Erberto II di Vermandois

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Erberto II
Luigi IV ed Erberto II assistono ad una condanna
Luigi IV ed Erberto II assistono ad una condanna
Conte di Vermandois
In carica 907 –
943
Predecessore Erberto I
Erede Eude
Successore Alberto I
Conte di Meaux
In carica 907 –
943
Predecessore Erberto I
Successore Roberto I
Signore di Peronne, Senlis e Saint-Quentin
In carica ca. 907 –
943
Predecessore Erberto I
Successore Alberto I
Conte di Soissons e di Madrie[1]
In carica 900 –
943
Predecessore Erberto I
Successore Guido
Conte di Troyes
In carica ca. 936 –
943
Predecessore Ugo il Nero
Successore Ugo il Nero
Nascita 880
Morte 23 febbraio 943
Luogo di sepoltura Saint-Quentin
Dinastia carolingia
Padre Erberto I
Madre Liutgarda o Berta de Morvois
Consorte Adele
Figli Eude
Adele
Erberto
Ugo
Liutgarda
Roberto
Alberto e
Guido
Religione cattolica

Erberto (88023 febbraio 943) fu conte di Vermandois, di Meaux, di Soissons e di Madrie[1] e di Vexin, signore di Peronne, Senlis e Saint-Quentin e poi conte di Troyes.

Origine[modifica | modifica wikitesto]

Era figlio primogenito del conte di Vermandois, Erberto I (ca. 850907) (nipote del re d'Italia, Bernardo, a sua volta nipote di Carlo Magno) e della moglie Liutgarda o Berta de Morvois, di cui non si conoscono gli ascendenti[2]. Sposando Adele, figlia del marchese di Neustria, Roberto, futuro re di Francia, sarebbe divenuto il genero di sua sorella, Beatrice, matrigna di Adele.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Erberto sposò,prima del 21 maggio 907 (in quella data un documento conferma che erano già marito e moglie[3]), Adele, figlia del marchese di Neustria, Roberto (la Chronica Albrici Monachi Trium Fontium , citandoli nell'anno 920, conferma la parentela tra Erberto e Roberto[4]), futuro re di Francia, rafforzando così l'alleanza tra la casa di Vermandois ed i Robertingi.

Nello stesso periodo, verso il 907, Erberto, alla morte del padre, divenne conte di Vermandois, di Meaux e di Soissons[5]e di tutti gli altri titoli e signorie.
Negli anni a seguire, aumentò i suoi possedimenti nella Champagne e nel Vexin.

Tra il 921 e il 922, Erberto fu tra i nobili che appoggiarono la rivolta contro il re dei Franchi occidentali, Carlo il Semplice, che, il 29 giugno 922, portò all'incoronazione a re dei Franchi occidentali, in contrapposizione a Carlo il Semplice, di suo suocero, Roberto I.

Nel 923, alla battaglia di Soissons, del 15 giugno, suo suocero, Roberto I, morì, e suo cognato[6], il duca di Borgogna, Rodolfo[7], uno dei nobili più potenti del regno, il 13 luglio, fu eletto re di Francia da un'assemblea di nobili, sempre in contrapposizione al legittimo re, il carolingio, Carlo III il Semplice. Per Rodolfo si era espressa la maggioranza della nobiltà, ma Carlo III il Semplice aveva l'appoggio della Lotaringia, di cui era il re, del duca di Normandia, Rollone[8] e del duca d'Aquitania, Guglielmo il Giovane.
La lotta si presentava incerta, quando Erberto II, con l'aiuto di suo cugino, Bernardo di Senlis[9], architettò un tranello (raccontato nei dettagli da Rodolfo il Glabro[10]) teso al re dei Franchi occidentali, Carlo il Semplice; Erberto, dopo aver parteggiato per Rodolfo, Duca di Borgogna, fece credere a Carlo di essere passato dalla sua parte lo invitò ad un incontro dove lo fece prigioniero e lo imprigionò, prima a Château-Thierry[9] e poi dal 924 nel castello di Péronne[11], dove rimase per il resto della sua vita[10].
Rodolfo era rimasto l'unico re di Francia, ma nel corso del 927, i rapporti con la nobiltà si guastarono e proprio Erberto II, cercando di approfittare della situazione, fece uscire Carlo dalla prigione e fece in modo, secondo i Flodoardi Annales, che Guglielmo detto Lungaspada, associato dal padre nel titolo di duca, figlio del duca di Normandia, Rollone, con cui Erberto si era alleato[3] (lasciandogli in ostaggio il suo primogenito, Eude[12]), nel castello d'Eu, rendesse onore a Carlo[13], che poi, sempre suo prigioniero, condusse a Reims e perorò la sua causa contro Rodolfo[11], presso il papa Giovanni X. Lo scopo di Erberto II era quello di allargare i suoi domini e quando capì che non avrebbe potuto impossessarsi di Laon (secondo Rosamond McKitterick, Erberto tentò inutilmente di impossessarsi della città[3]), rinchiuse nuovamente Carlo in prigione.
Condusse Carlo in Borgogna, nel 928[12], affinché Ugo d'Arles, col consenso di re Rodolfo[12] gli concedesse la contea di Vienne[12] suo figlio, Eude, la governasse col titolo di visconte[12].
Però la morte di Carlo III, a Peronne, il 7 ottobre 929, tolse a Erberto II l'arma migliore, per poter aumentare il suo potere.

