Esercito nazionale dell'Afghanistan

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Esercito nazionale dell'Afghanistan
Afghan Melli-e Ourdou
Emblema dell'esercito nazione afghano
Emblema dell'esercito nazione afghano
Descrizione generale
Attiva 1º dicembre 2002 - oggi
Nazione Afghanistan Afghanistan
Tipo Esercito
Quartier generale Kabul
Comandanti
Comandante in Capo Tenente generale Sher Mohammad Karimi

Fonti citate nel testo

Voci su unità militari presenti su Wikipedia

L'esercito nazionale dell'Afghanistan (Afghan Melli-e Ourdou in pashtu) è parte delle forze armate afghane, attualmente addestrate dalle forze della coalizione per fare in modo che siano pronte ad intervenire in maniera sempre più crescente nelle operazioni militari in Afghanistan. L'esercito nazionale afghano fu costituito negli anni 1880 con l'aiuto dei britannici, quando la nazione era governata dall'emiro Abdur Rahman Khan.[1][2] Prima di questo l'esercito era più che altro una combinazione di tribù e milizie.[3][4][5][6]

Durante la prima e seconda guerra mondiale, l'esercito afghano venne finanziato dalla Germania ma l'Afghanistan rimase neutrale. Dagli anni sessanta ai primi anni novanta, l'esercito afghano venne addestrato ed equipaggiato dall'Unione Sovietica. Dal 1992, l'esercito si frammentò in milizie regionali sotto il comando di signori della guerra locali.

Dopo la caduta dei Talebani avvenuta nel tardo 2001, il nuovo esercito nazionale afghano riprese vita grazie all'aiuto degli Stati Uniti d'America e di altri paesi NATO. Dal 2002, bilioni di dollari sono stati spesi per equipaggiamenti militari, strutture, e aiuti di ogni genere. Gran parte delle armi giunsero dagli USA, che spedirono ad esempio Humvee, fucili d'assalto M16 e giubbotti antiproiettile. Gli aiuti inclusero anche la costruzione di un quartier generale centrale e centri di addestramento sparsi nel paese.[7]

Per contrastare ed eliminare le minacce dei ribelli antigovernativi, il governo di Hamid Karzai ha pubblicizzato l'esercito e offerto una buona paga a chi volesse entrarvi. Nel luglio 2010 l'esercito nazionale afghano contava 134.000 uomini ma l'obiettivo è raggiungere le 260.000 unità, grazie al costante supporto della NATO. Tutti i costi di espansione saranno coperti per la maggior parte dagli USA.[8]

Storia[modifica | modifica sorgente]

Una piccola unità dell'esercito afghano nel 1920

Un esercito afghano è esistito sin dal 1880 quando la nazione era guidata dall'emiro Abdur Rahman Khan[1][2] Prima di questa data, dal 1709 al 1880, l'esercito afghano era un cocktail di tribù e milizie.[3][4][5][6] L'esercito venne modernizzato dal re Amānullāh Khān nei primi anni nel 1900, poco prima della terza guerra anglo-afghana, nella quale il re combatté contro i britannici nel 1919 dopo aver dichiarato l'indipendenza del suo paese. Un ulteriore rinnovamento dell'esercito si ebbe durante il regno di Mohammed Zahir Shah, iniziato nel 1933.

Soldati afghani (anni cinquanta)

Dagli anni sessanta ai primi anni novanta, l'esercito afghano venne addestrato ed equipaggiato dall'Unione Sovietica. Prima della presa del potere del Partito Democratico Popolare dell'Afghanistan nell'aprile 1978, l'esercito contava tre divisioni corazzate, otto divisioni di fanteria (tra i 4.500 e gli 8.000 uomini ciascuna), due brigate da montagna, una brigata di artiglieria, un reggimento della guardia, tre reggimenti di artiglieria, due reggimenti di forze speciali, e un battaglione di paracadutisti. Tutto questo messo al comando di tre corpi d'armata e, con l'eccezione di tre divisioni di fanteria, schierato al confine con il Pakistan da Bagram a Kandahar.[9] Dopo il colpo di Stato, diserzioni e calo di morale devastarono l'esercito, privato anche degli ufficiali facenti parte dell'aristocrazia afghana, colpiti dalle purghe.

