Scienze dell'educazione e della formazione

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Le scienze dell'educazione e della formazione[1] sono quell'insieme di discipline che studiano sistematicamente l'educazione e la formazione dell'uomo.[2] Si tratta quindi di una disciplina trasversale che trae principalmente le proprie basi dalla pedagogia, dalla psicologia, dalla filosofia e dalla sociologia.

Genesi del termine[modifica | modifica wikitesto]

Il primo utilizzo del termine scienze dell'educazione viene data dall'omonima facoltà dell'Università Pontificia Salesiana, istituita il 4 settembre 1973. I salesiani furono i primi a riconoscere la necessità di considerare l'interdisciplinarità e l'orchestrazione di più scienze che arricchiscono la pedagogia, come la metodologia e la ricerca sperimentale.

La locuzione ha comunque cominciato a diffondersi negli anni novanta, in sostituzione del termine pedagogia, perché quest'ultima, intesa come disciplina umanistica, era focalizzata soltanto sulla storia, sugli autori e sulla riflessione intorno alle teorie pregresse e non sulla costruzione di nuovi quadri di riferimento o sulla ricerca sperimentale. Un altro importante motivo vedeva la pedagogia come sola educazione infantile, mancante quindi della componente educativa adolescenziale e della formazione in età adulta. Infine la pedagogia non era l'unica disciplina coinvolta nello studio dei processi educativi e formativi, traendo buon parte del lavoro dalle scienze cognitive e dalla psicologia.

Le aree disciplinari[modifica | modifica wikitesto]

Data la natura interdisciplinare dalla materia, vengono prese in esame le seguenti scienze:

Nel mondo[modifica | modifica wikitesto]

Italia[modifica | modifica wikitesto]

Nell'anno accademico 1936 nacque la facoltà di magistero con il corso di diploma di laurea di 4 anni in pedagogia, rimasto in vigore fino al 1993-1994, quando nacque la facoltà di scienze della formazione e furono introdotti in diverse università nuovi corsi di diploma di laurea 4 anni in scienze dell'educazione con indirizzi ("insegnanti di scuola secondaria superiore", "educatori professionali extrascolastici" ed "esperti nei processi formativi") e scienze della formazione primaria ("insegnanti di scuola primaria", "insegnanti di scuola dell'infanzia"), entrambi di durata quadriennale; tuttavia in Italia, proprio quando la nuova terminologia andava consolidandosi, con la riforma universitaria si è registrata una tendenza al riutilizzo del termine "pedagogia" da parte degli atenei.

Nel 1990 Umberto Eco fondò all'Università di Bologna il primo corso universitario italiano di scienze della comunicazione. Il 5 ottobre 2002 aveva ottenuto dall'Università di Siena un dottorato honoris causa in tale disciplina.[3]

Con la riforma del 1999, in base alla quale gli organi collegiali delle singole sedi possono stabilire autonomamente le denominazioni dei propri corsi di studio nell'ambito delle classi definite a livello centrale, si assistette a un massiccio ritorno del termine "pedagogia": furono istituite le lauree specialistiche a ciclo unico di 5 anni in Scienze della formazione primaria per l'insegnamento delle scuole d'infanzia e scuole primarie, mentre per il primo ciclo di laurea triennale resisteva la locuzione "scienze dell'educazione". Tale dizione, che faceva rientrare, nella visione accademica, la pedagogia nelle scienze dell'educazione, trovò conferma nel 2004, con l'istituzione delle nuove lauree triennali, delle lauree magistrali biennali e delle lauree magistrali a ciclo unico di 5 anni. Inoltre da facoltà di scienze della formazione si passò nel 2010 al dipartimento di scienze umane e il liceo psico-socio-pedagogico, l'ex istituto magistrale, divenne liceo delle scienze umane.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Numerazione e denominazione delle classi delle lauree (PDF), su miur.it. URL consultato il 05-06-2011.
  2. ^ Scienze della formazione, su treccani.it. URL consultato il 09-01-2011.
  3. ^ Chasqui. 2015;0(89) DOI 10.16921/chasqui.v0i89.1544, p.24.