Targhe d'immatricolazione italiane

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
(Reindirizzamento da Targhe automobilistiche italiane)
Targa automobilistica della provincia autonoma di Bolzano (formato in vigore dal 1999)

Le targhe d'immatricolazione in Italia hanno una storia risalente alla fine del XIX secolo.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

1897–1901[modifica | modifica wikitesto]

Le prime targhe veicolari italiane furono previste con il Regio Decreto 16 dicembre 1897 n. 540 che introduceva l'obbligo di dotare i velocipedi di una targa comunale.

Per analogia verso tale disposizione, nel 1898 il Comune di Milano promulgò il Regolamento per la circolazione delle vetture automobili, il cui articolo 17 imponeva la fissa apposizione di una targa, riportante il nome del proprietario e il numero di licenza comunale, sulla fiancata sinistra degli automobili, come venivano chiamate in quel tempo le autovetture.

1901–1905[modifica | modifica wikitesto]

Con il Regio Decreto del 28 agosto 1901 n. 416 viene promulgato il primo Regolamento per la circolazione delle vetture automobili sulle strade ordinarie, il cui articolo 91 dispone l'obbligatorietà di dotare tutte le vetture circolanti di apposita targa fissa, su concessione della locale prefettura. La targa, da realizzarsi a cura e spese del proprietario, doveva essere in metallo e riportare, per esteso e in caratteri ben visibili, il nome della provincia e il numero di licenza rilasciata dalla prefettura. Di questo periodo esistono tuttora due esemplari, una ("GENOVA 83") conservata al Museo dell'Automobile di Torino e un'altra ("PADOVA 2") conservata al Museo della Scienza e della Tecnica di Milano[1]

Rappresentazione schematica:
  PADOVA 2  
Targa della provincia di Padova
  GENOVA 83  
Targa della provincia di Genova

1905–1927[modifica | modifica wikitesto]

Targa automobilistica usata dal 1905 al 1927 (codice numerico 34 = provincia di Macerata)

All'epoca ovviamente non si immaginava che le automobili avrebbero avuto un tale boom, per questo ben presto si eliminò il nome completo della città per far posto a targhe composte da un numero, di solito rosso, che indicava la provincia di provenienza, accanto al quale era scritto il numero di immatricolazione. Le targhe venivano prodotte in base al numero assegnato dalla prefettura, ma il compito della realizzazione della targa spettava al proprietario del veicolo (c'era anche la possibilità di farla predisporre dal Touring Club Italiano), e per questo motivo le piastre dell'epoca erano spesso molto diverse tra di loro.

Targa automobilistica della provincia di Milano
  38 256  
Targa automobilistica della provincia di Roma
  55 101  
Targa automobilistica della provincia di Napoli
  40 325  
Targa automobilistica della provincia di Torino
  63 037  
Targa automobilistica della provincia di Palermo
  43 173  

[2].

Le province nelle targhe tra il 1905 e il 1927[3]

Come si può notare, le targhe sono tutte in ordine alfabetico fino al numero 69, corrispondente alla situazione delle province esistenti fino alla Grande Guerra. Le successive sei furono aggiunte in blocco nel 1923 dopo che il neoinsediato governo fascista riordinò amministrativamente i nuovi territori annessi e aggiunse due capoluoghi marinari. L'ultimo numero, il 76, fu integrato nell'elenco nel 1924 dopo l'ultima conquista, quella di Fiume. Nelle nuove province del confine nordorientale queste nuove targhe andarono a sostituire quelle vecchie che erano state mantenute sul modello delle targhe austriache anche dopo l'annessione di diritto internazionale[8].

1927–1947[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Sigle automobilistiche italiane.
Targa automobilistica posteriore con formato usato da giugno 1932 al 31/12/1947 (MI = provincia di Milano)
Targa anteriore del tipo utilizzato dal 1932 alla fine del 1947

Nel 1927 Mussolini, con una serie di leggi riforma la legislazione provinciale e, tra i vari mutamenti, cambia anche l'impostazione delle targhe: esse ora si configurano con una sigla di due lettere rappresentanti la provincia[9]: la prima corrisponde alla prima lettera del capoluogo, la seconda a una delle lettere seguenti (ad eccezione di Roma che contiene il nome completo) e a seguire un numero progressivo da 1 a 999 999 (si passerà poi all'introduzione di lettere, superato il milione). Con le nuove targhe, inoltre, venne definitivamente abolito l'obbligo di ancorare la targa al telaio del veicolo, tramite fil di ferro piombato dalla Prefettura competente per provincia[10].
Dopo l'approvazione del nuovo Codice della Strada (1928) le targhe non furono subito sostituite. A tutti coloro in possesso di un'automobile fu inviato un Foglio di via provvisorio che li autorizzava a circolare con le vecchie targhe fino all'effettiva sostituzione della numerazione cessata.

  • Dal 28 febbraio 1927 a giugno 1932 sono in metallo, con sfondo nero e caratteri bianchi su una sola linea; il numero è sulla sinistra e la sigla della provincia sulla destra; dal 1º gennaio 1928 sulle targhe posteriori appare anche il fascio littorio, mentre quelle anteriori sono a discrezione del proprietario e quindi variano molto le une dalle altre. Le targhe della provincia di Roma, al posto della sigla provinciale, riportano fino al 28/02/1994 la scritta "Roma" per esteso; nelle piastre posteriori la lettera "R" ha le stesse dimensioni delle cifre, le altre lettere per motivi di spazio sono invece di dimensioni ridotte.
  • Da giugno 1932 al 14 marzo 1976 sono sempre in metallo (o plastica dal 3 agosto 1963), con sfondo nero e caratteri bianchi su due linee; la sigla di individuazione della provincia è posta sulla prima riga, i numeri sulla seconda (fino a quattro cifre). Per i numeri dal 10000 in poi, le prime cifre trovano posto a fianco della sigla della provincia. Dal 1934 le targhe anteriori vengono prodotte dal CONI e riproducono i colori di quelle posteriori, ma sono molto più piccole e riportano la sigla provinciale dopo il numero. Le targhe emesse prima del 1932 vengono ristampate nel nuovo formato mantenendo la numerazione originale.
    Da settembre 1943 a marzo 1945 le targhe assegnate sono pochissime, vista anche la difficile situazione italiana; inoltre una legge specifica impedisce l'acquisto di automobili da parte di privati.
    Da marzo 1945 al 31 dicembre 1947, con la caduta del fascismo, il fascio viene rimpiazzato dal simbolo dell'Associazione Nazionale Mutilati ed Invalidi di Guerra (una corona di spine con tre baionette all'interno).

1948–1951[modifica | modifica wikitesto]

Targa automobilistica posteriore con formato utilizzato dal 1948 a maggio 1951 nella provincia di Milano (MI), con caratteri Garamond
Automobili con la targa emessa nella zona A del Territorio Libero di Trieste dal 1948 al 1954 (si notino i colori invertiti rispetto a quelli delle targhe standard dell'epoca)

Dal 1º gennaio 1948 a maggio 1951, dopo l'entrata in vigore della Costituzione, nelle targhe sia anteriori sia posteriori compare l'emblema della Repubblica Italiana, ossia una stella a cinque punte all'interno di una ghirlanda e con al centro le lettere "RI", sostituendo lo stemma dei mutilati utilizzando però gli stessi caratteri e formato delle targhe precedenti (Sfondo nero e caratteri bianchi) Dimensioni 320 × 220 mm.
Un caso particolare è quello della provincia di Aosta che, divenuta regione autonoma, al posto dello stemma della Repubblica utilizza quello della regione; in concomitanza con questo cambiamento le targhe aostane del vecchio tipo vengono ritirate e la numerazione ricomincia da 1.
Dall'ultima decade di dicembre del 1947 al 1954, nella zona A del Territorio Libero di Trieste (conteso tra Italia e Jugoslavia) sono usate delle targhe specifiche di formato italiano, ma con caratteri neri su fondo bianco, dimensioni 320 × 220 mm e lo stemma di Trieste colorato (a destra nelle targhe anteriori, in alto a destra dopo la prima cifra nelle targhe posteriori) al posto di quello della Repubblica. La numerazione era differente per autovetture, motoveicoli, autocarri e rimorchi (vedi Targhe d'immatricolazione del Territorio Libero di Trieste).

1951–1976[modifica | modifica wikitesto]

Targa posteriore in uso nella provincia di Livorno dal 1951 al 14/03/1976
Targa anteriore (formato 1951–1976) di un veicolo immatricolato nella provincia di Cagliari

Da maggio 1951 al 14 marzo 1976 cambiano i caratteri utilizzati (diventano più lineari) e le dimensioni delle targhe posteriori sono ridotte da 320 × 220 mm a 275 × 200 mm. Non sono previste targhe posteriori su un'unica riga.
Per quanto riguarda la provincia di Trieste, tornata all'Italia nel 1954, le targhe del Territorio Libero terminano e la numerazione riparte da "TS 25481" per tutti gli autoveicoli; la sostituzione delle vecchie piastre e la distribuzione di quelle conformi al sistema di immatricolazione nazionale avviene gradualmente, fino a novembre 1956.

Fino al 1963 i caratteri delle targhe anteriori erano uguali a quelle delle targhe posteriori
Dal 1963 le targhe diventano di plastica, mantenendo le dimensioni delle targhe del 1951 e vengono revisionati i caratteri delle targhe anteriori. La prima targa di plastica italiana, "RE 66715", viene apposta su una Spiaggina Fiat 500 Ghia Jolly.
Dall'inizio degli anni Sessanta le targhe con numerazione inferiore a cinque cifre appaiono con gli zeri davanti, per poi scomparire una volta raggiunta tale numerazione.

