La bella e la bestia

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La bella e la bestia, illustrazione di Walter Crane

La bella e la bestia (titolo francese: La belle et la bête) è una famosa fiaba europea, diffusasi in molteplici varianti, le cui origini potrebbero essere riscontrate in una storia di Apuleio, contenuta ne L'asino d'oro (conosciuto anche come Le metamorfosi) e intitolata Amore e Psiche[1]. La prima versione edita fu quella di Madame Gabrielle-Suzanne Barbot de Villeneuve, pubblicata in La jeune américaine, et les contes marins nel 1740. Altre fonti, invece, attribuiscono la ricreazione del racconto originale a Giovanni Francesco Straparola nel 1550. La versione più popolare è, tuttavia, una riduzione dell'opera di Madame Villeneuve pubblicata nel 1756 da Jeanne-Marie Leprince de Beaumont in Magasin des enfants, ou dialogues entre une sage gouvernante et plusieurs de ses élèves. La prima traduzione, in inglese, risale al 1757.[2]

Numerosi sono gli adattamenti e le trasposizioni di questa fiaba conosciuti in tutta Europa.[3] In Francia, per esempio, nel 1771 fu scritta da Marmontel e composta da Grétry la versione lirica de La bella e la bestia, basata sulla storia di Mme Leprince de Beaumont e dal titolo Zémire et Azor, che riscosse enorme successo anche nell'Ottocento.[4]

È datata 1742, invece, l'opera drammatica Amour pour amour di Nivelle de la Chaussée, sempre ispirata a questa fiaba.

Trama[modifica | modifica sorgente]

Versione di Beaumont[modifica | modifica sorgente]

Un ricco mercante viveva in una città insieme alle sue tre figlie. Due erano presuntuose e vanitose, mentre la più giovane, che per la sua avvenenza avevano chiamato Bella, era umile e pura di cuore. Tutte e tre le fanciulle potevano vantare un gran numero di pretendenti, ma mentre le prime due, che desideravano sposarsi con un nobile, rifiutavano tutti i giovani indistintamente, Bella si intratteneva con loro in amabile conversazione, prima di rifiutarli con gentilezza. Un giorno il mercante perse improvvisamente tutte le sue ricchezze e da quel momento più nessun pretendente fu visto avvicinarsi alle fanciulle, se non talvolta a Bella, la quale comunque continuò a rifiutarli dolcemente. Il mercante, dunque, si trasferì con le sue figlie nelle campagne della provincia, dove vissero per alcuni anni.

Un giorno egli venne a sapere che una delle sue navi mercantili era riuscita ad arrivare in porto, dopo essere scampata alla distruzione dei suoi compatrioti. Così decise di tornare in città per cercare di scoprire se nella nave era rimasto qualcosa di valore. Prima di partire, chiese alle figlie se desideravano qualcosa in dono. Pensando che la fortuna stesse tornando a sorridergli, le due figlie maggiori domandarono gioielli e vestiti sfarzosi. Bella, invece, si accontentò di chiedere una rosa, di quelle che non crescevano nella parte del paese in cui vivevano. Arrivato in città, il mercante scoprì che il carico della nave era stato venduto per pagare i suoi debiti e, pertanto, non ebbe più nemmeno un soldo per comprare alle figlie ciò che aveva loro promesso.

Triste e sconsolato, fece ritorno a casa, ma durante il cammino fu sorpreso da una bufera di neve nel mezzo di un bosco e così fu costretto a cercare rifiugio in un enorme castello apparentemente abbandonato. Perlustrando il maestoso maniero, si accorse che esso era pulito e ben arredato, ma stranamente non riuscì a trovarvi né servi né sentinelle. Uno dei terrazzi si affacciava su un meravigliso giardino, in cui poté vedere un bel roseto in fiore. Così si ricordò della promessa che aveva fatto alla figlia minore e corse a cercare la rosa più bella. Ma mentre stava per coglierla, fu sorpreso dal padrone del castello, che era una enorme e terribile bestia, il quale gli rimproverò di aver ricambiato la sua generosa ospitalità con un tentativo di furto e sentenziò che per questo ora meritava la morte. Il mercante tentò di giustificarsi raccontandogli del desiderio della sua bella figlia, ma la bestia non volle sentire ragioni e decise di risparmiargli temporaneamente la vita a patto che al suo posto egli portasse al castello la giovane, altrimenti sarebbe dovuto ritornare a saldare il suo debito di lì a tre mesi.

Preso un baule colmo di ogni ricchezza che la bestia aveva voluto concedergli, il mercante tornò a casa con una gran pena nel cuore, pensando però che almeno sarebbe riuscito a salutare le sue figlie per l'ultima volta prima di morire. Giunto a destinazione, raccontò l'accaduto alle fanciulle e Bella, resasi conto che la colpa di tale disgrazia era solo sua, si offrì di andare al castello al posto del padre, per la gioia delle sorelle che in un colpo solo si liberarono dell'odiosa rivale e riconquistarono le ricchezze perdute.

