Ferrari 375 Indy

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Ferrari 375 Indy
Ferrari 375 Indy front-left Enzo Ferrari Museum.jpg
La Ferrari 375 Indy conservata al MEF
Descrizione generale
Costruttore Italia  Scuderia Ferrari
Categoria 500 Miglia di Indianapolis
Squadra NART-Ferrari
Progettata da Aurelio Lampredi
Sostituita da Ferrari Bardahl Special
Descrizione tecnica
Meccanica
Telaio longheroni e traverse
Motore Ferrari V12 a 60°, 4.493 cm³
Trasmissione manuale a 4 marce + RM non sincronizzato in blocco col differenziale, trazione posteriore
Dimensioni e pesi
Lunghezza 3937 mm
Larghezza 1428 mm
Altezza 960 mm
Passo 2540 mm
Peso 786 kg
Altro
Pneumatici Firestone
Risultati sportivi
Debutto 500 Miglia di Indianapolis 1952
Piloti 6. Walt Faulkner
12. Alberto Ascari
35. Johnny Mauro
38. Bobby Ball
47. Danny Oakes
Harry Schell
Gigi Villoresi
Palmares
Corse Vittorie Pole Giri veloci
4 1 0 0

La Ferrari 375 Indy è la vettura con cui la Scuderia Ferrari prese parte alla 500 Miglia di Indianapolis per la prima volta nella sua storia. Essa è direttamente derivata dalla 375 F1.

Sviluppo[modifica | modifica wikitesto]

Vista posteriore

Negli anni cinquanta, nonostante fosse disertata in massa dalle scuderie non americane, la 500 Miglia di Indianapolis era comunque una gara valida per il mondiale di Formula 1. Così nel 1952 la Ferrari decise di prendervi parte con la 375 F1 sperando di replicare i successi della Maserati del 1939 e 1940.

Naturalmente la 375 F1 aveva bisogno di opportune modifiche che le permettessero di poter resistere alle sollecitazioni del catino di Indianapolis che avrebbero reso inguidabile e inaffidabile una Formula 1 normale. Il telaio fu quindi modificato nel passo e irrobustito così come le sospensioni che vennero indurite e vennero adottati pneumatici più grandi. Il motore fu portato a 400 CV a 7 500 giri/min grazie alla modifica del rapporto di compressione e all'adozione di nuovi carburatori Weber a quattro corpi. Fu anche modificata la presa d'aria dinamica sul cofano per migliorare l'afflusso d'aria ai carburatori. In questa configurazione divenne quindi la 375 Indy.

Carriera Agonistica[modifica | modifica wikitesto]

La Thinwall special, realizzata sul telaio di una 375 Indy

La prima apparizione della 375 Indy avvenne al Gran Premio di Torino del 1952 con alla guida Luigi Villoresi che si aggiudicò la gara. A metà maggio circa la 375 Indy venne trasferita negli Stati Uniti dove Ascari cominciò a prendere confidenza con il circuito e fu costretto così a saltare il Gran Premio di Svizzera, primo appuntamento della stagione di Formula 1.

In gara la Ferrari si presentò con quattro vetture: una gestita dalla NART di Chinetti e guidata da Ascari e le altre tre affidate a team americani. Una curiosità deriva dal fatto che la vettura di Ascari, non sapendo se la squadra avrebbe partecipato in veste ufficiale, si presentò alle qualifiche con il Cavallino Rampante nascosto sotto del nastro adesivo per poi riapparire in gara.

Sin dalle qualifiche la 375 Indy palesò la sua inadeguatezza alla gara americana e solo Ascari riuscì a qualificarsi conquistando il 19º posto in griglia. Infatti, nonostante le vetture americane fossero più rozze, erano perfettamente adattate a quel particolare tipo di gara. In gara Ascari si dimostrò comunque all'altezza della situazione riuscendo a guadagnare qualche posizione nei primi giri ma fu costretto al ritiro al 40º passaggio a causa della rottura di un mozzo ruota.

Negli anni successivi la macchina venne elaborata da Luigi Chinetti; la modifica più evidente fu il montaggio di due serbatoi laterali (quello di sinistra conteneva il carburante mentre quello di destra ospitava un radiatore supplementare) che la rendevano simile alla Ferrari 555 F1. Provata da Fred Agabashian e Bobby Ball, la vettura non gareggiò alla 500 Miglia di Indianapolis 1954. Nell'edizione del 1956 venne utilizzata da Nino Farina, iscritto alla gara con la Ferrari Bardahl Special, per svolgere il rookie test, una sorta di esame di ammissione alle prove a cui tutti i piloti debuttanti devono partecipare. In occasione della 500 Miglia di Monza venne iscritta dalla NART per Harry Schell.[1]

Caratteristiche tecniche[modifica | modifica wikitesto]

Caratteristiche tecniche - Ferrari 375 Indy
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Configurazione
Carrozzeria: monoposto Posizione motore: anteriore longitudinale Trazione: posteriore
Dimensioni e pesi
Ingombri (lungh.×largh.×alt. in mm): 3937 × 1428 × 960 Diametro minimo sterzata:
Interasse: 2540 mm Carreggiate: anteriore 1278 - posteriore 1250 mm Altezza minima da terra:
Posti totali: 1 Bagagliaio: Serbatoio: 195
Masse a vuoto: 786 kg
Meccanica
Tipo motore: 12 cilindri a V di 60° Cilindrata: 4.382 cm³
Distribuzione: monoalbero a camme in testa Alimentazione: 3 carburatori Weber 40IF4C
Prestazioni motore Potenza: 400 CV a 7.500 giri/min
Accensione: doppia, 4 magneti Impianto elettrico:
Frizione: multidisco Cambio: 4 marce + RM non sincronizzato in blocco col differenziale
Telaio
Corpo vettura longheroni e traverse tubolari
Sterzo a vite senza fine e settore
Sospensioni anteriori: ruote indipendenti, quadrilateri deformabili, balestra trasversale, ammortizzatori idraulici / posteriori: semiassi oscillanti, ponte De Dion, balestra trasversale, ammortizzatori idraulici
Freni anteriori: a tamburo / posteriori: a tamburo
Pneumatici 6,00/16 - 8,00/18
Prestazioni dichiarate
Velocità: 325 km/h Accelerazione:

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Ferrari at Indy, Part 2, su velocetoday.com. URL consultato il 10 novembre 2019.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • AA.VV., Tutto Ferrari, Mondadori, Milano 2004.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]