Rappresentazione schematica:
  MI U6
  9582  
Targa posteriore della provincia di Milano

1976–1985[modifica | modifica wikitesto]

Targa anteriore e posteriore del periodo 1976-1985 (provincia di Roma)
Targa anteriore e posteriore usata dal 1976 al 1985 nella provincia di Milano

Dal 15 marzo 1976 al 5 maggio 1985 (l'effettiva data di introduzione varia, a seconda della provincia, tra dicembre 1975 e febbraio 1977) viene modificata la targa posteriore mentre la targa anteriore rimane invariata.

Lo sfondo rimane nero con caratteri bianchi, mentre la sigla della provincia assume colore arancione,

Questo cambiamento divise la targa in due parti: la prima con la sigla della provincia di appartenenza (arancione) e la seconda con il numero progressivo e la ripetizione in piccolo della provincia prima del numero sopra lo stemma RI.

La parte con la provincia veniva fornita in due versioni in base al vano targa sulla quale andava montata: una con la sigla più lunga con la provincia centrata e la seconda più corta con la provincia sulla sinistra.

Sulle automobili progettate per le targhe precedenti oppure americane, cioè quadrate, la sigla della provincia lunga veniva montata sulla parte superiore sopra la parte con il codice progressivo; mentre la sigla più corta veniva usata per gli autoveicoli con il portatarga rettangolare montata sulla sinistra prima del codice progressivo.

Questo nuovo tipo di piastre introdusse anche in Italia il formato rettangolare con numeri e lettere su un'unica riga (all'epoca l'Italia era l'unico Paese europeo a non prevederlo), risolvendo i problemi di posizionamento della targa sulle auto di produzione straniera; in breve tale formato verrà preferito al vecchio anche dai costruttori italiani, sia per i nuovi modelli (come la Fiat Ritmo) sia per i restyling di quelli già esistenti (come la Fiat 127 o l'Alfa Romeo Alfasud).

Rappresentazione schematica:
  24354A MI  
Targa anteriore della provincia di Milano
  Roma X74036  
Targa posteriore della provincia di Roma

1985–1994[modifica | modifica wikitesto]

Targa automobilistica posteriore della provincia di Verona
Targa automobilistica anteriore della provincia di Asti
Targa automobilistica posteriore (formato su due righe) della provincia di Como

Tra il 6 maggio 1985 e il 27 febbraio 1994 si ritorna al metallo, poiché la plastica era meno resistente alle intemperie e facilmente deformabile, con caratteri neri su sfondo bianco riflettente (scritta PGS-B1 o PGS-A1); la targa anteriore, che dal 1934 era rimasta molto piccola, viene decisamente ingrandita (340 × 115 mm), anche se non portata alle stesse dimensioni dei due pezzi della targa posteriore, come invece accadeva nella maggior parte degli stati europei, e la sigla della provincia, che nelle vecchie targhe anteriori seguiva il numero, ora lo precede come in quelle posteriori. Le dimensioni delle targhe posteriori restano invariate (486 × 109 mm o, per quelle su doppia linea, 336 × 202 mm). Anche in tale circostanza la data di introduzione delle nuove targhe è puramente indicativa perché la data reale variava da provincia a provincia: Ragusa fu la prima, a fine marzo; Roma adottò il nuovo formato in maggio con la targa Roma-50001H (mai emessa, ma tuttora conservata a scopo espositivo); Genova ritardò qualche mese (fino a ottobre) il passaggio per raggiungere la "cifra tonda" GE-A00000 (ultima targa emessa con il vecchio formato), ma l'ultima provincia a emettere targhe nere fu Aosta, nel mese di dicembre 1985. Con queste targhe si è esteso l'obbligo di anteporre degli zeri anche nelle province con numerazione composta da cinque cifre.

Rappresentazione schematica:
  MI 3U2456  
Targa della provincia di Milano
  Roma 3H4234  
Targa della provincia di Roma

1994–1999[modifica | modifica wikitesto]

Formato di targa automobilistica introdotto nel 1994

Dal 28 febbraio 1994 al 12 gennaio 1999 l'aspetto esteriore rimane pressoché invariato (in metallo, caratteri neri su sfondo bianco), ma la targa posteriore torna a essere costituita da un'unica placca e viene rivoluzionato il sistema di numerazione: scompare la sigla della provincia e la targa si compone di una combinazione di sette caratteri alfanumerici costituiti da lettere nelle prime due e nelle ultime due posizioni e cifre nelle tre posizioni centrali. L'ordine è seriale per le tre cifre e poi per le quattro lettere, cosicché da ottenere ad esempio la sequenza AA 998 AA, AA 999 AA, AA 000 AB.

Vengono utilizzate in totale 22 lettere (quelle dell'alfabeto inglese ad esclusione di I, O, Q e U) che formerebbero un totale di 234 256 000 possibili disposizioni. In realtà sussiste il rischio che altre categorie di targhe automobilistiche replichino alcune combinazioni alfanumeriche delle targhe ordinarie, per cui alcuni abbinamenti di lettere sono stati esclusi. Fino a settembre 2010 le combinazioni ambigue già esaurite sono quelle che cominciano con CC (possono replicare le targhe dei veicoli del Corpo Consolare), con CD (possono replicare le targhe dei veicoli di Corpi Diplomatici) e le targhe che sarebbero iniziate con la combinazione EE (che avrebbero potuto replicare le targhe dei veicoli degli Escursionisti Esteri). La serie EE non è stata utilizzata da veicoli civili per motivi di ambiguità, soprattutto per non creare problemi con i sistemi di rilevamento automatici.

Alcune combinazioni sono riservate a usi specifici: sin dall'origine (1994) le combinazioni inizianti con "Z" (a partire da ZA 000 AA) sono assegnate alle targhe posteriori quadrate. Dal 2009 le targhe dei mezzi della polizia locale riportano le combinazioni che incominciano con "Y". Dal 20 febbraio 2013, in base al DPR n. 198/2012, i rimorchi impiegano targhe la cui lettera iniziale è "X".

Rappresentazione schematica di una targa standard:

 AN 745 NL 

Le targhe vengono assegnate alle province a lotti, seguendo indicativamente la frequenza di immatricolazioni. L'introduzione del sistema di numerazione avvenne quindi gradualmente, via via che le singole province esaurivano le targhe obsolete: le prime immatricolazioni avvennero nelle province di Ancona, Asti e Bergamo il 2 marzo del 1994 e recavano le combinazioni AA 000 DA, AB 000 MD e AA 000 DK; il lotto inaugurale con la combinazione AA 000 AA fu invece assegnato alla provincia di Terni. Fino al 1999 fu concesso alle province istituite nel 1992 e 1993 (Biella, Verbano-Cusio-Ossola, Lecco, Lodi, Rimini, Prato, Crotone, Vibo Valentia) e ad altre province con cospicue rimanenze di targhe di vecchio tipo (come Viterbo, Isernia e Benevento) di continuare a distribuire targhe appartenenti al precedente sistema di numerazione: erano i proprietari dei veicoli da immatricolare che potevano scegliere il tipo di targa. In questo modo anche le nuove province poterono vantare la targa con la sigla automobilistica "provinciale" per alcune migliaia di veicoli fino a un massimo di 12 000 per ogni nuova provincia.

In virtù della distribuzione a lotti delle targhe, anche questo sistema di numerazione consente di risalire alla provincia di prima immatricolazione, sempre che non vi siano stati "prestiti" fra le province per sopperire a ritardi nelle consegne o a consumi anomali. Utilizzano comunque gli stessi lotti di targhe alcune province, come Firenze e Prato o Milano e Monza, in quanto condividono l'ufficio della Motorizzazione Civile.

A richiesta vengono fornite delle targhe posteriori (occasionalmente anche anteriori) in formato su due righe (dette in gergo "quadrotte"), destinate ai veicoli (fuoristrada, autocarri, auto d'epoca o di importazione) che non hanno il vano targa sufficientemente largo per ospitare piastre standard.

Rappresentazione schematica di una targa quadrata:

ZA
000 AA

Il numero di autoveicoli immatricolati ha fatto sì che la prima lettera avanzasse di un'unità ogni circa 4 anni. Dal 1999 a luglio 2017 sono state rilasciate circa 58 milioni di combinazioni numeriche (da AA000AA a FK999ZZ). Se dovesse mantenersi inalterata l'attuale media, la numerazione sarebbe sufficiente per vari decenni ancora, arrivando almeno fino al 2063[11].

Per le targhe rettangolari, nel mese di agosto 2017 è stato assegnato il primo macro-lotto, iniziante con le lettere FL, alla provincia di Torino.

Per le moto, nel mese di giugno 2016 è stato assegnato il primo macro-lotto, iniziante con le lettere EH, alla provincia di Lucca.

Dal 1999 a oggi[modifica | modifica wikitesto]

La "nuova" targa della provincia di Bolzano con bande blu ai lati

La mancanza della sigla della provincia non era gradita a molti italiani, tanto che fu commercializzata e adottata da molti automobilisti una placca, da aggiungere lateralmente alla targa posteriore, di colore blu con l'indicazione della provincia in bianco. Per soddisfare questa preferenza e per permettere l'identificazione immediata della provincia di prima immatricolazione, dal 13 gennaio 1999 avvenne una ulteriore revisione, che lasciò invariato il sistema di numerazione, cambiando invece l'estetica della targa. Le nuove targhe hanno due fasce blu ai lati: su quella a sinistra sono presenti in colore giallo le 12 stelle dell'Unione europea e in colore bianco la lettera "I" dell'Italia: ciò elimina l'obbligo di attaccare l'ovale con la sigla nazionale, che spesso provocava confusione. Sulla banda a destra sono eventualmente posizionate in alto, dentro un cerchio con contorno giallo, due cifre gialle che indicano l'anno della prima immatricolazione (es.: 17 = 2017), mentre in basso si può applicare come opzionale, in colore bianco o grigio, la sigla di provincia o città metropolitana di residenza dell'intestatario. Anno e sigla sono adesivi e vengono generalmente incollati al momento dell'immatricolazione oppure, se non applicati, consegnati al proprietario assieme al libretto di circolazione del veicolo.
Per le province autonome a Statuto speciale di Trento, Bolzano e Aosta sono presenti gli stemmi provinciali o regionali sopra la seconda lettera, che viene per questo riportata in dimensioni ridotte.
Per effetto delle nuove bande laterali, queste targhe sono di 3 cm più larghe delle precedenti, mentre i caratteri sono più marcati. Queste le dimensioni esatte:

  • anteriore: 360 × 110 mm;
  • posteriore su una riga: 520 mm × 110 mm;
  • posteriore su due righe: 297 mm × 214 mm.

