Epistate

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Ad Atene il titolo di epistate (in greco antico ἐπιστάτης, traslitterato in epistátēs, "chi sta sopra"), secondo la riforma della democrazia di Clistene introdotta nel V secolo a.C., era attribuito a funzionari e magistrati che detenevano poteri di sovraintendenza, sia politica che tecnica.

Significati[modifica | modifica wikitesto]

Il termine, utilizzato al plurale, stava in particolare ad indicare i magistrati addetti al controllo dei lavori pubblici, i sovrintendenti dei giochi, gli amministratori dei templi ed altri sovrintendenti di pari livello.

Utilizzato in senso stretto ed al singolare, nel V secolo a.C., il termine indicava il presidente dei pritani in carica e, più tardi, nel IV secolo a.C., quello dei proedri.

Compiti[modifica | modifica wikitesto]

Tra i compiti dell'epistate dei pritani, oltre a quello di presiedere un'eventuale assemblea della bulè o dell'ecclesia, c'era anche la custodia del sigillo statale, delle chiavi del tesoro e dell'archivio, in pratica un potere assoluto.

Nel IV secolo a.C. l'epistate dei pritani perse gran parte delle proprie prerogative, limitandosi a provvedere all'estrazione dei nomi dei nove proedri, che a loro volta avevano un epistate, anch'egli estratto a sorte, a cui spettava la presidenza delle assemblee.

Note[modifica | modifica wikitesto]


Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • A.A.V.V., Enciclopedia universale Rizzoli - Larousse Vol. V, Milano, Rizzoli, 1967.