Durante la guerra contro i sovietici scoppiata alla fine del 1979, l'esercito nazionale afghano dovette fronteggiare i mujaheddin ribelli. Il problema delle diserzioni rimase grande, con circa 50.000 soldati che scapparono e altri 50-60.000 che persero la vita nel conflitto.[10]

Nel 1992, dopo il ritiro dei sovietici e la caduta del regime comunista a Kabul, l'esercito si divise tra chi rimase fedele al governo e chi invece preferì non fare altrettanto.[11] Verso la metà del 1994 ad esempio, c'erano due "sesti corpi d'armata" paralleli schierati al nord. Uno era basato a Pul-i-Khumri, era guidato da Abdul Rashid Dostam e racchiudeva tre divisioni; l'altro, quello filo-governativo, era forte anch'esso di tre divisioni ma era stanziato a Konduz.[12] In questo periodo la sicurezza dei villaggi era garantita anche da milizie locali formatisi durante l'influenza sovietica nel paese, ma questo aumentò gli attriti e le divisioni perché ogni signore della guerra reclamava il controllo di territori che non gli appartenevano.

L'esercito afghano nel 1978[13]
  • Quartier generale (Kabul)
    • 7ª divisione (Kabul)
    • 8ª divisione (Kabul)
    • 4ª e 15ª brigata corazzata
    • reggimento delle guardie repubblicane
  • 2º corpo d'armata (Kandahar)
  • 3º corpo d'armata (Gardez)
  • 9ª divisione (Chugha-Serai)
  • 11ª divisione (Jalalabad)
  • 12ª divisione (Gardez)
  • 14ª divisione (Ghazni)
  • 15ª divisione (Kandahar)
  • 17ª divisione (Herat)
  • 18ª divisione (Mazar-i Sharif)
  • 20ª divisione (Nahrin)
  • 25ª divisione (Khowst)

Questo periodo venne seguito nel 1996 dal regime talebano, che decise di rimuovere le milizie e controllare il paese avvalendosi della Shari'a. I talebani avevano anche un proprio esercito gestito da comandanti di fiducia, alcuni dei quali addestrati in segreto dai servizi segreti pakistani nella linea Durand. Dopo la caduta dei talebani avvenuta nel tardo 2001, il ministro della difesa organizzò formazioni militari da schierare a nord, nord-est e attorno alla capitale Kabul. Alla fine del 2002 queste unità erano il 1º corpo d'armata (Nangarhar), 2º corpo d'armata (Kandahar, comandato da Gul Agha Shirzai e suoi alleati), 3º corpo d'armata (Paktia, comandato per volere degli americani da Atiquallah Ludin), 4º corpo d'armata (Herat, diretto da Ismail Khan), 6º corpo d'armata (Konduz), 7º corpo d'armata (Mazar-i Sharif agli ordini di Ustad Atta Mohammad Noor),[14] 8º corpo d'armata (a Sheberghan) e corpo d'armata centrale (Kabul).[15]

Il primo lotto di graduati del nuovo esercito nazionale afghano (2002)

Il nuovo esercito nazionale afghano venne fondato con decreto del presidente Hamid Karzai il 1º dicembre 2002. Al momento della sua elezione Karzai fissò tra i suoi obiettivi quello di accrescere l'esercito a 70.000 effettivi entro il 2009,[16] tuttavia molti esperti occidentali e il ministro della difesa Abdul Rahim Wardak ritennero questo numero insufficiente per garantire la sicurezza del paese, sostenendo che erano necessari almeno 200.000 soldati per far fronte ai talebani e ad al-Qaida.[17]

