Lorica segmentata

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Moderna ricostruzione di una lorica segmentata del tipo Corbridge A

La lorica segmentata, cosiddetta dagli studiosi a partire dal periodo del Rinascimento, è la corazza che nell'immaginario collettivo viene più facilmente associata al legionario romano.

Indice

[modifica] Storia e caratteristiche

Da parte dei più si ritiene che il modello di corazza raffigurato sulla Colonna Traiana fosse di metallo, motivo per cui, dopo alcuni ritrovamenti archeologici (in particolare ne sono stati catalogati principalmente due diversi tipi che prendono il nome dai luoghi del ritrovamento: il tipo Corbridge e il tipo Newstead) si è ritenuto di aver finalmente individuato le corazze rappresentate su pietra.[1].

Per ammissione dello stesso "Vindolanda Roman Army Museum", custode delle parti ritrovate a Corbrigde, i fortini romani presso cui sono state rinvenute dette parti sarebbero stati in uso a guarnigioni di cavalleria. Proprio questa ipotesi ha dato adito a numerose speculazioni che vorrebbero appunto la cosiddetta "segmentata" in dotazione ad unità di cavalleria pesante. A suffragio di dette ipotesi giungono i risultati di alcuni test "sperimentali" che mostrano abbastanza chiaramente come i lavori di fortificazione mostrati dalla Colonna Traiana risultino estremamente faticosi con indosso una corazza del genere. D'altra parte la totale assenza di riferimenti letterari in grado di associare detta corazza alla fanteria pesante (laddove qualcuno invece vede nella descrizione fatta da Ammiano Marcellino in Res Gestae XVI, X, 8 dei clibanarii dell'Imperatore Giuliano, una chiara indicazione di uso di corazze metalliche a fasce). Va altresì notato come le raffigurazioni su pietra di corazze a segmenti le mostrino tutte estremamente aderenti al corpo, dettaglio che, se dai più granitici sostenitori dell'uso da parte della fanteria pesante delle corazze a segmenti metallici viene liquidato come meramente stilistico, da parte dei più aperti a dubbi e ripensamenti viene invece considerato come un importante indizio, tale da far supporre che quei tipi di protezioni potessero essere organici (cuoio, lino etc.). Il reperto conservato al British Museum e proveniente da Qasir Ibrahim in Egitto (inv. Q.I. 80 1.21/75), consistente in una striscia di cuoio, è stato da alcuni considerato come parte di una corazza a segmenti.

Tornando alle corazze a segmenti ferrei, il primo dei due modelli cui si accennava, quello Corbridge, rinvenuto a sud del Vallo di Adriano (1-120 d.C. circa) è ritenuto anteriore al secondo (50-250 d.C. circa[2]). Entrambi i modelli erano composti da una serie di lamine di acciaio[3] unite tra loro, all'interno, da strisce di cuoio a formare dei segmenti, da qui il nome segmentata.

Questo tipo di corazza risultava più leggera della Lorica Hamata[4], ma meno confortevole rispetto a quest'ultima pur mantenendo liberi i movimenti di torso e braccia, costituiva però una pesante protezione che appesantiva decisamente il combattente.
Va considerato che gli altri tipi di corazza in uso (Lorica Muscolata, Linothorax e Lorica Squamata) avevano grandi limiti nella mobilità e venivano adoperate raramente dai gregarii.

Test "sperimentali" mostrano come la Segmentata offrisse un'ottima protezione contro la maggior parte dei colpi di frecce e spade, soprattutto provenienti dall'alto. Tuttavia la sua struttura fatta di cuoio e cerniere di bronzo e oricalco (orichalcum), una lega simile al moderno ottone, la rendeva più difficilmente manutenibile per il fatto di necessitare di lamine intere di ferro. Questa motivazione viene spesso portata avanti da chi ritiene che una corazza del genere fosse incompatibile con le esigenze della fanteria pesante, spesso costretta a marce estenuanti, pesanti lavori manuali e battaglie campali di durata ultragiornaliera.

Le corazze romane erano indossate sopra un'imbottitura detta subarmalis (termine coniato in tempi recenti) che i soldati adattavano alle proprie condizioni.

