Milizia Forestale

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Mussolini decora il gagliardetto della Milizia Nazionale Forestale con la medaglia d'argento al valor militare per le operazioni in Africa Orientale. Altare della Patria, Roma 1 febbraio 1937.

La Milizia Forestale (successivamente Milizia Forestale, Guardia Nazionale Repubblicana della Montagna e delle Foreste nella Repubblica Sociale Italiana era una specializzazione della Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale, istituita nel 1926 durante il ventennio fascista in Italia.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Fu istituita, su iniziativa di Italo Balbo, con il Regio Decreto Legge 16 maggio 1926 n. 1066, allo scopo di dare allo Stato un organo vitale e disciplinato per l'attuazione delle direttive del governo Mussolini nel campo della politica forestale.Il decreto contestualmente sopprimeva il Corpo Reale delle Foreste.

Inizialmente il reclutamento dei militi fu effettuato traendoli dal personale di custodia del soppresso Corpo Reale delle Foreste e da quello addetto alla vigilanza sulla pesca e la custodia dei regi tratturi, inquadrato da ufficiali provenienti in parte dai ruoli tecnici forestali e in parte da ufficiali dell'esercito e delle altre forze armate. Gli ufficiali furono reclutati fra i laureati in scienze agrarie o in ingegneria, che avessero frequentato un corso speciale d'istruzione forestale e militare. I sottufficiali e i militi fra coloro che avessero rispettivamente frequentato con buon esito le scuole allievi sottufficiali e allievi militi. Nel 1930 la milizia contava 337 ufficiali e 3 441 sottufficiali e camicie nere e nel decennio successivo sarebbero arrivati ad oltre 20 000[1].

Venne riordinata successivamente con i RDL n. 1433 del 27 giugno 1935, n. 882 del 7 maggio 1936 e n. 2359 del 23 novembre 1937. Dipendeva disciplinarmente dal comando Generale della Milizia Volontaria Sicurezza Nazionale, tecnicamente ed amministrativamente dal Ministero dell'Economia Nazionale e dal 1929 dalla Ministero dell'agricoltura e delle foreste[1].

Milizia fascista forestale albanese[modifica | modifica sorgente]

Dopo l'attribuzione della corona del Regno d'Albania a Vittorio Emanuele II il 16 aprile 1939, le forze armate e di polizia albanesi vennero fuse con quelle italiane. Con l'istituzione il 2 giugno 1939 del Partito Fascista Albanese subordinato a Benito Mussolini ed al Partito Nazionale Fascista italiano, con decreto luogotenenziale n.91 del 14 agosto 1939 venne istituita la Milizia fascista albanese (MFA), inquadrata nella Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale e posta anch'essa sotto il comando del capo del Governo italiano.[2]

Contestualmente venne istituita la Milizia fascista forestale, indipendente dalla Milizia Fascista Albanese ed inquadrata nella Milizia forestale. Essa era investita degli stessi compiti della corrispondente italiana[3]. La forza ammontava ad una legione, la 12ª Legione Milizia Nazionale Forestale (MNF) inserita nell'organico della Milizia forestale nazionale.

Ascari forestali[modifica | modifica sorgente]

La 11ª Legione Milizia Nazionale Forestale venne costituita in Africa Orientale Italiana ed organizzata su cinque nuclei. Il comando era ad Addis Abeba, dove aveva sede anche la scuola per le reclute locali. Infatti, mentre gli ufficiali erano nazionali, la truppa era in larga maggioranza formata da ascari forestali[4]. L'uniforme era caratterizzata dal fregio della milizia sul tarbush e da fiocco e fascia verdi[5].

Il comando venne affidato al generale del Regio Esercito Giuseppe Boriani e poi al luogotenente generale Augusto Agostini. Quest'ultimo fu alla testa della Coorte Milizia Forestale AOI[6], che l'8 ottobre 1935 si imbarcò per la guerra d'Etiopia. Sbarcato in Somalia italiana, la coorte venne aggregata alla Colonna celere "Agostini"[7] e si distinse particolarmente nella seconda battaglia dell'Ogaden.

Seconda guerra mondiale e dopoguerra[modifica | modifica sorgente]

Durante la seconda guerra mondiale questa legione venne aggregata alla 9ª Armata del Regio Esercito ed impiegata in Jugoslavia[8] ed in Grecia[9] per attività anti-partigiana[1].

Venne impiegata sia in compiti di presidio che in attività operativa, soprattutto nei Balcani. Dopo l'armistizio di Cassibile dell'8 settembre 1943, i reparti attivi nel territorio della Repubblica Sociale Italiana passarono sotto il comando della Guardia Nazionale Repubblicana. Con decreto legislativo luogotenenziale 11 dicembre 1944 n. 908, la milizia venne ribattezzata Guardia Nazionale Repubblicana della Montagna e delle Foreste, organizzata su un comando superiore, una scuola allievi, un battaglione operativo, 7 legioni ed una coorte e 4 centurie autonome[1].

Chiusasi la parentesi fascista, il 12 marzo 1948 venne costituito il Corpo forestale dello Stato.

Organizzazione[modifica | modifica sorgente]

La Milizia forestale era costituita da un comando gruppo Legioni dal quale dipendevano direttamente i comandi delle Legioni, da una coorte autonoma con sede a Cagliari, da un deposito e da due scuole (sottufficiali e militi).