Il primo battaglione del nuovo esercito venne addestrato dall'esercito inglese (parte dell'ISAF) e divenne il 1º battaglione della guardia nazionale afghana[18] (anche se i ranghi non erano completi). Dopo alcune considerazioni si scelse di affidare la formazione del personale combattente afghano alle forze speciali statunitensi; così il lavoro venne affidato al 3º gruppo forze speciali di Fort Bragg che costruì un campo d'addestramento sfruttando una vecchia costruzione sovietica situata nella parte est di Kabul, vicino al quartier generale ISAF. L'addestramento cominciò all'incirca nel maggio 2002, con un difficile ma soddisfacente processo di reclutamento che portò reclute da tutto l'Afghanistan. Le istruzioni erano fornite in pashtu, persiano, dari e arabo.[19]

Soldati afghani della scuola sottufficiali attendono di ricevere ulteriore addestramento nella Forward Operating Base Thunder (base operativa avanzata "tuono")

Nel gennaio 2003, più di 1.700 soldati ordinati in cinque Kandaks (battaglione in pashtu) avevano completato le dieci settimane di addestramento previste, e nel giugno dello stesso anno il numero salì a 4.000. Il reclutamento comunque presentò, inizialmente, problemi dovuti alla scarsa cooperazione dei signori della guerra locali e di altre forze NATO, inoltre il tasso di diserzioni nell'estate 2003 si attestò al 10% e si calcola che in data marzo 2004 circa 3.000 uomini avevano abbandonato il proprio posto. Proprio nel marzo 2004 scoppiò uno scontro a Herat tra l'esercito privato del governatore Ismail Khan e il 4º corpo d'armata filo-governativo.[20] L'esercito afghano uccise il figlio di Ismail e placò la rivolta (che procurò in totale tra le 50 e le 100 vittime), quindi trasferì ad Herat un contingente di 1.500 soldati per prevenire atti simili.

La paga di un soldato afghano durante l'addestramento era in origine di 30 $ al mese aumentati a 50 $ dopo aver completato il corso, ma col tempo la cifra si è alzata fino a 165 $ con punte di 230 $ per chi presta servizio in zone a medio rischio e 240 $ per le zone ad alto rischio;[21] il 95% degli stipendi viene erogato tramite trasferimenti bancari elettronici.[22] Sotto le armi ci sono anche ragazzi sotto i 18 anni e molti sono i casi di analfabetismo. La crescita del personale comunque è continuata e nel luglio 2003 i soldati addestrati erano 5.000. In questo mese, circa mille di loro vennero impiegati dagli americani nella loro operazione Warrior Sweep, segnando così la più importante operazione di guerra per le truppe afghane.

Addestramento[modifica | modifica sorgente]

Militari afghani si preparano per addestrarsi a condurre assalti aviotrasportati nel 2007
Soldati si addestrano a Kandahar nel 2008
Addestramento allo sminamento di IED

Le nazioni partecipanti all'operazione Enduring Freedom si sono accollate differenti responsabilità per far rinascere l'esercito afghano. Tutti gli sforzi sono unificati nel comando multinazionale di Kabul chiamato Combined Security Transition Command – Afghanistan (CSTC-A). Da parte afghana, tutto l'addestramento e la formazione militare (compresi i centri di addestramento e le scuole militari) dell'esercito è gestita dal nuovo Afghan National Army Training Command (ANATC) che risponde direttamente al comandante in capo dell'esercito. Le forze della coalizione aiutano con consigli e supporto militare attraverso la Task Force Phoenix, ufficializzata nell'aprile 2003 e basata nel centro di addestramento di Kabul. Ogni comando dell'esercito afghano competente per unità di dimensioni superiore al battaglione include un Operational Mentor and Liaison Team (OMLT) formato da addestratori NATO che fungono da collegamento con i comandi ISAF.

Al momento dell'iscrizione, dopo aver compilato i moduli cartacei del caso, l'aspirante recluta immette i dati personali in uno speciale database biometrico e quindi viene sottoposta ad esami medici ed a vaccinazioni.[23] L'addestramento di base individuale è condotto prima di tutto da istruttori dell'esercito afghano al centro di addestramento di Kabul coadiuvati e assistiti da personale NATO. Personale statunitense coordina anche la formazione del personale afghano indirizzato all'addestramento reclute. Un team dell'esercito francese sovrintende la formazione di ufficiali e comandanti di plotone o compagnia grazie ad un'apposita brigata, basata anch'essa nel centro di addestramento di Kabul. Anche il Regno Unito supervisiona l'addestramento di ufficiali e sottufficiali di fanteria. Le forze canadesi supervisionano parte del processo iniziale di addestramento rivolgendo la loro attenzione a soldati, sottufficiali e ufficiali.

