Nabucodonosor II
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Nabucodonosor II (... – settembre 562 a.C.) fu un sovrano babilonese che regnò per 43 anni, dal 605 a.C. alla morte [1].
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[modifica] L'ascesa e le vittorie
Nabucodonosor II fu il re babilonese forse più noto in ogni tempo anche per aver conquistato e distrutto Gerusalemme e il suo tempio, evento riportato anche nella Bibbia.
Si dimostrò un valido condottiero fin da prima di divenire re: nel 605 a.C. sconfisse l'esercito egiziano presso Carchemis causandone gravi perdite, inseguì i superstiti che si diedero alla fuga e li uccise. Alla morte del padre, subito dopo tale battaglia, tornò a Babilonia (agosto-ottobre del 605 a.C.) per ascendere al trono ed esservi incoronato ufficialmente nell'aprile del 604 a.C. Nei suoi primi dieci anni di regno, quasi annualmente, compì estese campagne militari nella zona di Hattu e fece raccolte di pesanti tributi che usò poi per finanziare le sue campagne militari e per l'edificazione delle imponenti opere di difesa e di abbellimento della città di Babilonia.
Fonti archeologiche [2] narrano della sua conquista di Ascalona, nel suo primo anno di regno (novembre-dicembre 604 a.C.). Distrusse la città e se ne tornò a Babilonia nel gennaio-febbraio del 603.
Durante il suo secondo anno di regno assediò un'altra città, ma lacune nella fonte non permettono di compredere di quale si tratti. Dopo circa 4 anni del suo regno, nel 601 a.C., Nabucodonosor fece del regno di Giuda, retto dal re Ioiachim, un suo vassallo. Forte di questo vassallaggio, che non lo avrebbe stretto fra due fuochi nemici, attaccò l'Egitto. Gli Egiziani lo seppero per tempo e prepararano una forte contro offensiva, ma l'esito fu ugualmente disastroso per entrambi gli eserciti. Nabucodonosor dovette tornare quasi sconfitto in patria. Compì poi un'incursione contro i paesi dell'Arabia, durante il suo sesto anno di regno, nella prima parte del 598 a.C. Ne ricavò un considerevole bottino [3].
Nell'ottobre del 597 a.C., domò la ribellione di Ioiachim, suo vassallo da tre anni. Probabilmente, proprio all'inizio dell'assedio dei babilonesi, lo stesso Ioiachim morì, dopo undici anni di regno. Nabucodonosor conquistò la città nel gennaio-febbraio del 597 e fu artefice della prima deportazione del popolo ebraico (marzo 597). Fra i deportati in quell'occasione vi furono, oltre allo stesso re Ioiachin, il profeta Daniele, allora giovanissimo, e i notabili della città. Dopo aver messo Mattania, zio di Ioiachim, sul trono di Gerusalemme col nome di Sedecia, Nabucodonosor II tornò a Babilonia. Gerusalemme e il suo tempio, stavolta, furono risparmiati.
Domò poi con mano ferma una ribellione, anche militare, in Babilonia, durante il suo decimo anno di regno, trucidando di sua mano molti dei militari ribelli e rendendosi perciò un re fortemente temuto.
Conquistò anche Tiro (dopo aver distrutto Gerusalemme nell'ottobre del 587 a.C.) cingendo d'assedio la città per 13 anni (forse nel 586/585-572 a.C.). Alla fine il re di Tiro si arrese, ma lasciò senza bottino di guerra il re babilonese e si rifugiò con i beni della città sulla parte isolana, che sarà poi conquistata solo più tardi da Alessandro Magno. In una successiva campagna contro l'Egitto, probabilmente tra il 567 e il 566 a.C.), nel domare una nuova ribellione di Tiro, poté rifarsi del bottino perso in occasione del precedente assedio.
[modifica] La distruzione di Gerusalemme
A seguito di una ennesima rivolta degli Israeliti, che strinsero un patto d'alleanza con gli Egiziani, durante il governo di Sedecia, nominato governatore di Gerusalemme nove anni prima dallo stesso Nabucodonosor II, i Babilonesi assediarono nuovamente la loro capitale Gerusalemme. L'accerchiamento si protrasse fino all'undicesimo anno di Sedecia. Un tentativo di intervento dell'alleato egiziano a favore di Giuda fu vanificato. I babilonesi tolsero solo momentanemente l'assedio, respinsero in Egitto l'esercito che veniva in soccorso e ripresero l'assedio, che si concluse nel luglio-agosto del 587 a.C. con l'apertura di una breccia nelle mura e con la conseguente distruzione del Tempio e delle mura della città.