Le targhe con le due fasce blu ai lati sono state introdotte a partire da BB 000HH, assegnato a Varese per quanto riguarda quelle su una sola riga, e da ZA 400LV per quelle su due righe. Dal 2003 viene inoltre modificata la filigrana delle targhe, precedentemente P.G.S. A/B 1/2, cioè Provveditorato Generale dello Stato (A e B sono due diversi tipi di patina: 1 o 2 se la patina è rispettivamente bianca o gialla), ora M.E.F. A/B/C 1/2, ovvero Ministero dell'Economia e delle Finanze.

Nel 2011 venne saltata l'intera serie avente come combinazione iniziale le lettere EE, per evitare di confondere le targhe con quelle degli Escursionisti esteri; al numero ED999ZZ è quindi seguito EF000AA.

Rappresentazione schematica della targa standard attuale:

I FL150GE PD

Rappresentazione schematica della targa quadrata attuale:

I ZB MI
750 AH

Sistema di numerazione[modifica | modifica wikitesto]

La prima vettura con targa alfanumerica, immatricolata a Milano il 7 aprile 1965
  • La numerazione della prima serie andava da 0 fino a 999999, senza lettere né zeri davanti; a Napoli l'ultima targa solo numerica NA 999999 (22 agosto 1975[12]), contesissima, fu per questo motivo assegnata a un autobus pubblico (Fiat 418). Gli zeri iniziali vennero introdotti con la distribuzione delle prime targhe nelle nuove province di Pordenone (istituita nel 1968) e Isernia (istituita nel 1970), la cui numerazione iniziò dal numero 0001. Nella provincia di Oristano, istituita nel 1974, la prima targa fu 000001 (6 cifre) ma dopo il numero 009999 si passò inspiegabilmente a 10000 (5 cifre). Le targhe a sfondo riflettente furono stampate solo in formato a 6 cifre.
  • In alcune province più popolose questa numerazione non fu più sufficiente (Milano raggiunse per prima questo traguardo, seguita da Roma, Torino, Genova, Bergamo, Brescia, Como, Varese, Padova, Verona, Treviso, Vicenza, Bologna, Modena, Firenze, Napoli, Bari, Palermo, Catania) e si dovette ricorrere a una lettera in prima posizione (esempio: A99999). Vennero saltate da questa serie le lettere C, I, J, O e Q, per evitare errori di confusione con i numeri 0 e 1; le altre sono nel giusto ordine alfabetico se si eccettuano le ultime quattro lettere: infatti l'ordine non è stato V-W-X-Y-Z, bensì (per tutte le province) V-Z-X-Y-W. Il motivo è che in questo modo veniva rispettato l'ordine dell'alfabeto ridotto italiano che non contiene le lettere aggiuntive dell'alfabeto inglese, facilitando la "lettura" dell'ordine da parte degli utenti italiani.
  • Terminata anche questa serie (a Milano, Roma e Torino), si passò a porre la lettera in ultima posizione (esempio: 99999A), saltando oltre alle lettere precedenti anche B, K e U e usando l'ordine alfabetico corretto.
  • Nelle province più grandi (Roma e Milano) si è dovuto successivamente ricorrere a spostare la lettera in seconda posizione (esempio: 9A9999). Da questa serie, oltre alle lettere saltate nella prima serie alfanumerica, è esclusa anche la B, vengono invece reintrodotte la U e la K.
  • Milano è stata l'unica provincia italiana a esaurire anche le lettere in seconda posizione, passando a mettere la lettera A e D in terza posizione (esempio: 99A999); Milano, quindi, è l'unica provincia italiana a contenere nelle targhe "MI" le lettere sia in prima sia in sesta posizione, sia in seconda sia in terza, arrivando fino all'ultimo numero attribuito con questo sistema, 01D000, che è quindi il massimo a cui si sia arrivati in Italia.

Le targhe degli altri veicoli[modifica | modifica wikitesto]

Autocarri, autobus e veicoli assimilabili utilizzano le stesse targhe destinate alle automobili. Altre categorie di veicoli (motocicli, ciclomotori, rimorchi, macchine agricole, macchine operatrici e filobus) hanno invece targhe specifiche. In passato anche le piastre per questi particolari veicoli, come quelle per le automobili, erano emesse su base provinciale; a partire dal 1994 è stato introdotto per ogni tipo di targa (tranne che per i filobus) un sistema di numerazione unico per tutta Italia, tuttavia, a causa del basso numero di veicoli speciali immatricolati, molte province hanno continuato per molti anni a distribuire targhe di vecchio tipo per smaltire le scorte.

Motoveicoli[modifica | modifica wikitesto]

Rappresentazione schematica della targa di un motoveicolo della provincia di Milano da inizio Novecento al 1927
  38
 132 
Targa di una motocicletta (177 × 177 mm)

Per quanto riguarda i motoveicoli di cilindrata superiore ai 50 c la targa è, secondo l'ultima revisione (1999), di forma rettangolare, disposta su due righe, con caratteri neri su fondo bianco riflettente. Sulla prima riga, oltre a due lettere, sui lati vi sono bande blu recanti a sinistra le 12 stelle dell'Unione Europea e la sigla internazionale I dell'Italia, a destra l'anno di immatricolazione e la sigla della provincia (opzionali), mentre sulla seconda riga vengono riportate cinque cifre.

Targa per moto con formato usato dal 1951 fino al 1985:

 MI 62
 1344 

Targa per moto con formato utilizzato dal 1927 fino al 1932:

  3164
  MI  

Rappresentazione schematica:

I EH MI
01234
Targa di uno scooter immatricolato nella provincia di Milano, con caratteri in uso fino agli anni Cinquanta
Targa di uno scooter immatricolato nella provincia di Milano, con caratteri in uso fra gli anni Cinquanta e Ottanta

In passato le targhe motociclistiche hanno avuto anch'esse una numerazione legata alle sigle provinciali[13]. In tutte le sue edizioni la targa della motocicletta ha conservato la disposizione dei caratteri e delle cifre su due righe.

Nelle prime 9999 targhe di ogni provincia (salvo alcune eccezioni per le province di più recente istituzione) compariva prima il numero e poi la sigla della provincia. Per i numeri successivi la targa era in grado di ospitare fino a sei cifre di immatricolazione: le ultime quattro venivano disposte sulla riga inferiore, la prima e la seconda quando presenti (con eventuali zeri di riempimento) erano disposte dalla prima riga alla destra dei due caratteri della sigla della provincia. La disposizione era quindi analoga a quella utilizzata per gli autoveicoli. Dal 1927 al 1933 avevano caratteri bianchi su sfondo nero; in quell'anno le targhe precedentemente emesse vennero sostituite con altre di nuovo tipo con sfondo bianco e caratteri blu. Tra il 1933 e il 1985, le targhe ricevettero solo piccole modifiche: negli anni Quaranta venne introdotto il simbolo della Repubblica Italiana, negli anni Cinquanta vennero revisionati i caratteri, negli anni sessanta si passò dal metallo alla plastica. Nel 1985, cioè con la corrispondente revisione dell'aspetto e della foggia delle targhe automobilistiche, le targhe per motocicli adottarono i caratteri neri e lo sfondo riflettente.

Durante l'uso della numerazione legata alle sigle provinciali nessuna provincia ha immatricolato 1 000 000 o più motocicli, dunque non è stato necessario ricorrere a combinazioni alfanumeriche per gestire le immatricolazioni delle province più popolose.

A partire da marzo del 1994 i due caratteri non rappresentano più la provincia ma una combinazione alfanumerica che varia in maniera analoga a quella delle targhe automobilistiche. Per evitare duplicazioni non vengono utilizzate le sequenze identiche a quelle delle sigle provinciali in vigore nel 1993. Anche per i motocicli dal 1994 al 1999 non era più riportata la sigla di provincia e la disposizione dei caratteri era: sulla prima riga 2 lettere e una cifra, sulla seconda riga le restanti 4 cifre.

Le targhe per motocicli si applicano anche ai veicoli a essi assimilati, ovvero motocarri e mototrattori di cilindrata superiore a 50 cm³ e ai quadricicli.

Ciclomotori[modifica | modifica wikitesto]

La targa per ciclomotori in uso dal 1993 al 2006 (98 × 115 mm)
La targa dei ciclomotori in uso dal 14 luglio 2006 (142 × 122 mm)

Prima del 1993 i ciclomotori erano privi di targa. I motocicli di cilindrata inferiore ai 50 c e non omologati per il trasporto di un passeggero avevano una targa propria (o contrassegno di circolazione) legata al proprietario del veicolo e non al mezzo; ciò permetteva di poter utilizzare la stessa targa su mezzi diversi. Queste targhe erano caratterizzate da forma esagonale e sfondo bianco, con una combinazione di cinque caratteri neri (lettere e numeri) disposti su due righe, due sulla prima e tre sulla seconda. Erano state introdotte a partire dal 1º ottobre 1993 e l'immatricolazione da allora avrebbe riguardato sia i veicoli nuovi sia quelli antecedenti a tale data; la prima targa di questo sistema è stata 00/001, e procedevano nell'ordine secondo cui prima venivano i numeri dallo zero al nove e poi le lettere dalla A alla Z: ad esempio dopo la targa 45/678, è venuta la 45/679 e dopo ancora la 45/67A. Una volta arrivati in questo modo alla 45/67Z, si è passati alla 45/680, fino a 9Z/ZZZ. Questo sistema, che ripartì da A0/001 ad aprile 2002, arrivò fino alla stampa della combinazione AF080, dopodiché si passò a un nuovo sistema.