Dopo lunghe discussioni, Bella si recò al castello insieme al padre, al quale la bestia concesse la libertà, intimandogli di non tornare mai più. Con la giovane, invece, si dimostrò cortese e gentile e le offrì di vivere per sempre nel suo castello, circondata di tutte le ricchezze in suo possesso, pensando che così non avrebbe mai potuto desiderare di tornare nella casa paterna. Le regalò anche uno specchio magico, in cui avrebbe potuto in ogni momento vedere la sua famiglia. Tutte le sere domandava a Bella se voleva sposarlo, ma la giovane, per non mortificarlo, gli rispondeva che gli voleva bene e che sarebbe stata sempre sua amica.

Dopo qualche mese Bella vide nello specchio magico che suo padre si era ammalato e pregò la bestia di lasciarla andare a casa perché potesse tenergli un po' compagnia. La bestia alla fine acconsentì, ma la pregò di tornare dopo una settimana, altrimenti sarebbe morto di dolore. Il giorno seguente, al risveglio, Bella si ritrovò in camera sua nella casa del padre, che la accolse con gran gioia, meravigliandosi che fosse ancora viva. Le due sorelle, sposate ma tutt'altro che felici, invidiarono non poco la fortuna della giovane, vedendola in carne e ossa e per di più agghindata come una regina. Così cominciarono a tramar vendetta: trascorsa una settimana, infatti, le chiesero di restare qualche giorno in più, fingendo di piangere disperate. Commossa, Bella acconsentì, ma cominciò ben presto a sentirsi in colpa per aver infranto la sua promessa con la bestia.

Così ritornò al castello, dove trovò la bestia agonizzante di dolore, e lo pregò di non morire perché voleva sposarlo. Appena pronunciate queste parole, la bestia sparì e al suo posto comparve un bellissimo principe, a cui una strega tempo prima aveva fatto un incantesimo, trasformandolo in quell'orribile mostro che Bella aveva conosciuto. La maledizione si sarebbe spezzata solo quando una donna avesse voluto sposarlo. Bella e il principe vissero felici per il resto della loro vita insieme al padre della giovane, mentre le due malvagie sorelle furono trasformate in statue, così che potessero assistere alla felicità altrui finché non si fossero pentite della loro cattiveria.

Versione di Villeneuve[modifica | modifica sorgente]

La versione originale di Villeneuve è molto più estesa di quella di Beaumont. In quasi 400 pagine, infatti, Villeneuve fornisce numerosi dettagli che Beaumont omette e che riguardano fondamentalmente il trascorso familiare sia di Bella che del principe. In questa versione, Bella era la figlia del re delle Isole Felici e di una fata buona. Ma una strega malvagia s'era invaghita del monarca dell'Isola Felice e così, imprigionata la madre della principessina, la megera decise di eliminare l'ultimo ostacolo che si frapponeva fra lei e il suo amore. Per questo motivo, il padre fece nascondere la propria figlia, cercando di farla passare per una delle figlie - che davvero era morta - di un ricco commerciante.[5] Il Principe, invece, perse il padre in tenera età e non poté godere nemmeno dell'amore materno, poiché la regina era impegnata in una guerra per la difesa del regno e lo lasciò alle cure di una maga. Questa tentò in tutti i modi di sedurre il giovane, una volta adulto, ma questi la rifiutò e fu così trasformato in una orrenda bestia.

Quasi la metà della storia di Villeneuve è incentrata sulle guerre tra streghe e re e propone una visione del castello molto più oscura e magica di quella tradizionale.[6]

Beaumont decise di omettere completamente lo sfondo familiare e tragico, svincolandosi dal messaggio che Villeneuve volle dare alla propria storia: un'aspra critica della società contemporanea, in cui le donne erano costrette a sposarsi per convenienza, con dei mariti che erano talvolta ben peggiori della Bestia. Eliminando tutti i personaggi secondari, Beaumont adattò, o riadattò, la storia, riducendola a una semplicità quasi archetipica e seguendo gli stessi schemi delle numerose varianti precedenti della fiaba.[7]

La versione di Beaumont è quella che si considera tradizionale ed è stata la più diffusa e conosciuta. Tutte le interpretazioni, gli adattamenti e le versioni successive si basano su questa versione e non su quella originale di Villeneuve.