L'addestramento di tutto il personale afghano è comunque attualmente incentrato in due scuole militari afghane, entrambe site in Kabul. L'accademia militare, nei pressi dell'aeroporto internazionale, comprende un corso di formazione di quattro anni volto a fornire alla collettività competenti sottotenenti. La prima classe di cadetti è stata istituita nel 2005. Un contingente di soldati statunitensi e turchi assiste il personale afghano.

Operazioni militari[modifica | modifica sorgente]

In seguito all'incidente del volo Kam Air 904 avvenuto il 4 febbraio 2005, l'ISAF organizzò numerose quanto fallimentari operazioni di soccorso con elicotteri. Anche l'esercito afghano, dietro ordine del ministero della difesa, inviò una squadra a cercare il relitto dell'aereo, trovato in cima al monte Chaperi (3.400 m) situato 32 km a est di Kabul.[24] In un'altra missione di soccorso sono stati impiegati elicotteri Mil Mi-8 per evacuare le vittime di un'alluvione nella provincia di Parvan. Ben 383 famiglie vennero trasportate in luoghi sicuri.[25]

Plotone di soldati afghani in un'operazione di soccorso nel febbraio 2005

L'esercito nazionale afghano ha iniziato a condurre piccole operazioni militari indipendenti[26] portate su larga scala nella primavera 2009.[26] Una di queste operazioni si concretizzò in uno sconfinamento in territorio pakistano con lancio di missili per rappresaglia ad un tentativo pakistano di costruire una struttura militare nella provincia di Paktika.[27]

Tra le maggiori operazioni intraprese dall'esercito nazionale afghano figura l'operazione Achilles portata a termine con l'appoggio ISAF; iniziata il 6 marzo 2006, si è conclusa il 30 maggio 2007 con una vittoria dell'esercito afghano che ha sloggiato i talebani dal nord della provincia di Helmand.[28] Nella battaglia di Musa Qala (7 - 12 dicembre 2007) poi l'esercito afghano, ancora supportato dall'ISAF, ha riportato l'omonima città nelle mani del governo centrale obbligando i talebani a fuggire a nord. Nell'operazione Panther's Claw ("artiglio della pantera", 19 giugno - 20 agosto 2009), diretta dal Regno Unito aiutato da circa 3.000 soldati tra afghani, danesi ed estoni, sono state distrutte basi talebane e pakistane collegate alla produzione di oppio. L'operazione Khanjar (2 luglio - 20 agosto 2009) iniziata dagli USA nella provincia dell'Helmand ha visto la partecipazione di circa 4.000 Marines della 2nd Marine Expeditionary Brigade e 650 soldati afghani.

Equipaggiamenti[modifica | modifica sorgente]

A partire dai primi anni settanta, l'esercito afghano era equipaggiato principalmente con fucili d'assalto russi AK-47. Nel 2008, sono stati sostituiti con gli M16 di produzione statunitense e i Colt C7 di produzione canadese. Il processo di modernizzazione è continuato sostituendo vecchi pick-up con gli Humvee.[29][30]

Veicoli corazzati da combattimento[modifica | modifica sorgente]

Modello Immagine Tipo Numero Data Costruttore
BRDM-2 Brdm2 c.jpg Veicolo trasporto truppe URSS URSS
BMP-1 Afghan National Army on patrol.jpg Veicolo trasporto truppe 120 URSS URSS
BMP-2 BMP-2 1.JPG Veicolo trasporto truppe 550 1987–2002 URSS URSS
M113 M113A1-latrun-1.jpg Veicolo trasporto truppe 63 Stati Uniti Stati Uniti
Humvee ANA at KMTC in 2009.jpg Veicolo trasporto truppe 4,150 Stati Uniti Stati Uniti
M1117 Armored Security Vehicle M1117 Armored Security Vehicle.jpg Internal security vehicle 18 Stati Uniti Stati Uniti

