sigeberto III

Re di Austrasia

Nascita circa 630
Morte 656
Venerato da Chiesa cattolica
Canonizzazione 1070
Ricorrenza 1º febbraio

Sigeberto III[1] (630 circa – 1º febbraio 656) fu un re franco della dinastia dei merovingi che regnò sulla Austrasia, dal 633 alla sua morte. Venne canonizzato nel 1007 col nome di San Sigeberto.

Origini[modifica | modifica sorgente]

Era l'unico figlio maschio del re dei Franchi Sali della dinastia merovingia, Dagoberto I e della sua concubina, Ragnetrude[2].

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Il cronista Fredegario scrive che suo padre, Dagoberto I, nell'ottavo anno di regno, prese come amante una giovane di nome Ragnetrude, che nello stesso anno gli diede un figlio chiamato, Sigeberto[2].

Il padre, cedendo alle richieste di autonomia del clero e dei nobili austrasiani, nel 633, concesse loro nuovamente l’indipendenza nominando loro re il suo primogenito, Sigeberto[3], di circa tra anni, sotto la custodia del Maggiordomo di palazzo Pipino di Landen e del vescovo di Metz, Arnolfo di Metz e dopo la morte di quest'ultimo, del vescovo Cuniberto di Colonia.

Nel 639, alla morte del padre, i regni di Neustria e Borgogna venne ereditata dal più giovane fratellastro Clodoveo II[4]. Clodoveo II, che aveva solo sei anni, era il figlio della seconda moglie di Dagoberto, Nantechilde[5]che esercitò la reggenza per conto del figlio.

Nel 640, alla morte di Pipino di Landen, nonostante Clotario II avesse riconosciuto l'ereditarietà di tale carica con l'Editto di Parigi del 614, il figlio di Pipino, Grimoaldo non venne nominato Maggiordomo di palazzo[6].

Nel 641 prese parte alla guerra contro il duca Radulfo, a cui suo padre, Dagoberto I aveva affidato la difesa della Turingia, territorio di frontiera minacciato dai Sassoni[7], ma che si era ribellato dopo la morte di Dagoberto, nel 639, creando un ducato indipendente[8]. In quell'occasione Sigeberto si legò profondamente a Grimoaldo che gli salvo anche la vita in battaglia e che il re nominò Maggiordomo di palazzo di Austrasia, nel 643, lasciandogli le redini dello Stato[9].

Non essendosi mai occupato del governo austrasiano, è considerato il primo dei Re fannulloni: si dedicò soprattutto alle opere di carità e alla fondazione di monasteri (la tradizione gliene attribuisce dodici, ma di sicuro fece costruire solo i monasteri di Cugnon, Malmedy e St. Martin di Metz). Fu in contatto con papa Martino I che chiese anche il suo sostegno nella lotta contro i monoteliti; mediante i vescovi Amando di Maastricht e Remaclo di Colonia, si adoperò anche per la diffusione e il radicamento del cristianesimo nel suo regno.

Non avendo ancora avuto eredi, Sigeberto adottò il figlio di Grimoaldo, Childeberto, e lo nominò suo erede al trono.
Poco dopo (attorno al 652) Sigeberto ebbe un figlio dalla moglie Inechilde, Dagoberto.

Sigeberto morì il 1º febbraio del 656, Grimoaldo fece tonsurare ed esiliare Dagoberto che fu inviato in un monastero scozzese[10], e nello stesso tempo, Grimoaldo proclamò re suo figlio[10], Childeberto, detto l'Adottato. Gli usurpatori vennero presto spodestati e Grimoaldo fu consegnatoo al sovrano di Neustria, Clodoveo II,[10]che, lo mise in carcere a Parigi e, per aver perseguitato il suo sovrano, fu condannato a morte e fatto morire sotto tortura[10].
Giustiziato l'usurpatore, Clodoveo II si annesse il regno d'Austrasia, che tornò autonomo nel 676, quando venne reinsediato il figlio di Sigiberto, Dagoberto II.

Sigeberto III venne sepolto nella chiesa abbaziale di St. Martin a Metz: nel 1063, a causa di un crollo nella cripta, i suoi resti tornarono alla luce e iniziò ad essere venerato come santo (il culto venne riconosciuto nel 1070); le sue reliquie vennero poi traslate a Nancy e nel 1742 venne proclamato patrono del ducato di Lorena (i duchi si ritenevano suoi discendenti). Le sue reliquie vennero profanate, bruciate e disperse nel corso della Rivoluzione Francese.

Memoria liturgica di san Sigeberto: il 1º febbraio.

Matrimonio e discendenza[modifica | modifica sorgente]

Dagoberto dalla moglie, Inechilde, che compare in parecchi documenti di donazioni, ebbe due figli:

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b Questo re dei Merovingi si può anche trovare col numerale II, anziché III, in quanto, il figlio di Teodorico II, Sigeberto, essendo figlio illegittimo, dai suoi avversari austrasiani, non venne riconosciuto come erede legittimo e venne ucciso prima che potesse iniziare a governare l'Austrasia, mentre era stato accettato come re di Burgundia.
  2. ^ a b Fredegario, Fredegarii scholastici chronicum, Pars quarta, LIX
  3. ^ Fredegario, Fredegarii scholastici chronicum, Pars quarta, LXXVI
  4. ^ Fredegario, Fredegarii scholastici chronicum, Pars quarta, LXXIX
  5. ^ Fredegario, Fredegarii scholastici chronicum, Pars quarta, LIII
  6. ^ Fredegario, Fredegarii scholastici chronicum, Pars quarta, LXXXVI
  7. ^ Fredegario, Fredegarii scholastici chronicum, Pars quarta, LXXVI
  8. ^ Fredegario, Fredegarii scholastici chronicum, Pars quarta, LXXXVII
  9. ^ Fredegario, Fredegarii scholastici chronicum, Pars quarta, LXXXVIII
  10. ^ a b c d (LA) Annales Marbacenses, pag 3

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Fonti primarie[modifica | modifica sorgente]

Letteratura storiografica[modifica | modifica sorgente]

  • Christian Pfister, La Gallia sotto i Franchi merovingi. Vicende storiche in Storia del mondo medievale, Cambridge, Cambridge University Press, 1999, pp. 688-711.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Successioni[modifica | modifica sorgente]

Predecessore Re di Austrasia Successore
Dagoberto I 638-656 Childeberto l'Adottato

Controllo di autorità VIAF: 264713085