Classificazione[modifica | modifica sorgente]

  • Sistema di classificazione Aarne-Thompson: tipo 425, Search for a Lost Husband (425C: The Animal Bridegroom).[8]

Origini[modifica | modifica sorgente]

La storia de La bella e la bestia ha circolato per secoli in tutta Europa, sia in forma orale che scritta e, più recentemente, in adattamenti cinematografici. Molti esperti hanno notato delle somiglianze tra questa fiaba e le storie classiche della Grecia antica, come Amore e Psiche, Edipo o L'Asino d'oro di Apuleio, fino al secondo secolo della nostra era.[senza fonte]

Una prima versione scritta de La bella e la bestia è stata attribuita a Giovanni Francesco Straparola e apparve nel suo libro di racconti Le piacevole notti, nel 1550. Una antica versione francese descriveva il padre come un re e la bestia come un serpente. Charles Perrault rese popolare la storia nella sua raccolta Contes de ma mere l'oye (I racconti di mamma Oca), nel 1697. Anche altri autori, come Giambattista Basile nel Pentamerone, o Madame d'Aulnoy con il suo Le Mouton (La pecora)[3], proposero delle variazioni della stessa storia.

La prima versione scritta che sviluppa il racconto così come lo conosciamo oggi fu pubblicata nel 1740 dalla scrittrice francese Gabrielle-Suzanne Barbot de Villeneuve, ne La jeune américaine, et les contes marins. Era una serie di racconti narrati da una anziana signora durante un lungo viaggio per mare. Villeneuve scriveva fiabe basate sul folclore europeo, per intrattenere amici e conoscenti nei balli e nei salotti.

L'aristocratica francese Jeanne-Marie Leprince de Beaumont (1711 - 1780) era emigrata in Inghilterra nel 1745, dove iniziò a lavorare come insegnante e scrittrice di libri sull'educazione e la morale. Avendo letto la novella di Villeneuve, la abbreviò in larga misura e la pubblicò nel 1756 come parte della collezione Magasin des enfants, ou dialogues entre une sage gouvernante et plusieurs de ses élèves. Prendendo gli elementi chiave della storia originale, Beaumont omise molte scene delle origini o delle famiglie dei protagonisti e modificò la scena della trasformazione della bestia, che nell'originale di Villeneuve avviene dopo la notte di nozze. Avendolo scritto come racconto educativo per i suoi alunni, molti dei dettagli scabrosi o sovversivi dell'originale furono soppressi.

La versione di Beaumont, dunque, fu considerata la più caratteristica, al punto tale che, già soltanto un anno dopo, nel 1757, fu tradotta in inglese, con il titolo The Young Misses Magazine, Containing Dialogues between a Governess and Several Young Ladies of Quality, Her Scholars.

La tradizione francese di quell'epoca consisteva nell'elaborare storie quotidiane, con una tendenza a svilupparle su uno sfondo di emozioni umane al posto degli elementi magici. Si eliminava tutto quanto fosse sanguinoso o crudele e si scriveva in forma diretta e concisa, con uno stile sobrio e privo di ornamenti. Gli scrittori francesi di racconti adattarono le loro storie al proprio gusto classico, logico e persino razionale. Perrault inaugurò una tendenza che si allontanava da questa forma tradizionale di narrar storie, e le donne che lo seguirono, Lhéritier, Madame d'Aulnoy, Beaumont, andarono ancora più in là. Il più umile degli uomini, nei loro racconti, era un cavaliere; i pastori erano principi mascherati e la maggior parte dei protagonisti erano sempre re o regine.

Tali influenze nella storia spiegano le differenze esistenti tra la versione prima de La bella e la bestia, attraverso gli scrittori francesi, e le versioni più tradizionali.

Interpretazione[modifica | modifica sorgente]

Innanzitutto, la fiaba simboleggia l'animalità esistente nella condizione umana, poiché in moltissimi miti e racconti popolari si narra di un principe trasformato, attraverso una stregoneria, in un animale selvaggio o in un mostro, che viene liberato dall'incantesimo dal bacio e dall'amore di una fanciulla.

La bella e la bestia può essere interpretata come il raggiungimento della maggiore età e la conquista della sessualità di una bambina. Considerando l'amore del padre, che l'adorava al di sopra delle altre sorelle, come un amore puro, la piccola percepisce la sessualità come qualcosa di perverso: ogni uomo che provi un desiderio sessuale nei suoi confronti è una bestia. Solo dal momento in cui Bella riesce ad assimilare le relazioni sessuali come umane e adulte, può raggiungere la felicità.[9] Tuttavia, una variante di questa interpretazione vorrebbe che il sentimento della bestia fosse primitivo e brutale, ma l'amore della donna lo trasforma in qualcosa di umano e misurato, che nel racconto sarebbe simboleggiato dalla trasformazione fisica della bestia in principe.[10]