Legione, coorte, centuria, manipolo e distaccamento costituiscono in ordine gerarchico, i reparti della Milizia Nazionale Forestale e dal comando di ciascuna Legione, coorte, centuria, manipolo, e squadra, dipendono due o più comandi del grado immediatamente inferiore.

I comandi retti da ufficiali, cha andavano da legione a manipolo, avevano compiti tecnici amministrativi e disciplinari, i reparti comandati da graduati, che sono da squadra a distaccamento, prestavano prevalentemente servizio di polizia.

Le legioni erano sette con sede: la I a Udine, la II a Trento, la III a Torino, la IV a Firenze, la V a Roma, la VI a Caserta e la VII a Reggio Calabria. Le coorti ventotto, le centurie settantasei, i manipoli duecentouno, le squadre seicentosettantaquattro e i distaccamenti duemilaquarantaquattro. Tutte le legioni sono state costituite il 1 settembre 1926. A queste si aggiunsero nel 1926 la I Coorte autonoma; la II Coorte Autonoma venne costituita il 1 gennaio 1927.

Nel 1936 l'ordinamento venne modificato: le legioni vennero portate a nove, più una legione su due coorti in Libia italiana, una su cinque nuclei in Africa Orientale Italiana ed una nel Regno albanese.

Compiti[modifica | modifica sorgente]

I compiti specifici della Milizia consistettero nel disimpegno delle seguenti funzioni:

  • Difesa ed incremento del patrimonio boschivo nazionale.
  • Gestione razionale dei beni silvo-pastorali dei comuni e degli altri Enti fra i quali l'ente autonomo Azienda Foreste Demaniali.
  • Maggior progresso dell'economia montana in generale, sorveglianza della caccia, della pesca, custodia dei Regi Tratturi e delle Regie Trazzere.
  • Concorso nella tutela dell'ordine pubblico, sempre però nell'ambito forestale.

A queste funzioni tecniche si affiancavano i compiti generici di tutte le milizie in tempo di pace:

  • Servizio ausiliario di pubblica sicurezza.
  • Polizia militare.
  • Assistenza e soccorso in caso di calamità.

In tempo di guerra, nel caso di mobilitazione la Milizia avrebbe assurto ai compiti di:

  • Polizia militare e guardia di frontiera.
  • Concorso alla protezione e vigilanza delle linee ferroviarie, telegrafiche e telefoniche.

Uniforme ed equipaggiamento[modifica | modifica sorgente]

Il personale nazionale della Milizia Forestale vestiva l'uniforme grigioverde della MVSN, con gambali in cuoio naturale e bandoliera. Si distingueva per il cappello alpino con la sola nappina senza penna (la cosiddetta "vedova") con fascia e bordi neri e per le filettature verdi delle fiamme nere, dei fregi e delle controspalline. Come per tutta la MVSN, i fascetti littori sostituivano sulle fiamme le stellette delle Regie Forze Armate.[10].

Il fregio era rappresentato da un'aquila ad ali spiegate su due asce incrociate ed un fascio littorio.

Gli ufficiali erano armati di pistola o rivoltella. Gli aiutanti (marescialli) erano armati di pistola a rotazione modello Bodeo Mod. 1889. Gli altri sottufficiali e le CC.NN. erano armati di moschetto Carcano Mod. 91 per cavalleria e di pistola a rotazione sempre Mod. 1889.

Cronologia[modifica | modifica sorgente]

Ordinamento: 1926-1927[modifica | modifica sorgente]

Ordinamento: 1939[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c d Milizia Forestale - da RegioEsercito.it.
  2. ^ S. Trani, op. cit. pag. 52.
  3. ^ S. Trani, pag. 62.
  4. ^ http://www.regioesercito.it/milizia/mvsnmilfor.htm.
  5. ^ Gli ascari di Dino Panzera - raccolta unica di uniformi, fasce distintive e gagliardetti dei RCTC.
  6. ^ Volontari della Milizia Forestale in AOI.
  7. ^ Colonna celere "Agostini" - da RegioEsercito.it.
  8. ^ OdB italiano in Jugoslavia.
  9. ^ OdB italiano in Grecia.
  10. ^ Regolamento uniformi della MVSN.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Attilio Teruzzi. La Milizia delle Camicie Nere. Milano, Mondadori, 1939.
  • Lucas-G. De Vecchi. Storia delle unità combattenti della M.V.S.N. 1923-1943. Roma, Giovanni Volpe Editore, 1976.
  • Indro Montanelli. L'Italia in camicia nera. Milano, Rizzoli, 1976.
  • Lucio Ceva. Storia delle Forze Armate in Italia. Torino, UTET Libreria, 1999.
  • Nicolò Giordano, Claudio Sanchioli. La Milizia Nazionale Forestale 1926-1945.Storia, uniformi e immagini. Edas, 2005.
  • Giorgio Vecchiato, Con romana volontà. Marsilio, 2005
  • Emilio Gentile, Fascismo. Storia e interpretazione, 2002
  • Carlo Rastrelli, Un esercito in camicia nera, Storia Militare n.129 giugno 2004
  • Silvia Trani, L'Unione fra l'Albania e l'Italia, Strumenti CLXXIII, Pubblicazioni degli Archivi di Stato.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]