Il 14 luglio 2006 è stato introdotto un nuovo tipo di targhe, legato al veicolo e non più al proprietario. Le piastre attuali hanno forma quadrata e sfondo bianco, con una combinazione di sei caratteri neri (20 lettere e 8 numeri) disposti su due righe da tre caratteri ciascuna; i caratteri 0, 1, A, E, I, O, Q, U, non vengono utilizzati. La prima targa del nuovo sistema è stata quindi X22222 assegnata alla provincia di Palermo. Il criterio di numerazione è di 6 caratteri in base 28 (8 numeri e 20 lettere), che formano un totale di 481 890 304 possibili combinazioni, mentre il sistema precedente era di 5 caratteri in base 32 (10 numeri e 22 lettere). La lettera X in testa alla sequenza serve solo da discrimine alfanumerico tra targhini e nuove targhe. Entro il 13 febbraio 2012 tutte le targhe ciclomotori del primo tipo, ovvero i "targhini" a 5 caratteri, avrebbero dovuto essere rimpiazzate dalle nuove targhe a 6 caratteri, stabilendosi dunque definitivamente il legame indissolubile tra targa e veicolo e abolendosi la possibilità di spostare il targhino tra vari ciclomotori. A luglio 2011 ne erano state rilasciate circa 2 500 000.

Le targhe per ciclomotori si applicano anche ai veicoli ad essi assimilati, ovvero a motocarri e mototrattori di cilindrata inferiore a 50 cm³ e ai quadricicli leggeri.

Rimorchi[modifica | modifica wikitesto]

Dal 1927 al 1932 i rimorchi hanno targhe simili a quelle automobilistiche, sono però contraddistinte dalla scritta "RIMORCHIO" sopra i numeri e la provincia.
Dal 1932 al 1959 presentano ancora targhe che non si differenziano da quelle delle automobili tranne che per la dicitura "RIMORCHIO" sulla riga inferiore scritta in minuscolo[14].

Targa per rimorchi usata dal 1959 al 1985

Dal 1959 al 2013 recano la scritta "RIMORCHIO" sopra il numero; fino al 1985 hanno lo sfondo nero e caratteri bianchi, con le cifre che precedono la provincia, subendo solo lievi modifiche negli anni fino al 1963, quando le targhe diventano di plastica.

Targa per rimorchi in uso dal 1985 al 1994

Con l'avvento delle piastre riflettenti, nel 1985 le targhe dei rimorchi diventano di sfondo bianco con caratteri neri; il numero ora segue la provincia come nelle automobili e la scritta "RIMORCHIO" assume colorazione rossa. Fino a tutto il 1992 sono apposte sul lato destro del rimorchio, dal 1993 vengono applicate sul retro del rimorchio stesso.

Targa per rimorchi con formato 1994–2013

Le targhe emesse a partire dal 1994 sono composte, come quelle dei motocicli, da due lettere e cinque numeri. Misurano 340 × 109 mm e si presentano bianche con caratteri neri, su un'unica linea, mentre sulla riga superiore c'è scritto in rosso "RIMORCHIO". Le coppie di lettere corrispondenti alla sigla di una provincia non vengono saltate, contrariamente alle targhe delle motociclette, causando a volte confusioni con le precedenti placche a base provinciale.

Targa ripetitrice per rimorchi con formato in uso dal 28/02/1994 al 20/02/2013

Dal 1959 al 2013 i rimorchi devono sempre esporre, accanto alla targa propria, quella ripetitrice del veicolo che li traina, contrassegnata da una "R".
La targa ripetitrice fino al 1994 segue la sigla della provincia e anteriormente al 1985 non si diversifica dalle piastre delle automobili (fondo nero e caratteri bianchi); è contraddistinta da una "R" sopra la sigla provinciale nei modelli 1976–1985, mentre nei modelli 1959–1976 la lettera si trova sopra lo stemma della Repubblica. Nel 1985 diventano gialle con caratteri neri composti da adesivi da applicare sul fondo seguendo la numerazione della motrice.

Dal 20 febbraio 2013 i rimorchi, le roulotte e i carrelli appendice di nuova immatricolazione sono muniti soltanto di una piastra simile a quella posteriore degli autoveicoli, senza più targa ripetitrice. Lo prevede il D.P.R. 28 settembre 2012, n. 198[15] che, fra l'altro, modifica il regolamento di esecuzione e attuazione del codice della strada. La serie è del tipo XA 000 AA, dove la lettera "X" è fissa mentre gli altri caratteri sono progressivi. La targa ripetitrice rimane obbligatoria per i rimorchi, le roulotte e i carrelli appendice immessi in circolazione prima del 20 febbraio 2013 e non reimmatricolati dopo tale data. Restano esclusi dalle nuove norme i veicoli immatricolati in data antecedente al 1º ottobre 1993. Infatti, come era stato chiarito dal Ministero dell'interno con la circolare prot. numero 300/A/21050/105/20/1 del 10 gennaio 1994, l'articolo 235, comma 7, del Codice della strada contiene una norma transitoria che di fatto consente ai rimorchi immatricolati fino al 30 settembre 1993 di sottostare alla disciplina previgente a quella del D.Lgs. n. 285/1992, con il posizionamento della targa di immatricolazione sul lato destro del veicolo e della targa ripetitrice sul lato posteriore. Il lotto inaugurale con la combinazione XA 000 AA, rilasciata il 27 febbraio 2013, è stato assegnato alla provincia di Agrigento.

Targa per rimorchio dal 1994 al 2013:

 RIMORCHIO 
 AA 13535 

Targa per rimorchio dal 1985 al 1994:

 RIMORCHIO 
 MI 113535 

Targa per rimorchio dal 1959 al 1985:

 RIMORCHIO
  80134 MI  

Rappresentazione schematica della targa attuale:

I XA 735ED FI

Macchine agricole[modifica | modifica wikitesto]

Targa di un rimorchio agricolo usata nella provincia di Pavia dal 1963 al 1985

Le macchine agricole possiedono una targa propria (solo posteriore): il tipo corrente, entrato in vigore nel 1994, ha una forma quadrata e uno sfondo giallo con caratteri di colore nero, la numerazione è di tipo AB-123C. Esiste anche una targa specifica per i rimorchi agricoli (se di massa complessiva di almeno 1,5 t) con gli stessi colori e la stessa numerazione delle targhe agricole, ma ha forma rettangolare (come le normali targhe per rimorchi) e riporta in alto la scritta RIM. AGR. in lettere rosse; in ogni caso deve essere affiancata dalla "targa ripetitrice", ossia un duplicato di quella del mezzo trainante contrassegnato da una R rossa. Tra il 1985 e il 1994 queste targhe avevano lo stesso aspetto ma numerazione diversa (con la sigla della provincia e un numero progressivo), prima del 1985 avevano lo sfondo verde scuro e i caratteri bianchi.

Macchine operatrici[modifica | modifica wikitesto]

Targa di una macchina per la manutenzione delle strade con formato in uso dal 1994
Targa di una macchina operatrice con formato 1992–1994

Dal 1994 le macchine operatrici dispongono di una targa posteriore quadrata a caratteri rossi su fondo giallo che segue la numerazione AB-C-123. Per le macchine operatrici trainate da altri mezzi esiste una placca specifica simile a quella dei rimorchi agricoli, ma che segue una numerazione propria che riporta in alto la scritta MACC. OP.; anche in questo caso è necessaria la targa ripetitrice. Tra il 1992 e il 1994 queste piastre avevano lo stesso formato e gli stessi colori delle targhe attuali, ma seguivano una numerazione diversa, legata alla provincia (del tipo PR AA000, con PR sigla della provincia); prima del 1992 le macchine operatrici erano sprovviste di targa o immatricolate in altre categorie.

Filobus[modifica | modifica wikitesto]

Il Decreto del Ministro dei Trasporti del 3 dicembre 1984 introdusse l’obbligo di targatura per i filobus, ma solo nel 1987 ne vennero determinate le caratteristiche. I filobus utilizzano una targa propria, rettangolare (320 × 115 mm), con fondo blu e testo bianco su una sola riga. La numerazione è costituita dalla sigla automobilistica della provincia (di due lettere, anche per Roma: RM), dal logo dell'azienda esercente e il numero del mezzo a tre cifre (una sola cifra ad Ancona). Se il mezzo ha una matricola a quattro cifre (come a Roma, a Genova e su alcuni mezzi di Bologna), la prima viene omessa. Se nella stessa provincia ci sono due aziende con veicoli aventi la stessa matricola, la loro targa differisce solo nel logo, mentre le cifre sono uguali in entrambe (al momento succede solo a Napoli).

