Archeologia sperimentale

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L'archeologia sperimentale è una disciplina storica che tenta di verificare sperimentalmente, cioè in maniera riproducibile e misurabile, le tecniche costruttive e di fabbricazione antiche, la durata di manufatti ed edifici così prodotti, l'organizzazione del lavoro e sociale necessaria per arrivare a quei risultati.

[modifica] Applicazioni della disciplina

Si sono applicate le tecniche antiche (per quanto conosciute):

  • alla produzione di cibo (dal disboscamento all'aratura, mietitura, immagazzinamento, preparazione, cottura e consumo, sempre utilizzando attrezzi e metodi che riproducono esattamente quelli antichi).
  • alla preparazione dei materiali da costruzione (taglio e sgrossatura del legname; fabbricazione di mattoni crudi o cotti, di tegole e altro; estrazione e lavorazione della pietra da taglio; costruzione di macchine di sollevamento).
  • alla costruzione di edifici.
  • alla fabbricazione di mezzi di trasporto (barche; navi; sistemi di aggiogamento del bestiame; slitte; carri).
  • alla produzione di manufatti in pietra scheggiata (ricostituzione delle catene operative), in metallo (fabbricazione dei forni, dei crogioli, degli strumenti di lavorazione, dei prodotti finiti) e in altri materiali.
  • alla produzione di materiale scrittorio (pergamena, papiro, calamai, penne, inchiostri, legature).
  • alla produzione di libri manoscritti, strumenti musicali antichi, miniature, decorazioni artistiche.
  • allo studio dei tempi e delle modalità di deterioramento di manufatti costruiti con quelle tecniche e sottoposti a sollecitazioni speciali (uso prolungato, intemperie, incendi ecc.)
  • alla produzione di oggetti in legno, pietra, osso e corno tentando la ricostruzione di tecniche preistoriche.
  • alla produzione di manufatti in ceramica secondo l'uso antico.

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