Carlo il Grosso

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Carlo il Grosso
Carlo il Grosso
Carlo il Grosso
Imperatore dei Romani
In carica 12 febbraio 881 –
novembre 887
Incoronazione 12 febbraio 881
Predecessore Carlo il Calvo
Erede Bernardo poi
Ludovico[1]
Successore Guido II di Spoleto
Altri titoli Re di Alemannia
Re d'Italia
Re dei Franchi orientali
Re dei Franchi occidentali
Re d'Aquitania
Re nominale di Provenza
Nascita 839
Morte Donaueschingen, 13 gennaio 888
Luogo di sepoltura monastero di Augia, Reichenau[2]
Dinastia Carolingi
Padre Ludovico II il Germanico 
Madre Emma di Baviera
Coniuge Riccarda di Svevia
Figli Bernardo, illegittimo
Religione Cristianesimo Cattolico

Carlo III, detto il Grosso (839Donaueschingen, 13 gennaio 888[3]), fu re di Alemannia (876-887), poi Re d'Italia (879-887), Imperatore (881-887), Re dei Franchi orientali (882-887) e infine Re dei Franchi occidentali, re d'Aquitania e re nominale di Provenza (884-887). Fu l'ultimo imperatore, nella linea di discendenza legittima, della dinastia carolingia ed anche l'ultimo imperatore a governare su tutti i regni dell'impero.

Carlo il Grosso, dipinto da Max Barack, nel XIX secolo.

Origine[modifica | modifica wikitesto]

Figlio maschio terzogenito del re dei Franchi orientali e Re di Lotaringia, Ludovico II detto il Germanico e della moglie, Emma di Baviera[4], figlia di Guelfo I di Baviera (?-824/825|5), conte di Altdorf ed altre contee in Baviera e di Edvige di Sassonia[5]. Quindi come confermato dagli Annales Xantenses, Emma era la sorella dell'imperatrice, Giuditta di Baviera[6].

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

L'impero Carolingio alla morte di Ludovico II detto il Germanico. In rosa il regno di Carlo il Grosso.

Nell'862, il 1º agosto[7], secondo gli Annales Bertiniani, Carlo il Grosso prese in moglie Riccarda di Svevia, figlia del conte palatino Ercangero[8], della famiglia degli Ahalolfingi. Nell'865 il padre assegnò a Carlo il Grosso il governo dell'Alemannia, di cui divenne re alla morte del genitore, nell'876.

Quando nell'871 si era sparsa la voce che l'imperatore Ludovico II era stato messo a morte dal principe di Benevento (Adelchi), suo padre Ludovico il Germanico inviò Carlo in Italia per raccogliere adesioni contro il proprio fratellastro Carlo il Calvo, ambedue desiderosi di occupare il regno d'Italia. La notizia che l'imperatore era vivo giunse prima che si arrivasse allo scontro armato. Così quando l'imperatore Ludovico II morì, il 12 agosto 875, Carlo il Grosso fu nuovamente inviato in Italia alla guida di un esercito, ma fu costretto a ritirarsi e fu sostituito nell'incarico dal fratello Carlomanno.

Ludovico il Germanico morì il 28 agosto 876 e il regno dei Franchi orientali o di Germania fu diviso tra i suoi tre figli:

L'impero Carolingio alla morte del fratello Carlomanno. In arancione il regno di Carlo il Grosso.

Nel novembre dell'879 suo fratello Carlomanno re di Baviera, il quale nell'877 era riuscito a farsi incoronare re d'Italia, a causa della malattia che lo aveva colpito e che, dopo pochi mesi, lo avrebbe portato alla morte, dovette abbandonare l'Italia[7]. Il papa Giovanni VIII lo invitò a prendere possesso del regno d'Italia, e già, in quello stesso anno, Carlo aveva assunto il controllo di tutto il Nord Italia[7]. Nell'estate dell'880, di ritorno da Ravenna, dove era stato eletto re d'Italia, si incontrò coi cugini, Luigi III, re de Franchi occidentali e Carlomanno II, re d'Aquitania, per stringere un'alleanza.

