Habiru

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Habiru è un termine di derivazione accadica per indicare i nomadi senzaterra che vagavano tra la Mesopotamia la Siria e l'Egitto, durante il II millennio a.C. Il nome Habiru è testimoniato da molte fonti: dalla città di Mari in Mesopotamia fino in Egitto e in Palestina. Il suo significato è incerto forse significa quelli che vagano a piedi o la gente che vive nella polvere oppure è in relazione al fiume Habur dove si concentrava questa gente.

Attività principali[modifica | modifica wikitesto]

Le attività principali degli Habiru erano la pastorizia nomade, il trasporto di mercanzie con muli ed asini, il brigantaggio, l'attività di mercenari, i lavori operai stagionali nelle città della zona. Gli Habiru sono messi in relazione con l'origine degli ebrei, e in effetti i primi patriarchi biblici possono aver fatto parte di questo gruppo di nomadi anche se erano una sparuta minoranza dispersa tra un gran numero di popoli. In Mesopotamia gli Habiru erano in maggioranza di etnia hurrita, mentre in Egitto erano quasi tutti di origine semita. Gli Habiru semiti parlavano un linguaggio comune dal quale derivò il canaaneo, l'ebraico e il fenicio. Una svolta vi fu quando verso il 1700 a.C. popoli indoeuropei come gli hittiti e gli ariani [senza fonte], introdussero in Mesopotamia il cavallo e la tecnica di combattimento sui carri da guerra, allora gli Habiru costituirono una fonte inesauribile di mercenari, e si formarono grandi eserciti contrapposti di mitanni-hurriti in Mesopotamia e di semiti in Siria ed Egitto.

Divinità e religione[modifica | modifica wikitesto]

La divinità principale adorata dagli Habiru semiti era il dio luna Yah, conosciuto con lo stesso nome dall'Egitto fino a Babilonia, e dal quale deriva il nome del patriarca Giacobbe, da Yah'cobb=Protetto dal dio Luna; dal suo nome derivano i termini Luna (astro) in egiziano e in molte lingue semitiche occidentali, ad esempio in ebraico luna è Yareah (ירח). Più tardi crebbe l'importanza del dio delle tempeste adorato sotto il nome di Teshub da hurriti e ittiti, sotto il nome di Indra dagli ariani e sotto il nome di Yaw dai semiti (forse una deformazione di Yah). Gli hyksos, conquistato l'Egitto, identificarono Yaw con Seth ed introdussero il culto della dea della guerra Anat come sua paredra[senza fonte], analoga di dee come l'Hannahanna ittita o la dea Hebat hurrita.

Dopo la cacciata degli hyksos dall'Egitto, il culto di Yaw continuò nella città di Ugarit sotto forma di demone del mare Yamm[senza fonte], ma decadde in Siria sostituito dal culto del dio della pioggia Baal Hadad. Mentre tra i nomadi Shasu Edomiti dei deserti del Sinai continuò nella sua forma originaria di Yhw: dio delle tempeste.