Internet Explorer

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
(Reindirizzamento da Microsoft Internet Explorer)
Internet Explorer
Logo
Interfaccia desktop di Internet Explorer 10 su Windows 8

Interfaccia desktop di Internet Explorer 10 su Windows 8
Sviluppatore Microsoft Corporation
Ultima versione Windows: 11.0 (17 ottobre 2013)
Mac OS Classic: 5.1.7 (11 luglio 2003)
Mac OS X: 5.2.3 (16 giugno 2003)
UNIX: 5.0 Service Pack 1 (1º novembre 2001[1])
Windows Phone: 10 (2 aprile 2014[2])
Platform Preview: 10 PP6 (31 maggio 2012[3])
Ultima beta Windows Phone: 11 (14 giugno 2014[4])
Sistema operativo Microsoft Windows
Linguaggio C++
Genere Browser
Licenza MS-EULA
(Licenza chiusa)
Lingua Multilingue
Sito web Internet Explorer

Internet Explorer (IE o MSIE), oggi noto anche con il nome Windows Internet Explorer (WIE), è un browser web grafico proprietario sviluppato da Microsoft e incluso in Windows a partire dal 1995.

Internet Explorer 11 è attualmente l'ultima versione stabile. A partire dalla versione 10, Internet Explorer ha abbandonato il supporto a Windows Vista[5][6] e a Windows Server 2008,[7] così come la precedente versione di Internet Explorer aveva abbandonato il supporto per Windows XP.[8]

Al momento, Internet Explorer è impegnato in quella che è stata denominata seconda guerra dei browser, nella quale è in competizione soprattutto con Mozilla Firefox, Google Chrome, Apple Safari e Opera: infatti, la sua attuale quota di mercato (55,82% a marzo 2013)[9] è in netto calo rispetto ad aprile 2005 (85%) e rispetto al 2004 (oltre il 90%), e nel dicembre del 2010, in Europa, la quota di mercato di Mozilla Firefox, un prodotto multipiattaforma, ha superato per la prima volta quella di Internet Explorer.[10]

Panoramica[modifica | modifica sorgente]

845

Windows Internet Explorer[modifica | modifica sorgente]

Internet Explorer (rinominato Windows Internet Explorer a partire dalla versione 7) è principalmente sviluppato per la piattaforma Windows.

Internet Explorer 1 venne pubblicato il 17 agosto 1995, a pagamento con Microsoft Plus! per Windows 95: era basato su Spyglass Enhanced Mosaic.

Internet Explorer 3, pur essendo ancora basato largamente sul codice acquisito da Spyglass, diede un duro colpo a Netscape Navigator, il browser concorrente nella prima guerra dei browser, sia per quota di mercato sia per funzionalità. Questa versione iniziò tuttavia ad essere oggetto di numerose critiche riguardo ai suoi problemi di sicurezza.

Internet Explorer 4 adottò il motore di rendering Trident, sviluppato da Microsoft. Questa versione introdusse una stretta integrazione con Windows, che però non fece che aumentare le critiche.

Internet Explorer 6, introdotto nel 2001 con Windows XP, fu il browser più longevo e utilizzato, fino all'uscita nel 2006 di Windows Internet Explorer 7, che risultò profondamente cambiato rispetto alla versione precedente.

La rincorsa, sia in termini di velocità sia di conformità agli standard Web, ai browser concorrenti nella seconda guerra dei browser è iniziata nel 2011 con l'uscita di Windows Internet Explorer 9. Ha abbandonato tuttavia il supporto a Windows XP che è attualmente il sistema operativo più utilizzato.[11]

Cronologia[modifica | modifica sorgente]

Tabella delle versioni di Internet Explorer per Windows
Versione Versione estesa Pubblicato il Nuove funzionalità Fornito con Supporta
 IE1  1.0 4.40.308 17-8-1995 Microsoft Plus! Windows 95
 IE2  2.0 4.40.520 27-11-1995 SSL, cookie, VRML, newsgroup; supporto delle tabelle HTML e di altri elementi. Internet Starter Kit Windows 95
14-2-1996 Windows 95 OSR1
4.40.1381.1 31-7-1996 Windows NT 4.0 Windows 95, NT 4.0
30-4-1996 Windows 3.1x, NT 3.1, NT 3.5x
2.01 Windows 3.1x, NT 3.1, NT 3.5x
2.1 Supporto a frame e tabelle complesse.
2.5 Supporto a JavaScript. Ultima versione per Windows NT 3.1 e Windows NT 3.5.
 IE3  3.0 4.70.1155 13-8-1996 Migliorato il supporto a elementi HTML come tabelle e frame; supporto a VBScript, JScript, applet Java e CSS. Windows 95, NT 4.0
4.70.1158 24-8-1996 Windows 95 OSR2
3.0.0.1152 11-1996 Windows 3.1x, NT 3.51
3.0a 22-1-1997 Windows 3.1x, NT 3.51
3.01 4.70.1215 30-9-1996 Windows 95, NT 4.0
3.01.2723 2-1997 Windows 3.1x, NT 3.51
3.02 4.70.1300 25-3-1997 Windows 95, NT 4.0
3.02a 3.02a.2916 5-1997 Windows 3.1x, NT 3.51
3.03 3.03.2925 8-1997
3.03 SP1 3.03.3006 8-1998 Windows 3.1x, NT 3.51 SP4
 IE4  4.0 4.71.1712.5 1-10-1997 Migliorato il supporto a HTML, CSS e Microsoft DOM. Windows 3.1x, 95, NT 3.51, NT 4.0
4.72.2106.1 26-11-1997 Windows 95 OSR 2.5
4.01 4.72.2106.7 2-12-1997
4.01 SP1 4.72.3110.3 20-5-1998 Windows 98, Windows NT 4.0 Terminal Server Edition e SP5, SQL Server 7.0, Publisher 98, Visual Studio 6.0 Windows 3.1x, 95, NT 3.51, NT 4.0, 98
4.01 SP2 4.72.3612.1707 1-4-1999
 IE5  5.0 5.0.2014.213 18-3-1999 Supporto a testo bidirezionale, caratteri ruby, XML/XSL e altre proprietà CSS. Ultima versione per Windows 3.1x e Windows NT 3.x. Windows 3.1x, 95, NT 3.51, NT 4.0, Windows 98, 98 SE
5.0.2614.3500 Windows 98 SE
5.0.2314.1000 Office 2000
5.01 8-11-1999
5.0.2516.1900 Windows 2000 beta 3 (build 5.00.2031)
5.0.2919.800 Windows 2000 RC1 (build 5.00.2072)
5.0.2919.3800 Windows 2000 RC2 (build 5.00.2128)
5.0.2919.6307 Office 2000 SR-1
5.0.2920.0 Windows 2000 (build 5.00.2195)
5.01 SP1 5.0.3105.106 Windows 95, 98, NT 4.0, 2000
5.0.3103.1000 15-8-2000 Windows 2000 SP1
5.01 SP2 5.0.3314.2100
5.0.3315.2879 16-5-2001 Windows 2000 SP2
5.01 SP3 5.0.3502.5400 1-8-2002 Windows 2000 SP3 Windows 2000
5.01 SP4 5.0.3700.1000 26-6-2003 Supporto terminato il 13 luglio 2010. Windows 2000 SP4
5.5 5.50.4134.0600 8-7-2000 Supporto a più caratteristiche CSS; modifiche secondarie al supporto dei frame. Windows 95, 98, Me, NT 4.0, 2000
5.50.4134.0100 Windows Me (build 4.90.3000)
5.5 SP1 5.50.4522.1800
5.5 SP2 5.50.4807.2300 Ultima versione per Windows 95.
5.6 18-8-2000 Windows Whistler (build 2257) Windows Whistler
 IE6  6.0 27-8-2001 Altre modifiche CSS e correzione bug per maggiore conformità al W3C; rimossa la funzione smart tag aggiunta nella precedente beta. Windows XP Windows NT 4.0, 98, 2000, Me, XP
6.0 SP1 9-9-2002 Patch di vulnerabilità. Ultima versione supportata su Windows NT 4.0 SP6a, 98, Me e 2000. Windows XP SP1, Server 2003 Windows NT 4.0, 98, 2000, Me, XP, Server 2003
6.0 SP2 25-8-2004 Patch di vulnerabilità. Funzione per il blocco di pop-up/ActiveX; funzione per la gestione dei componenti aggiuntivi. Supporto terminato il 13 luglio 2010. Windows XP SP2, Server 2003 SP1 Windows XP, Server 2003
6.0 SP3 21-4-2008 Ultimi aggiornamenti inclusi con Windows XP SP3. Supporto esteso fino all'8 aprile 2014. Windows XP SP3 Windows XP
 IE7  7.0 18-10-2006 Supporto del canale alpha PNG; correzione problemi di rendering per i CSS; navigazione a schede; supporto ai certificati SSL EV; filtro anti-phishing; integrazione della piattaforma per i feed Web; nuova GUI; schede rapide; miglioramenti in prestazioni, stabilità, sicurezza e compatibilità applicazioni. Windows Vista, Server 2008 Windows XP SP2 e SP3, Server 2003 SP1 e SP2, Vista, Server 2008
 IE8  8.0 8.0.6001.18702 19-3-2009 CSS 2.1, servizi contestuali; acceleratori; Web Slice; isolamento delle schede e protezione DEP attiva per impostazione predefinita; recupero automatico da crash; miglioramento filtro anti-phishing e malware ("SmartScreen"); utilizzo di 6 connessioni a server HTTP per una migliore reattività ai siti Web; navigazione "InPrivate"; barra degli indirizzi intelligente; suggerimenti per la ricerca; raggruppamento delle schede per colore; navigazione caret; migliorati gli strumenti di sviluppo; modifiche alla visualizzazione compatibilità; migliorata la gestione dei preferiti e altre modifiche secondarie alla UI; modifiche alla modalità di blocco. Ultima versione per Windows XP e Server 2003. Windows 7 Windows 7, Server 2008 R2
8.00.7600.16385 Windows XP, Vista, Server 2003, Server 2008
 IE9  9.0 9.0.8112.16421 14-3-2011 Nuova interfaccia utente e nuova icona; supporto a CSS 3, a HTML5, a SVG e ad altri standard Web; nuovo motore JScript Chakra conforme a ECMAScript5 (ES5) e integrato nel core (modifica di architettura); aggiunto il supporto all'accelerazione hardware per il rendering Web e grafico, utilizzando Direct2D e DirectWrite; supporto ad altre funzioni DOM; supporto ai tipi di carattere WOFF; "Filtro InPrivate" rinominato in "Protezione da monitoraggio"; filtro ActiveX; funzione "Incolla e naviga"; gestore di download; possibilità di aggiungere i siti Web alla barra delle applicazioni con funzionalità Jump List; aggiunta la possibilità di aggiungere una nuova riga di tabella; aggiunta la possibilità di fissare più destinazioni per pagina; miglioramento prestazioni e interoperabilità. Windows Vista Platform Update, Server 2008 Platform Update, 7, Server 2008 R2
9.0.1 9.0.8112.16430 13-6-2011
9.0.2 9.0.8112.16434 8-8-2011
9.0.3 9.0.8112.16437 7-10-2011
9.0.4 9.0.8112.16440 12-12-2011
9.0.5 9.0.8112.16441 10-2-2012
9.0.6 9.0.8112.16443 9-4-2012
9.0.7 9.0.8112.16446 8-6-2012
9.0.8 9.0.8112.16447 6-7-2012
9.0.9 9.0.8112.16448 10-8-2012
9.0.10 9.0.8112.16450 20-9-2012
9.0.11 9.0.8112.16455 9-11-2012
 IE10  10.0 10.0.9200.16384 4-9-2012 Nuova interfaccia nel linguaggio di design Microsoft; integrazione di Adobe Flash; scorrimento in avanti; segnale Do Not Track attivo per impostazione predefinita; nuova opzione per aggiornamenti automatici; supporto a standard CSS 3, HTML5 e DOM emergenti; supporto all'ECMAScript 5 Strict Mode; migliorato il supporto all'accelerazione hardware; nuovi eventi touch; nuove API Indexed Database, classicList e MSGesture; nuovi effetti per le immagini SVG; supporto a CORS, File API Writer, vettori tipizzati, proprietà user-select e font-feature-settings, sottotitolazione video HTML5, valori in virgola mobile in CSS-OM, valori reverse e alternate-reverse di animation-direction; aggiornata la quirks mode; rimosse funzionalità grafiche legacy da standards mode; possibilità di segnalare componenti ActiveX aggiuntivi per la versione desktop; migliorate le prestazioni di gesti touch e Chakra; supporto ai caratteri IVS/Emoji; eccezioni DOM e oggetti Blob più aderenti alle specifiche W3C; rimossi i filtri DX legacy. Windows Server 2012 Windows 7, 8, Server 2008 R2, Server 2012
26-10-2012 Windows 8

