Università degli Studi "Suor Orsola Benincasa"

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Università degli Studi Suor Orsola Benincasa
Stato Italia Italia
Città Napoli
Altre sedi Salerno
Fondazione 1895
Tipo Parastatale
Rettore Lucio d'Alessandro
Studenti 7,855 [1]
Sport CUS Napoli
Sito web www.unisob.na.it

L'Università degli Studi Suor Orsola Benincasa è un'Università di Napoli specializzata nelle scienze umane, costituitasi nel 1895, con sede nel complesso monastico voluto da suor Orsola Benincasa.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Le Origini[modifica | modifica wikitesto]

Sede dell'Università degli Studi Suor Orsola Benincasa è la cittadella monastica posta alle pendici del colle Sant'Elmo che domina l'intera città e il golfo di Napoli. Questo antico sito conventuale ricopre una superficie di 33.000 mq su cui sorgono otto corpi di fabbrica di cui due chiese, chiostri e giardini pensili, vestigia di due monasteri fondati tra il XVI e il XVII secolo dalla mistica napoletana all'epoca della Controriforma.

Orsola Benincasa fu un personaggio particolarmente significativo nel panorama religioso della Napoli controriformata, in quanto espressione di una religiosità militante e tendenzialmente autonoma che la Chiesa istituzionale riuscì col tempo a ricondurre entro i limiti della rigida obbedienza all'autorità ecclesiastica, trasformando il libero ritiro della Benincasa e dei suoi parenti in una Congregazione di natura laicale.[2] Quando il controllo della Congregazione fu affidato ai chierici teatini, questi riuscirono a convincere Orsola ad affiancare alle oblate un ordine di rigida clausura che diventasse il braccio femminile di quello di S. Gaetano. Questo progetto, manifestato dalla mistica nel suo testamento, fece sì che dopo la sua morte, avvenuta nel 1620, si iniziasse la costruzione di un grandioso eremo da destinare alle romite. Questa nuova ala è caratterizzata da un progetto architettonico coerente e di ampio respiro, rispettoso delle regole imposte dal Concilio (1545-1563). Infatti, il nucleo centrale, composto di tre corpi di fabbrica disposti ad U attorno ad un ridente chiostro, è nascosto agli sguardi esterni da un poderoso muro di cinta in tufo che si innalza per circa venti metri. Questo iniziale insediamento è ben riconoscibile da un punto di vista architettonico perché non nasce da un progetto preordinato, ma ha la natura caotica delle sovrapposizioni successive. Elemento di punta di questa zona della cittadella è la chiesa dell'Immacolata, fondata da Orsola nel 1580 e ristrutturata nel settecento da Rocco Doyno.

L'Unità d'Italia[modifica | modifica wikitesto]

Il destino della cittadella monastica, mutò dopo l'unità d'Italia quando, il Ritiro di Suor Orsola riuscì a sfuggire alla legge sull'incameramento statale dei beni degli ordini religiosi perché considerato "Opera pia a carattere laicale". Anche per rafforzare questo riconoscimento - messo in forse da una causa giudiziaria con la Cassa Ecclesiastica - vi venne fondata una scuola gratuita. Essa fu inaugurata il 10 luglio 1864, grazie soprattutto all'impegno di Emilio Beneventani, che resse il Governo laico di Suor Orsola (subentrato al governo delle oblate) per oltre vent'anni, sino alla sua morte nel 1887. Aperta con 32 fanciulle, la scuola negli anni '70 ospitava circa 500 allieve, ed era formata da una classe materna, le cinque classi elementari e un corso magistrale di tre classi. Vi era poi una sala per i lavori domestici affidati a una maestra speciale e consistenti in lavori di sartoria, di ricamo e di crestaia, a cui poi si aggiunse la produzione di fiori artificiali. Dal 1871 si insegnò lingua francese e computisteria, declamazione e canto corale e, nel 1878 fu istituito un corso di telegrafia. Nel 1891 Adelaide Pignatelli Del Balzo principessa di Strongoli vi giunse in qualità di ispettrice onoraria e nel 1901 ne divenne l'amministratrice unica. L'impegno pedagogico della principessa fu condiviso, fino alla sua morte, da Antonietta Pagliara la quale lasciò in eredità all'Istituto la sua collezione privata di arredi, quadri e suppellettili antiche di grande valore, poi ordinata in un interessante museo che ha oggi sede nell'antico romitorio. Tale progetto educativo si completava, nel 1885, con l'istituzione della facoltà di Magistero, avvenuta con Decreto Regio e pareggiata nel 1901 insieme a quelle di Roma e Firenze. A distanza di circa un secolo, con Decreto di Riforma pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n°264 del 11/11/1995, la Facoltà di Magistero è stata riformata attraverso la costituzione dell'Istituto Universitario Suor Orsola Benincasa e l'attivazione della Facoltà di Scienze della Formazione. Accanto all'istituzione di tale Facoltà, l'Istituto, sulla base delle competenze ereditate e sviluppate nel corso del tempo ha istituito la Facoltà di Lettere e, più recentemente (a.a. 1998/1999), la Facoltà di Giurisprudenza.

L'Università[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2004, con Decreto Rettorale pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n°157 del 7/7/2004, l'Istituto Universitario si è trasformato in Università degli Studi Suor Orsola Benincasa.[3] Attualmente questo Ateneo è l'unica università libera non statale dell'Italia meridionale e prosegue nella sua tradizione che racchiude in sé l'intero arco delle istituzioni educative, dalla scuola primaria a quella secondaria inferiore e superiore, all'università. Le attività di alta cultura, i corsi di perfezionamento, i convegni, i seminari, le mostre itineranti, le attività integrative della didattica dell'Università e delle Scuole, il Museo, la promozione del proprio ricchissimo patrimonio artistico e monumentale, sono alcuni dei suoi segni peculiari.[4]

Dal maggio 2011 è Rettore dell’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli l'ordinario di sociologia giuridica Lucio d'Alessandro.[5]

Persone legate alla Università degli Studi Suor Orsola Benincasa[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Ateneo: Napoli "Università degli Studi Suor Orsola Benincasa" su Anagrafe Nazionale Studenti. URL consultato il 6 luglio 2015.
  2. ^ Guido De Ruggiero, Rinascimento, Riforma e Controriforma, 1942.
  3. ^ http://www.unisob.na.it/ateneo/a001_a.htm?vr=1
  4. ^ http://www.unisob.na.it/universita/facolta/formazione/storia.htm?vr=1
  5. ^ Lucio d'Alessandro confermato alla guida del Suor Orsola Benincasa fino al 2019. URL consultato il 29 luglio 2015.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]