Ferrari SF71H

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Ferrari SF71H
Räikkönen Ferrari SF71H Testing Barcelona.jpg
Räikkönen alla guida della SF71H nei test prestagionali di Montmeló
Descrizione generale
Costruttore Italia  Ferrari
Categoria Formula 1
Squadra Scuderia Ferrari
Progettata da Simone Resta
Mattia Binotto
Sostituisce Ferrari SF70H
Sostituita da Ferrari SF90
Descrizione tecnica
Meccanica
Telaio Materiale composito a nido d'ape con fibra di carbonio
Motore Ferrari 062 EVO 1.6 V6 turbo ibrido
Trasmissione Cambio longitudinale Ferrari 8 marce + RM con comando semiautomatico sequenziale a controllo elettronico con cambiata veloce
Dimensioni e pesi
Passo 3714 mm
Peso 733 kg
Altro
Carburante Shell V-power
Pneumatici Pirelli
Avversarie Vetture di Formula 1 2018
Risultati sportivi
Debutto Australia Gran Premio d'Australia 2018
Piloti 5. Germania Sebastian Vettel
7. Finlandia Kimi Räikkönen
Palmares
Corse Vittorie Pole Giri veloci
21 6 6 4

La Ferrari SF71H (codice interno 669) è la sessantaquattresima monoposto costruita dalla casa automobilistica Ferrari, realizzata per partecipare al campionato mondiale di Formula 1 2018. Sostituisce la Ferrari SF70H.

Livrea[modifica | modifica wikitesto]

Vista laterale della SF71H di Vettel

A causa della risoluzione del contratto di sponsorizzazione con Banco Santander e del rebranding della Scuderia (che abbandona il composit logo in uso dal 2011, in favore del solo scudetto col Cavallino Rampante), la livrea si presenta prevalentemente rossa su tutto il corpo vettura. Permangono accenni di colore grigio-nero nella parte inferiore della monoposto, mentre il bianco è relegato alla deriva del cofano, su cui sono inoltre presenti il tricolore italiano, e alle tabelle portanumero vintage su musetto e cofano motore.

A partire dal Gran Premio del Giappone 2018, dopo otto anni lo storico title partner ferrarista Philip Morris International torna a mostrarsi sulla livrea della monoposto con un proprio marchio, Mission Winnow, presente principalmente su cofano motore, alettoni e bargeboard.[1]

Caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

La vettura riprende e affina i concetti presenti sulla Ferrari SF70H per quanto riguarda l'avantreno, aumentando il passo da 3594 mm a 3678 mm.

A differenza della predecente, la SF71H si presenta con un retrotreno più stretto risultando particolarmente elaborata per quanto riguarda l'aerodinamica delle pance. Le prese d'aria sono più strette ma incanalano flussi da diversi punti; al contrario, l'airscope si presenta più largo rispetto alla SF70H. Sono presenti delle appendici aerodinamiche sugli specchietti al fine di deviare i flussi "anomali" generati dal dispositivo di protezione Halo — reso obbligatorio dalla FIA a partire da questa stagione —, anch'esso dotato di un'appendice nella parte superiore; dal Gran Premio di Spagna 2018 proprio gli specchietti saranno integrati all'Halo invece che al corpo vettura, onde migliorare la visibilità posteriore dei piloti.[2]

Dettaglio del sistema Halo

Nonostante le restrizioni imposte dal regolamento, la vettura monta sul posteriore una gear wing che funge da deviatore di flusso, soluzione adottata anche da altre squadre rivali. Aggiornamenti aerodinamici sono stati apportati ai bargerboard e ai deviatori di flusso che incorniciano le prese d'aria laterali, le cui forme appaiono più semplici rispetto a quelle della SF70H.