██ Aggiornamento di sicurezza

Internet Explorer Macintosh Edition[modifica | modifica sorgente]

Internet Explorer per Macintosh 5.2.2 su Mac OS X 10.5.8
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Internet Explorer Macintosh Edition.

Con Internet Explorer Macintosh Edition (denominato "Internet Explorer per Macintosh" fino alla versione 4.0) si intende la serie di Internet Explorer sviluppata per la piattaforma Macintosh.

La prima versione di Internet Explorer per Macintosh fu la versione 2.0, rilasciata il 23 aprile 1996. L'ultima fu la versione 5.1.7 Macintosh Edition, rilasciata l'11 luglio 2003.
Le prime versioni vennero sviluppate sulla stessa base di codice di Internet Explorer per Windows. La versione 5 includeva il motore di rendering Tasman.
Per un accordo quinquennale tra Apple e Microsoft stipulato nel 1997, dal 1998 al 2003 Internet Explorer fu il browser predefinito in Mac OS e Mac OS X.

Internet Explorer Macintosh Edition disponeva di funzioni particolari che non si trovano spesso nei browser odierni, come la funzione Raccoglitore, la funzione Gestione aste e la barra laterale Contenitore pagine.

Il 13 giugno 2003, Microsoft annunciò di voler cessare lo sviluppo di Internet Explorer Macintosh Edition. Il supporto a Internet Explorer Macintosh Edition terminò definitivamente il 31 dicembre 2005.

Internet Explorer per UNIX[modifica | modifica sorgente]

Internet Explorer 5 per UNIX su Solaris
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Internet Explorer per UNIX.

Con Internet Explorer per UNIX si intende la serie di Internet Explorer sviluppata per le piattaforme di tipo UNIX, quali Solaris e HP-UX.

Internet Explorer per UNIX offriva alcune funzionalità assenti nella versione per Windows, come i tasti di scelta rapida in stile Emacs e le associazioni ai programmi esterni.

La prima versione di Internet Explorer per UNIX fu la versione 4.0 per Solaris, pubblicata il 24 febbraio 1998.[12] Lo sviluppo terminò con Internet Explorer 5.0 Service Pack 1 il 1º novembre 2001,[1] e il supporto ad Internet Explorer per UNIX cessò completamente nel 2002.

Internet Explorer Mobile[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Internet Explorer Mobile.

Internet Explorer Mobile è un browser Web mobile per Windows Phone 7 e Windows CE sviluppato da Microsoft, basato sul motore di rendering Trident (anche se le prime versioni, denominate "Pocket Internet Explorer",[13] utilizzavano un altro motore di rendering).

Pocket Internet Explorer 1 fu messo in commercio il 18 novembre 1996.[14] Internet Explorer Mobile 10, messo in commercio il 30 ottobre 2012 unitamente a Windows Phone 8,è attualmente l'ultima versione di Internet Explorer Mobile.

Internet Explorer Platform Preview[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Internet Explorer Platform Preview.

Con Internet Explorer Platform Preview si intende la serie delle versioni di test del motore di rendering Trident in sviluppo per una versione successiva di Internet Explorer, destinate agli sviluppatori Web che intendono vedere in anteprima la successiva tecnologia di piattaforma Web.
La prima versione è stata la 9 Platform Preview 1, pubblicata il 16 marzo 2010, e l'ultima è stata la 10 Platform Preview 6, inclusa in Internet Explorer 10 Release Preview, pubblicato il 31 maggio 2012.[3]

A partire da Windows Internet Explorer 9, la prima occasione in cui è possibile provare una nuova versione di Internet Explorer non è più la pubblicazione delle versioni beta, ma delle "Platform Preview"; esse non sono delle versioni complete di Internet Explorer, poiché sono progettate per effettuare il testing dell'ultima versione del motore di rendering Trident, e mettono subito a disposizione di sviluppatori, professionisti IT e appassionati di tecnologia le build di anteprima della nuova versione del browser, in modo da dare la possibilità agli sviluppatori Web di partecipare con il proprio feedback[15] al processo di sviluppo e di miglioramento del browser.

Internet Explorer Platform Preview può essere eseguito in parallelo con qualsiasi altro browser installato,[16] e presenta un'interfaccia utente minimalista e priva degli elementi standard di un browser Web, come la barra degli indirizzi o i pulsanti di navigazione.

Windows Internet Explorer 9 Platform Preview è stato aggiornato da Microsoft approssimativamente ogni 8 settimane. Internet Explorer 10 Platform Preview è stato aggiornato da Microsoft approssimativamente ogni 11 settimane.

Internet Explorer per Xbox[modifica | modifica sorgente]

Il 26 luglio 2012 Microsoft ha reso disponibile una beta pubblica di Xbox Live (software di sistema 2.0.16091.0) che include una versione modificata del browser Internet Explorer.[17] Come svelato alla fiera E3 2012 il 4 giugno 2012, Internet Explorer per Xbox supporta la navigazione nel Web tramite la tecnologia SmartGlass[18] e tramite controllo vocale e gesture della tecnologia Kinect.[19][20][21]

Storia[modifica | modifica sorgente]

1992-1994: I primi passi[modifica | modifica sorgente]

Bill Gates si accorse piuttosto tardi delle potenzialità del Web.[22] Prima di aprile 1994, infatti, i dirigenti Microsoft, allora impegnati nel codice del futuro Windows 95, consideravano Internet poco più di una curiosità.

Nelle file più basse dell'azienda, però, iniziava a nascere l'interesse verso questa nuova tecnologia. Già nel dicembre del 1992, per esempio, Russell Siegelman avviò il progetto Marvel, il nome in codice del futuro servizio "The Microsoft Network".[23]

James Allard: "Windows: The Next Killer Application on the Internet"[modifica | modifica sorgente]

Il primo all'interno di Microsoft a proporre una strategia per Internet fu James Allard.

Entrato nell'azienda nel 1991, nel 1992 Allard era l'unico programmatore Microsoft operativo nella sezione "Internet Technologies": contribuì alla prima edizione delle specifiche per la Windows Sockets API (Winsock),[24] creò il server www.microsoft.com per sperimentare lo stack TCP/IP all'interno di Microsoft,[25] e nel 1993 lavorò a un progetto non autorizzato per creare il primo server Internet di Microsoft.

Frustrato dalla mancanza di considerazione da parte dei dirigenti Microsoft, e alla vista del crescente successo di Mosaic, il 25 gennaio 1994 Allard scrisse un memorandum di 16 pagine intitolato Windows: The Next Killer Application on the Internet, in cui considerava una priorità l'introduzione delle funzionalità per l'accesso ad Internet in Windows 95, a cui egli assegnò il ruolo di unico esploratore del Web.