[modifica] Differenze tra i tipi Corbridge e Newstead

[modifica] La lorica segmentata del tipo Corbridge

La lorica segmentata del tipo Corbridge è un'armatura composta da piastre di metallo che, legate tramite un sistema di ganci, lacci di cuoio e fibbie, proteggevano le spalle il torace e l'addome del legionario. Esempi di questa armatura si riscontrano già agli inizi del I sec. d.C. sotto Augusto. Questa armatura è relativamente facile da indossare e consente una discreta mobilità di movimenti anche se gli esemplari noti una volta indossati possono creare dolori alle spalle. Le placche erano unite tra loro da lacci e piccoli componenti che si potevano rompere e dovevano essere sovente sostituiti[5]. Il nome originale non è riportato con precisione da alcuna fonte antica[6], la sua costruzione è rimasta ignota fino alla fine dell'Ottocento. La prima ricostruzione che seguì un metodo scientifico fu realizzata dal colonnello Max von Groller nel 1889, anche se questi, ignorandone i metodi costruttivi e prendendo come unico riferimento le immagini della Colonna Traiana, commise degli errori[7]. Sono stati individuati due modelli di questa armatura indicati con le lettere A e B che differiscono per il tipo di aggancio della struttura superiore alle lamine inferiori: il primo modello presenta delle fibbie in cuoio[8], il secondo dei ganci di metallo[9].

[modifica] Lorica segmentata del tipo Newstead

La lorica di Newstead è un'armatura utilizzata dai legionari romani dal II secolo d.C. circa. I primi ritrovamenti (mai completi) di questa armatura si ebbero fin dai primi anni del XX secolo. Era una lorica simile a quella Corbridge ma con piastre orizzontali più grandi. Le numerose cerniere con fibbie della lorica Corbridge furono sostituite da ganci più difficili da rompere.[10][11]

[modifica] Note

  1. ^ Bishop ne individua addirittura almeno altri due tipi , ma con ampi spazi di speculazione. Nel primo caso (Kalkriese) il modello ipotetico non si distacca nella concezione dal modello Corbridge, mentre l'ipotesi relativa al tipo Alba Julia è basata solamente su un rilievo scultoreo relativamente poco chiaro.
  2. ^ M.C.Bishop, 2003
  3. ^ L'aggiunta del carbonio nell'acciaio romano era realizzato manualmente nella forgia, forse anche in modo inconsapevole. Dalle analisi fatti su molti reperti l'indurimento, fatto con l'utilizzo dei residui di forgia, aveva un tenore che variava dall'1% fino al 2-3% e in maniera notevolmente disomogenea.
  4. ^ Con i metodi dell'Archeologia Sperimentale si è stimato un peso complessivo di circa 10-13 kg contro i 12-15 kg delle Hamatae
  5. ^ Giuseppe Cascarino, L'esercito romano, Armamento e organizzazione", vol. II, pag. 144
  6. ^ Bishop (2002) indica il termine Laminata riferito ad un rapporto di fabbrica della Legio Traiana Fortis
  7. ^ H. Russel Robinson, The armour of Imperial Rome, pag. 174
  8. ^ a b H. Russel Robinson, The armour of Imperial Rome, pag. 176
  9. ^ a b H. Russel Robinson, The armour of Imperial Rome, pag. 178
  10. ^ Silvano Mattesini, Le Legioni Romane, L'armamento in mille anni di storia, pag. 147
  11. ^ Giuseppe Cascarino, L'esercito romano, Armamento e organizzazione, vol. II, pag. 142
  12. ^ H. Russel Robinson, The armour of Imperial Rome, pag. 179

[modifica] Bibliografia

  • Giuseppe Cascarino, L'esercito romano. Armamento e organizzazione, Vol. II - Da Augusto ai Severi, Rimini 2008.
  • M.C.J. Bishop, Lorica segmentata, Vol I. A handbook of articulates Roman plate armour, The Armatura Press, Braemar 2002.
  • M.C.J. Bishop, Lorica segmentata, Vol II. A handbook of articulates Roman plate armour, The Armatura Press, Braemar 2003.
  • H. Russel Robinson, The armour of Imperial Rome, Arms and Armour Press, 1975.
  • Silvano Mattesini, Le Legioni Romane, L'armamento in mille anni di storia, Gremese Editore, 2006.

[modifica] Collegamenti esterni

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