Characene

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Se riscontri problemi nella visualizzazione dei caratteri, clicca qui.
Curly Brackets.svg
A questa voce o sezione va aggiunto il template sinottico {{Stato storico}}
Per favore, aggiungi e riempi opportunamente il template e poi rimuovi questo avviso.
Per le altre pagine a cui aggiungere questo template, vedi la relativa categoria.
Estensione geografica del Characene nel 51 a.C.

Il Characene, anche noto come Mesene (in giudeo-aramaico: חבל ימא, Ḥevel Yama, "Terra mare"[1]), fu un antico regno ellenistico indipendente o semi-indipendente della Mesopotamia, posto all'estremo sud della fertile regione, in corrispondenza delle foci del Tigri e dell'Eufrate. La sua capitale era Charax Spasinu (Antiochia in Susiana), punto d'incrocio fra India e Mesopotamia. È assai probabile che la lingua ufficiale del regno fosse la Koinè, il greco parlato nelle regioni ellenistiche o ellenizzate.

Con il crollo dell'Impero persiano archemenide, ad opera di Alessandro Magno, la Mesopotamia passò prima ai Seleucidi poi ai Parti. Il regno nacque all'epoca del re seleucide Antioco IV Epifane (175-164 a.C.) come una satrapia; nel 127 a.C. circa il satrapo Aspasine si proclamò re. Nel 51 a.C. il regno comprendeva tutti i territori mesopotamici attorno al Golfo persico. Fu occupato da Traiano e poi passò ai Parti, all'inizio del regno di Vologase IV (anni 150), diventando un regno semi-autonomo; con la caduta dei Parti il regno si disciolse.

I sovrani del Characene erano ellenistici o ellenizzati ed usavano (secondo i costumi greci) farsi rappresentare su monete coniate conformemente agli standard della monetazione greca, principalmente tetradracme di argento con legende greche e, successivamente, aramaiche; poiché le monete erano datate secondo il calendario seleucide, è possibile ricostruire con certezza la successione dei monarchi.

Sovrani di Characene[modifica | modifica wikitesto]

Aspasine (209-124 a.C.), fondatore del regno.
  • Aspasine c. 127-124 a.C.
  • Apodakos c. 110/09-104/03 a.C.
  • Tiraios I 95/94-90/89 a.C.
  • Tiraios II 79/78-49/48 a.C.
  • Artabazos 49/48-48/47 a.C.
  • Attambelos I 47/46-25/24 a.C.
  • Theonesios I c. 19/18 a.C.
  • Attambalos II c. 17/16 a.C. - d.C. 8/9
  • Abinergaos I 10/11; 22/23
  • Orabazes I c. 19
  • Attambalos III c. 37/38-44/45
  • Theonesios II c. 46/47
  • Theonesios III c. 52/53
  • Attambalos IV 54/55-64/65
  • Attambalos V 64/65-73/74
  • Orabazes II c. 73-80
  • Pacoro 80-101/02
  • Attambalos VI c. 101/02-105/06
  • Theonesios IV c. 110/11-112/113
  • Attambalos VII 113/14-117
  • Meredates c. 131-150/51
  • Orabazes II c. 150/51-165
  • Abinergaios II (?) c. 165-180
  • Attambalos VIII c. 180-195
  • Maga (?) c. 195-210
  • Abinergaos III c. 210-222

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Talmud babilonese, Kiddushin 72.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Schuol, Monika: Die Charakene. Ein mesopotamisches Königreich in hellenistisch-parthischer Zeit (= Oriens et occidens 1), Stuttgart 2000, ISBN 3-515-07709-X
  • Sheldon A. Nodelman, "A Preliminary History of Charakene", Berytus 13 (1959/60), 83-121, XXVII f.,