In quegli anni entrambi combatterono i Vikinghi mentre Rodolfo aveva riportato una brillante vittoria sui normanni della Loira[14], Erberto, secondo lo storico Christian Settipani[15], alleatosi col conte delle Fiandre, Arnolfo I, catturò la roccaforte di quelli della Senna, Eu[3].

Dopo che, nel 932, alla morte di Rollone, il figlio, Guglielmo Lungaspada gli aveva reso omaggio e, dopo che i nobili aquitani si erano riconosciuti vassalli del re di Francia, Rodolfo attaccò Erberto II e, con l'aiuto del cognato, Ugo il Grande[16], duca dei Franchi, condusse una lotta implacabile contro Erberto II, bruciandogli le fortezze e assediandolo nel castello di Château-Thierry (933-934). Nel corso del 935 fu raggiunta la pace e, secondo Rosamond McKitterick, Erberto fece atto di sottomissione a Rodolfo[3].

Dinastia carolingia
Pipinidi
Arnolfingi
Carolingi
Dopo il Trattato di Verdun (843)

Improvvisamente Rodolfo si ammalò e morì il 15 gennaio 936.

Nel 936 la contea di Troyes fu sottratta al controllo del duca di Borgogna, Ugo e data a Erberto II, che avrebbe dovuto essere suo vassallo, ma che in pochi anni la rese indipendente dal duca di Borgogna, Ugo il Nero.

Ugo il Grande era il feudatario più potente di Francia, ma Erberto capeggiò la grande nobiltà che si opponeva all'elezione a re dei Franchi occidentali di Ugo, anzi fu proposto per il trono il figlio di Carlo III il Semplice, Luigi, che, nel 923, la madre, Ogiva[17], aveva condotto con sé in Inghilterra.
Luigi IV venne incoronato il 19 giugno 936 e già due anni dopo la nobiltà era quasi tutta contro di lui e Erberto e Ugo si erano nuovamente alleati, e, nel 939, si allearono al re di Germania, Ottone I[18], che, facendo delle scorrerie nel regno dei Franchi occidentali obbligarono Luigi IV a rinunciare definitivamente al regno di Lotaringia[3].

Ancora alleati Erberto e Ugo il Grande attaccarono, assediarono e occuparono Reims, dove finalmente, nel 940, Erberto poté far consacrare suo figlio Ugo vescovo di Reims[3], poi assediarono Laon[3]ed infine, nelle Ardenne sconfissero il loro re Luigi IV, che dovette rifugiarsi, sino al 941, presso Ugo il Nero, nel ducato di Borgogna.

Erberto II, fondatore della prima casa di Champagne, morì il 23 febbraio (come è registrato nei necrologi della cattedrale di Reims[3]) 943[19], lasciando i propri titoli e domini ai figli[3]. La divisione avvenne sotto la guida del loro zio[20], Ugo il Grande[3]:


Erberto fu tumulato a Saint-Quentin[19].

