Lorica hamata

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Ricostruzione di una lorica hamata
Ricostruzione di una lorica hamata indossata da un rievocatore storico

La Lorica hamata è la cotta di maglia di diverivazione celtica usata dai legionari dell'esercito romano.

Origini[modifica | modifica sorgente]

Secondo Varrone l'origine di questo tipo di protezione è celtico.

« Lorica, quod e loris de corio crudo pectoralia faciebant; postea subcidit gallica e ferro sub id vocabulum, ex anulis ferrea tunica. »
(Varrone - De Lingua Latina - Liber V - 24, 2)

Composizione ed utilizzo[modifica | modifica sorgente]

Esempio di lorica hamata rivettata, in uso nella tarda età repubblicana e nel I secolo.

Era prevalentemente prodotta in acciaio[1], talvolta si adoperavano inserti in bronzo. Era composta da una fitta trama di anelli metallici di diametro variabile dai 6 agli 8 mm. Il peso totale poteva raggiungere i 15 chili.

Nel periodo imperiale appare generalizzato l'uso del rinforzo spallare (humeralis), ad imitazione del classico linothorax greco, che veniva chiuso sul petto da una coppia di ganci di solito lavorati artisticamente.

I Romani usavano indossare una o due grosse cinture in cuoio solitamente borchiato, detto balteus o meno comunemente anche cingulum, che permettevano, tra le altre cose, di scaricare una parte del peso dell'armatura sulle anche.

La lunghezza della lorica hamata tende a ridursi, nel passaggio dall'epoca repubblicana all'epoca imperiale, mentre la protezione delle gambe e del basso ventre viene sempre più frequentemente affidata ad una serie di pterigi di cuoio, questo per consentire sempre il massimo della mobilità e la libertà nei movimenti che sarebbe impedita da un usbergo sul modello del giaco. Gli anelli della maglia potevano essere intessuti tramite il ricorso a rivetti (appiattiti o larghi), che bloccavano con maggiore tenuta la trama, oppure semplicemente ricorrendo al meccanismo ad incastro (privo di rivettatura). Nel primo caso il procedimento di realizzazione era più lento, ma assicurava una durata maggiore del manufatto, nel secondo caso il prodotto finale era meno resistente, ma in compenso i tempi di produzione erano di molto ridotti.

Tra i cavalieri (equites), al posto del rinforzo spallare classico, si diffuse l'uso di una sorta di mantellina che proteggeva la parte superiore del corpo, compresa la parte alta delle braccia, mentre per agevolare la posizione in sella veniva praticato un piccolo taglio laterale.

Nonostante richiedesse molte ore di lavoro per essere prodotta, se mantenuta in efficienza da una buona manutenzione poteva durare molte decine d’anni.

Uso nel tempo[modifica | modifica sorgente]

La lorica hamata, l'armatura ad anelli, aveva diffusamente protetto i legionari a partire dal IV secolo a.C. e continuò ad essere utilizzata senza soluzione di continuità ben oltre la fine del mondo romano (e per tutto il medioevo fino all'avvento delle armi da fuoco), in virtù della relativa semplicità di fabbricazione e della sua ottima vestibilità. In età medievale andò incontro a un appesantimento delle coperture; ciò è evidente nel già citato giaco o nell'usbergo.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Il ferro in antichità poteva essere solamente acciaio (solo in epoca moderna sono state possibili le tecniche di raffinazione per ottenere ferro puro).

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Giuseppe Cascarino, L'esercito romano. Armamento e organizzazione da Augusto ai Severi, vol. II, Il Cerchio.