David Pollon: "Microsoft and the Internet: Strategic Direction"[modifica | modifica sorgente]

Il giorno dopo, il 26 gennaio 1994, David Pollon, un giovane product manager, distribuì un memorandum di 11 pagine intitolato "Microsoft and the Internet: Strategic Direction", in cui invitò l'azienda a integrare nel sistema operativo un'interfaccia per il Web semplice da utilizzare.[26]

Steven Sinofsky: "Cornell is WIRED!"[modifica | modifica sorgente]

Il memorandum di Allard convinse un gruppo di giovani, pressoché ventenni. Tra questi vi era Steven Sinofsky, l'allora assistente tecnico di Bill Gates: nel febbraio 1994, bloccato all'aeroporto di Ithaca per un ritardo del suo volo, egli decise di far visita al campus della Cornell University, scoprendo che gli studenti inviavano messaggi di posta elettronica e controllavano online gli orari dei corsi.

Entusiasta della scoperta, Sinofsky inviò immediatamente un messaggio di posta elettronica (dal titolo "Cornell is WIRED!", letteralmente "Cornell è COLLEGATA!") a Bill Gates e allo staff tecnico Microsoft.

Ben presto, Allard e Sinofsky fecero amicizia ed iniziarono a collaborare insieme. Sinofsky riuscì ad installare nel suo ufficio una connessione alla rete e, eccitato, spiegò ad alcuni impiegati Microsoft, tra cui lo stesso Bill Gates, le potenzialità di questa nuova tecnologia.

Il ritiro a Kirkland: la svolta strategica[modifica | modifica sorgente]

Il 6 aprile 1994, un piccolo gruppo di dipendenti Microsoft, che comprendeva dirigenti, giovani impiegati e anche lo stesso Bill Gates, si recò a Kirkland per partecipare a un ritiro di riflessione, organizzato da Sinofsky e Allard in un residence privato convertito in centro conferenze. Il tema centrale della discussione fu introdotto dalla consegna di un fascicolo di 30 pagine, in cui Sinofsky evidenziava l'importanza di investire nel campo di Internet.

La maggior parte della discussione si concentrò su possibili progetti di investimento futuri della società nel mercato di Internet. Anche se non si stabilirono importanti piani concreti per il futuro, diversi partecipanti alla conferenza iniziarono a sostenere l'idea che le successive versioni di Windows, poi denominate Windows 95 e Windows NT 3.5, avrebbero dovuto disporre dell'accesso integrato a Internet tramite il supporto al protocollo TCP/IP.[23] Non è chiaro invece se l'idea di sviluppare un vero e proprio browser Web fu avanzata già in quella occasione, come dichiarò Bill Gates,[26][27][28][29] o solo quando Benjamin W. Slivka assunse nell'ottobre 1994 la guida del team del progetto O'Hare,[30] come testimoniò Philip Barrett.[31][32]

Questo evento diede definitivamente all'azienda la spinta decisiva verso una nuova strategia. L'appoggio di Bill Gates al progetto venne riconfermato il giorno successivo, quando egli riferì personalmente a un gruppo di dirigenti aziendali di voler includere l'accesso ad Internet nella successiva generazione di Windows, e venne infine reso definitivo dal suo memorandum di 16 pagine intitolato "Internet Strategy and Technical Goals", nel quale auspicava una posizione di leadership nel mercato del software per Internet.

1994-1997: Le origini[modifica | modifica sorgente]

785

Il progetto di sviluppo di Internet Explorer 1, dal nome in codice "O'Hare",[33] fu intrapreso nell'agosto del 1994[23] da un team composto da cinque o sei persone,[34] guidato inizialmente da Thomas Reardon[35][36] e, a partire da ottobre 1994, da Benjamin W. Slivka,[30] con Hadi Partovi come program manager del gruppo.[37]

Internet Explorer 1[modifica | modifica sorgente]

Internet Explorer 1.0
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Internet Explorer 1.

Internet Explorer 1 fu rilasciato da Microsoft il 17 agosto 1995.[38] Derivava da Spyglass Enhanced Mosaic,[39] un browser Web concettualmente modellato sul browser NCSA Mosaic che Microsoft aveva ottenuto in licenza da Spyglass Inc.[40][41]

La versione 1.0 era disponibile in Microsoft Plus! per Windows 95[39] e di solito anche nelle versioni OEM di Windows 95.[42] La sua quota di mercato era molto più bassa rispetto a quella di Netscape Navigator.[34][43][44]

La versione 1.5 beta fu rilasciata diversi mesi dopo per Windows 3.1 e Windows NT, con il supporto al rendering di base per le tabelle, uno dei primi standard Web.[45]

Internet Explorer 2[modifica | modifica sorgente]

Internet Explorer 2.0
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Internet Explorer 2.

Internet Explorer 2 fu rilasciato da Microsoft il 27 novembre 1995[46] per Windows 95, il 23 aprile 1996[12] per Apple Macintosh, e il 30 aprile 1996[47] per Windows 3.1 e Windows NT.
Era incluso in Windows 95 OSR1 e NT 4.0, e veniva anche venduto nell'Internet Starter Kit.[47]

Mancavano ancora molte funzionalità che sarebbero divenute comuni nelle versioni successive di Internet Explorer, tra cui la "e" blu nel logo, l'integrazione in Esplora risorse, e i programmi integrati. La sua quota di mercato era molto più bassa rispetto a quella di Netscape Navigator.[43][44]

Internet Explorer 3[modifica | modifica sorgente]

Internet Explorer 3.0
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Internet Explorer 3.

Internet Explorer 3 fu rilasciato da Microsoft il 13 agosto 1996[48] per Windows e l'8 gennaio 1997[49] per Apple Macintosh.
Venne incluso in Windows 95 OSR2 e in Apple Mac OS 8.1.

Fu il primo browser commerciale a supportare i CSS.[42][50][51] Fu introdotto anche il supporto ai controlli ActiveX, alle applet Java e ai contenuti multimediali in linea. Nella versione 3 vennero integrati Internet Mail e News, NetMeeting e una prima versione di Rubrica di Windows.[42][49][52][53][54]

Il team di Internet Explorer consisteva di circa 100 persone durante il suo sviluppo di tre mesi.[34] Fu la prima versione sviluppata senza il codice sorgente di Spyglass Mosaic, ma ne utilizzava ancora la tecnologia, così nella documentazione del programma rimasero le informazioni relative alla concessione in licenza da parte di Spyglass.

Entrò in seria concorrenza con Netscape Navigator, seppure rimanendo ancora distante dal superarne la quota di mercato. Nei mesi successivi al suo rilascio, ricercatori e hacker iniziarono a scoprire vulnerabilità di sicurezza e di privacy.[55][56]

1997-2001: La guerra dei browser e l'integrazione con Windows[modifica | modifica sorgente]

1604

Internet Explorer 4[modifica | modifica sorgente]

Internet Explorer 4.0
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Internet Explorer 4.

Internet Explorer 4 fu rilasciato da Microsoft il 1º ottobre 1997[57] per Windows, il 6 gennaio 1998[12] per Apple Mac OS, e il 24 febbraio 1998[12] per Solaris e HP-UX.
La versione 4.0 venne inclusa in Windows 95 OSR 2.5, e la 4.01 in Windows 98.

Introdotto sul mercato con lo slogan "Il Web come lo vuoi tu",[54] Internet Explorer 4 introdusse il motore di rendering Trident e il supporto alla navigazione non in linea.[58] Internet Mail e News venne sostituito con Outlook Express, e vennero inoltre inclusi Microsoft Chat[59] e una versione migliorata di NetMeeting.

Era uno dei principali partecipanti alla prima guerra dei browser. Superò di poco il 60% della quota di mercato entro marzo 1999 al rilascio di Internet Explorer 5.[60] Nell'agosto 2001, al rilascio di Internet Explorer 6, le versioni di Internet Explorer 4.x erano scese al 7% di quota di mercato e Internet Explorer 5 era salito all'80%.[61] La quota di mercato di Internet Explorer 4 scese sotto l'1% nel 2004.[62]
I suoi metodi di distribuzione e l'integrazione con Windows vennero coinvolti nel processo United States of America vs. Microsoft.

Internet Explorer 5[modifica | modifica sorgente]

Internet Explorer 5.5
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Internet Explorer 5.

Internet Explorer 5 è un browser Web grafico pubblicato da Microsoft il 18 marzo 1999[63] per Windows, Solaris e HP-UX, il 27 marzo 2000[64] per Apple Mac OS Classic, e il 25 settembre 2001[65] per Apple Mac OS X.
La versione 5.0 (con il motore di rendering Trident II) venne inclusa in Windows 98 SE, la versione 5.01 in Windows 2000, e la versione 5.5 (Trident III) in Windows Me. La versione 5.1.2 per Macintosh (con il motore di rendering Tasman) venne inclusa in Mac OS X 10.1.

Il rilascio di questa versione provocò un consistente aumento della quota di mercato del browser Microsoft su Netscape Navigator tra il 1999 e il 2001. È inoltre compatibile con la più grande gamma di sistemi operativi rispetto a tutte le versioni di IE. Tuttavia, il supporto per molti sistemi si ridusse rapidamente con le patch, e tutte le versioni successive di Windows non lo supportano. Internet Explorer 5 raggiunse oltre il 50% della quota di mercato entro i primi mesi del 2000, assumendo un netto vantaggio rispetto ad altre versioni dei browser (compresi Internet Explorer 4 e Netscape). Le versioni 5.x avevano raggiunto oltre l'80% di quota di mercato alla data del rilascio di Internet Explorer 6 nell'agosto 2001. Le versioni 5.0x e 5.5 furono superate da Internet Explorer 6, scendendo al secondo posto tra i browser più popolari, con un calo della quota di mercato al 34% entro la metà del 2003. Inoltre, entro l'inizio del 2005 Firefox 1 superò la sua quota di mercato. La quota di mercato della versione 5.x scese al di sotto dell'1% alla fine del 2006.