Prima mossero guerra contro Ugo, figlio naturale di Lotario II, che pretendeva il ducato di Lorena (l'eredità del padre, toltagli in quanto figlio illegittimo). Poi, dato che Carlomanno non riusciva a imporsi su Bosone, eletto re di Provenza al posto di Carlomanno II, i tre alleati si mossero in aiuto di Carlomanno contro Bosone, invadendo la Provenza: conquistarono Mâcon ed una parte del regno di Provenza e, in agosto, fu posto l'assedio a Vienne, dove Bosone si era asserragliato; ma a novembre l'assedio fu tolto, per la defezione di Carlo il Grosso. Infatti Carlo il Grosso, lasciato l'assedio di Vienne, si dovette recare a Roma per ricevere la corona imperiale dalle mani di papa Giovanni VIII (12 febbraio 881)[7].

Dopo la morte del fratello Ludovico III (882), Carlo il Grosso, ereditò il titolo regale dei Franchi orientali o di Germania, assumendo anche il controllo sui territori su cui Ludovico III regnava (Franconia, Sassonia, Turingia e Baviera, che aveva ereditato alla morte del fratello Carlomanno, nell'880), lasciando ad Arnolfo, figlio illegittimo di suo fratello Carlomanno di Baviera, il ducato di Carinzia. Dopo che, nell'884 suo cugino re d'Aquitania e pretendente al trono di Provenza, Carlomanno II, divenuto, nell'882, anche re dei Franchi occidentali, succedendo al fratello Luigi III, morto per una caduta da cavallo, era anche lui morto, secondo gli Annales Vedastini, per una caduta da cavallo, in seguito ad un incidente di caccia[9], Carlo il Grosso fu scelto dai maggiorenti del regno a succedergli come re dei Franchi Occidentali, re d'Aquitania e pretendente al trono di Provenza, perché il legittimo erede, Carlo, fratellastro di Carlomanno era ancora un bimbo: fu eletto a Ponthion nel giugno 885.

Dinastia carolingia
(Sovrani dei Franchi dell'est)
Charlemagne autograph.svg

Ludovico II il Germanico
Figli
   Carlomanno di Baviera
   Ludovico il Giovane
   Carlo il Grosso
Carlomanno di Baviera
Figli
   Arnolfo di Carinzia
Ludovico il Giovane
Carlo il Grosso
Arnolfo di Carinzia
Figli
   Ludovico il fanciullo
   Sventibaldo,
   re di Lotaringia
Ludovico IV il Fanciullo
L'impero Carolingio di Carlo il Grosso, dopo l'unificazione dell'885.

Formalmente l'impero di Carlo Magno era unificato sotto un unico sovrano. Carlo il Grosso fu però incapace di contrastare le invasioni dei Vichinghi, perché, dopo alcune vittorie iniziali, tra cui quella su Ugo di Lotaringia e suo cognato uno dei capi dei vichinghi, Goffredo[10]. Nell'885, prima Goffredo fu attirato in un'imboscata da Enrico di Alamagna duca di Franconia, e fu ucciso. Poi Ugo, anche lui fu attirato in un'imboscata da Enrico di Alamagna, fu fatto prigioniero, e per ordine dell'imperatore, il cugino Carlo il Grosso, fu accecato e rinchiuso nel monastero dell'abbazia di Prüm dove morì una decina d'anni dopo, senza lasciare discendenza.

Però in quello stesso anno, Carlo il Grosso venne sconfitto, a Lovanio, dai Vichinghi là radunatisi, poiché dopo la morte di Carlomanno II, si erano sentiti sciolti dall'impegno[11] di dover lasciare il regno dei Franchi occidentali ed erano ritornati.