La fiaba è stata anche interpretata come critica dei matrimoni di convenienza. Le prime versioni, infatti, furono scritte da persone di classe sociale alta dell'ancien régime francese, dove tali unioni erano abituali. Nella narrazione di questa fiaba si osserva, come metafora, il matrimonio di una fanciulla molto giovane con un uomo molto più grande di lei, senza il suo consenso. La fiaba critica queste pratiche, ma allo stesso tempo rivendica che, se le donne cercano nell'interiorità dei loro anziani mariti, possono trovare l'essere buono che si nasconde dietro l'apparenza della bestia. O che esse stesse possano rendere possibile la trasformazione mediante il loro amore.[11]

La storia de La bella e la bestia appare in molte altre culture in varie forme. Aarne-Thompson conta 179 racconti di diversi paesi con un tema simile. Generalmente ci sono tre sorelle; la più giovane, Bella, è pura e buona, mentre le altre due mostrano alcuni dei peggiori tratti umani: avarizia, invidia, superbia. Bella non ha alcun nome, è semplicemente la più giovane delle sorelle e le viene dato il soprannome di Bella per la sua avvenenza e perché è la preferita di suo padre. Si noti anche che non compare mai la figura materna, ovviando così ai conflitti generati dal fattore logico che una tale figura si rifiuterebbe di far vivere la figlia con un mostro. Allo stesso tempo, si fa sì che la relazione con il padre, normalmente ricco, sia molto più stretta e renda possibile lo sviluppo della narrazione. Benché la bestia, nelle varie versioni, abbia diverse forme (serpente, lupo e persino maiale), le caratteristiche fondamentali sono sempre le stesse: è ricco e potente, ma mai bello o attraente. A un certo punto, Bella si separa dalla bestia, che così si ammala terribilmente, per una qualche ragione (amore, tradimento, disegni magici della sua maledizione), e giace moribonda. I rimorsi di coscienza di Bella, siano essi una semplice lacrima o un viaggio in capo al mondo per poi tornare con il suo amato, salvano la bestia, che si trasforma in un bellissimo principe. La bellezza implicita della bestia risorge quando Bella diviene capace di scorgerla sotto la sgradevole apparenza esteriore.

Il racconto può anche essere letto dal punto di vista psicologico. Gli uomini sono passivi, le anziane poco o per nulla comprensive, Bella, la più giovane, sempre pura e virginale, e il suo maggior desiderio è una rosa. Secondo i Greci e i Romani, la rosa era il simbolo del piacere, associato al lusso e alla stravaganza. Rappresentava il fiore dell'amore e del romanticismo. L'amore di Bella per suo padre è rappresentato dalla sua richiesta di una rosa in dono. La malattia del padre può essere interpretata in senso letterale o in senso figurato, giacché l'amore di Bella, a questo punto della storia, non è più rivolto al genitore, ma alla bestia.

Adattamenti[modifica | modifica sorgente]

Dal momento della sua pubblicazione nel 1756, la storia ha subito numerose revisioni. Nel 1756 la Contessa di Genlis produsse un'opera teatrale basata sul racconto. Nel 1786 la versione di Villeneuve fu pubblicata ne Le Cabinet des Fées et autres contes merveilleux.

Durante il XIX secolo ci fu una proliferazione di revisioni in Francia, Inghilterra e Stati Uniti. Sono state contate fino a 68 diverse edizioni stampate in questo secolo. Tra le più importanti ci furono un poema di Charles Lamb, pubblicato nel 1811, un'opera in due atti di J.R Planchée, nel 1841 e, nel 1875, un libro di illustrazioni di Walter Crane e un'edizione illustrata della fiaba ad opera di Eleanor Vere Boyle.

Versioni cinematografiche[modifica | modifica sorgente]