Microsoft spese oltre 100 milioni di dollari alla fine del 1990, con oltre un migliaio di persone che lavoravano su IE durante lo sviluppo di Internet Explorer 5.

Venne sostituito da Internet Explorer 6 nel mese di agosto 2001, ma Internet Explorer 5 resta l'ultima versione per Windows 3.1x, Windows NT 3.x e Windows 95.

2001-2006: La longevità e i problemi di sicurezza[modifica | modifica sorgente]

Internet Explorer 6
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Internet Explorer 6.

La versione con la quale Internet Explorer raggiungeva una quota di mercato che nel 2004 superava abbondantemente il 90% è la 6.0. Microsoft aveva annunciato che questa sarebbe stata l'ultima versione distribuita separatamente da Windows, e che le versioni successive sarebbero state legate alle nuove versioni del sistema operativo.

Tuttavia le innovazioni in Internet Explorer si erano quasi fermate dalla versione 4.0, e sul mercato erano ormai disponibili prodotti concorrenti di qualità superiore. Il rilascio della versione 1.0 di Mozilla Firefox, un browser open source molto semplice e leggero, ma dotato di nuove funzionalità, ha portato nel giro di sei mesi la quota di Internet Explorer all'85%.

La risposta di Microsoft era un aggiornamento della versione 6.0 in occasione del rilascio del SP2 di Windows XP che migliora alcuni aspetti della sicurezza (leggi, tra le varie cose, il flag HttpOnly per i cookie, utile a mitigare attacchi XSS) ed integra un meccanismo di blocco dei popup.

Data l'ormai obsoleta capacità di protezione durante la navigazione, Microsoft ha deciso di sensibilizzare gli utenti che utilizzano ancora questa versione di passare a quelle più recenti, evolute e sicure di Internet Explorer 7 o Internet Explorer 8. Sotto questo aspetto il general manager di YouTube, E. Digg, ha comunicato la volontà di non voler più supportare questa versione, incentivando l'uso di browser più efficienti e moderni.[66]

Dal 2006: La nuova concorrenza[modifica | modifica sorgente]

1779

Windows Internet Explorer 7[modifica | modifica sorgente]

Windows Internet Explorer 7
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Windows Internet Explorer 7.

La versione 7.0 di Internet Explorer (ribattezzato per l'occasione "Windows Internet Explorer", in quanto le versioni precedenti erano disponibili anche su altri sistemi operativi, come Mac OS X) fu pubblicata, in lingua italiana, il 14 novembre 2006 per Windows XP SP2.

Windows Internet Explorer 7 è già presente in Windows Vista; la versione per Windows Vista è detta IE7+ per distinguerla da quella per Windows XP. Per Windows XP SP2 e SP3 e per Windows Server 2003, si può scaricare dal sito di Microsoft.[67]

Fino al 25 ottobre 2007, Windows Internet Explorer 7.0 era disponibile solo per le licenze originali di Windows. Come altri aggiornamenti Microsoft, infatti, Windows Internet Explorer 7.0 era protetto dal sistema Windows Genuine Advantage, anche se è confermata la presenza di una procedura di installazione per sistemi Unix tramite l'uso dei tool Wine e ies4linux che scavalcava questo sistema di protezione.[senza fonte] A partire da quella data, però, è possibile scaricarlo senza controlli. È da tempo possibile inoltre integrare l'installazione di Internet Explorer 7 nel disco di Windows XP tramite programmi come nLite. Al termine dell'installazione infatti, non troveremo più la versione 6 ma la versione 7 già pronta ed operativa.

Le principali novità della nuova versione:

  • Il browser non è più integrato nella shell del sistema operativo, ma è un'applicazione a sé stante, per una maggiore sicurezza. IE7 non è più in grado di fare da file browser e viceversa Esplora Risorse non è in grado di fare da web browser: se in IE7 si digita il percorso di un file locale del proprio hard disk, esso non sarà più aperto da IE7 ma verrà aperto da esplora risorse e viceversa un sito web digitato in esplora risorse verrà aperto utilizzando IE7 (o il browser predefinito del sistema).
  • Navigazione a schede (tabbed browsing), funzionalità presente da tempo su altri browser e che era stata fino a poco tempo prima considerata inutile dalla stessa Microsoft (che però aveva reso disponibile su IE6 tramite plug-in MSN).[senza fonte] I tab si possono anche riordinare mediante trascinamento. Si può decidere di ripristinare all'apertura del browser, i tab lasciati aperti. Inoltre si possono impostare quante schede aprire con i relativi indirizzi quando si avvia Internet Explorer.
  • Maggiore sicurezza grazie a: nuovo motore di gestione degli URL che assicura un parsing più sicuro e affidabile, filtro Anti-Phishing integrato ed esecuzione del browser in modalità protetta (quest'ultima feature è presente solo in Windows Vista).
  • Corretti i bug noti relativi agli standard Web e migliorato il supporto di HTML 4.01, DOM level 2 e CSS 2.1 (:hover sui vari elementi, !important, ecc.).
  • Supporto al canale alfa delle immagini PNG, che ne consente la trasparenza nelle pagine web con una tecnica più sofisticata rispetto a quella utilizzata dalle immagini GIF.
  • Internationalized Domain Names (IDN) per gli URL con caratteri internazionali multilingua. C'è anche un controllo avanzato dei caratteri Anti-Spoofing che serve a mitigare gli attacchi omografi che sfruttano cioè la somiglianza grafica di caratteri appartenenti ad alfabeti diversi per trarre in inganno l'utente (quando un URL con caratteri mischiati è individuato, viene mostrato il corrispondente Punycode URL).
  • Quick Tabs (anteprima dei tab) permettono di vedere e gestire le pagine aperte nei tab, con una vista a miniatura (thumbnails) in un'unica finestra.
  • Tab Groups permette di raggruppare le schede e salvarle in categorie in modo da poter aprire in un colpo solo più pagine contemporaneamente.
  • Page Zoom (o ingrandimento della pagina) che permette agli utenti di zoommare il testo e la grafica delle pagine web mantenendo un'elevata qualità di visualizzazione.
  • ActiveX opzionali per dare agli utenti più sicurezza la maggior parte dei controlli ActiveX (anche quelli che sono già installati sulla macchina) saranno disabilitati di default nell'area Internet. Gli utenti potranno comunque riabilitarli su necessità. Solo gli ActiveX firmati digitalmente possono essere installati ed eseguiti.
  • Modalità protetta (presente solo in Windows Vista) blocca l'accesso in scrittura al di fuori della cartella dei file temporanei e fa operare IE7 in una specie di sandbox. In questo modo un eventuale malware non potrà installarsi e nemmeno una falla di sicurezza nel browser potrà intaccare il sistema scrivendo o modificando file al di fuori della cartella dei file temporanei. Solo le operazioni che richiedono interazioni con l'utente, come il salvataggio di un file tramite la finestra di dialogo, potranno essere autorizzate a scrivere al di fuori della cartella dei file temporanei.
  • SSLv3 e TSLv1 sono i protocolli sicuri HTTPS adottati di default da IE7 per stabilire connessioni protette.
  • Miglioramenti nella gestione della cache e nella decompressione dei contenuti che consentono una maggiore velocità nel caricamento delle pagine web. La nuova cache ha anche delle euristiche migliori per essere più robusta contro le corruzioni dell'indice.
  • Supporto degli RSS feeds con lettore integrato. Per ciascun feed è possibile specificare quando deve essere aggiornato automaticamente (minuti, ore, giorni e settimane). Viene supportata anche la funzione di autodiscovery degli RSS nelle pagine web.
  • Nelle opzioni è presente un nuovo pulsante che permette di cancellare con un unico comando i file temporanei internet, i cookies, la cronologia, il completamento automatico e le password.
  • La nuova barra degli indirizzi ha nuove icone che indicano il tipo di connessione protetta SSL e ci sono colori di sfondo diversi a seconda del tipo di protezione SSL e dell'affidabilità decisa dal filtro antiphishing.
  • Unico pulsante Refresh/Go: quando l'URL cambia il pulsante si trasforma da Refresh a Go e quando si preme Go (o Invio) si trasforma da Go a Refresh. Lo spazio occupato dalle barre degli strumenti in IE7 è ottimizzato, lasciando quindi più spazio per le pagine web. I pulsanti Avanti/Indietro hanno accanto una piccola freccia verso il basso che apre un menu a discesa per accedere velocemente alle pagine visitate precedentemente.
  • Migliorate le possibilità per gli sviluppatori di software di estendere le funzionalità del browser con estensioni usando anche linguaggi come Visual Basic, C++, Borland Delphi, C# o un qualsiasi linguaggio .NET Framework.
  • Protezione barra indirizzi e barra di stato evita che un sito web la possa nascondere celando la propria identità. Inoltre le finestre di dialogo modali (che richiedono interazione con l'utente) vengono mostrate in primo piano solo quando è selezionato il tab che ha effettivamente generato quella finestra di dialogo (il tab nel frattempo viene colorato di arancione, per attirare l'attenzione dell'utente).
  • IE7 si avvale della tecnologia Cleartype per una migliore leggibilità delle pagine HTML. È quindi possibile abilitare il ClearType su IE7, indipendentemente dalle impostazioni del sistema operativo.
  • Migliorata la funzione di stampa e anteprima delle pagine.
  • Possibilità di amministrare tutte le impostazioni del browser attraverso i Criteri di Gruppo (group policy) di Windows
  • Fix My Settings controlla ad ogni avvio e ad ogni modifica delle impostazioni del browser, che sia sempre garantito un livello di sicurezza accettabile e avverte in caso di problemi. È possibile anche far correggere automaticamente le impostazioni.
  • Rimosse alcune caratteristiche obsolete: il protocollo Gopher, Telnet, Channel Definition Format (CDF) o canali, gli Scriptlets, DirectAnimation, XBM, DHTML Editing Control, ecc.
  • No Add-ons consente di caricare IE7 senza le estensioni installate.
  • Selezione del testo intelligente.
  • livello di cifratura in IE7 di Windows Vista: 256-bit.
  • Cross-Domain Barriers evita che gli script presenti su una pagina web possano interagire con il contenuto presente su altri siti o finestre.
  • Parental Controls (presente solo in Windows Vista) permette all'amministratore di controllare quali siti si possono visitare (utile per le famiglie).
  • Lettore di documenti XPS integrato (richiede il Microsoft .NET Framework 3.0).