Carri armati[modifica | modifica sorgente]

Modello Immagine Numero Data Costruttore
T-54/55 T-55AM2B at Panzermuseum Munster.jpg 600 1961–1991 URSS URSS
T-62 T62 Afghanistan.JPG 170 1973–1991 URSS URSS

Contraerea e artiglieria[modifica | modifica sorgente]

Modello Immagine Tipo Numero Costruttore
BM-21 1372 bm 21 grad.JPG Lanciarazzi multiplo URSS URSS
ZSU-23-4 Shilka ZSU 23-4.JPG Semovente antiaereo 20 URSS URSS
23 mm ZU-23 ZU-23-2 in Saint Petersburg.jpg Cannone contraereo 5.000 URSS URSS
ZPU-4 Cannone contraereo URSS URSS
122 mm D-30 Artilleryman of the Afghan National Army.jpg Obice URSS URSS
152 mm ML-20 152 mm howitzer-gun M1937 (ML-20) 1.jpg Obice URSS URSS
152 mm D-1 D1 howitzer kiev.jpg Obice URSS URSS
122 mm M-30 M30 howitzer nn 1.jpg Obice URSS URSS
155 mm M114 USArmy M114 howitzer.jpg Obice 24 Stati Uniti Stati Uniti
SS-1 Scud SCUD 2.JPG Lanciamissili balistico URSS URSS

Armi[modifica | modifica sorgente]

Modello Tipo Numero Data Produttore
Pistola Makarov Pistola semiautomatica URSS URSS
Stechkin APS Pistola semiautomatica URSS URSS
Tokarev TT-33 Pistola semiautomatica URSS URSS
Beretta M9 Pistola semiautomatica Italia Italia
Vz 61 Skorpion Pistola mitragliatrice Cecoslovacchia Cecoslovacchia
Mosin-Nagant fucile bolt-action URSS URSS
AKM Fucile d'assalto URSS URSS
AK-47 Fucile d'assalto URSS URSS
AK-74 Fucile d'assalto URSS URSS
Type 56 Fucile d'assalto Cina Cina
M16 Fucile d'assalto 104.000 2007–2009 Stati Uniti Stati Uniti
M4 Fucile d'assalto 2.200 2008–2009 Stati Uniti Stati Uniti
C7 Fucile d'assalto 2.500 2007–2008 Canada Canada
Dragunov Fucile di precisione URSS URSS
M24 Fucile di precisione 1.544 Stati Uniti Stati Uniti
PK Mitragliatrice leggera URSS URSS
M249 SAW Mitragliatrice leggera 2.600 Belgio Belgio
RPK ATM Mitragliatrice leggera URSS URSS
M240 Mitragliatrice leggera 4.300 Belgio Belgio
DShK Mitragliatrice pesante URSS URSS
M2 Mitragliatrice pesante 576 Stati Uniti Stati Uniti
RPG-7 Lanciagranate URSS URSS
SPG-9 Cannone senza rinculo URSS URSS
GP-25 Lanciagranate URSS URSS
M203 Lanciagranate 2.250 Stati Uniti Stati Uniti
Mortaio 82 mm Mortaio 58 URSS URSS
M224 Mortaio Stati Uniti Stati Uniti
M252 Mortaio Stati Uniti Stati Uniti