Targhe militari[modifica | modifica wikitesto]

Targa PAI primo tipo
Targa posteriore per autovetture e autocarri della PAI (primo tipo)

Nel 1905 una Istruzione sul servizio automobilistico prescriveva per i veicoli appartenenti alle Forze Armate, una targa metallica bianca riportante la sigla in rosso S.zio M.re (abbreviazione di "Servizio Militare") seguita da un numero di tre cifre in nero. Nel 1909 tale disposizione venne però contraddetta dall'articolo 23 del R.D. 29 luglio 1909 che prevedeva anche per i veicoli militari l'immatricolazione con normale targa civile. L'anno successivo, il R.D. nº 612 del 31 agosto 1910 concedeva ai veicoli militari l'esenzione dalla tassa di circolazione, prevedendo però l'obbligo di affiancare alla targa civile una targa riportante la scritta "SERVIZIO MILITARE". Il R.D. nº 811 del 2 luglio 1914 pose fine a questa situazione contraddittoria disponendo che le Forze Armate immatricolassero i propri veicoli. Successivamente l'articolo 26 del R.D. nº 1814 del 29 luglio 1927, attuativo del Pubblico registro automobilistico, escluse dall'iscrizione al PRA i veicoli "in uso ai corpi armati dello Stato", inclusi quelli dei Vigili del fuoco, della Croce Rossa Italiana e Sovrano militare ordine di Malta. Ogni Corpo adottò inizialmente una sigla identificativa e un sistema proprio di numerazione.

Sigle militari non più in uso[modifica | modifica wikitesto]

Nella tabella sono riportate le sigle delle Forze armate e di Polizia non più in uso (le lettere erano rosse, le cifre nere)[16]:

AdiC Agenti di Custodia (1983-1992)
AI Aeronautica Italiana (1946-1951?)
CC. RR. Carabinieri Reali (1945-1949)
MdS Milizia Nazionale della Strada (1928-1943)
MNF Milizia Nazionale Forestale (1935-1943)
MP Milizia Portuaria (1926-1943)
MVSN Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale (1924-1943)
PAI[17] Polizia dell'Africa Italiana (1937-1945)
POLIZIA PEN. Polizia Penitenziaria (1992-2000)
RA Regia Aeronautica (1927-1946)
ROETOoppure RE Regio Esercito (fino al 1948)
RGF Regia Guardia di Finanza (1927-1946)
RM Regia Marina (1927-1946)
S.zio M.re oppure S.M. Servizio Militare (per tutte le Armi, 1905-1930)
SR Servizio Reale
TSM Servizio Militare in Tripolitania italiana
UNPA Unione Nazionale Protezione Antiaerea (1934-1945)

Sigle militari attualmente utilizzate[modifica | modifica wikitesto]

Una Fiat Panda con targa del Corpo delle Capitanerie di Porto - Guardia Costiera
Targa posteriore di una vettura della Guardia di Finanza
Targa posteriore attuale di un autoveicolo della Marina Militare

Le targhe militari a partire dal 1997 hanno adottato un sistema di numerazione del tipo EI AA 000, in sostituzione di quello precedente del tipo EI 000 AA, probabilmente per non creare confusione con il nuovo sistema delle targhe civili (AA 000 AA).

Le sigle in uso sono:

AM Aeronautica Militare
CC Arma dei Carabinieri
CFS Corpo Forestale dello Stato
CF Corpo Forestale (dal 2000, solo nelle regioni a statuto speciale)
CP Capitaneria di Porto - Guardia Costiera
CRI Croce Rossa Italiana
DPC Dipartimento della Protezione Civile del Ministero dell'interno (solo a Roma)
EI Esercito Italiano
GdiF Guardia di Finanza
MM Marina Militare
PC Protezione Civile (solo nelle province di Bolzano e Trento)
SMOM Sovrano militare ordine di Malta, ossia ACISMOM e (raramente) CISOM [18]
VF Vigili del Fuoco

Corpo Forestale dello Stato[modifica | modifica wikitesto]

Adotta targhe con sigla CFS in rosso seguita dalla combinazione alfanumerica del tipo 123 AB.

Rappresentazione schematica:

 CFS 123 AB 

Corpo Forestale[modifica | modifica wikitesto]

Dal 2000 nelle regioni a statuto speciale, dove il Corpo Forestale dello Stato non è presente, si adotta per i Corpi Regionali una targa del tipo CF 000 XX, dove XX è la sigla della provincia di appartenenza in rosso. Dal 2001 nella Provincia autonoma di Bolzano e in Sardegna si adottano rispettivamente le numerazioni CF FD 000 e CF VA 000, con la parte alfabetica in rosso e i numeri in nero. FD sta per ForstDienst ("Servizio Forestale" in tedesco, lingua ufficiale nella Provincia autonoma di Bolzano) e VA per "Vigilanza Ambientale".

Provincia autonoma di Bolzano:

 CF FD 123 

Sardegna:

 CF VA 123 

Croce Rossa Italiana[modifica | modifica wikitesto]

Targa di un automezzo della Croce Rossa Italiana, del tipo emesso tra il 2002 e il 2007
Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Targhe d'immatricolazione della Croce Rossa Italiana.

I mezzi della Croce Rossa Italiana, essendo considerati mezzi militari (al contrario di quelli delle altre pubbliche assistenze) sono dotati di targa propria. La sigla "CRI", in rosso, è seguita dal simbolo della Croce Rossa, anch'esso rosso, e dalle cifre in nero. I punti dopo le lettere vennero soppressi dal 1983. La sequenza numerica del tipo CRI 12345 era stata sostituita nel mese di giugno 1995 da quella alfanumerica del tipo A123 per le sole auto di servizio (partendo da A901), mentre le ambulanze continuavano ad avere la serie numerica. A partire dal 2002 il blocco divenne alfanumerico per tutti gli automezzi, del tipo CRI A123A. Dal 2007 il sistema di immatricolazione è stato nuovamente modificato con l'introduzione della serie CRI 123AA. Nelle targhe su due righe la prima lettera è una "Z".

Rappresentazione schematica:

  • esempio di targa C.R.I. dal 2002 al 2007
 CRI A350C 
  • esempio di targa C.R.I. a partire dal 2007
 CRI 626AB 

Esistono targhe "C.R.I." anche nei formati per motociclette e rimorchi.

Motociclette[modifica | modifica wikitesto]

Le targhe per i motocicli della Croce Rossa Italiana sono rettangolari, su due righe: sulla prima la sigla CRI in rosso seguita dal simbolo della Croce Rossa e sulla seconda riga il numero di immatricolazione di tre o quattro cifre. Queste targhe sono utilizzate anche per i rimorchi, le roulotte e i ciclomotori.

Rappresentazione schematica:

 CRI
 1234 

Esercito Italiano[modifica | modifica wikitesto]

Piastra in uso dell'Esercito Italiano
Targa attuale di un veicolo dell'Arma dei Carabinieri

Le targhe per i veicoli dell'Esercito Italiano, caratterizzate dalla sigla EI in rosso e dal fondo bianco con una stella verde, sono state introdotte nel 1947. La versione attualmente in uso è quella introdotta nel 1996.
Fino al 2000 questa serie di targhe identificava anche i veicoli appartenenti all'Arma dei Carabinieri, che a seguito dello scorporamento dall'Esercito Italiano è divenuta forza armata autonoma adottando per i propri veicoli le targhe con sigla CC. I rimorchi hanno la combinazione EI AA 00 con sopra la scritta in rosso "RIMORCHIO"

Dal 1947 fino al 1979 le targhe dell'esercito avevano un formato simile a quelle civile (quadrata) con la sigla EI seguita da sei cifre (EI 000000), dove certi raggi di numerazioni (es: EI 900000 a 999999) erano riservate a diversi tipi di veicoli

Le combinazioni EI 900000 a 999999 erano riservate ai rimorchi, contraddistinti da una "R" sopra la stella.

Le combinazioni EI 400000 a EI 450000 erano riservate ai veicoli da ricognizione.

Dal 1979 fino al 1996 le targhe EI seguono un nuovo sistema di numerazione alfanumerico EI 000 AA ad eccezione dei carri armati, veicoli blindati e motociclette. I rimorchi avevano il sistema EI R00 AA.

Le motociclette usano il sistema EI A0000 dal 1996, fino alla quale usavano il sistema solo numerico del tipo EI 000000.

I carri armati e veicoli blindati usano ancora il sistema solo numerico usato fino al 1979.

Veicoli storici[modifica | modifica wikitesto]

Targa di un veicolo storico dell'Esercito Italiano

A partire dal 2004 sono state emesse le targhe riservate ai veicoli storici dell'Esercito Italiano che non dispongono più della targa originale. Le prime due lettere progressive della numerazione sono sostituite dalla sigla VS (che sta per "veicolo storico") in verde.

Vigili del fuoco[modifica | modifica wikitesto]

Targa utilizzata dai mezzi dei Vigili del Fuoco

I mezzi del Corpo nazionale dei Vigili del Fuoco utilizzano una targa propria a partire dal 1º agosto 1938; precedentemente a questa data utilizzavano piastre civili. Da allora hanno subito leggere modifiche, ma sostanzialmente sono sempre state caratterizzate dalla sigla VF in rosso e dalla numerazione in nero. La targa attuale, introdotta nel 2002, è composta dalla sigla VF in rosso seguita dalla numerazione progressiva a 5 cifre con caratteri neri. Le due parti sono separate da uno spazio in cui compare un piccolo stemma della Repubblica Italiana.

Rimorchi[modifica | modifica wikitesto]

I rimorchi del Corpo nazionale dei Vigili del Fuoco hanno una targa simile a quella dei veicoli, ma con numerazione a quattro cifre e una lettera R (che sta per "rimorchio"), più piccola degli altri caratteri, tra la sigla VF e la numerazione progressiva.

