Sin (divinità)

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Il re Ur-Nammu con il dio Sin

Sin in accadico (Nanna in sumerico) era il dio lunare della mitologia babilonese, nonché protettore del ciclo lunare e degli elementi naturali connessi. Le due sedi principali del culto del dio erano ad Ur ed a Carre, benché in Mesopotamia si trovino moltissimi templi dedicati al dio a causa della sua antichissima venerazione.

L'Historia Augusta riporta che l'imperatore romano Caracalla venne assassinato nel 217 mentre era diretto a Carre per venerare Lunus. Lo stesso autore riporta l'opinione diffusa nella regione secondo cui colui che avesse venerato la divinità lunare riferendosi ad essa al femminile, sarebbe stato soggetto alla volontà delle donne; mentre chi si fosse riferito ad essa al maschile, avrebbe dominato la propria vita.[1][2] Sebbene alcuni studiosi hanno suggerito che Lunus possa essere la forma latinizzata di Men, altri l'hanno associato più solidamente al dio Sin.[1]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b (EN) Aelius Spartianus, The Life of Antoninus Caracalla in Historia Augusta. URL consultato il 3 aprile 2009.
  2. ^ (LA) Aelius Spartianus, Vita Antonini Caracallae in Historia Augusta. URL consultato il 3 aprile 2009.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

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