Windows Internet Explorer 8[modifica | modifica sorgente]

Windows Internet Explorer 8
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Windows Internet Explorer 8.

Il 5 gennaio 2009, viene resa disponibile la versione beta 1. Il 30 gennaio dello stesso anno, è resa disponibile la versione Release Candidate 1. Il 19 marzo, viene resa disponibile la versione finale.

È disponibile come aggiornamento gratuito per Windows XP con Service Pack 2 o successivo, Windows Server 2003 con Service Pack 1 o successivo, Windows Vista e Windows Server 2008, ed è incluso in Windows 7 e in Windows Server 2008 R2.

Come Mozilla Firefox, presenta 2 modalità di visualizzazione: quirks mode (detta "Emula IE 7") e standard mode. La prima permette di visualizzare le pagine web scritte non seguendo gli standard HTML e ottimizzate per le versioni precedenti (dalla 5 alla 7), la seconda è la modalità nativa di IE8 e più aderente agli standard (anche se attualmente presenta ancora notevoli problemi).

Una delle tecnologie introdotte sono le "WebSlices". In questo modo il browser è in grado di ricaricare (anche automaticamente) solamente una porzione della pagina web visualizzata.

Nella nuova versione vengono riordinati i menù e introdotte funzioni di sviluppo tra cui un visualizzatore html interno, in grado di visualizzare il codice sorgente delle pagine con l'evidenziazione della sintassi.
Un'altra nuova caratteristica introdotta in Internet Explorer 8 sono le tab (schede) colorate con colori diversi a seconda dell'origine.

La 8 è la prima versione di Internet Explorer in grado di superare il test Acid2, ma ottiene un punteggio basso (20/100) nel test Acid3.

Windows Internet Explorer 9[modifica | modifica sorgente]

Windows Internet Explorer 9
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Windows Internet Explorer 9.

Windows Internet Explorer 9 è la nona versione del browser sviluppato da Microsoft per sistemi operativi Windows, da Windows Vista in avanti, annunciata al Professional Developer Conference 2009 (dal 17 al 19 novembre 2009).

Una prima versione pubblica, denominata Platform Preview, viene rilasciata il 16 marzo 2010 in occasione di MIX 2010, la conferenza annuale Microsoft dedicata al mondo del web, dello sviluppo per Windows Phone e all'Interaction Design. All'inizio del ciclo di sviluppo Microsoft ha affermato che le aree di focalizzazione di questa release di Internet Explorer avrebbero riguardato il miglioramento delle performance del browser, un supporto stabile per i moderni standard come HTML 5 e CSS3, strumenti evoluti per garantire la privacy e la sicurezza degli utenti durante la navigazione, la semplificazione dell'interfaccia del browser e delle modalità di interazione con l'utente.

A partire da MIX 10 Microsoft vengono rese disponibili per il download una serie di Platform Preview destinate al testing e alla validazione da parte della community degli sviluppatori web e degli esperti del settore. Parallelamente inizia una forte collaborazione con il W3C per: favorire la creazione di una piattaforma di test comune che consenta a produttori di browser web ed utenti di validare il funzionamento dei propri browser in base agli standard da tutti accettati; per collaborare insieme agli altri team di lavoro e agli altri esperti di mercato nella definizione e nella stabilizzazione degli standard web.

Per quanto riguarda le versioni dedicate non solo agli sviluppatori ma a tutti gli utenti, il 15 settembre 2010 Microsoft rende disponibile la Beta di Internet Explorer 9 per il download pubblico.

Il percorso verso il rilascio finale del prodotto prosegue poi il 10 febbraio 2011 con il rilascio della Release Candidate. Complessivamente la Beta e la Release Candidate di Internet Explorer 9 da sole sono state scaricate oltre 33 milioni di volte.

La versione finale di Internet Explorer 9 viene rilasciata il 14 marzo 2011 con un annuncio fatto dal team di prodotto che sottolinea l'importanza dei feedback ricevuti durante lo sviluppo del browser appena rilasciato.

Internet Explorer 10[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Internet Explorer 10.
Internet Explorer 10

Internet Explorer 10 è la decima versione di Internet Explorer sviluppata da Microsoft, che ha sostituito Windows Internet Explorer 9, annunciata per la prima volta il 12 aprile 2011 alla conferenza MIX 11 di Las Vegas,[68] dopo sole quattro settimane dalla pubblicazione di Windows Internet Explorer 9. La versione finale viene pubblicata per la prima volta in Windows Server 2012 il 4 settembre 2012,[69] ed è disponibile a un più vasto pubblico dal 26 ottobre 2012 con Windows 8.[70]

Internet Explorer 10 introduce una nuova interfaccia grafica nel linguaggio di design Microsoft, appositamente progettata per l'utilizzo sui touch screen dei tablet. La nuova interfaccia è disponibile come app di Windows Store nella nuova schermata Start di tipo "Immersive" in Windows 8, e si affianca a quella tradizionale desktop.[71]

L'obiettivo del team di sviluppo di Internet Explorer 10 è raggiungere la piena conformità agli standard HTML5, mediante il supporto completo ai CSS 3 e all'accelerazione hardware per la grafica,[68] ridurre il più possibile il ricorso ai plug-in esterni al browser, e distribuire il lavoro grafico alla GPU e la compilazione in background di JavaScript sui vari core del processore.[72]

Internet Explorer 10 abbandona il supporto a Windows Vista[5][6] e a Windows Server 2008,[7] così come la precedente versione di Internet Explorer abbandona il supporto per Windows XP.[8]

Internet Explorer 11[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Internet Explorer 11.

Internet Explorer 11 è la più recente versione, attualmente in versione stabile, del browser sviluppato da Microsoft che sostituisce Internet Explorer 10.
Annunciata insieme a Windows 8.1 Preview il 26 giugno 2013[73], è disponibile anche per Windows 7 a partire dal 7 novembre 2013.

Critiche e problemi[modifica | modifica sorgente]

Concorrenza sleale su Windows RT[modifica | modifica sorgente]

Nel maggio 2012 gli sviluppatori di Mozilla Firefox, sostenuti in un secondo momento anche dagli sviluppatori di Google Chrome,[74] hanno lamentato l'impossibilità per qualsiasi browser Web non Microsoft di competere alla pari con Windows Internet Explorer su Windows RT.[75][76] In particolare, Asa Dotzler ha spiegato che Microsoft non offre su Windows RT la possibilità alle app di Windows Store di terze parti di accedere alle API Win32 nel modo diretto esclusivo di Windows Internet Explorer, privandole così della capacità di operare al di fuori dell'area protetta riservata all'ambiente nel linguaggio di design Microsoft gestita dalle API WinRT.[77][78]

Microsoft ha replicato che la nuova architettura ARM «ha dei nuovi requisiti per la sicurezza e per la gestione del risparmio energetico», e che Windows RT «non è più Windows».[79]

Integrazione in Windows, cause legali ed antitrust[modifica | modifica sorgente]

Fino alla versione 3.0 Internet Explorer era un programma applicativo installabile su piattaforma Windows, dove funzionava in maniera autonoma.

Dalla versione 4.0 divenne invece installabile in Windows 95 e in Windows NT 4 in modo che si integrasse con la shell Esplora Risorse, rendendo di fatto Internet Explorer ed Esplora Risorse un unico software, sia a livello funzionale che a livello di codice eseguibile.

I.E. 4 venne poi preinstallata in Windows 98 con l'integrazione della shell attivata di default e non disattivabile.

Questa fu una delle cause che lo portarono a divenire in breve tempo il browser più diffuso: l'utente medio non aveva più la necessità di installare un browser di terze parti, in quanto Internet Explorer era già preinstallato.

L'integrazione in Microsoft Windows ha sollevato numerose critiche ed ha di fatto tagliato fuori le alternative commerciali. Ne sono scaturite diverse cause legali, in seguito alle quali le autorità antitrust hanno imposto a Microsoft di permettere all'utente la disabilitazione di Internet Explorer.

Pertanto a partire da Windows 2000 (con Service Pack 4) e Windows XP (con Service Pack 1), Internet Explorer può essere disabilitato selezionando le apposite opzioni nella finestra Impostazioni accesso ai programmi.

Da notare l'uso del termine disabilitato: esso infatti non può, a detta di Microsoft, essere disinstallato dal sistema, in quanto ormai inscindibile dal sistema operativo. In realtà è stato dimostrato che sarebbe possibile rimuoverlo completamente, tuttavia molte applicazioni (anche di terze parti) che si appoggiano al suo motore di rendering (MSHTML) Trident non potrebbero più funzionare. Perciò viene solo inibita parzialmente la possibilità di accedere al programma, ma i suoi componenti restano installati. Parzialmente perché, andando su Start-Esegui ed inserendo iexplore, il programma viene normalmente eseguito.