 VF R 1234 

Vigili del fuoco delle Province autonome di Trento e Bolzano[modifica | modifica wikitesto]

Targa dei vigili del fuoco nella Provincia autonoma di Trento

I mezzi del Comando provinciale dei vigili del fuoco della provincia autonoma di Trento e della provincia autonoma di Bolzano adottano una targa simile a quella nazionale, in cui la numerazione progressiva è alfanumerica, costituita da tre caratteri seguiti dalla sigla fissa "TN" oppure "BZ", sigla automobilistica di ciascun provincia. La numerazione era inizialmente costituita da una lettera e due cifre (da A00 a Z99), con l'esaurimento della numerazione si è spostata la lettera in seconda posizione iniziando da 0A1. Oltre allo stemma della Repubblica, tra la sigla VF e la numerazione progressiva, compare lo stemma della provincia autonoma di Trento o quello della provincia autonoma di Bolzano.

ACISMOM[modifica | modifica wikitesto]

Targa "SMOM" su un veicolo dell'ACISMOM

La targa SMOM (acronimo di Sovrano militare ordine di Malta) è riservata ai veicoli dell'Associazione dei cavalieri italiani del Sovrano militare ordine di Malta (ACISMOM)[19]. I veicoli dei vertici del Sovrano militare ordine di Malta circolano invece con targa diplomatica italiana, essendo lo SMOM un soggetto di diritto internazionale. Le targhe riportano la sigla "SMOM" in rosso, seguita da una numerazione a una o due cifre attualmente in nero ma precedentemente in rosso; sono emesse dal Ministero della Difesa.

Targhe ministeriali[modifica | modifica wikitesto]

Polizia[modifica | modifica wikitesto]

Targa in vigore di un veicolo della Polizia di Stato
Targa anteriore di un automezzo in dotazione alla Polizia Penitenziaria

Ai sensi dell'articolo 93 comma 11 del Decreto Legislativo 30 aprile 1992 n. 285, le targhe destinate ai veicoli della Polizia stradale vengono rilasciate dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti su richiesta del corpo che utilizza il veicolo da immatricolare.
La Polizia di Stato e la Polizia Penitenziaria usano targhe in cui è riportato per esteso, in colore rosso, al di sopra della numerazione, rispettivamente "POLIZIA" e "POLIZIA PENITENZIARIA". Una lettera da "A" a "Z" precede quattro cifre progressive negli automezzi della Polizia, mentre in quelli della Polizia Penitenziaria un numero a tre cifre precede due lettere da "AA" a "ZZ".

Le targhe della polizia usavano fino al 1983, il formato era simile a quello delle targhe civili (quadrate) dove la sigla "POLIZIA" sulla riga superiore era seguita da 5 cifre nella riga inferiore.

Polizia locale[modifica | modifica wikitesto]

Targa in dotazione alle autovetture della Polizia locale

Le targhe per i veicoli utilizzati dai corpi di polizia locale (provinciale e municipale) sono state adottate con regolamento del 27 aprile 2006 del Ministero delle Infrastrutture e dei trasporti[20]. Queste targhe hanno dimensioni e foggia analoghe a quelle civili, sebbene i caratteri alfanumerici abbiano dimensioni più piccole delle targhe normali, inoltre portano la scritta per esteso "POLIZIA LOCALE" di colore blu, sopra la numerazione progressiva. Quest'ultima per le autovetture è del tipo YA 000 AA, dove la lettera "Y" è fissa mentre i restanti caratteri sono progressivi. Il lotto inaugurale con la combinazione YA 000 AA è stato attribuito alla provincia di Ancona in data 19 gennaio 2009.

Motocicli[modifica | modifica wikitesto]

Targa in uso per i motocicli della Polizia locale

Le targhe per i motocicli della polizia locale sono di forma quadrata, con numerazione progressiva del tipo YA 00000 disposta su due righe, dove la lettera "Y" è fissa. Riportano la scritta per esteso "POLIZIA LOCALE" in colore blu, tra le due righe della numerazione.

Ciclomotori[modifica | modifica wikitesto]

Le targhe per i ciclomotori della polizia locale hanno una numerazione del tipo Y00 0LL su due righe (0 = cifra, L = lettera) e riportano la sigla "PL" in azzurro in alto a sinistra.

Dipartimento della Protezione Civile[modifica | modifica wikitesto]

Le targhe "DPC" sono riservate ai veicoli appartenenti al Dipartimento della Protezione Civile del Ministero dell'interno, con sede a Roma. I mezzi appartenenti alle varie componenti della Protezione civile in Italia hanno invece normale targa civile. Le targhe DPC sono state previste per la prima volta dall'articolo 138 comma 11 del Nuovo Codice della Strada; recano la sigla DPC in rosso e una numerazione del tipo "A 0000", su una sola riga in campo bianco rifrangente. Per dimensioni sono identiche alle targhe civili, la targa posteriore può però essere di dimensioni pari a quella anteriore.

Rappresentazione schematica:

 DPC X 1234 

Targhe per rimorchi adibiti a ricovero di emergenza[modifica | modifica wikitesto]

Esistono targhe speciali riservate alle roulotte del Dipartimento di Protezione Civile adibite a ricovero di emergenza per gli sfollati a seguito di una catastrofe. La targa è rettangolare con scritte nere su fondo bianco e reca la dicitura, per esteso su tre righe: "DIPARTIMENTO DI PROTEZIONE CIVILE RICOVERO DI EMERGENZA". La numerazione occupa la quarta riga ed è del tipo XX 0000, dove le prime due lettere sono la sigla automobilistica della provincia in cui si trova il deposito (detto C.A.P.I., ovvero Centro assistenziale di pronto intervento) a cui è assegnato il veicolo, mentre le quattro cifre successive costituiscono la numerazione progressiva.

Rappresentazione schematica:

DIPARTIMENTO
PROTEZIONE CIVILE
RICOVERO DI EMERGENZA

RM 0123

Protezione Civile Provinciale[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2001 sono state introdotte targhe speciali per i veicoli degli enti di Protezione Civile delle province autonome di Bolzano e Trento nonché della regione autonoma Valle d'Aosta.

Protezione Civile di Bolzano[modifica | modifica wikitesto]

Targa di un veicolo della Protezione Civile provinciale di Bolzano

Sono di formato analogo alle attuali targhe per gli autoveicoli privati, con le fasce blu agli estremi. La numerazione reca le sigle fisse, in rosso, PC ("Protezione Civile") e ZS (Zivilschutz, ovvero "Protezione Civile" in tedesco) separate dallo stemma della Repubblica Italiana, seguite da una sequenza costituita da tre cifre alfanumeriche. La fascia blu di destra riporta in basso la sigla provinciale Bz sormontata dallo stemma della provincia.

Protezione Civile di Trento[modifica | modifica wikitesto]

Targa attuale per i veicoli della Protezione Civile provinciale di Trento

Sono assegnate ai veicoli dell'ente di Protezione Civile della provincia autonoma di Trento. Sono di formato analogo alle attuali targhe per gli autoveicoli privati, con le fasce blu agli estremi. La numerazione reca le lettere fisse, in rosso, PC ("Protezione Civile") seguite da un blocco progressivo costituito da una lettera, due cifre e la sigla automobilistica TN (fissa). La fascia blu di destra riporta in alto le ultime due cifre dell'anno di immatricolazione (come per le targhe civili) e in basso il logo triangolare della Protezione Civile della Provincia Autonoma di Trento. Tra le lettere "PC" e la numerazione si trovano due piccoli stemmi: quello della Repubblica Italiana e quello della Provincia di Trento. L'approvazione di questo tipo di targa è avvenuta con Decreto del Presidente della Provincia di Trento 9 ottobre 2001, n. 32-83/Leg ai sensi dell'articolo 138 del Codice della Strada.

Protezione Civile di Aosta[modifica | modifica wikitesto]

La sigla "PC" rossa è seguita da un blocco numerico di tre cifre, ma mancano le lettere presenti nelle targhe emesse nelle province di Bolzano e Trento. La fascia blu di destra riporta in alto le ultime due cifre dell'anno di immatricolazione e in basso il logo triangolare della Protezione Civile della regione autonoma Valle d'Aosta.

Rappresentazione schematica di targa per veicoli della Protezione Civile di Aosta:

I PC  012

Targhe per le Forze Alleate in Italia (AFI)[modifica | modifica wikitesto]

Targa AFI standard utilizzata nella base di Napoli fino al 2003
Targa AFI per secondi veicoli in uso nella base di Napoli fino al 2003

Le targhe AFI e AFI OFFICIAL (AFI è l'acronimo di Allied Forces Italy) erano utilizzate per i mezzi delle Forze NATO in Italia e per quelli privati del personale dei Paesi della NATO che vi presta servizio. Venivano inoltre assegnate anche ai comandi di forze (e relativo personale) appartenenti a Stati della NATO ma schierate in Italia grazie ad accordi bilaterali. La gestione delle targhe "AFI" era affidata per tutto il territorio nazionale all'Allied Joint Force Command Naples di Napoli tramite i diretti comandi delle forze dell'esercito e dell'aeronautica.
Dal 1º ottobre 1968 queste targhe riportavano una lettera che indicava l'ubicazione del comando o reparto di appartenenza del mezzo di servizio o del titolare del mezzo privato (ad esempio: N stava per il Comando della Forza congiunta alleata di Napoli), seguita da un trattino e una serie numerica; per dimensioni, sistema d'aggancio e formato generale erano simili alle targhe in uso negli Stati Uniti. I secondi veicoli intestati a un proprietario avevano i colori invertiti, ovvero i caratteri erano bianchi su fondo nero, e un 2 in prima posizione sulla seconda riga. I motocicli avevano targhe di formato analogo a quelle delle automobili, ma con la lettera "M" in ultima posizione.
Le lettere e le rispettive basi di provenienza corrispondenti erano le seguenti:

A partire dal 2003, in seguito alla seconda guerra del Golfo, i Comandi delle Forze USA in Italia avviarono un'ampia campagna perché il proprio personale immatricolasse i mezzi privati con targhe quasi identiche a quelle civili italiane (l'unica differenza era la mancanza dello stemma della Repubblica Italiana), al fine di rendere i mezzi del proprio personale meno riconoscibili e dunque meno soggetti agli atti vandalici che subivano con crescente frequenza o a possibili attentati terroristici. Accordi fra i comandi USA e le autorità italiane consentirono l'accelerazione della relativa procedura e l'esenzione fiscale dall'A.P.I.E.T. (Addizionale Provinciale all'Imposta Erariale di Trascrizione) ma non dal rimborso del costo della targa; i comandi USA dell'esercito e dell'aeronautica sostennero queste spese[21], non altrettanto sembra abbiano fatto i comandi dei Marines.