Jean Marais
Statua di Jean Cocteau
  • Nel 1945 il regista francese Jean Cocteau realizzò quella che viene considerata la migliore versione cinematografica della storia[senza fonte]: La belle et la bête, con Jean Marais nei panni della bestia e Josette Day nei panni di Bella, che qui si chiama Belle. Questo adattamento presenta anche una trama secondaria: Avenant, un pretendente di Bella, vuole uccidere la bestia e rubare le sue ricchezze, mentre le sorelle, sue complici, cercano di ritardare il ritorno di Bella al castello. Quando Avenant entra nel padiglione magico, che è la fonte del potere della bestia, viene raggiunto da una freccia di fuoco scagliata dalla statua della dea romana Diana, che lo trasforma in bestia e inverte la maledizione dell'altra creatura.
  • Nel 1952 fu creato un adattamento animato nell'allora Unione Sovietica, usando la tecnica del rotoscopio, basato su una version di Sergei Aksakov, Il fiore scarlatto. La storia è ambientata nel Medioevo slavo e i personaggi parlano l'antica lingua russa (detta anche Vecchia Lingua Slava Orientale), che si usava tra il X e il XIV secolo.
  • Una versione del 1962, con Joyce Taylor e Mark Damon, vide la bestia come un principe che di notte si trasformava in licantropo. Il trucco fu curato da Jack Pierce e si basava sul suo disegno de L'uomo lupo, prodotto da Universal Studios.
  • Nel 1987 la Cannon Group and Golan-Globus Productions produsse una versione musicale, diretta da Eugene Marner, con John Savage nei panni della bestia e Rebecca De Mornay nei panni di Bella, e con le musiche originali di Lori McKelvey. La trama di questo adattamento è più simile alla versione della fiaba di Beaumont. Uscì in VHS nel 1988, Cannon Video, e in DVD nel 2005, MGM Home Entertainment. In Italia, il film è uscito in DVD nell'autunno 2009, su etichetta 20th Century Fox.
  • Nel 1991, la Disney produsse la propria versione animata de La bella e la bestia, diretta da Kirk Wise e Gary Trousdale, con sceneggiatura di Linda Woolverton, musiche di Alan Menken e canzoni di Howard Ashman. Vinse il premio Oscar per la migliore canzone originale e il premio Oscar per la migliore colonna sonora, oltre a essere il primo film d'animazione della storia nominato al premio Oscar per il miglior film. Fu anche uno dei due film d'animazione a essere incluso nella lista di AFI's 100 Years... 100 Passions, che comprende le 100 più belle storie d'amore di tutti i tempi. Come nella versione del 1946, Bella ha il nome di Belle nella versione originale inglese. Molte, tuttavia, sono le variazioni rispetto alla storia originale. I servitori appaiono sotto forma di oggetti personificati, perché la maledizione che ha colpito la bestia si è estesa anche a loro. Vi è anche un elemento della fiaba di Barbablù: a Belle viene proibito, all'inizio della sua permanenza nel castello, di accedere a una certa stanza, ma disobbedisce vinta dalla curiosità. Il padre di Bella, senza nome nella fiaba, si chiama Maurice e fa l'inventore invece che il mercante, e Bella è la sua unica figlia. Vi è anche un attraente ma arrogante e presuntuoso pretendente di Bella, Gaston, che vuole sposare la fanciulla ma viene sempre rifiutato. Gaston minaccia sia Maurice che la bestia, ma muore nel confronto finale con quest'ultima. Questa versione concede la capacità di redenzione a Bella, perfetta in sé stessa, che si dimostra capace di amare la bestia malgrado la sua estrema bruttezza esteriore. Nonostante la storia originale sia stata in gran misura alterata, come succede spesso nei film d'animazione della Disney, La bella e la bestia è considerato uno dei suoi più grandi classici. Nella versione italiana, il tema portante della colonna sonora è la canzone, che reca il medesimo titolo del film, interpretata da Gino Paoli e Amanda Sandrelli, cover di Beauty and the Beast di Celine Dion e Peabo Bryson.
  • Prodotta dalla Golden Films, sulla scia del successo del film della Disney, nel 1992 uscì un'altra versione animata della fiaba. Con un'animazione mediocre rispetto a quella della Disney, è indubbiamente più fedele alla storia originale.
  • Anche i film di King Kong sono vagamente basati su questa fiaba. Nel film originale del 1933, il personaggio di Carl Denham, che parte alla ricerca del mostro insieme all'attrice Ann Darrow, crede che l'apparizione di Ann insieme al mostro nel suo film possa essere una reminiscenza del racconto. Quando la creatura viene portata a New York e muore dopo aver passato gli ultimi momenti con Ann, Denham declama, sia nella versione del 1933 che in quella del 2005: "La bella ha ucciso la bestia".
  • Anche altre varianti della storia in cui una figura grottesca si innamora di una bella donna sono state adattate spesso al cinema, come, per esempio, Il fantasma dell'Opera, di Gaston Leroux, o Notre-Dame de Paris, di Victor Hugo.
  • Anche il film Wolfman sembra avere qualche riferimento a La bella e la bestia; solo che, al pari del film del 1962, il protagonista diventa una bestia (di preciso un lupo mannaro) ogni notte di luna piena.
  • Nel 2014 esce una nuova trasposizione della fiaba. Il film è francese ed è diretto da Christophe Gans, si tratta di La bella e la bestia.
  • Il film della Disney ha avuto un tale successo che ne è previsto un remake live-action per il 2015.