Chi volesse rimuovere completamente Internet Explorer e le librerie MSHTML può utilizzare software di terze parti (come IERadicator e 98lite per Windows 9x, o xplite per Windows XP); in questo modo però alcune parti del sistema non saranno più utilizzabili (tra cui la guida in linea HTML, alcune parti del Pannello di controllo di Windows XP e alcune applicazioni non Microsoft).

Nel gennaio del 2009 l'Unione Europea ha aperto una nuova causa antitrust contro il programma.[80] Per evitare altre cause, nell'estate dello stesso anno Microsoft propone alla UE l'idea di vendere una versione del futuro OS Windows 7 senza browser, il 31 luglio invece viene annunciato dalla stessa Microsoft che la versione destinata all'Europa di Windows 7 non sarà differente da quella venduta nel resto del mondo e in più verrà data la possibilità agli utenti se tenere Internet Explorer o scaricare un browser concorrente.[81]

Conformità agli standard[modifica | modifica sorgente]

Uno dei problemi più noti ai progettisti di siti Internet è la scarsa conformità di Internet Explorer agli standard web definiti dal World Wide Web Consortium (W3C). Questo rende molto difficoltoso agli sviluppatori web la creazione di siti che funzionino correttamente su tutti i browser.

Per quanto riguarda gli standard ecco cosa ha detto in merito Paul Thurrott:[82]

(EN)
« On August 7, 2006, Jeff Reifman blogged about a supposed statistical analysis of Internet Explorer (IE) 6, IE 7, Firefox, and Opera in which each browser was scored for its standards compliance. According to this data set, Firefox 1.5 complies with 93 percent of the Cascading Style Sheet (CSS) 2.1 specification, compared to 93 percent for Opera 8.5, 96 percent for Opera 9, a woeful 52 percent for IE 6, and an equally problematic 54 percent for IE 7. The issue here was clear, assuming the data was correct: Despite its multi-year development, IE 7 would offer only a negligible advantage over IE 6 in a key Web technology. »
(IT)
« Il 7 agosto 2006, Jeff Reifman scrisse sul suo blog circa una presunta analisi statistica su Internet Explorer (IE) 6, IE 7, Firefox e Opera in cui ogni browser era valutato per la sua conformità agli standard. Secondo questi dati, Firefox 1.5 è conforme al 93 percento delle specifiche del Cascading Style Sheet (CSS) 2.1, contro il 93 percento di Opera 8.5, il 96 percento di Opera 9, un penoso 52 percento di IE 6, e un ugualmente problematico 54 percento di IE 7. Il punto è chiaro, assumendo che i dati siano esatti: nonostante il suo pluriennale sviluppo, IE 7 presenterebbe solo un vantaggio irrilevante rispetto a IE 6 nell'ambito di una tecnologia web fondamentale. »

La versione 7 di Internet Explorer non è in grado di superare né il test Acid2 né l'Acid3, mettendo in evidenza la poca aderenza di IE agli standard web e più in generale ai nuovi linguaggi di sviluppo web come CSS3 e DOM 2. Il motore trident 5 di Internet Explorer 8, anche se presenta ancora problemi di compatibilità con diversi standard web, è in grado di renderizzare il test Acid2 ma, per il momento, non il test Acid3.

Notevoli passi avanti sono stati fatti con Windows Internet Explorer 9.

Sicurezza[modifica | modifica sorgente]

Le principali critiche rivolte ad Internet Explorer riguardano la sicurezza. Sono state accertate e segnalate un gran numero di falle che consentivano a un sito malevolo di eseguire codice arbitrario sulla macchina dell'utente. Spesso questi problemi sono legati all'uso della tecnologia ActiveX, che permette ad un sito di caricare sul computer dell'utente un software eseguibile. Sebbene l'installazione di un ActiveX richieda l'esplicita autorizzazione dell'utente, alcune falle di sicurezza ne permettevano l'installazione automatica.

Per questi motivi, gli hacker spesso si riferiscono a IE con il nomignolo Internet Exploder. Esistono in rete numerosi siti dedicati a dimostrare i bug di Explorer e ad assistere gli utenti che vogliano prendere contromisure adeguate o, nel caso limite, cambiare browser. In effetti, il senso di insicurezza diffusosi nel pubblico rispetto a Explorer (e di riflesso ai prodotti Microsoft in generale) è stato certamente uno dei motivi che hanno portato, negli ultimi anni, all'affermarsi di browser "alternativi" come Mozilla Suite, Firefox o Opera.

Nel gennaio 2010 l'Autorità federale per la sicurezza nella tecnologia dell'informazione della Germania ha sconsigliato l'uso di Internet Explorer nelle versioni 6, 7 e 8 sui sistemi operativi Windows XP, Windows Vista e Windows 7 per motivi di sicurezza informatica[83][84].

Rimane però importante ricordare che, su questo versante, vi sono due importanti argomentazioni a favore di Internet Explorer: la prima è che rimane sempre il browser più usato in rete, e di conseguenza il più bersagliato dagli attacchi informatici, visto che la scoperta di un bug in questo browser permette di colpire una fetta maggiore di utenza; la seconda è che, poiché si tratta del browser predefinito di Microsoft Windows, spesso è utilizzato dagli utenti meno esperti (e quindi più vulnerabili) che non si prodigano certo ad informarsi e cambiare browser nel proprio computer.

Privacy[modifica | modifica sorgente]

Il filtro anti-phishing di Internet Explorer 7, se attivato con l'opzione "real time Phishing notification", invia tutti gli URL ai server centrali di Microsoft per la verifica degli stessi. Questo può essere considerato come una minaccia per la privacy degli utenti, specialmente quando gli URL contengono informazioni riservate come nomi utente e password, anche se c'è da ricordare che le policy Microsoft assicurano il totale rispetto della privacy.

Segnale Do Not Track[modifica | modifica sorgente]

A partire da Internet Explorer 10 Release Preview, il segnale Do Not Track (DNT) viene inviato ai siti Web per impostazione predefinita per garantire un maggiore rispetto della privacy dell'utente. Per disattivare l'impostazione, l'utente deve andare manualmente nelle impostazioni del browser.[3]

Roy Fielding, uno sviluppatore del server Apache, ha imposto nel codice di Apache di ignorare deliberatamente il segnale Do Not Track fornito da Internet Explorer 10, accusando Microsoft di «deliberato abuso di standard aperti»:

(EN)
« The only reason DNT exists is to express a non-default option. That's all it does. It does not protect anyone's privacy unless the recipients believe it was set by a real human being, with a real preference for privacy over personalization.

Microsoft deliberately violates the standard. They made a big deal about announcing that very fact. Microsoft are members of the Tracking Protection working group and are fully informed of these facts. They are fully capable of requesting a change to the standard, but have chosen not to do so. The decision to set DNT by default in IE10 has nothing to do with the user's privacy. Microsoft knows full well that the false signal will be ignored, and thus prevent their own users from having an effective option for DNT even if their users want one. You can figure out why they want that. If you have a problem with it, choose a better browser. »
(IT)
« L'unica ragione per cui esiste il DNT è esprimere un'opzione non predefinita. Questo è ciò che fa. Non protegge la privacy di nessuno a meno che i destinatari non ritengano che sia stata impostata da un vero essere umano, con una reale preferenza personalizzata per la privacy.

Microsoft viola deliberatamente lo standard. Hanno fatto un bell'affare annunciando proprio questa cosa. [Alcuni dipendenti] Microsoft sono membri del gruppo di lavoro Tracking Protection e sono pienamente informati di queste cose. Sono pienamente capaci di richiedere una modifica allo standard, ma hanno scelto di non farlo. La decisione di impostare il DNT come impostazione predefinita in IE10 non ha niente a che fare con la privacy dell'utente. Microsoft sa benissimo che il falso segnale verrà ignorato, e così impedisce ai propri utenti di avere un'opzione efficace per il DNT anche se gli utenti ne vogliono una. Potete immaginare perché vogliono questo. Se avete un problema con ciò, scegliete un browser migliore. »
(Roy Fielding, 6 settembre 2012[85])

Caratteristiche proprietarie[modifica | modifica sorgente]

Microsoft ha aggiunto a Internet Explorer il supporto per alcune caratteristiche proprietarie, dando la possibilità a chi sviluppa un sito web di rendere disponibili contenuti aggiuntivi rispetto a quanto previsto dagli standard W3C. Tra le aggiunte sono presenti sia alcuni tag HTML, sia alcune funzioni JavaScript. Caratteristiche peculiari sono poi Visual Basic Script e i controlli ActiveX.

Come conseguenza, la maggior parte dei siti sviluppati con queste tecnologie aggiuntive non possono essere visionati correttamente dagli utenti che utilizzano browser diversi o piattaforme diverse dal sistema operativo Windows; l'uso di queste caratteristiche proprietarie, ha portato molti sviluppatori di siti web a costruire due versioni del sito: una specifica per Internet Explorer e l'altra per conservare la compatibilità con gli standard.

È stata introdotta anche una blacklist dei siti internet che consente l'accesso alle pagine una sola volta e poi si rifiuta di visualizzarle.

Altri problemi legali[modifica | modifica sorgente]

Spyglass Inc.[modifica | modifica sorgente]

Il 16 dicembre 1994,[23] Microsoft ottenne da Spyglass per 2 milioni di dollari[86] la licenza per Spyglass Enhanced Mosaic,[40][41] da cui sarebbe derivato Internet Explorer 1, con un contratto che prevedeva il pagamento a Spyglass di una tassa di base trimestrale a cui si sarebbe aggiunta di volta in volta una quota derivante dai ricavi di vendita del browser.

