Graphics Interchange Format

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Graphics Interchange Format
Estensione .gif
Tipo MIME image/gif
Sviluppato da CompuServe
Licenza Conteneva algoritmi il cui brevetto è scaduto
Tipo Grafica raster
Compressione Lossless
Sito web www.compuserve.com
Un esempio d'animazione GIF

Il GIF (Graphics Interchange Format) è un formato per immagini digitali di tipo bitmap molto utilizzato nel World Wide Web, l'estensione GIF viene usata per i file di grafica memorizzati secondo uno standard definito da CompuServe e ora divenuto molto diffuso grazie a Internet.

Il numero massimo di colori visualizzabili è 256 ma tra i punti di forza di questo formato vi sono la possibilità di creare immagini animate;[1] molto spesso viene usato per le animazioni e in secondo piano per le immagini fisse. "GIF" spesso è pronunciato all'inglese con la g dura (ghif), ma la pronuncia definita dai suoi creatori nella documentazione ufficiale è con la g dolce (jif).[2] [3]

È stato introdotto nel 1987 da CompuServe per fornire un formato adatto alle immagini a colori, rimpiazzando il precedente formato RLE solo in bianco e nero. Il formato GIF si diffuse perché utilizzava l'algoritmo non distruttivo di compressione LZW, molto più efficiente dell'RLE adottato da altri formati immagine come il PCX e MacPaint.

Anche la caratteristica opzionale di interlacciamento, che memorizza le linee in un ordine tale da rendere riconoscibile un'immagine solo parzialmente scaricata, contribuì ad incrementare la popolarità del GIF, permettendo agli utilizzatori di riconoscere anzitempo gli scaricamenti errati.

Colore[modifica | modifica wikitesto]

Il formato GIF prevede l'utilizzo di un numero massimo di 256 colori essendo basato sull'uso della tavolozza (palette) VGA. Ogni colore all'interno della tavolozza è definito da una terna di valori (RGB: rosso, verde, blu) delle dimensioni di un byte (quindi di valore compreso tra 0 e 255) consentendo quindi di definire, per ogni colore, 256×256×256 sfumature, ovvero circa 16,8 milioni di colori distinti. La tavolozza, in questo caso, consta quindi di 256 colori, scelti tra i 16,8 milioni di colori distinti, i quali vengono appunto numerati da 0 a 255; ciò permette di rappresentare ogni singolo pixel con un solo byte che fa riferimento alla posizione del colore nella tavolozza. Al contrario, altri formati grafici, utilizzano una terna di valori RGB per ogni singolo pixel.

Esiste una tecnica per simulare un numero maggiore di colori contemporanei (dithering), accostando pixel di colore diverso, simile alla retinatura della stampa in quadricromia. Tuttavia questo sistema tende a sgranare l'immagine e non sempre il risultato è migliore di un'immagine senza l'uso di questa tecnica. In linea generale, il dithering ha una resa migliore nella rappresenzazione di immagini fotografiche o con molte sfumature mentre è sconsigliato per immagini al tratto o clipart. L'uso di questa tecnica, inoltre, può diminuire sensibilmente la comprimibilità dell'immagine.

Un singolo colore della tavolozza può essere, opzionalmente, definito come trasparente e quindi, in fase di visualizzazione, viene sostituito con il colore di sfondo o con l'immagine sottostante. Questa caratteristica differisce dal canale alfa in quanto non permette di rappresentare la semitrasparenza; il risultato è paragonabile all'effetto di chroma key. Con questa opzione è possibile creare immagini non rettangolari.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La prima versione del GIF è denominata 87a. Nel 1989, CompuServe diffuse una versione migliorata, denominata 89a,[4] che aggiunse il supporto per la trasparenza e le immagini multiple. È possibile distinguere le due versioni esaminando i primi sei byte del file che, se interpretati come caratteri ASCII, riportano rispettivamente le scritte GIF87a e GIF89a.

Quando il World Wide Web si diffuse, il formato GIF divenne uno dei due formati immagine comunemente usati nelle pagine Web, l'altro è il JPEG.

La possibilità di memorizzare più immagini in un unico file di tipo GIF89a, accompagnate da dati di controllo, è spesso utilizzata per creare semplici animazioni.

Unisys ed il brevetto su LZW[modifica | modifica wikitesto]

L'algoritmo di compressione LZW sul quale è basato il formato GIF, è un brevetto di CompuServe e Unisys. Prima del 1994, le compagnie in questione non pretesero il pagamento di alcun diritto.

Alla fine del dicembre 1994 CompuServe e Unisys annunciarono che avrebbero cominciato a richiedere il pagamento dei diritti di utilizzo del brevetto per qualunque programma commerciale capace di creare file in formato GIF.

Ormai l'utilizzo di immagini in formato GIF era così diffuso che alle aziende non rimaneva che pagare. Il comune desiderio di un formato libero da brevetti e con meno restrizioni tecniche portò alla definizione del formato PNG.

Il brevetto sull'algoritmo LZW negli Stati Uniti è decaduto il 20 giugno 2003, quindi Unisys e Compuserve non possono più chiedere il pagamento dei diritti in questo paese. Questo giorno è stato battezzato da alcuni il "GIF Liberation Day". Lo stesso brevetto in Europa, Giappone e Canada è scaduto rispettivamente il 18 giugno, 20 giugno e 7 luglio 2004.

Anche IBM deteneva un brevetto su questo algoritmo ma non se ne è mai avvalsa.[senza fonte]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ pcaiutami.com
  2. ^ (EN) Amy O'Leary, An Honor for the Creator of the GIF in The New York Times, 21 maggio 2013. URL consultato il 25 maggio 2013.
  3. ^ (EN) BBC, Gif's inventor says ignore dictionaries and say 'Jif' in BBC, 22 maggio 2013. URL consultato il 29 maggio 2013.
  4. ^ (EN) Cover Sheet for the GIF89a Specification

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