Versioni teatrali[modifica | modifica sorgente]

  • Il film della Disney fu adattato per il teatro da Linda Woolverton e Alan Menken, che già avevano collaborato nella versione cinematografica. Per passare dagli 84 minuti del film alle 2 ore e 30 del musical, l'adattamento teatrale richiese un lungo lavoro di approfondimento dei personaggi e la creazione di nuovi temi. Howard Ashman, creatore delle canzoni originali, era venuto a mancare, e divenne compito di Tim Rice scrivere i brani aggiuntivi: sette furono le nuove canzoni, No Matter What, Me, Home, How Long Must This Go On?, Maison des Lunes, Human Again, e If I Can't Love Her. Human Again, brano scritto per la pellicola della Disney ma cancellata dal montaggio finale, fu incorporata per l'esordio del film in DVD, analogamente a A Change In Me, cantata da Bella. Nell'opera teatrale, inoltre, fu posta particolare enfasi sui costumi e sugli effetti speciali, per ricreare la fantasia e l'immaginario del castello incantato della pellicola.
  • È del 1996 il musical italiano basato su questa fiaba, interpretato da Antonella Elia e André De La Roche, con la regia di Luciano Cannito.
  • La Royal Shakespeare Company realizzò la sua versione nel 2003, molto più fedele alla storia originale rispetto a quella della Disney. Essa divenne talmente popolare che nel 2004 fu rimessa in scena, benché con lievi variazioni nella trama.
  • La bella e la bestia viene rappresentata spesso in forma di pantomima in Inghilterra, dove esistono molte versioni di diversi autori. Spesso viene introdotto il personaggio della strega, che desidera sposare il principe, e che, al suo rifiuto, lo trasforma in bestia. Una fata buona, normalmente chiamata La fata della rosa, contribuisce al lieto fine della storia. In queste versioni mimiche, la bestia solitamente si innamora di Bella prima della sua trasformazione, seguendo la tradizione di Cenerentola.

Versioni televisive[modifica | modifica sorgente]

  • Nel 1967 il telefilm Ugly and the Model fece la parodia del racconto.
  • Nel 1976 apparve una versione televisiva de La bella e la bestia con George C. Scott e Trish Van Devere. Per la sua interpretazione Scott fu nominato al premio Emmy.
  • Nel 1984 Shelley Duvall produsse, per il suo programma infantile Nel regno delle fiabe, un adattamento della fiaba con Klaus Kinski e Susan Sarandon, basato, per quanto riguarda ambientazione, trucco e costumi, sul film del 1946.
  • Dal 1987 al 1989 fu trasmessa una serie televisiva, La bella e la bestia, la cui trama era un amalgama di fantasy e detective story. Era incentrata sulla relazione tra Catherine, avvocato di New York, interpretata da Linda Hamilton, e Vincent, personaggio gentile ma mostruoso, interpretato da Ron Perlman, che vive nei tunnel al di sotto della città. La serie fu cancellata a causa della scarsa audience, dopo l'abbandono di Linda Hamilton alla fine della seconda stagione. Wendy Pini pubblicò due libri di fumetti ispirati alla serie.
  • Nel 1995 uscì un cartoon sul personaggio di Belle, basato su La bella e la bestia disneyana. Inoltre, tutti i personaggi de "La bella e la bestia" della Disney, compresi Belle e la Bestia, appaiono nella serie animata House of Mouse - Il Topoclub.
  • L'emittente televisiva statunitense HBO propose per il ciclo Happily Ever After: Fairy Tales for Every Child una versione della fiaba ambientata nell'Africa equatoriale.
  • Una delle protagoniste della webserie RWBY, Blake Belladonna, è ispirata a Belle non solo per quanto riguarda il nome, ma si accompagna anche a un uomo di nome Adam, che è il nome della Bestia nella versione disneyana.
  • Nella serie tv statunitense C'era una volta (dove la fiaba viene completamente rivisitata, comprendendo anche elementi del film Disney) Belle viene interpretata da Emilie de Ravin, mentre il personaggio della Bestia viene fuso con quello di Tremotino.

Influenze sulla letteratura[modifica | modifica sorgente]

La bella e la bestia è stata d'ispirazione a molti romanzi:

  • Beauty, di Robin McKinley, vincitore del Newbery Award, e Rose Daughter, della stessa autrice.
  • La raccolta Red As Blood, or Tales from the Sisters Grimmer, di Tanith Lee, contiene una versione fantascientifica della storia, in cui la figlia di un ricco commerciante che vive in un lontano futuro si innamora di un alieno.
  • Donna Jo Napoli scrisse un romanzo, Beast, che presenta la vita della bestia dal suo punto di vista prima di incontrare Bella. Nonostante l'aggiuntiva storia del passato del mostro, questa versione è piuttosto fedele all'originale.
  • Nancy Holder scrisse un brano nella serie Once Upon A Time... dal titolo Spirited, che è a grandi linee una rielaborazione della storia, che vede una giovane inglese, Isabella Stevenson, innamorarsi del suo rapitore, Wusamequin, un medico mohicano meditabondo durante la Guerra franco-indiana.
  • Lady Jain, protagonista del fumetto letterario Castle Waiting di Linda Medley, ha avuto una relazione con una bestia meravigliosa, romantica, generosa e gentile. Dopo la nascita del suo bambino, Pindar, esprime il proprio rammarico perché, dopo tutto, non è il figlio del marito, ma non ha nemmeno le corna del padre.
  • La bella e la bestia sono anche dei personaggi del fumetto Fables. Vivono, piuttosto miseramente all'inizio della serie, a Favolandia, una comunità clandestina di New York. La forma umana della bestia dipende dalla felicità del loro matrimonio: quando litigano, lui si trasforma in mostro. Dopo l'elezione del Principe Azzurro a sindaco di Favolandia, i due vengono promossi rispettivamente ad assistente del sindaco e a sceriffo, prendendo il posto di Biancaneve e del Lupo cattivo.
  • La bestia e poi anche Bella apparvero brevemente nel fumetto online No Rest for the Wicked.
  • Behold the Beauty, di Megan Hussey, rappresentato nel compendio erotico Deities of Desire nella Bacheca di Mezzanotte, è una versione femminista del racconto La bella e la bestia. L'eroe, il Principe Beausoleil, è il classico uomo giovane e bello che si innamora diperatamente della guaritrice Agnatha, una donna anticonformista, spesso ridicolizzata, che vive nei boschi di Ravenshead, una mitica provincia Europea dove la famiglia del principe governa e dove molte giovani e belle donne più convenzionali si contendono i favori dell'eroe.
  • Nella raccolta di racconti La camera di sangue di Angela Carter appaiono due diversi adattamenti della storia. La raccolta reinterpreta anche molte altre fiabe.
  • L'autrice fantasy Francesca Lia Block presentò una sua versione della storia nella raccolta The Rose and the Beast, in cui compaiono revisioni in chiave moderna e conclusioni alternative di nove fiabe classiche, tra cui La regina della neve e Biancaneve. Nella sua versione, intitolata "Beast", Bella finisce per preferire la bestia come mostro e diventa triste quando si trasforma in essere umano.
  • La storia fornì la trama anche per la decima edizione del libro di fumetti Nightmares & Fairy Tales di Serena Valentino. Qui Bella è lesbica e la sua amante, Rose, viene allontanata da lei e trasformata in bestia. Se Bella riuscirà a scoprire la vera identità della bestia, potrà rompere la maledizione.
  • La serie manga / anime InuYasha contiene delle influenze della storia de La bella e la bestia.
  • La versione moderna Beastly, di Alex Flinn, rappresenta Kyle Kingsbury nelle vesti della bestia, il figlio viziato di un reporter di New York. Invita una strega al ballo della scuola per scherzo, dove però questa lo colpisce con un incantesimo trasformandolo in una bestia. Se non troverà il vero amore e lo bacerà entro due anni, resterà bestia per sempre. Nell'ultima pagina, viene esplicitamente citata La bella e la bestia come fonte.
  • La relazione tra Arkan e Maerad nel romanzo fantasy The Riddle, di Alison Croggon, è simile per alcuni aspetti a quella tra la bestia e Bella: Maerad è un'ospite/prigioniera nel palazzo di Arkan e scopre di essere sessualmente attratta da lui, così come Arkan è attratto da lei.
  • Nella trilogia Darkangel, di Meredith Ann Pierce, Aeriel è una ragazza tenuta prigioniera dal vampiro Irrylath, che viene liberato dal suo vampirismo e dai servigi alla strega che lo tengono legato a tale stato quando Aeriel lo ama e agisce sulla base del proprio amore. Nel suo passato, Irrylath era stato catturato, sedotto e trasformato in vampiro dalla strega, in modo molto simile al principe de La bella e la bestia.
  • Nel 1985 è stata pubblicata la rivisitazione umoristica della fiaba: Il mostro peloso (titolo francese Le Monstre poilu) di Henriette Bichonnier. Si tratta di una storia un po' pazza, con una ragazzina che non ha paura di niente, un padre che ha paura di tutto e un mostro suscettibile e ridicolo. Pero, da sotto la pelle dell'orribile mostro comparve un giovanotto, ma così carino, ma così grazioso, che Lucilla non ne aveva mai visto uno uguale. Ed ambedue si vogliono bene subito...
  • Nel 2003 è uscita una rivisitazione della storia: La bestia e la bella, di Silvana De Mari (Salani edizioni). Il principe qui non è trasformato in un mostro potente e terribile, ma in un piccolo bastardino, cacciato a calci e sassate da tutti. Solo una persona proverà pietà per lui: la bella, che in realtà è una ragazza madre che vive ai margini della società. Ambientato nel 1600, è raccontato dal punto di vista del principe.

