Piero Lardi Ferrari

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Piero Ferrari, anche noto con i cognomi Lardi e Lardi Ferrari (Castelvetro di Modena, 22 maggio 1945), è un imprenditore e dirigente sportivo italiano. È l'unico figlio vivente di Enzo Ferrari, dopo la morte del fratellastro Dino.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

La saga del cognome[modifica | modifica wikitesto]

Piero venne iscritto all'anagrafe con il cognome della madre "Lardi" in quanto nato dalla relazione extraconiugale di Enzo Ferrari con Lina Lardi ; le leggi vigenti all'epoca impedivano agli uomini coniugati di riconoscere i figli nati all'infuori del matrimonio.

Dopo l'entrata in vigore del nuovo diritto di famiglia, nel 1975, Piero poté essere riconosciuto ufficialmente come figlio legittimo dal "Drake", ma invece di cambiare il cognome "Lardi" in "Ferrari", preferì affiancarlo - scelta all'epoca concessa - mutandolo così in "Lardi Ferrari".[1]

Dopo la morte del padre, nel febbraio 1990 Piero e sua figlia Antonella presentarono istanza al presidente della Repubblica Francesco Cossiga di poter abbandonare il cognome matronimico "Lardi", mantenendo esclusivamente il patronimico "Ferrari". La richiesta [2], preventivamente approvata dal ministro di Grazia e Giustizia Giuliano Vassalli, venne accolta e il provvedimento divenne operativo con la pubblicazione del D.P.R. 5 dicembre 1990.[3].

L'attività dirigenziale e imprenditoriale[modifica | modifica wikitesto]

Fin da piccolo si appassiona e viene iniziato alla meccanica, anche se al contrario di quanto parrebbe normale nel suo caso, non nelle officine di Maranello, ma nella bottega del riparatore di biciclette vicino di casa, con l'aiuto del quale riesce a costruirsi, da ragazzino, un suo velocipide.[4]

Diplomatosi perito industriale con specializzazione in meccanica nel 1964, presso l'Istituto tecnico industriale Fermo Corni di Modena, l'anno successivo Piero entra nell'azienda paterna e il 13 settembre 1969 viene eletto nel consiglio di amministrazione della Ferrari.[5]

Il primo incarico aziendale assegnatogli fu quello di catalogare, descrivere e archiviare tutti i componenti d'automobile risultati inappropriati, inefficaci o difettati, offrendo così a Piero la possibilità di avere un'ampia panoramica delle precedenti esperienze che gli consentirà, nel 1980, di assumere l'incarico di Direttore esecutivo della gestione sportiva, con forti responsabilità nella produzione, nella gestione dei contratti, nella programmazione di nuovi progetti, nell’organizzazione del personale e nella supervisione dei regolamenti sportivi.

Nonostante il ruolo dirigenziale nell'ambito della Scuderia, l'ultima parola spetta comunque al padre, con il quale Piero ha da sempre un rapporto saltuariamente conflittuale. Infatti, nel 1988, in seguito ad alcune divergenze di vedute viene estromesso dalla gestione sportiva e nominato vicepresidente della Ferrari, al fianco dell'allora presidente Vittorio Ghidella.[6]

Poche settimane dopo Enzo Ferrari muore, nominando il figlio suo erede universale. Piero assume così i beni di famiglia, il 10% del pacchetto azionario Ferrari e la proprietà del circuito di Fiorano[7].

Nel 1998 fonda a Modena la High Performance Engineering, un'azienda di progettazione ingegneristica volta a studiare soluzioni tecniche avanzate nei settori motociclistico e automobilistico, particolarmente nella progettazione, calcolo e produzione di componenti per motori ad alte prestazioni[8] e nello stesso anno inizia a dedicarsi al risanamento dell'azienda aeronautica Piaggio Aero Industries[9] reggendone la presidenza dal 1998 al 2014.[10]

Per queste sue attività ha ricevute la laurea honoris causa in ingegneria aerospaziale dall'Università degli Studi di Napoli Federico II, nel 2004, e la laurea honoris causa in ingegneria industriale meccanica dall'Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia, nel 2005.

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Commendatore Ordine al Merito della Repubblica Italiana - nastrino per uniforme ordinaria Commendatore Ordine al Merito della Repubblica Italiana
— 2 giugno 1989[11]
Cavaliere del lavoro - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere del lavoro
— 31 maggio 2004[12]
Laurea honoris causa in Ingegneria aerospaziale - nastrino per uniforme ordinaria Laurea honoris causa in Ingegneria aerospaziale
— Università degli Studi di Napoli Federico II, 2004.
Laurea honoris causa in Ingegneria industriale meccanica - nastrino per uniforme ordinaria Laurea honoris causa in Ingegneria industriale meccanica
— Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia, 2005.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Piero Lardi si chiamerà Piero Ferrari, La Stampa, 2 marzo 1990, pag.19
  2. ^ Gazzetta Ufficiale n.46/1990
  3. ^ Decreto del Presidente della Repubblica del 5 dicembre 1990, registrato alla Corte dei Conti il 30 gennaio 1991, Reg. n. 9 Fog n. 189.
  4. ^ Biografia Corni
  5. ^ La Ferrari nomina il nuovo consiglio, La Stampa, 14 settembre 1969, pag. 15
  6. ^ Carlo Marincovich, Ferrari sceglie i poveri, in La Repubblica, 7 giugno 1988. URL consultato l'11 novembre 2014.
  7. ^ L'eredita' di Ferrari 'I miei beni a Piero', in La Repubblica, 7 settembre 1988. URL consultato l'11 novembre 2014.
  8. ^ www.confindustriamodena.it
  9. ^ Pure Ferrari esce da Confindustria - PRIMO PIANO - Italiaoggi
  10. ^ piaggioaerospace.it
  11. ^ http://www.quirinale.it/elementi/DettaglioOnorificenze.aspx?decorato=271713
  12. ^ [1].

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