Targhe diplomatiche[modifica | modifica wikitesto]

Targa del Corpo Diplomatico con formato in uso dal 1995 (340 × 109 mm), XG = Vaticano
Targa di un veicolo privato del personale (specialisti) delle Nazioni Unite
Targa apposta su un veicolo del Corpo Diplomatico francese (AQ = Francia) con formato 1985–1995
Targa identificativa dei Corpi Diplomatici usata dal 1975 al 1985 (codice 22 = Cuba)

Le targhe diplomatiche seguono un sistema di numerazione specifico a seconda dell'appartenenza. Un ovale contiene la sigla automobilistica internazionale dell'Italia I in nero sul lato superiore destro della targa.
Per le Nazioni Unite, le cui targhe sono state introdotte nel 1995, la numerazione è iniziata da 000 AA (le due lettere dopo le tre cifre sono progressive fino a ZZ e non identificano nessuno Stato), con le lettere di colore azzurro e le cifre nere. Le targhe del Corpo Diplomatico fino al 1975 erano uguali a quelle provinciali, con la sigla CD al posto di quella della provincia. Sigla e numeri erano di colore argento anziché bianco.
Dal 1975 al 1985 sono state utilizzate targhe con le lettere "CD" sovrapposte anziché affiancate; le prime due cifre (tre solo nei numeri 533, 581 e in quelli compresi fra 500 e 516) indicavano la nazione di appartenenza ed erano seguite da un numero progressivo.
Nel 1985 sono state introdotte nuove targhe per il Corpo Diplomatico, con sistema di numerazione del tipo 000 AA fino a tutto il 1994 e 0000 AA a partire dal 1995, anno in cui sono stati introdotti i punti tra lettere e cifre. I caratteri iniziali "CD" e le due lettere finali sono di colore azzurro, mentre le cifre sono nere. Inoltre vi è un piccolo ovale con la sigla automobilistica internazionale dell'Italia I posizionato al di sopra delle due lettere finali, che indicano il Paese a cui appartiene il veicolo[22].
Nel 1995 sono state introdotte le targhe per il Corpo Consolare (prima inesistenti), del tutto identiche a quelle del Corpo Diplomatico fuorché per la sigla CC anziché CD.
Dal 2002 alcune targhe del Corpo Diplomatico hanno identiche lettere e cifre (ma diverso formato) di alcune targhe automobilistiche con sigla "CD", il che comporta problemi per l'identificazione dei veicoli (ad esempio in seguito a un'infrazione del Codice della Strada).
A differenza di quanto avviene in altri Paesi, in Italia non sono mai esistite targhe diplomatiche per motocicli.
Le sigle identificative delle targhe speciali sono riportate nella tabella seguente.

CC Corpo Consolare
CD Corpo Diplomatico
UN Nazioni Unite (veicoli di servizio)
UNP Nazioni Unite (veicoli privati del personale)
UNT Nazioni Unite (veicoli in transito per l'Italia)

Targhe temporanee[modifica | modifica wikitesto]

Targhe Escursionisti Esteri[modifica | modifica wikitesto]

Targa anteriore Escursionisti Esteri (1951–1985)
Targa posteriore Escursionisti Esteri con formato utilizzato dal 1963 al 1975
Targa posteriore Escursionisti Esteri usata dal 1975 al 1985

Si tratta di targhe doganali a validità limitata, utilizzate per veicoli destinati all'esportazione o utilizzate per breve tempo sul territorio italiano da chi risiede all'estero; sono contraddistinte dalla sigla fissa EE (Escursionisti Esteri).
Nel 1929, con la circolare ministeriale 23/2/1929, venne istituita la targa speciale per veicoli importati temporaneamente o acquistati nuovi in Italia da turisti stranieri per successiva esportazione. Era rilasciata dalle Prefetture con numeri assegnati a blocchi di cento. Gli esemplari conosciuti seguivano l'evoluzione di stile delle targhe normali.
A partire dal 1935 le lettere "EE" precedevano le cifre nelle targhe posteriori.
Dal 1975 queste diventarono su una riga, di dimensioni 336 × 109 mm, con le lettere "EE" allineate verticalmente a sinistra dello stemma nazionale ufficiale e del numero. Sotto l'emblema era previsto uno spazio rettangolare per un adesivo con la data di scadenza. La targa anteriore restava invece inalterata[23].
Dal 1985 la numerazione è del tipo 000 AA; tutte le scritte sono in nero, come quelle delle piastre normali. Vicino al bordo superiore, da sinistra a destra, sono impressi lo stemma della Repubblica Italiana, due adesivi rossi con due cifre bianche corrispondenti al mese e all'anno di scadenza della targa (es.: 12 = dicembre, 16 = 2016) e la sigla automobilistica internazionale I dell'Italia nell'ovale. Le due lettere finali vengono assegnate a lotti a livello provinciale, per cui da esse è possibile risalire alla provincia di emissione.
I motocicli hanno sulla riga superiore la sigla, lo stemma e i due adesivi, su quella inferiore una serie alfanumerica del tipo A000.

Targhe di prova[modifica | modifica wikitesto]

Dal 1928 fino al 1945 le targhe PROVA sono uguali a quelle del periodo 1951–1976, usando caratteri diversi e lo stemma del fascio littorio al posto dello stemma della Repubblica, dal 1945 al 1948 il fascio venne rimpiazzato dallo stemma dell'Associazione Invalidi e Mutilati di Guerra, mentre dal 1948 al 1951 compare lo stemma della Repubblica Italiana.

Targa prova con formato in uso dal 1951 al 1976

Dal 1951 al 1976 le targhe PROVA misuravano 275 × 200 mm; stile e caratteri non si differenziavano da quelli delle piastre normali a fondo nero. Sulla riga superiore la dicitura PROVA era scritta in rosso, su quella inferiore si trovavano la sigla, lo stemma nazionale e non più di quattro cifre di colore bianco. Le targhe più vecchie avevano il numero sopra la sigla, le più recenti viceversa. Non è noto l'anno del cambiamento. Esisteva anche un formato a fondo bianco e caratteri azzurri di 165 × 165 mm per motocicli, con la scritta "PROVA" rossa in alto, la sigla e il bollo ufficiale sulla riga centrale e un numero fino a quattro cifre in basso.

Dal 1976 al 1985 le dimensioni erano 336 × 109 mm; il fondo era nero con la sigla a caratteri bianchi, seguita dalla parola PROVA in rosso ruotata di 90° in senso antiorario e da un numero di non più di quattro cifre, anch'esse bianche. Il materiale era plastica stampata in rilievo.

La produzione e la circolazione delle targhe di prova avvengono a cura del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e, senza oneri per lo Stato, possono essere affidate a soggetti che ne facciano richiesta, purché le targhe suddette siano coperte da assicurazione per la responsabilità civile verso terzi.
L'obbligo di munire della carta di circolazione i veicoli che circolano su strada per esigenze connesse con prove tecniche, sperimentali e costruttive, dimostrazioni o trasferimenti, anche per ragioni di vendita o di allestimento, non sussiste per i seguenti soggetti:

  • fabbriche costruttrici di veicoli a motore e di rimorchi, i loro rappresentanti, concessionari, commissionari e agenti di vendita;
  • istituti universitari, enti pubblici e privati di ricerca che conducono sperimentazioni sui veicoli;
  • fabbriche costruttrici di carrozzerie e pneumatici, fabbriche di sistemi o dispositivi di equipaggiamento di veicoli a motore e di rimorchi;
  • esercenti di officine di riparazione e trasformazione, anche per proprio conto.

Dal 15 marzo 2004 è stata liberalizzata la stampa delle piastre di prova, che è consentita anche agli studi di consulenza automobilistica abilitati, con combinazioni alfanumeriche scelte dal possessore.
Sempre dalla data sopra specificata, la targa-prova è identica per ogni categoria di veicolo e trasferibile con la relativa autorizzazione. Può essere posizionata anche davanti alla targa posteriore originale, coprendola in parte.
Da sinistra a destra è composta da due caratteri alfanumerici, dalla lettera P (iniziale di "prova") e da altri cinque caratteri alfanumerici. Il colore delle lettere e delle cifre è nero. La prima lettera è di solito una X, seguita generalmente dalla cifra 0; in ogni caso è possibile richiedere combinazioni a piacere, ad esempio con lettere che formano il nome della concessionaria o autofficina.
La realizzazione dei caratteri alfanumerici (inclusa la lettera "P") avviene mediante azione meccanica di imbutitura di un supporto metallico piano in lamiera di alluminio, dello spessore di 1,00 +/- 0,1 mm, ricoperto di pellicola retroriflettente autoadesiva[24].
Le dimensioni delle targhe attuali sono 165 × 165 mm per quelle su doppia linea e di 520 × 110 mm per quelle su un'unica riga, che possono avere le bande blu laterali.
Dal 1985 al 2004 le targhe-prova per autoveicoli e rimorchi avevano sempre fondo bianco riflettente, ma erano composte da due lettere nere (la sigla della provincia fino al 28/02/1994), la lettera P verde e di dimensioni ridotte (28 × 38 mm) sotto l'emblema della Repubblica Italiana e un numero di quattro cifre, anch'esso nero. Le dimensioni complessive erano 340 × 115 mm.

