Civiltà babilonese

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Impero babilonese
Dati amministrativi
Lingue parlate
Capitale Babilonia
Politica
Forma di Stato Monarchia assoluta e teocratica
Forma di governo
Nascita II millennio a.C.
Causa gli Amorrei conquistano Babilonia
Fine
Territorio e popolazione

L'inizio della civiltà babilonese è collocabile all'inizio del II millennio a.C., quando al predominio dei sumeri nell'area della città di Babilonia si sostituì quello degli Amorrei.

Sumuabun diede inizio alla prima dinastia babilonese che governò il nuovo stato, con capitale Babele.

Per secoli fu solo una città di provincia, poi divenne la capitale dell'impero di Hammurabi (XVIII secolo a.C.), che sottomise tutta la Mesopotamia.

Primo impero babilonese[modifica | modifica wikitesto]

Fu all'inizio del II millennio a.C. che l'impero babilonese raggiunse il massimo del suo splendore con il re Hammurabi. Questi espanse enormemente il suo dominio su tutta la bassa Mesopotamia e fece di Babilonia il centro di una rete di alleanze con tutte le città più importanti della regione.

Il re distrusse inoltre la città di Mari, situata sull'Eufrate, nella Mesopotamia centrale, costruita da popolazioni semite provenienti dal Deserto Arabico.

Nel Palazzo di Mari sono state ritrovate numerose tavolette di scrittura, ma l'innovazione più importante dell'epoca fu il grande codice legislativo, il Codice di Hammurabi, il cui ritrovamento, oltre a chiarire i vari aspetti della politica e della giustizia babilonese, ha anche permesso di ricostruire la gerarchia sociale dell'impero. Si pensa che la morte del Re accadico fosse legata a qualche miscuglio di droghe pesanti di quell'epoca.

Il Codice di Hammurabi[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Codice di Hammurabi.
Stele con inciso il codice di Hammurabi.Ha la forma di un dito indice rivolto verso l'alto, a simboleggiare il gesto che faceva il re quando dava gli ordini.

Il codice di Hammurabi era una raccolta di circa 280 leggi scritte in una stele in pietra. La punizione dipendeva dalla classe sociale. La legge più famosa è "Se una persona cava l'occhio ad un altro, gli venga cavato l'occhio".

Dominazione cassita[modifica | modifica wikitesto]

La situazione mutò quando nel 1531 a.C. il re ittita Mursili I invase la regione, causando il crollo dello stato amorreo. Allora la regione fu invasa dai Cassiti che stabilirono il loro regno a Babilonia, regno che durò dal XVI al XII secolo a.C.

La seconda dinastia cassita venne però abbattuta dagli Elamiti nel 1155 a.C.

Medio regno[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1155 a.C. iniziò un lungo periodo di indipendenza per Babilonia, sebbene la città non fosse più importante come in passato.

In questo periodo si succedettero parecchie dinastie: la seconda dinastia di Isin o quarta di Babilonia regnò dal 1125 al 1025, la quinta dinastia dal 1025 al 1004, la sesta fino al 985, la settima solo fino al 979, seguita dall'ottava fino al 943, infine la nona dinastia babilonese regnò dal 943 al 732.

Dominazione assira[modifica | modifica wikitesto]

Nel 732 a.C. Babilonia venne conquistata dall'Impero assiro e sotto tale dominio rimase per circa un secolo.

I babilonesi si ribellarono contro il dominio assiro sotto Mushezib-Marduk e ancora sotto Shamash-shum-ukin ma Babilonia fu assediata e conquistata da Sennacherib e ancora da Assurbanipal (Kandalanu).

Durante il regno di Sennacherib, Babilonia rimase in costante stato di rivolta, che ebbe fine solo con la completa distruzione della capitale. Nel 689 a.C. le sue mura, templi e palazzi furono rasi al suolo e le macerie gettate nell'Arakhtu, il canale che delimitava a sud la prima città di Babilonia. Tale atto impressionò la coscienza religiosa della Mesopotamia; il susseguente assassinio di Sennacherib fu considerato un'espiazione di quanto era successo, e il suo successore Assarhaddon si premurò di ricostruire la città vecchia, ricevendo lì la sua corona, e la rese sua residenza durante il resto dell'anno. Alla sua morte Babilonia fu lasciata dal suo primogenito Shamash-shum-ukin, che alla fine guidò una rivolta contro suo fratello Assurbanipal di Assiria.

Una volta ancora Babilonia fu assediata dagli Assiri e costretta alla resa. Assurbanipal purificò la città e celebrò un "servizio (religioso) di riconciliazione", ma non arrischiò di "mettere le mani" su Bel. Nel successivo rovesciamento dell'Impero assiro i Babilonesi videro un altro esempio della vendetta divina.

L'Impero neo-babilonese[modifica | modifica wikitesto]

Nabopolassarre guidò la rivolta dei Babilonesi contro gli Assiri nel 626 a.C. e ripristinò l'indipendenza della città.

Pochi anni dopo, nel 612 a.C., Babilonia riuscì a conquistare e distruggere Ninive e l'impero assiro. Da questa data il regno neo-babilonese viene chiamato "impero".

Nel 605 a.C., i Babilonesi sgominarono gli Egiziani nella battaglia di Carchemish e così si affermarono quale maggior impero mediorientale.

Col recupero dell'indipendenza babilonese si inaugurò una nuova epoca di attività architettoniche e Nabucodonosor II rese Babilonia una delle meraviglie del mondo antico.

Fu sotto il governo del re Nabucodonosor (605 a.C.-562 a.C.) che Babilonia divenne una delle più splendide città del mondo antico. Nabucodonosor ordinò la completa riedificazione dei giardini imperiali, inclusa la ricostruzione dell'Etemenanki e la ricostruzione della Porta di Ishtar, la più spettacolare delle otto porte che circondavano il perimetro di Babilonia. La Porta di Ishtar sopravvive oggi nel Museo di Pergamo a Berlino. Si crede anche che Nabucodonosor abbia fatto costruire i Giardini pensili di Babilonia (una delle sette meraviglie del mondo antico) che si dice egli avesse costruito per la sua moglie malata Amyitis.

Gerarchia sociale[modifica | modifica wikitesto]

  • Awilum, (uomini liberi, per lo più proprietari terrieri).
  • Mushkenum, (a metà fra gli uomini liberi e gli schiavi, offrivano i loro servigi a palazzo in cambio di protezione).
  • Wardum, (schiavi, che potevano essere liberati).

Il re governava, naturalmente, su tutti ed inoltre, era anche il maggiore proprietario terriero e le sue terre erano coltivate dagli schiavi.

C'era inoltre una classe sociale non dissimile dall'odierna borghesia, il fiore all'occhiello dell'economia babilonese, fra cui vi erano medici, artigiani e commercianti.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Giovanni Pettinato, Babilonia, centro dell'universo, Milano, Rusconi, 1988. ISBN 88-18-88007-1
  • Joan Oates, Babilonia, ascesa e decadenza di un impero, Roma, Newton & Compton, 1988.

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