Pipino I di Aquitania

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Dinastia carolingia
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Dopo il Trattato di Verdun (843)

Pipino (79713 novembre 838) fu re dei Franchi di Aquitania dal 817 all'838.

Indice

[modifica] Origine

Nato secondogenito, nel 797, dal re d'Aquitania e futuro imperatore Ludovico il Pio e da Ermengarda (780-818), figlia d'Ingramm conte di Hesbaye.

[modifica] Biografia

Nell'814 ricevette dal padre, divenuto imperatore, il regno d'Aquitania, pur se affiancato da alcuni funzionari franchi, da governare.

Nell'817, alla dieta di Aquisgrana, mentre al fratello Lotario fu concesso il titolo imperiale, e a Ludovico la sovranità sulla Baviera, Pipino ricevette dall'imperatore il titolo di re d'Aquitania, che comprendeva anche il ducato di Guascogna, la contea di Tolosa, più alcune contee della Borgogna.
Allora chiese al duca di Guascogna Garcia, e poi, alla sua morte nell'818, al suo successore, Lupo III, di riconoscere l'autorità regale dell'Aquitania sulla Guascogna. Al suo rifiuto, nell'819, attaccò la Guascogna lo sconfisse e lo depose, dando la Guascogna in amministrazione ad uno dei suoi consiglieri, il conte di Tolosa, Berengario il Saggio.

Nell'822 sposò Ingeltrude, figlia del conte Teodoberto di Madrie.

Alla sua corte furono graditi gli artisti, tra cui il poeta e monaco Ermoldus Nigellus, che lo accompagnò nella campagna di Bretagna dell'824.

Nell'829, dopo la dieta di Worms, l'imperatore Ludovico inserì nella divisione dell'impero in tre parti, fatta ad Aquisgrana, una quarta porzione per l'ultimo dei suoi figli, nato nell'823, Carlo il Calvo.

Nell'830 Pipino si ribellò al padre assieme ai fratelli Lotario I e Ludovico II il Germanico. Raccolse un esercito di Guasconi e Neustriani e marciò su Parigi. Si scontrò col padre (che era di ritorno da una campagna in Bretagna) a Compiègne. Catturò il padre, ma la ribellione fallì per il disaccordo tra i tre fratelli.

Pipino riprese la ribellione nell'832, presto seguito dal fratello Ludovico, che, mentre il padre imperatore avanzava in Aquitania, sollevò la Baviera, obbligandolo a tornare sui suoi passi e attaccare la baviera, e quando Ludovico si arrese e fu perdonato dal padre, le truppe imperiali rientrarono in Aquitania, arrivando sino a Limoges. Pipino si recò dal padre che lo fece arrestare e diede l'Aquitania al figlio Carlo.
Gli Aquitani però attaccarono la scorta che lo conduceva alla prigione di Treviri e riuscirono a liberarlo. L'esercito imperiale non riuscì a ricatturarlo, anzi, pressato dalle truppe aquitane, fu costretto a ritirarsi dall'Aquitania. L'anno seguente si unirono a Pipino i fratelli Lotario e Ludovico il Germanico, con l'assistenza dell'arcivescovo di Reims, Ebbo, nell'833, deposero il padre e proclamarono imperatore Lotario.

Subito si manifestarono dissapori tra i fratelli e Pipino e Ludovico il Germanico si riaccostarono al padre, il deposto imperatore, Ludovico, ed il primo di marzo dell'834 Ludovico il Pio fu reintegrato sul trono imperiale e Pipino ritornò ad essere solo re d'Aquitania.

Mori quattro anni dopo, il 13 novembre 838. Ludovico il Pio assegnò il regno d'Aquitania al quarto figlio, figlio della seconda moglie Carlo il Calvo; ma i nobili di Aquitania elessero re il figlio di Pipino, Pipino II.

[modifica] Discendenza

Pipino I ed Ingeltrude ebbero quattro figli:

[modifica] Voci correlate

Predecessore: Re dei Franchi d’Aquitania Successore: Blason de l'Aquitaine et de la Guyenne.svg
Ludovico il Pio 817838 Pipino II

[modifica] Bibliografia

  • René Poupardin, Ludovico il Pio, cap. XVIII, vol. II (L'espansione islamica e la nascita dell'Europa feudale) della Storia del Mondo Medievale, pp. 558-582.
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