Scheda tecnica[modifica | modifica wikitesto]

Caratteristiche tecniche - Ferrari SF71H
Sebastian Vettel-Test Days 2018 (2).jpg
Configurazione
Carrozzeria: monoposto Posizione motore: posteriore Trazione: posteriore
Dimensioni e pesi
Ingombri (lungh.×largh.×alt. in mm): mm × mm × mm Diametro minimo sterzata:
Interasse: 3678 mm Carreggiate: anteriore mm - posteriore ? mm Altezza minima da terra:
Posti totali: 1 Bagagliaio: Serbatoio: 105 kg
Masse / in ordine di marcia: 733 kg con acqua, olio e pilota kg
Meccanica
Tipo motore: Ferrari 062 EVO V6 90° Cilindrata: 1 600 c cm³
Distribuzione: pneumatica Alimentazione: Diretta 500 bar
Prestazioni motore Potenza: 840CV + 160 del sistema ERS + circa 30CV dato dalle 2 EVO portate durante la stagione
Accensione: elettronica Magneti Marelli statica Impianto elettrico: Magneti Marelli
Frizione: multidisco Cambio: longitudinale Ferrari, 8 marce + retromarcia, con comando semiautomatico sequenziale a controllo elettropneumatico con cambiata veloce
Telaio
Corpo vettura in materiale composito a nido d'ape con fibra di carbonio
Sospensioni anteriori: puntone (push-rod) / posteriori: tirante (pull-rod)
Freni anteriori: a disco autoventilanti in carbonio Brembo / posteriori: a disco autoventilanti in carbonio Brembo con sistema di controllo elettronico
Pneumatici Pirelli / Cerchi: O.Z. da 13 in
Altro
Energia batteria (a giro) 4 MJ Sistema ERS
Potenza MGU-K: 120 kW Giri max MGU-K: 50 000 giri/min Giri max MGU-H: 125 000 giri/min

Presentazione[modifica | modifica wikitesto]

La vettura è stata svelata ufficialmente il 22 febbraio 2018, in un evento a Maranello presentato dal collaudatore della Ferrari, Marc Gené.[3] Il debutto in pista è avvenuto tre giorni dopo, in Spagna, per un filming day sul circuito di Catalogna.[4]

Test[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Test F1 2018.

Carriera agonistica[modifica | modifica wikitesto]

Stagione 2018[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Campionato mondiale di Formula 1 2018.

La SF71H debutta in maniera positiva nel mondiale 2018 di Formula 1, facendo sue le prime due prove in Australia[5] e Bahrain,[6] entrambe vinte con Vettel. Nelle due successive prove in Cina e a Azerbaigian il tedesco, pur continuando a mostrare la bontà velocistica della monoposto, primeggiando in qualifica, in gara incappa poi in situazioni negative che lo relegano a semplici piazzamenti a punti; al contrario Räikkönen, già terzo a Melbourne, si conferma a podio in entrambi gli appuntamenti.

Alla prima tappa europea in Spagna, per la prima volta in stagione le due Ferrari non terminano sul podio, con Raikkonen costretto al ritiro per problemi al motore e Vettel obbligato a una doppia sosta ai box, a differenza dei rivali di testa. Vettel si riscatta nei due successivi appuntamenti, mostrando di trovarsi più a suo agio con la SF71H rispetto al compagno di squadra, chiudendo alla piazza d'onore a Monaco,[7] e soprattutto andando a vincere in Canada, in quest'ultimo caso interrompendo un digiuno di successi a Montréal che per la Ferrari durava da ben quattordici anni.[8] Räikkönen, reduce al contrario da altalenanti piazzamenti a punti, inverte il suo ruolino in Francia, tornando sul podio,[9] e poi in Austria, dove chiude secondo davanti a Vettel.[10]

Räikkönen sul podio del Gran Premio d'Italia

È il tedesco a riportare la Ferrari alla vittoria nel successivo appuntamento in Gran Bretagna, con il compagno di squadra a chiudere terzo:[11] trionfando su di un circuito, sulla carta, storicamente ostico come quello di Silverstone, dove il Cavallino non primeggiava da sette anni, e piazzando inoltre entrambe le monoposto a podio come non accadeva oltre Manica addirittura dal 2004,[12] la SF71H rimarca il suo positivo momento in questa fase del campionato; oltreché, sul piano tecnico, la flessibilità di un progetto capace di rendere al meglio sui tracciati più diversi.[13]

Ciò nonostante il successivo zero in classifica rimediato da Vettel in Germania, sotto una pioggia battente, causa un errore del tedesco che fa terminare la gara della Ferrari contro le barriere, consente a Lewis Hamilton e alla sua Mercedes di riconquistare la leadership dei campionati. Vettel si risolleva parzialmente in Ungheria terminando sul secondo gradino del podio, tuttavia ancora dietro all'inglese. Il tedesco si riscatta in Belgio, dove trionfa davanti al rivale, delineando definitivamente la lotta per il titolo piloti tra i due; la prova di Spa-Francorchamps si chiude invece con un ritiro per Räikkönen, reduce dalla sua miglior striscia stagionale con cinque piazzamenti a podio.