Nell'886, una imponente flotta di navi vichinghe pose l'assedio a Parigi. Il conte di Parigi, Oddone riuscì dopo una sortita ad avvisare l'imperatore, Carlo il Grosso, che convocò un'assemblea a Metz dove si decise di soccorrere la città. Fu inviato in avanscoperta il duca di Franconia, Enrico di Alamagna, che però fu ucciso mentre perlustrava l'accampamento nemico (28 agosto) e le sue truppe si ritirarono. Due mesi dopo Carlo si presentò con l'esercito davanti a Parigi, ma invece di dare battaglia, aprì le trattative, con il capo dei vichinghi, Sigfrido, che si conclusero con l'accordo che i Vichinghi avrebbero tolto l'assedio a Parigi, dietro il pagamento da parte dell'imperatore di 700 libbre d'argento ed il permesso di risalire la Senna per svernare in Borgogna, che poi fu messa a sacco.

Nell'887 Carlo ricevette la moglie di Bosone (morto l'11 gennaio, senza essersi mai arreso), la regina di Provenza, Ermengarda d'Italia, a cui promise protezione per il figlio, l'erede di Bosone, Ludovico, a cui garantì la successione sul trono di Provenza e, secondo il Reuter, lo nominò suo erede[7].

In quell'anno, Carlo divorziò dalla moglie Riccarda, che, secondo gli Annales Argentinenses, era stata accusata di adulterio con Liutwardo Vercellensi episcopo[12], ma che una commissione giudicò ancora vergine[12]. L'accusa rivolta alla regina si trova anche nel Bernoldi Chronicon, che precisa che la commissione che trovò la regina vergine fu voluta da papa Stefano V[13].

A seguito della ribellione di suo nipote, Arnolfo di Carinzia, figlio naturale di Carlomanno, che era stato tra i maggiori avversari di Carlo III a Magonza, Carlo venne deposto (anche se un vero atto di deposizione, secondo lo storico Timothy Reuter non esiste[7]) da una dieta di Grandi dell'Impero, svoltasi a Trebur, nei pressi di Darmstadt nel novembre del 887, approfittando del fatto che l'imperatore era fisicamente impedito a causa di una grave malattia. A quel punto l'impero di Carlomagno era definitivamente disgregato, le diverse fazioni cercarono di porre il proprio controllo sulla corona. Arnolfo di Carinzia venne proclamato re dei Franchi orientali[7]. Oddone fu proclamato re di Francia da una dieta svoltasi a Compiègne[14]. In Italia, Berengario del Friuli e Guido II di Spoleto finirono per contendersi la corona di re d'Italia.

Carlo, dopo la deposizione, fu condotto in Alemannia, a Neidingen, una località sul Danubio, vicino a Costanza, dove morì, poco tempo dopo, secondo il cronista Reginone, il 13 gennaio 888[6]e venne seppellito nell'monastero di Augia[6], sull'isola di Reichenau. Reginone, che definisce Carlo il Grosso "uomo molto devoto"[6], dice anche che dopo la sua morte l'erede da lui designato non fu tenuto in considerazione[6].

Discendenza[modifica | modifica wikitesto]

Dal matrimonio con Riccarda forse ebbe un figlio[15], in netto contrasto con le cronache, gli Annales Argentinenses ed il Bernoldi Chronicon[12][13]:

  • Carlomanno (?-† 876), morto giovane.

Carlo ebbe anche un figlio illegittimo, da una concubina di cui non si conosce il nome, né gli ascendenti:

Antenati[modifica | modifica wikitesto]

Carlo il Grosso Padre:
Ludovico II il Germanico
Nonno paterno:
Ludovico il Pio
Bisnonno paterno:
Carlo Magno
Trisnonno paterno:
Pipino il Breve
Trisnonna paterna:
Bertrada di Laon
Bisnonna paterna:
Ildegarda
Trisnonno paterno:
Geroldo di Vinzgau
Trisnonna paterna:
Emma di Alemagna
Nonna paterna:
Ermengarda de Hesbaye
Bisnonno paterno:
Ingerman de Hesbaye
Trisnonno paterno:
Rodberto

Bisnonna paterna:
Edvige di Baviera


Madre:
Emma di Baviera
Nonno materno:
Guelfo I di Baviera
Bisnonno materno:
Rotardo di Metz