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b (EN) Second Afghan War (Battle of Maiwand) in britishbattles.com. URL consultato il 22 gennaio 2011.
  2. ^ a b (EN) Second Afghan War (March to Kandahar and the Battle of Baba Wali) in britishbattles.com. URL consultato il 22 gennaio 2011.
  3. ^ a b (EN) First Afghan War (Battle of Ghuznee) in britishbattles.com. URL consultato il 22 gennaio 2011.
  4. ^ a b (EN) First Afghan War (Battle of Kabul 1842) in britishbattles.com. URL consultato il 22 gennaio 2011.
  5. ^ a b (EN) First Afghan War (Battle of Kabul and retreat to Gandamak) in britishbattles.com. URL consultato il 22 gennaio 2011.
  6. ^ a b (EN) First Afghan War (The Siege of Jellalabad) in britishbattles.com. URL consultato il 22 gennaio 2011.
  7. ^ Tini Tran, Afghanistan to get $2 billion in U.S. gear in =afghannews.net. URL consultato il 22 gennaio 2011.
  8. ^ (EN) BBC News, Obama 'mulls Afghan army boost' in BBC News, 19 marzo 2009. URL consultato il 22 gennaio 2011.
  9. ^ (EN) The 1978 Revolution and the Soviet invasion in globalsecurity.org. URL consultato il 22 gennaio 2011.
  10. ^ J. Bruce Amstutz, The First Five Years of Soviet Occupation, Google Books. URL consultato il 22 marzo 2009.
  11. ^ Vedi ad esempio Anthony Davis, The Battlegrounds of Northern Afghanistan, Jane's Intelligence Review, 1994, p. 323 e segg.
  12. ^ Anthony Davies, JIR, 1994
  13. ^ Mark Urban, War in Afghanistan, pp. 12-14, ed. MacMillian Press, Basingstoke, ISBN 0-333-43263-0
  14. ^ (EN) Army develops despite militia disarmament issues in reliefweb.int. URL consultato il 22 gennaio 2011.
  15. ^ Antonio Giustozzi, Military Reform in Afghanistan, in Confronting Afghanistan's Security Dilemmas, pp. 23-31, Bonn International Centre for Conversion, Brief 28, 2003; (EN) Afghanistan - Militia Facilities in globalsecurity.org. URL consultato il 22 gennaio 2011.
  16. ^ (EN) Afghanistan - Army in globalsecurity.org. URL consultato il 22 gennaio 2011.
  17. ^ (EN) Defence minister says Afghan army must be 5 times larger in cbc.ca. URL consultato il 22 gennaio 2011.
  18. ^ Antonio Giustozzi, Auxiliary Force or National Army: Afghanistan "ANA" and the COIN Effort, 2002–2006, volume 18: Small Wars and Insurgencies, p. 48, 2007
  19. ^ (EN) 3rd Special Forces Group (Airborne), 1st Special Forces Regiment in globalsecurity.org. URL consultato il 22 gennaio 2011.
  20. ^ (EN) General Mohammad Ismail Khan in globalsecurity.org. URL consultato il 22 gennaio 2011.
  21. ^ (EN) DEPARTMENT OF DEFENSE, AFGHAN ARMY'S CURRENT STATUS in defense.gov, 18 febbraio 2010..
  22. ^ (EN) DEPARTMENT OF DEFENSE, CONFRONTING CORRUPTION IN AFGHANISTAN in defense.gov, 17 maggio 2010..
  23. ^ (EN) Senior Airman Kat Lynn Justen, 111128-F-HS721-086 in flickr.com, NATO Training Mission-Afghanistan, 28 novembre 2011. URL consultato il 15 aprile 2012..
  24. ^ (EN) Afghan National Army Assists in Plane Crash Aftermath in defenselink.mil. URL consultato il 26 gennaio 2011.
  25. ^ (EN) Afghan Army helicopters and soldiers assist flood victims in blackanthem.com. URL consultato il 26 gennaio 2011.
  26. ^ a b (EN) Afghan Officials Want War Goals Maintained in washingtonindependent.com. URL consultato il 26 gennaio 2011.
  27. ^ (EN) Clash erupts between Afghan, Pakistani forces over border fence in monstersandcritics.com. URL consultato il 26 gennaio 2011.
  28. ^ (EN) Operation Achilles making progress. URL consultato il 26 gennaio 2011.
  29. ^ (EN) Army Times: National Army swaps AK47s for M16s, pickups for Humvees in arsicsouth7.wordpress.com. URL consultato il 23 gennaio 2011.
  30. ^ (EN) Afghan soldiers pick up US weapons in google.com. URL consultato il 23 gennaio 2011.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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