Le gare successive non regalano particolari soddisfazioni al team di Maranello, a parte la vittoria di Raikkonen nel Gran Premio degli Stati Uniti. Infatti, a causa di errori da parte di Sebastian Vettel, un calo di prestazioni della vettura, ed errori di gestione da parte del muretto, la Mercedes e Hamilton vincono il titolo per la quinta volta.

Piloti[modifica | modifica wikitesto]

Piloti ufficiali
Nazione Nome Numero
Germania Sebastian Vettel 5
Finlandia Kimi Räikkönen 7
Piloti di riserva
Nazione Nome Numero
Italia Antonio Giovinazzi 99
Russia Daniil Kyvat 26

Risultati[modifica | modifica wikitesto]

Anno Team Motore Gomme Piloti Flag of Australia.svg Flag of Bahrain.svg Flag of the People's Republic of China.svg Flag of Azerbaijan.svg Flag of Spain.svg Flag of Monaco.svg Flag of Canada.svg Flag of France.svg Flag of Austria.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of Germany.svg Flag of Hungary.svg Flag of Belgium.svg Flag of Italy.svg Flag of Singapore.svg Flag of Russia.svg Flag of Japan.svg Flag of the United States.svg Flag of Mexico.svg Flag of Brazil.svg Flag of the United Arab Emirates.svg Punti Pos.
2018 Scuderia Ferrari Ferrari P Germania Vettel 1 1 8 4 4 2 1 5 3 1 Rit 2 1 4 3 3 6 4 2 6 2 571
Finlandia Räikkönen 3 Rit 3 2 Rit 4 6 3 2 3 3 3 Rit 2 5 4 5 1 3 3 Rit

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Roberto Chinchero, Ferrari: Philip Morris ha lanciato a Suzuka la nuova livrea Mission Winnow, su it.motorsport.com, 4 ottobre 2018.
  2. ^ Marco Belloro, Ferrari a Barcellona con gli specchietti sull’Halo, su formulapassion.it, 10 maggio 2018.
  3. ^ La nuova Ferrari 2018: si chiama SF71H, su sport.sky.it, 22 febbraio 2018.
  4. ^ Franco Nugnes, Ferrari SF71H: piace subito nei 100 km del filming day. Ora prova i pit stop..., su it.motorsport.com, 25 febbraio 2018.
  5. ^ Alessandra Retico, F1, a Melbourne è trionfo Ferrari: vince Vettel, terzo Raikkonen, su repubblica.it, 25 marzo 2018.
  6. ^ Giusto Ferronato, F1 Bahrain, capolavoro Vettel! La Ferrari beffa Bottas e Hamilton, su gazzetta.it, 8 aprile 2018.
  7. ^ Ricciardo su Red Bull vince il Gp Monaco, Vettel è secondo davanti a Hamilton, su rainews.it, 27 maggio 2018.
  8. ^ 50 volte Sebastian Vettel! Vittoria e leadership. Dopo 14 anni la Ferrari torna a vincere a Montreal, su it.eurosport.com, 10 giugno 2018.
  9. ^ Daniele Sparisci, F1, Gp di Francia 2018: Hamilton vince, Vettel scontro e rimonta, su corriere.it, 24 giugno 2018.
  10. ^ Alessandra Retico, F1, Gp Austria: vince Verstappen, Raikkonen secondo. Vettel è terzo e torna leader del mondiale, su repubblica.it, 1º luglio luglio 2018.
  11. ^ Paolo Rossi, F1, Gp Gran Bretagna: a Silverstone vince Vettel, secondo Hamilton, su repubblica.it, 8 luglio 2018.
  12. ^ F1, Gp Gran Bretagna; Vettel: "Bello vincere qui, in casa loro...", su repubblica.it, 8 luglio 2018.
  13. ^ Fabiano Polimeni, Formula 1 Silverstone, Vettel: la Ferrari è forte ovunque, su autosprint.corrieredellosport.it, 5 luglio 2018.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]