Aregonda

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Aregonda o Arnegonda (... – ...) fu regina dei Franchi Sali d'Austrasia del nord e della Guascogna dal 533 circa, quale moglie (bigama) del merovingio Clotario I.

Aregonda moglie di Clodoveo I
Anello d'oro col sigillo di Aregonda
Sarcofago della regina Aregonda, nell'Abbazia di Saint-Denis

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Secondo il vescovo Gregorio di Tours (536597), Aregonda, di cui non si conoscono gli ascendenti, era una delle mogli di Clotario I[1]. Secondo Gregorio di Tours Aregonda era la sorella di Ingonda[1], che secondo lo storico francese Christian Settipani, esperto di genealogie[2] era stata già l'amante di Clotario per diversi anni, e, nel 532 circa, ne era divenuta la moglie.

Aregonda era divenuta moglie (bigama) di Clotario, poco tempo dopo il matrimonio della sorella, essendo Ingonda ancora viva. A detta di Gregorio di Tours, Ingonda aveva chiesto al re suo marito di trovare un buon partito per la sorella; essendo Clotario alquanto libidinoso, fu attratto dalla bellezza di Aregonda e la sposò. Tornando poi dalla moglie le disse:<Non ho trovato nessuno meglio di me>[1].
Così Clotario convisse con le due sorelle entrambe sue mogli.

Di Aregonda non si conosce l'anno della morte.

Nel 1959, lo storico e archeologo francese, Michel Fleury, nell'Abbazia di Saint-Denis, alla periferia di Parigi, scoprì, tra molte altre, la tomba di Aregonda, ricca di monili e vestiario, riconosciuta per un anello con sigillo, recante la scritta Aregonda regina. Michel Fleury, da un'analisi dello stato dello scheletro della regina, stabilì che la morte doveva essere presunta tra il 565 ed il 570 (all'età di circa 50 anni); ma da un'analisi più recente sui vestiti e sull'arredamento funerario da Patrick Périn, la morte di Aregonda si fa risalire a circa un decennio dopo, tra il 572 ed il 583.

Figli[modifica | modifica wikitesto]

Ingonda a Clotario I diede un figlio[1]:

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d Gregorio di Tours, Historia Francorum, IV, 3
  2. ^ Settipani (1993), p. 70

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Fonti primarie[modifica | modifica wikitesto]


Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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