Charax Spasinu

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Coordinate: 30°53′40.89″N 47°34′40.91″E / 30.894692°N 47.578031°E30.894692; 47.578031

Charax Spasinu (anche Charax Pasinu e Charax Spasinou; in greco: Χάρακα του Σπασίνου), anche nota come Alessandria in Susiana (greco: Αλεξανδρία, Alexandria) e Antiochia in Susiana (greco: Αντιόχεια της Σουσιανής) e Karh Maisan nelle fonti arabe, fu un'antica città della Mesopotamia, importante porto sul Golfo persico e capitale del regno di Characene. La città si trova oggi sulla collina di Hayabir presso Al-Qurna, in Iraq.

La città fu fondata con nome di Alessandria da Alessandro Magno nella primavera del 324 a.C., sul luogo di un insediamento achemenide di nome Durine. Lo scopo della fondazione era quello di fornire un insediamento ai veterani dell'esercito macedone, che ottennero per loro un quartiere chiamato Pella (la capitale macedone). Plinio narra che la città si trovava alla confluenza dei fiumi Eulaios (moderno Karkheh) e Tigri: all'epoca della sua fondazione la città era a due chilometri dalla costa, mentre all'epoca di Plinio si trovava a 170 chilometri, per l'avanzamento della costa.[1] Presto nota col nome di Charax, la città fu un importante centro commerciale dell'Impero seleucide, dato che controllava il traffico commerciale che dalla Mesopotamia si imbarcava per il Golfo persico e per l'Oceano indiano e viceversa. Dopo essere stata distrutta da un'inondazione, fu ricostruita da Antioco III il Grande, che la rinominò Antiochia, nome che mantenne per breve tempo, fino all'invasione della Mesopotamia da parte dei Parti (141 a.C.), a seguito della quale la città divenne indipendente.

Il nuovo regno, detto Characene o Mesene, ebbe come primo sovrano un ex-satrapo del sovrano seleucide Antioco IV Epifane, Aspasine o Hyspaosines, che era di origine iraniana e diede alla città il nome di Charax Spasinou ("il charax di Hyspaosines"); le testimonianze letterarie e quelle numismatiche lo citano per la prima volta nel 127/126 a.C. Charax continuò a fiorire commercialmente; tra i suoi abitanti vi fu Isidoro di Charax, che compose un trattato sulle rotte commerciali dei Parti, le Mansiones parthicae.

Sebbene alcuni sovrani parti riuscissero ad ottenere un controllo diretto sulla città e sul regno, come Pacoro II, normalmente la città e il suo regno restarono indipendenti, con un proprio sovrano. L'indipendenza ebbe fine nel 222, quando il re Abinergaos III fu sconfitto da un satrapo ribelle, che riuscì poi a rovesciare l'impero dei Parti e di salire sul trono dei Sasanidi col nome di Ardashir I. Il nuovo sovrano ripopolò Charax con i suoi veterani.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Plinio il Vecchio, Naturalis historia, VI 138-139.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]