Le piastre su due linee per motocicli, ciclomotori, macchine agricole (con fondo giallo dal 1985) e macchine operatrici misuravano 165 × 165 mm, avevano le lettere e la "P" sulla riga superiore, tre cifre su quella inferiore. Le targhe per macchine agricole avevano inoltre le lettere "MA" verdi e allineate verticalmente sotto la "P", mentre le piastre per macchine operatrici si distinguevano per le lettere "MO", anch'esse verdi e allineate in verticale sotto la "P".
Le targhe di prova agricole fino al 1985 erano uguali a quelle delle auto, ma avevano lo sfondo verde e caratteri bianchi sotto la scritta "PROVA" in rosso.

Targhe provvisorie con sigla alfanumerica della provincia[modifica | modifica wikitesto]

Secondo l'art. 99 del Codice della strada, gli autoveicoli, i motoveicoli e i rimorchi che circolano per le operazioni di accertamento e di controllo della idoneità tecnica, per recarsi ai transiti di confine per l'esportazione, per partecipare a riviste prescritte dall'autorità militare, a mostre o fiere autorizzate di veicoli nuovi e usati, devono essere muniti di foglio di via e di una targa provvisoria rilasciati da un ufficio competente del Dipartimento dei trasporti terrestri. Il foglio di via deve indicare il percorso, la durata e le eventuali prescrizioni tecniche. La durata non può eccedere i sessanta giorni. Tuttavia, per particolari esigenze di sperimentazione di veicoli nuovi non ancora immatricolati, l'ufficio competente del Dipartimento dei trasporti terrestri può rilasciare alla fabbrica costruttrice uno speciale foglio di via, senza limitazioni di percorso, della durata massima di centottanta giorni[25].

A partire dal 1959 le targhe provvisorie da applicare ai veicoli da portare con i propri mezzi alla frontiera per l'esportazione o alla prescritta ispezione tecnica prima dell'immatricolazione sono di cartone; quelle posteriori hanno le dimensioni standard di 275 × 200 mm, un numero di cinque cifre sulla riga superiore e un codice alfanumerico, composto da una lettera seguita da una o due cifre, sulla riga inferiore. Non vengono usate le lettere "I", "J", "K", "Q" e "Y", mentre la "Z" era riservata alla provincia di Trieste fino al 1994 e non era seguita dalla cifra. Nelle targhe anteriori la sigla precede il numero. La lettera identifica la regione italiana partendo da Nord-Ovest (A1 = Alessandria) e terminando con le isole (X4 = Oristano), mentre la cifra corrisponde alle province di una regione in ordine alfabetico, anche se le province istituite dal 1992 in poi sono state aggiunte in coda (per esempio Lecco e Lodi sono rispettivamente B10 e B11). La Valle d'Aosta è incorporata al Piemonte, il Molise all'Abruzzo, la Basilicata alla Campania.
L'elenco con le sigle e le province corrispondenti è in Sigle automobilistiche italiane.

Le targhe temporanee di questo tipo sono sempre state di cartone, a fondo bianco e caratteri neri; fin dal 1927, anno a partire dal quale erano contraddistinte da un numero progressivo seguito da una sigla che identificava il Circolo Ferroviario di Ispezione (ente che a quell'epoca provvedeva ai collaudi). Le sigle erano costituite dalla lettera I seguita da un'altra lettera maiuscola, in base alla lista notificata dal R.D. 2/12/1928 n. 3179.
La legge 1740 del 1933 confermò le funzioni dei Circoli Ferroviari di Ispezione, mantenne le targhe provvisorie per gli usi sopra specificati, ma cambiò completamente l'elenco delle sigle (cfr. la tabella riportata qui sotto)[26].
Con l'avvento della Repubblica (2 giugno 1946), le funzioni dei Circoli Ferroviari di Ispezione vennero assunte dagli ispettorati compartimentali della Motorizzazione Civile. Il formato della targa provvisoria rimase invariato, ma la lista delle sigle venne nuovamente aggiornata.

Sigla 1929-1933 Sigla 1933-1946 Sigla 1946-1959 Circoscrizione territoriale
IA A A Ancona
IB Ba Ba Bari
IC Bo Bo Bologna
ID Bz Bz Bolzano
IE Bs Brescia
IF Ca Ca Cagliari
IG Cz Cz Catanzaro
IH F F Firenze
II G G Genova
IL M M Milano
IN N N Napoli
Pd Padova
IO P P Palermo
Pe Pescara
IP R R Roma
IQ To To Torino
IR Ts Ts Trieste
IS V Verona
Ud Udine

Targhe CITES[modifica | modifica wikitesto]

La sigla significa Circolazione Temporanea Enti Stranieri; erano targhe rilasciate come temporanee a enti stranieri che operavano sul territorio italiano per realizzare programmi di ricostruzione dopo la Seconda Guerra Mondiale. Avevano caratteri neri su due linee e fondo arancio, la sigla CITES con lo stemma dell'Associazione Mutilati e Invalidi di Guerra sulla riga superiore e una numerazione progressiva di non più di quattro cifre su quella inferiore. Questo tipo di targhe è stato usato solo dal 1945 al 1949.

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

  • A Roma la prima targa (1-Roma) e la milionesima (Roma A00000) furono assegnate, rispettivamente nel 1927 e nel 1966, a due autovetture FIAT, una "503" e una "124", entrambe appartenenti allo stesso abitante della capitale, tale Giorgio Vertunni, che venne a ritirare la sua nuova "124 berlina" a bordo della "503"[27].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Carlo Bellini, Marcello Gallina, Marcello Taverna, Un secolo di targhe, De Ferrari Editore, 2000, pp. 8-9.
  2. ^ http://www.targheitaliane.com/visualizza_1905.php
  3. ^ Tratte dall'Annuario Generale 1923-24 del Touring Club Italiano a p. 165 nel capitolo "Patente di abilitazione" e specchietto "Numeri delle targhe d'auto e moto".
  4. ^ Oggi Agrigento.
  5. ^ Oggi Imperia per l'accorpamento amministrativo di Oneglia e Porto Maurizio nel 1923.
  6. ^ a b c d e f Aggiunta nel 1923.
  7. ^ Aggiunta nel 1924.
  8. ^ . In ossequio alla politica generale dei governi liberali verso i territori conquistati con la guerra, anche per le targhe si procedette a una pura italianizzazione del lessico, lasciando inalterata la sostanza. A quel tempo l'Austria utilizzava un sistema di numerazione su base provinciale e l'Italia, subentrando nella sovranità in quelle zone, nelle targhe dei veicoli di nuova immatricolazione fece solo cambiare la E, che identificava il Tirolo, con una T per indicare il Trentino e la K, che identificava il Kustenland, con una VG per indicare la Venezia Giulia, continuando peraltro la numerazione in atto: se ad esempio l'ultima targa austriaca fosse stata E 945, la prima italiana sarebbe stata T 946. Fu il fascismo a giudicare questo meccanismo antipatriottico e a voler applicare anche alle nuove province il sistema italiano di immatricolazione.
  9. ^ Dal quotidiano "La Provincia di Bolzano" di sabato 23 aprile 1927 p. 2 prima colonna in alto a sinistra, che riporta l'elenco delle nuove targhe.
  10. ^ Le nuove disposizioni per le targhe, R.A.C.I., n.1 del 1927, p. 5.
  11. ^ http://web.tiscali.it/bdg/targhe_it.htm (il sito risulta aggiornato al 29 ottobre 2003).
  12. ^ Targhe Napoli, targheitaliane.com. URL consultato il 14 aprile 2016.
  13. ^ Sigle di provenienza tra il 1905 e il 1927
  14. ^ Targhe a Roma
  15. ^ Decreto del presidente della Repubblica 28 settembre 2012, n. 198, in materia di "Regolamento recante modifiche al decreto del Presidente della Repubblica 16 dicembre 1992 n. 495, in materia di variazione dell'intestatario della carta di circolazione, intestazione temporanea di autoveicoli, motoveicoli e rimorchi e di targhe dei rimorchi."
  16. ^ Carlo Bellini, Marcello Gallina, Marcello Taverna, Un secolo di targhe, De Ferrari Editore, 2000 rist. 2005, p. 111.
  17. ^ I primi mezzi della Polizia Africa Italiana avevano la scritta per esteso (POLIZIA AFRICA in prima riga, ITALIANA sotto) in caratteri blu e le cifre nere. Successivamente si passò a colorarle entrambe di rosso. In un terzo momento le targhe ebbero solo la sigla PAI in rosso e sotto le cifre.
  18. ^ Le targhe SMOM vengono ormai usate quasi esclusivamente dai cavalieri dell'ACISMOM; mentre per il CISOM vengono quasi esclusivamente utilizzate le targhe italiane civili.
  19. ^ Non mancano però casi di veicoli immatricolati normalmente con targa italiana.
  20. ^ Gazzetta Ufficiale n. 134 del 12 giugno 2006
  21. ^ Disposizioni del Comando del 31º Stormo da caccia USAF (Aviano) sulle targhe simili a quelle civili italiane (paragrafo 3.1).
  22. ^ Tabella sul sito Targhe a Roma con le associazioni tra lettere finali e Stati per le targhe diplomatiche e consolari.
  23. ^ Bellini C. - Gallina M. - Taverna M., pp. 95-96. ISBN 88-7172-303-1
  24. ^ http://dati.asaps.it/notizie/utili_per_guida/0013.html
  25. ^ http://www.agenziagallia.com/pratiche-auto/targa-provvisoria-di-cartone.html
  26. ^ Bellini C. - Gallina M. - Taverna M., pp. 92-93.
  27. ^ Roma 1 milione, L'Automobile n. 48 (1966).

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]