L'accordo stabilito originariamente con Spyglass prevedeva però la compatibilità di Internet Explorer unicamente per Windows 95. Microsoft decise quindi di rinegoziare l'accordo, per estendere la compatibilità ad altri sistemi operativi, tra cui Apple Macintosh e Windows 3.1, facendo salire il totale che Microsoft pagò a Spyglass a 13,1 milioni di dollari.[86]

Il 7 dicembre 1995, Microsoft dichiarò che avrebbe incluso Internet Explorer 2 nel successivo Windows 95 OSR1,[23][86] oltre a venderlo con Microsoft Plus!.[47] Così, Microsoft si limitò a pagare solo la tassa trimestrale minima a Spyglass, che le intentò causa. Il 22 gennaio 1997, Microsoft concordò con Spyglass un risarcimento di 8 milioni di dollari.[87][88]

SyNet Inc.[modifica | modifica sorgente]

Nell'ottobre 1995[89] Synet Inc., una piccola società, intentò causa a Microsoft per aver utilizzato illegalmente il marchio "Internet Explorer", di cui essa aveva richiesto la registrazione allo Stato dell'Illinois e agli Stati Uniti d'America[90] un mese prima della pubblicazione di Microsoft Internet Explorer[91] per un prodotto che aveva introdotto sul mercato alla fine del 1994[92] e che includeva Netscape Navigator.[93]