La popolazione superstite fu in parte deportata come prigioniera a Babilonia nel mese successivo, dopo aver finito di demolire le città e il tempio; altra parte del popolo fu poi deportata prigioniera in Egitto. È da questo avvenimento (dalla distruzione del tempio di Gerusalemme nel settembre-ottobre 587 a.C. che Daniele comincia a contare i 70 anni di schiavitù profetizzati dalla Bibbia [4]. Il popolo giudeo rimase prigioniero di Babilonia fino al 517 a.C. Due anni dopo la caduta di Babilonia, Ciro, col suo editto a favore degli Ebrei, permise ai prigionieri di fare ritorno in patria, ponendo così fine alla prigionia babilonese, appunto 70 anni dopo la distruzione del Tempio che rappresentava l'autorità teocratica del Dio d'Israele.
[modifica] Religione e lavori pubblici
Il re Nabucodonosor era particolarmente devoto a Marduk, il principale dio di Babilonia, e a lui attribuiva il merito delle sue vittorie. Abbellì il tempio di Marduk e quelli di numerose altre divinità babilonesi. L'immagine d'oro che eresse nella Pianura di Dura era forse indirettamente dedicata a Marduk, ma certamente voleva esaltare la sua brama di fama e gloria (Daniele 24:29-30). Inoltre faceva molto affidamento sulla divinazione per decidere le sue mosse strategiche.
Molta importanza sembra che fosse data da Nabucodonosor al leone, come simbolo di forza probabilmente, osservabile nelle diverse raffigurazioni simboleggiate da una falce (simbolo anche del Leone) tenuta in mano. Figure di tale animale sono evidenziate dai bassorilievi dei 120 leoni a dimensione naturale, lunghi 2,3 metri (60 per ogni lato) che sono sui muri della via della processione dell'Akitu, la via principale di Babilonia alla quale si accedeva dalla famosa porta di Hishtar, restaurata e conservata in un museo.
Nel suo 37esimo anno di regno ufficiale [5] ordinò la compilazione del diario astronomico, da farsi durante l'anno successivo, il 38esimo del suo regno (567 a.C.) [6]. Il documento è ormai famoso come "Vat 4956" ed è conservato nel museo di Berlino. [7] .
A Nabucodonosor II si deve anche la restaurazione di Babilonia e il completamento delle mura di difesa iniziate da suo padre Nabopolassar che la resero la città più fortificata dell'antichità. Sotto il suo regno furono realizzati anche i giardini pensili, una delle sette meraviglie del mondo antico, come regalo alla regina Amitis, originaria della Media. Gli stessi ziggurat, che si elevavano alti a Babilonia - probabilmente circa 100-120 metri - erano stati degli osservatori astronomici per le osservazioni fatte nel diario Vat 4956 [8] . Si tratta di un tentativo di comunicare con le divinità, studiando appunto le stelle, e rappresentavano il "sentirsi piccoli" di fronte al divino.
[modifica] Note
- ^ Una minoranza di storici data invece il suo regno tra il 625 e il 582 a.C.[senza fonte] La collocazione storica dei re del periodo neobabilonese (da Nabopolàssar/Kandalanu a Evil Merodac), come datazione, è controversa. Dal 1950 in poi, sulla base del ritrovamento e dell'analisi di nuovi reperti archeologici, è divenuta più accreditata la data che indica nel 605 a.C. l'ascesa di Nabucodonosor II.
- ^ Il BM. 21946, alla riga 18 frontale
- ^ Il testo dice anche: "depredò i loro animali e déi"
- ^ Daniele 9:1-2
- ^ Come indicato sul bordo del reperto archeologico Vat 4956, la seconda riga
- ^ Come ribadito pure nella prima linea lunga del bordo (una specie di nota in calce) che conferma per il 38esimo anno di Nabucodonosor l'anno dell'osservazione astronomica ivi riportata. Anche l'attribuzione del 37esimo o 38esimo anno di Nabucodonosor II in merito all'anno di osservazione registrato nella tavoletta archeologica Vat 4956, potrebbe essere controversa, a motivo del segno 38 riportato nella prima parte della prima riga della parte frontale del diario e che è interpretata da A. Sachs e da H. Hunger come un 37esimo anno, ma che è possibile che indichi effettivamente l'anno 38esimo del suo regno.
- ^ Informazioni ulteriori in: Sito informativo
- ^ Babilonia giace su una piana a circa 25 metri s.l.m. con le montagne disposte quasi a nord
[modifica] Bibliografia
- Petra Eisele, Babilonia, storia di una mitica città dell'antichità
[modifica] Collegamenti esterni
- I Babilonesi da www.storiafilosofia.it
- Popoli Antichi - I Babilonesi
- Prove che confermano il 607 a.C.
- (RU) Foto del VAT 4956
[modifica] Voci correlate
| Predecessore: | Re di Babilonia | Successore: |
|---|---|---|
| Nabopolàssar | 604-562 a.C. | Amil-Marduk |