Discendenza[modifica | modifica wikitesto]

Erberto II aveva sposato Adele (ca. 895- ca. 931), l'unica figlia del marchese di Neustria e futuro re di Francia, Roberto, e di Adele del Maine, come è indicato nelle Europäische Stammtafeln[21], vol II cap. 10 (non consultate). La parentela di Erberto II con Ugo il Grande (definito fratello della moglie di Erberto) è confermata dalla Chronica Albrici Monachi Trium Fontium , citandoli nell'anno 988,[22]. Infatti Adele era la sorellastra di Ugo il Grande[20]. Erberto da Adele ebbe sette[23] o otto figli[3]:

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b La contea di Madrie, tra il VI ed il X secolo occupava un territorio corrispondente all'attuale Nord-Est del dipartimento dell'Eure
  2. ^ (EN) Genealogy : Carolingi - Beatrix de Vermandois
  3. ^ a b c d e f g h i j k l m (EN) #ES Foundation for Medieval Genealogy : Nobiltà della Francia del nord-HERIBERT II
  4. ^ (LA) Monumenta Germaniae Historica, Scriptores, tomus XXIII, Chronica Albrici Monachi Trium Fontiums, anno 920, Pag 756
  5. ^ (EN) #ES Foundation for Medieval Genealogy : Nobiltà della Francia del nord-HERIBERT II
  6. ^ Sia Erberto che Rodolfo avevano sposato le figlie del re, Roberto I
  7. ^ Rodolfo accettando l'elezione a re dei Franchi occidentali, lasciò il titolo di duca di Borgogna al fratello minore: Ugo.
  8. ^ Carlo il Semplice si era alleato anche con altri normanni del nord della Francia, che, per un biennio, saccheggiarono diverse contee.
  9. ^ a b (LA) Monumenta Germaniae Historica, Scriptores, tomus III, Flodoardi Annales, anno 923, Pag 372
  10. ^ a b (LA) Rodulfus Glaber Cluniacensis: Historiarum Sui Temporis Libri Quinque : liber I, I De Divina Quaternitate, Pag 616 e 617
  11. ^ a b (EN) Foundation for Medieval Genealogy : Re di Francia - CHARLES
  12. ^ a b c d e f (LA) Monumenta Germaniae Historica, Scriptores, tomus III, Flodoardi Annales, anno 928, Pag 378
  13. ^ (LA) Monumenta Germaniae Historica, Scriptores, tomus III, Flodoardi Annales, anno 927, Pag 377
  14. ^ Rodolfo, nel 930, sconfisse i Normanni di Rouen, nel Limosino, li inseguì e li massacrò.
  15. ^ Settipani (1993), pag 224
  16. ^ Rodolfo aveva sposato la sorella di Ugo il Grande, Emma. Anche Erberto II era loro cognato (la moglie Adele era la sorellastra di Ugo e di Emma), ma di Ugo era anche lo zio, infatti era il fratello della mamma, Beatrice di Vermandois, discendente da Carlo Magno.
  17. ^ Ogiva era figlia del re del Wessex, Edoardo il Vecchio (ca. 871924) e sorella dell'attuale re, Atelstano d'Inghilterra (ca. 895 – 939).
  18. ^ Erberto e Ugo il Grande resero omaggio ad Ottone I ad Attigny
  19. ^ a b (LA) Monumenta Germaniae Historica, Scriptores, tomus III, Flodoardi Annales, anno 943, Pag 389
  20. ^ a b (LA) Monumenta Germaniae Historica, Scriptores, tomus III, Flodoardi Annales, anno 943, Pag 390
  21. ^ Le Europäische Stammtafeln sono una raccolta di tavole genealogiche delle (più influenti) famiglie europee.
  22. ^ (LA) Monumenta Germaniae Historica, Scriptores, tomus XXIII, Chronica Albrici Monachi Trium Fontiums, anno 988, Pag 774
  23. ^ (EN) #ES Genealogy : Carolingi-Herbert II
  24. ^ (LA) Monumenta Germaniae Historica, Scriptores, tomus V, Annales Blandinienses, anno 960, Pag 25
  25. ^ (LA) Monumenta Germaniae Historica, Scriptores, tomus III, Flodoardi Annales, anno 946, Pag 393
  26. ^ (LA) Monumenta Germaniae Historica, Scriptores, tomus III, Flodoardi Annales, anno 951, Pag 401
  27. ^ (LA) Monumenta Germaniae Historica, Scriptores, tomus III, Flodoardi Annales, anno 940, Pag 387
  28. ^ (LA) Monumenta Germaniae Historica, Scriptores, tomus III, Flodoardi Annales, anno 949, Pag 399
  29. ^ (FR) Claude Dormay Histoire de la ville de Soissons et de ses rois, ducs, comtes et gouverneurs (1664), vol II, libro V, cap. I, pag 3

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Fonti primarie[modifica | modifica wikitesto]

Letteratura storiografica[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

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