Bisnonna materna:
Ermelinda


Nonna materna:
Edvige di Baviera
Bisnonno materno:
Isanbarto





Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ non avendo potuto legittimare il figlio illegittimo, Bernardo
  2. ^ (LA) Monumenta germaniae Historica, tomus VI: Analista Saxo, anno 888 , Pag 587
  3. ^ allora il luogo era conosciuto come Neidingen
  4. ^ (LA) Monumenta germaniae Historica, tomus IX; Genealogiae Comitum Flandriae , Pag 303
  5. ^ (LA) Monumenta Germanica Historica, tomus II, Thegani Vita Hludovici Imperatoris, Pag 596, par. 26
  6. ^ a b c d e (LA) Monumenta germaniae Historica, tomus II; Annales Xantenses anno 827, pag 225
  7. ^ a b c d e f g h (EN) Foundation for Medieval Genealogy :GERMANY - CHARLES
  8. ^ (LA) Annales Bertiniani anno 862, pag 115
  9. ^ (LA) Monumenta Germanica Historica, tomus I, Annales Vedastini anno 884, pag 522
  10. ^ Ugo di Lotaringia aveva tentato diverse volte (per una quindicina d'anni) di recuperare il suo ducato d'Alsazia ed il regno di suo padre (di Lotaringia), ma sempre senza successo, finché nell'884, dopo essersi alleato con Goffredo che aveva sposato sua sorella Gisella, parve che potesse realizzare il suo obiettivo.
  11. ^ Ad Amiens, nell'883 i Vichinghi avevano obbligato Carlomanno II, a venire a patti: i vichinghi si sarebbero ritirati e avrebbero lasciato il suo regno in cambio di 12.000 libbre d'argento. L'accordo fu stipulato nell'884 e l'impegno fu mantenuto, la flotta fece rotta per le coste inglesi e solo una parte di vichinghi o si stabilì in Lorena o si accampò nei pressi di Lovanio.
  12. ^ a b c (LA) Monumenta germaniae Historica, tomus XVII; Annales Argentinenses , Pag 87
  13. ^ a b (LA) Monumenta germaniae Historica, tomus V; Bernoldi Chronicon , Pag 421
  14. ^ Il legittimo erede al trono, della stirpe dei carolingi, Carlo, figlio postumo di Luigi il Balbo e fratellastro di Carlomanno era ancora un bimbo. Per questo motivo, che il nuovo re non era un carolingio, le contee della marca di Spagna, guidate dalla contea di Barcellona, non riconobbero Oddone come re, e cominciarono a guardare verso la penisola iberica e, di lì a poco, iniziarono a prendere parte alla reconquista della penisola contro i musulmani di al-Andalus
  15. ^ (EN) Genealogy: Carolingi - Charles III "the Fat"
  16. ^ a b (LA) Monumenta germaniae Historica, tomus I; Annales Alamannici , Pag 52
  17. ^ a b (LA) Monumenta germaniae Historica, tomus I; Annales Fuldensis , Pag 402

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Fonti primarie[modifica | modifica wikitesto]

Letteratura storiografica[modifica | modifica wikitesto]

  • René Poupardin, I regni carolingi (840-918), in «Storia del mondo medievale», vol. II, 1999, pp. 583-635
  • Allen Mayer, I vichinghi, in «Storia del mondo medievale», vol. II, 1999, pp. 734-769

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Re di Aquitania Successore
Carlomanno 884887 Ranulfo II
Predecessore Re di Alemannia Successore
Ludovico II il Germanico 876887 Arnolfo di Carinzia
Predecessore Re dei Franchi Orientali Successore
Ludovico III il Giovane 882887 Arnolfo di Carinzia
Predecessore Re di Lotaringia Successore
Ludovico III il Giovane 882887 Arnolfo di Carinzia
Predecessore Re d'Italia
(formalmente Re dei Longobardi)
Successore
Carlomanno di Baviera 879887 Berengario I
Predecessore Imperatore dei Romani Successore
Carlo il Calvo
ante vacanza quadriennale
881887 Guido I
dopo vacanza quadriennale
Predecessore Re dei Franchi Occidentali Successore
Carlomanno 884887 Oddone di Parigi

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