Dopo un primo rifiuto, nel 1995, da parte di un giudice federale[94] di un risarcimento da 75.000 $, il 1º luglio 1998 Microsoft concordò con SyNet un risarcimento di 5,4 milioni di dollari,[95] ottenendo i diritti sul marchio registrato.[92]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b (EN) Brion Stone, Unix Internet Explorer IE5.0 Service Pack 1 for Solaris and HP-UX is released!, Newsgroup "microsoft.public.inetexplorer.unix", 1º novembre 2001. URL consultato il 27 maggio 2011.
  2. ^ (EN) Terry Myerson, Windows Phone “Mango” – Released to Manufacturing, Windows Phone Blog, 26 luglio 2011. URL consultato il 7 agosto 2011.
  3. ^ a b c (EN) Dean Hachamovitch, Windows Release Preview: The Sixth IE10 Platform Preview, IEBlog, 31 maggio 2012. URL consultato il 2 giugno 2012 (archiviato il 2 giugno 2012).
  4. ^ Diego Magnani, Windows Phone Summit 2012: gli annunci del keynote, Windows Phone Italy, 20 giugno 2012. URL consultato il 25 giugno 2012 (archiviato il 25 giugno 2012).
  5. ^ a b (EN) Gregg Keizer, Windows Vista: No IE10 for you, Computerworld, 13 aprile 2011. URL consultato il 21 aprile 2011 (archiviato il 23 aprile 2011).
  6. ^ a b Andrea Galassi, Internet Explorer 10 non funzionerà su Windows Vista, WebMasterPoint.org, 14 aprile 2011. URL consultato il 16 aprile 2011 (archiviato il 28 febbraio 2012).
  7. ^ a b Guida di Internet Explorer 10 Release Preview per sviluppatori, MSDN, maggio 2012. URL consultato il 18 agosto 2012 (archiviato il 18 agosto 2012).
  8. ^ a b Rosario, Confermato: Internet Explorer 9 non funzionerà su Windows XP, Downloadblog, 18 marzo 2010. URL consultato il 6 maggio 2011 (archiviato il 23 marzo 2010).
  9. ^ (EN) Browser Market Share, NetMarketShare. URL consultato il 25 marzo 2013.
  10. ^ Nel 2010 Firefox supera Internet Explorer nel mercato europeo, Spazio Impresa. URL consultato il 22 febbraio 2011.
  11. ^ (EN) Operating System Market Share, NetMarketShare. URL consultato l'8 luglio 2012.
  12. ^ a b c d (EN) Kenneth R. Saborio, WWW Facts - Browsers, Internet Communications Costa Rica. URL consultato l'8 maggio 2011.
  13. ^ Randy Ramig, Welcome to the IE Mobile Blog!, IEMobile Team Weblog, 4 ottobre 2005. URL consultato il 25 giugno 2011 (archiviato dall'url originale l'11 giugno 2009).
  14. ^ (EN) Microsoft Announces Broad Availability of Handheld PCs With Windows CE, News Press Release, 18 novembre 1996. URL consultato il 20 giugno 2011.
  15. ^ (EN) Justin Saint Clair, IE9 Feedback: Platform Previews through Beta, IEBlog, 23 febbraio 2011. URL consultato il 16 giugno 2011.
  16. ^ (EN) Frequently Asked Questions, Internet Explorer Test Drive. URL consultato il 17 giugno 2011.
  17. ^ (EN) Larry Hryb, 2012 Xbox LIVE Update Public Beta Now Available, Xbox Live's Major Nelson, 26 luglio 2012. URL consultato il 29 luglio 2012 (archiviato il 29 luglio 2012).
  18. ^ (EN) Bryan Bishop, Microsoft announces Xbox SmartGlass app for Windows 8 and mobile devices, The Verge, 4 giugno 2012. URL consultato il 29 luglio 2012 (archiviato il 29 luglio 2012).
  19. ^ (EN) Xbox Makes Entertainment More Amazing on Phone, PC, Tablet and TV, Microsoft News Center, 4 giugno 2012. URL consultato il 29 luglio 2012 (archiviato il 29 luglio 2012).
  20. ^ (EN) Tom Warren, Internet Explorer for Xbox arriving this fall, includes Kinect and SmartGlass controls, The Verge, 4 giugno 2012. URL consultato il 29 luglio 2012 (archiviato il 29 luglio 2012).
  21. ^ (EN) Tom Warren, Microsoft to bring full Internet Explorer browsing to Xbox 360 with Kinect controls, The Verge, 10 maggio 2012. URL consultato il 29 luglio 2012 (archiviato il 29 luglio 2012).
  22. ^ (EN) Corey Grice, Sandeep Junnarkar, Gates, Buffett a bit bearish, CNET News, 2 luglio 1998. URL consultato il 27 ottobre 2012 (archiviato il 27 ottobre 2012).
  23. ^ a b c d e (EN) Kathy Rebello, Amy Cortese; Rob Hof, Inside Microsoft - The untold story of how the Internet forced Bill Gates to reverse course, Businessweek, 15 luglio 1996. URL consultato il 21 febbraio 2011.
  24. ^ (EN) Famous Names In Gaming, CBS News.com. URL consultato il 15 agosto 2011.
  25. ^ (EN) Dave Kramer, A Brief History of Microsoft on the Web - Reflections on microsoft.com from Birth to 'Middle Age', Microsoft, 24 dicembre 1999. URL consultato il 22 febbraio 2011.
  26. ^ a b (EN) Steve Lohr, Microsoft Says Internet Browser Idea Arose Long Before Netscape, The New York Times, 6 agosto 1998. URL consultato il 17 febbraio 2011.
  27. ^ (EN) Paul Andrews, Gates: Browser Conceived Before Netscape Was Born, The Seattle Times, 16 agosto 1998. URL consultato il 13 luglio 2011.
  28. ^ (EN) Microsoft began work on browser before Netscape incorporated, Boca Raton News, 17 agosto 1998. URL consultato il 13 luglio 2011.
  29. ^ (EN) Steve Hamm, Mike France, Microsoft takes the stand, Businessweek, 17 agosto 1998. URL consultato il 13 luglio 2011.
  30. ^ a b (EN) Richard J. Urowsky, Microsoft's Brief on Appeal, 27 novembre 2000. URL consultato il 20 febbraio 2011.
  31. ^ (EN) Highly confidential deposition upon oral examination of Philip Barrett (PDF), U.S. Department of Justice, 7 ottobre 1998. URL consultato il 13 luglio 2011.
  32. ^ (EN) James V. Grimaldi, Microsoft Trial -- Former Executive's Testimony Contradicts Gates, The Seattle Times, 17 dicembre 1998. URL consultato il 13 luglio 2011.
  33. ^ (EN) Joe Belfiore, Internet Standards and Operating Systems - Why Integration Makes Sense, Microsoft, 3 marzo 1998. URL consultato il 21 febbraio 2011.
  34. ^ a b c (EN) John Borland, Browser wars: High price, huge rewards, 15 aprile 2003. URL consultato il 17 febbraio 2011.
  35. ^ (EN) 2003 Young Innovator - Thomas Reardon, 34 - Openwave - Tailors Internet application to cell phones, Technology Review. URL consultato il 21 febbraio 2011.
  36. ^ (EN) What is Internet Explorer?. URL consultato il 21 febbraio 2011.
  37. ^ (EN) Keenan Mayo, Peter Newcomb, How The Web Was Won - An Oral History of the Internet, Vanity Fair, 9 giugno 2008. URL consultato il 19 febbraio 2011.
  38. ^ (EN) Microsoft Introduces Internet Explorer, Microsoft, 17 agosto 1995. URL consultato l'8 maggio 2011.
  39. ^ a b (EN) Nick Wingfield, Spyglass to challenge Netscape browser domination in InfoWorld, vol. 17, nº 34, 21 agosto 1995, p. 31. URL consultato il 14 maggio 2011.
  40. ^ a b (EN) Microsoft embraces Internet standard and licenses Mosaic technology, Microsoft, 13 gennaio 1995. URL consultato il 14 maggio 2011.
  41. ^ a b (EN) Microsoft signs licensing agreement with Spyglass, PR Newswire, 13 gennaio 1995. URL consultato il 18 agosto 2011.
  42. ^ a b c (EN) A history of Internet Explorer - Highlights from the first 15 years, Microsoft. URL consultato il 12 aprile 2011.
  43. ^ a b (EN) Ed Kubaitis, Browser Statistics for April 1996, University of Illinois at Urbana-Champaign. URL consultato il 1º marzo 2011.
  44. ^ a b (EN) Maryann Jones Thompson, Behind the numbers: Browser market share, CNN, 8 ottobre 1998. URL consultato il 1º marzo 2011.
  45. ^ (EN) Brian Wilson, Browser History: Windows Internet Explorer in Index DOT Html/Css. URL consultato il 12 aprile 2011.
  46. ^ (EN) Microsoft Ships Internet Explorer 2.0, Fastest-Growing Web Browser for Windows 95-Based PCs, Microsoft, 27 novembre 1995. URL consultato l'8 maggio 2011.
  47. ^ a b c (EN) Microsoft Internet Explorer Web Browser Available on All Major Platforms, Offers Broadest International Support, Microsoft News Center, 30 aprile 1996. URL consultato il 1º marzo 2011.
  48. ^ (EN) Microsoft Launches Microsoft Internet Explorer 3.0 With Exclusive, Free Content Offers From Top Web Sites, Microsoft News Center, 13 agosto 1996. URL consultato l'8 maggio 2011.
  49. ^ a b (EN) Microsoft Ships Final Release of Internet Explorer 3.0 for Macintosh With Just-in-Time Java Compiler and Native ActiveX Support, PR Newswire, 8 gennaio 1997. URL consultato l'11 marzo 2011.
  50. ^ (EN) Håkon Wium Lie, Bert Bos, 20. The CSS saga in Cascading Style Sheets, designing for the Web, 2ª ed., Addison Wesley, 1999, ISBN 0-201-59625-3. URL consultato l'8 marzo 2011.
  51. ^ (EN) Migrating from Internet Explorer 3.0 to Internet Explorer 4.0 and Later, MSDN. URL consultato il 10 marzo 2011.
  52. ^ (EN) Microsoft Internet Explorer 3.0 Beta Now Available, Microsoft, 29 maggio 1996. URL consultato il 16 marzo 2011.
  53. ^ (EN) Martin Veitch, Microsoft releases Internet Explorer 3.0 second beta in ZDNet.co.uk, 17 luglio 1996. URL consultato il 10 marzo 2011.
  54. ^ a b (EN) Sandi Hardmeier, The History of Internet Explorer, Microsoft, 25 agosto 2005. URL consultato il 26 marzo 2011 (archiviato dall'url originale il 18 aprile 2009).
  55. ^ (EN) Scott Schnoll, Internet Explorer Security Issues (1996-2002), Internet Explorer Security Center (IESC). URL consultato il 13 marzo 2011.
  56. ^ (EN) Scott Schnoll, The History of Internet Explorer. URL consultato il 10 marzo 2011.
  57. ^ (EN) Microsoft Internet Explorer 4.0 Now Available; Delivers "The Web the Way You Want It" to Users Worldwide, Microsoft News Center, 1º ottobre 1997. URL consultato l'8 maggio 2011.
  58. ^ (EN) Supporting Offline Browsing in Applications and Components, Microsoft. URL consultato il 26 marzo 2011.
  59. ^ (EN) Comic Chat - Resources, WebRing. URL consultato il 19 aprile 2011.
  60. ^ (EN) Browser Stats, The Counter, marzo 1999. URL consultato il 26 marzo 2011.
  61. ^ (EN) Browser Stats, The Counter, agosto 2001. URL consultato il 26 marzo 2011.
  62. ^ (EN) Browser Stats, The Counter, agosto 2004. URL consultato il 26 marzo 2011.
  63. ^ (EN) Microsoft Delivers World's Fastest Modern Browser Available Today, Microsoft News Center, 18 marzo 1999. URL consultato il 1º maggio 2011.
  64. ^ (EN) Microsoft announces availability of Internet Explorer 5 Macintosh Edition, Mactopia, 27 marzo 2000. URL consultato il 4 luglio 2011 (archiviato dall'url originale il 20 maggio 2001).
  65. ^ (EN) First Major Upgrade to Mac OS X Hits Stores This Weekend, Apple, 25 settembre 2001. URL consultato il 9 maggio 2011.
  66. ^ Alessandro Del Rosso, YouTube prepara l'addio a IE 6, Punto Informatico, 17 luglio 2009. URL consultato il 22 febbraio 2011.
  67. ^ Scarica Internet Explorer 7, Microsoft. URL consultato il 22 febbraio 2011.
  68. ^ a b (EN) The Web Takes Center Stage at Microsoft’s MIX11 Conference, Microsoft News Center, 12 aprile 2011. URL consultato il 14 maggio 2011.
  69. ^ (EN) Jeffrey Snover, Windows Server 2012 final release timing, Windows Server Blog, 9 luglio 2012. URL consultato il 16 luglio 2012 (archiviato il 16 luglio 2012).
  70. ^ (EN) Brandon LeBlanc, Windows 8 will be available on…, Blogging Windows, 18 luglio 2012. URL consultato il 19 luglio 2012 (archiviato il 19 luglio 2012).
  71. ^ (EN) Steven Sinofsky, Web browsing in Windows 8 Release Preview with IE10, Building Windows 8, 1º giugno 2012. URL consultato il 7 giugno 2012 (archiviato il 7 giugno 2012).
  72. ^ (EN) Dean Hachamovitch, Site-ready HTML5: Second IE10 Platform Preview Available for Developers, IEBlog, 29 giugno 2011. URL consultato il 3 luglio 2011 (archiviato il 28 febbraio 2012).
  73. ^ Introducing IE11, Microsoft, 26 giugno 2013. URL consultato il 3 luglio 2013.
  74. ^ (EN) Stephen Shankland, Google agrees with Mozilla's Windows RT browser concerns, CNET News, 10 maggio 2012. URL consultato il 27 luglio 2012 (archiviato il 27 luglio 2012).
  75. ^ (EN) Harvey Anderson, Windows on ARM Users Need Browser Choice Too, The Mozilla Blog, 9 maggio 2012. URL consultato il 10 maggio 2012 (archiviato il 10 maggio 2012).
  76. ^ (EN) Andrew Feinberg, Brendan Sasso, OVERNIGHT TECH: Committee to look at Microsoft competition allegations, The Hill's Hillicon Valley, 10 maggio 2012. URL consultato il 17 maggio 2012 (archiviato il 17 maggio 2012).
  77. ^ (EN) Asa Dotzler, Why Windows Classic on ARM Matters, Asa Dotzler: Firefox and more, 9 maggio 2012. URL consultato l'11 maggio 2012 (archiviato l'11 maggio 2012).
  78. ^ (EN) Asa Dotzler, Firefox on Windows on ARM - Microsoft Says No, Asa Dotzler: Firefox and more, 9 maggio 2012. URL consultato l'11 maggio 2012 (archiviato l'11 maggio 2012).
  79. ^ (EN) Stephen Shankland, Microsoft bans Firefox on ARM-based Windows, Mozilla says, CNET News, 9 maggio 2012. URL consultato l'11 maggio 2012 (archiviato l'11 maggio 2012).
  80. ^ Fabio Boneschi, L'Unione Europea contro Microsoft, colpa di Internet Explorer, HWFiles, 20 gennaio 2009. URL consultato il 22 febbraio 2011.
  81. ^ (EN) Ina Fred, Microsoft: No browserless Windows 7 after all, CNET News, 30 luglio 2009. URL consultato il 22 febbraio 2011.
  82. ^ (EN) Paul Thurrott, Internet Explorer 7: Flawed or Misunderstood?, 17 agosto 2006. URL consultato il 22 febbraio 2011. In merito alla scarsa conformità di Internet Explorer agli standard web definiti dal W3C.
  83. ^ Andrea Tarquini, "Lasciate Explorer, non è sicuro" - Allarme dell'Autorità tedesca in La Repubblica, 15 gennaio 2010. URL consultato il 22 febbraio 2011.
  84. ^ (DE) Bundesamt warnt vor Benutzung von Internet Explorer in Der Spiegel, 15 gennaio 2010. URL consultato il 22 febbraio 2011.
  85. ^ (EN) Gavin Clarke, Apache man disables Internet Explorer 10 privacy setting, The Register, 10 settembre 2012. URL consultato il 12 settembre 2012 (archiviato il 12 settembre 2012).
  86. ^ a b c (EN) Steve Lohr, Spyglass, a Pioneer, Learns Hard Lessons About Microsoft, The New York Times, 2 marzo 1998. URL consultato il 17 febbraio 2011.
  87. ^ (EN) Paul Thurrott, Microsoft and Spyglass kiss and make up, 22 gennaio 1997. URL consultato il 17 febbraio 2011.
  88. ^ (EN) Peter Elstrom, Microsoft's $8 million goodbye to Spyglass, Bloomberg Businessweek, 22 gennaio 1997. URL consultato il 17 febbraio 2011.
  89. ^ (EN) Rupert Goodwins, Microsoft sued by minnow over Internet Explorer name, ZDNet, 15 agosto 1996. URL consultato il 18 agosto 2011.
  90. ^ (EN) S SYNET INTERNET EXPLORER - United States Trademark #74716992, Seravia. URL consultato il 18 agosto 2011.
  91. ^ (EN) Bill Pietrucha, Microsoft & Synet Settle Internet Explorer Suit, Newsbytes, 2 luglio 1998. URL consultato il 18 agosto 2011 (archiviato dall'url originale il 27 aprile 2006).
  92. ^ a b (EN) Microsoft pays $5 million in settlement for its Internet Explorer name, Textnews, 2 luglio 1998. URL consultato il 18 agosto 2011.
  93. ^ (EN) Bill Pietrucha, Battle over browser name starts, itbusiness.ca, 13 luglio 1998. URL consultato il 18 agosto 2011.
  94. ^ (EN) Alex Fryer, Microsoft Settles Suit Over Browser's Name, The Seattle Times, 2 luglio 1998. URL consultato il 18 agosto 2011.
  95. ^ (EN) Internet Explorer Name Story, Brighter Naming. URL consultato il 18 agosto 2011.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]