Manipolo (storia romana)

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Il manipolo era l'unità tattica della legione romana del periodo repubblicano, che si sviluppò a partire dalla fine del V secolo-inizi del IV secolo a.C.[1]

Storia[modifica | modifica sorgente]

Periodo romano antico[modifica | modifica sorgente]

Durante la Seconda guerra sannitica, tra il 321 e il 315 a.C., Roma raddoppiò la leva, passando da due a quattro legioni, divise ognuna in 30 manipoli, cioè reparti di fanteria di ridotte dimensioni, fatti per muoversi in maniera molto dinamica, composti da quattro file: velites, hastati, principes e triarii. Nella tattica manipolare la seconda linea (gli Hastati) proteggeva la ritirata dei resti della prima linea (i Velites), la terza aiutava la seconda e così via; l’esercito romano era, quindi, molto più manovrabile degli altri e riusciva a portare anche più di un assalto, a differenza di quello degli avversari. Secondo la tradizione, la tattica manipolare fu introdotta nell'esercito romano da Marco Furio Camillo. Il manipolo rimase l'unità base dell'esercito fino alla seconda guerra punica, prima ancora della riforma di Gaio Mario che crea una nuova unità detta cohors cioè la coorte ovvero l'unione di tre manipoli.

Fascismo[modifica | modifica sorgente]

Al concetto di manipolo, fa riferimento Mussolini durante il famoso Discorso del bivacco, il suo primo discorso tenuto alla Camera dei deputati in veste di presidente del Consiglio il 16 novembre 1922, poco dopo la marcia su Roma.

« Potevo fare di questa Aula sorda e grigia un bivacco di manipoli: potevo sprangare il Parlamento e costituire un Governo esclusivamente di fascisti. Potevo: ma non ho, almeno in questo primo tempo, voluto. »

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Livio, Ab Urbe condita libri, VIII, 8, 3.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Fonti primarie
Fonti secondarie
  • E.Abranson e J.P. Colbus, La vita dei legionari ai tempi della guerra di Gallia, Milano 1979.
  • G.Cascarino, L'esercito romano. Armamento e organizzazione, Vol. I - Dalle origini alla fine della repubblica, Rimini 2007.
  • G.Cascarino, L'esercito romano. Armamento e organizzazione, Vol. II - Da Augusto ai Severi, Rimini 2008.
  • P.Connolly, L'esercito romano, Milano 1976.
  • P.Connolly, Greece and Rome at war, Londra 1998. ISBN 1-85367-303-X
  • N.Fields, Roman Auxiliary Cavalryman, Oxford 2006.
  • A.K. Goldsworthy, The Roman Army at War, 100 BC-AD 200, Oxford - N.Y 1998.
  • L.Keppie, The Making of the Roman Army, from Republic to Empire, Londra 1998.
  • Y.Le Bohec, L'esercito romano da Augusto alla fine del III secolo, Roma 1992, VII ristampa 2008.
  • Y.Le Bohec, Armi e guerrieri di Roma antica. Da Diocleziano alla caduta dell'impero, Roma 2008. ISBN 978-88-430-4677-5
  • E.Luttwak, La grande strategia dell'Impero romano, Milano 1991.
  • S.Mazzarino, L'impero romano, Bari 1973.
  • S.McDowall, Late Roman Infantryman, Oxford 1994.
  • A.Milan, Le forze armate nella storia di Roma Antica, Roma 1993.
  • H.Parker, The Roman Legions, N.Y. 1958.
  • A.Watson, Aurelian and the Third Century, Londra & New York 1999.
  • G.Webster, The Roman Imperial Army, Londra - Oklahoma 1998.