Influenze sulla musica e sulla cultura di massa[modifica | modifica sorgente]

  • Uno dei cinq pièces enfantines della suite per pianoforte a quattro mani Ma Mère l'Oye di Maurice Ravel, composta nel 1908, trascritta per orchestra nel 1911 e trasformata in balletto l'anno dopo, è ispirato alla fiaba e porta il nome di Les Entretiens de la Belle et la Bête ("Le conversazioni della Bella e la Bestia").
  • Molti gruppi gothic e black metal (come Sirenia, Penumbra e Via Mistica) utilizzano simultaneamente voci maschili dal timbro roco e profondo (in gergo growl) e voci femminili melodiose e squillanti, e la combinazione di questi due stili vocali è comunemente conosciuta come Beauty and the Beast vocals.
  • A La bella e la bestia si ispira la trama del video musicale - e probabilmente anche della canzone - "I'd Do Anything for Love (But I Won't Do That)" di Meat Loaf.
  • Stevie Nicks scrisse la canzone "Beauty and the Beast", contenuta nell'album del 1983 The Wild Heart, dopo aver visto il film di Jean Cocteau.
  • "Beauty and the Beast" è il titolo di una canzone di David Bowie.
  • "Beauty and the Beast" è il titolo di una canzone del sassofonista jazz Wayne Shorter.
  • "Beauty and the Beast" è il titolo di una canzone del gruppo finlandese Nightwish.
  • "Beauty is the Beast" è il titolo di una canzone del gruppo svedese The Ark.
  • "La bella y la bestia" è il titolo di una canzone del rapper spagnolo Porta.
  • "Beauty and a Beat" è il titolo di una canzone del cantante canadese [Justin Bieber]
  • "Beauty and the Beast" è anche il titolo di una canzone di Celine Dion, usata come colonna sonora per il noto film della Disney.
  • Shigeru Miyamoto ammise di essersi ispirato al racconto per il suo videogioco Donkey Kong della Nintendo.
  • Il videogioco Metal Gear Solid 4: Guns of the Patriots possiede un quartetto femminile conosciuto come "The Beauty and the Beast Unit".

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Marina Warner, E tu sarai una Bestia! in La bella e la bestia. Quindici metamorfosi di una fiaba, Donzelli, 2002, ISBN 9788879897211.
  2. ^ Jeanne-Marie Leprince de Beaumont, Beauty and the Beast
  3. ^ a b Heidi Anne Heiner, "Tales Similar to Beauty and the Beast"
  4. ^ Thomas Downing, Aesthetics of Opera in the Ancien Régime, 1647-1785, Cambridge, Cambridge UP, 2002.
  5. ^ Betsy Hearne, Beauty and the Beast: Visions and Revisions of An Old Tale, pp. 22-23, ISBN 0-226-32239-4.
  6. ^ Betsy Hearne, Beauty and the Beast: Visions and Revisions of An Old Tale, p. 25, ISBN 0-226-32239-4.
  7. ^ Betsy Hearne, Beauty and the Beast: Visions and Revisions of An Old Tale, p. 26, ISBN 0-226-32239-4.
  8. ^ Betsy Hearne, Beauty and the Beast: Visions and Revisions of An Old Tale, pp. 10-11, ISBN 0-226-32239-4.
  9. ^ Steven Swann Jones, The Fairy Tale: The Magic Mirror of Imagination, Twayne Publishers, New York, 1995, p. 84, ISBN 0-8057-0950-9.
  10. ^ Marina Warner, From the Beast to the Blonde: On Fairy Tales And Their Tellers, p. 280, ISBN 0-374-15901-7.
  11. ^ Terri Windling, "Married to Magic: Animal Brides and Bridegrooms in Folklore and Fantasy".

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Antti Aarne, The Types of the Folktale: A Classification and Bibliography, The Finnish Academy of Science and Letters, Helsinki, 1961. ISBN 951-41-0132-4.
  • Ashliman, D. L., A Guide to Folktales in the English Language, Greenwood Press, 1987.
  • Uther, Hans-Jörg 2004. The Types of International Folktales: A Classification and Bibliography, Parts I-III: the ATU classification system.
  • Elisa Biancardi, Madame de Villeneuve, La Jeune Américaine et les contes marins (La belle et la bête) ; Les belles solitaires. Madame Leprince de Beaumont, Magasin des enfants (La belle et la bête), édition critique par Elisa Biancardi, volume 15 de la collection « Bibliothèque des Génies et des Fées », Paris, Champion, 2008 (1.632 pp.)
  • Jack Zipes, The Great Fairy Tale Tradition: From Straparola and Basile to the Brothers Grimm, p. 863, ISBN 0-393-97636-X.
  • Contes et autres écrits. Ed. Barbara Kaltz. Oxford: Voltaire Foundation, 2000.
  • Le magasin des enfants. Paris: Warée, 1843.
  • Nouveau cabinet des fées. Ed. Jacques Barchilon. Vol. 17. Geneva: Slatkine, 1978.
  • Marc Soriano, "Guide de la littérature pour la jeunesse", Hachette, 1974. Rééd. Delagrave, 2002.
  • A.A.V.V., La bella e la bestia. Quindici metamorfosi di una fiaba, Roma, Donzelli editore, 2002, pp. 364, ISBN 9788879897211.

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