Ferrari 156 F1-63

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Ferrari 156 F1-63
156F1 Vallelunga.tiff
Surtees prova la 156 F1 in versione 1963 a Vallelunga.
Descrizione generale
Costruttore Italia  Ferrari
Classe Formula 1
Squadra Scuderia Ferrari
Progettata da Carlo Chiti (direttore progetto)
Franco Rocchi (motore)
Angelo Bellei (motore)
Mauro Forghieri (motore)
Walter Salvarani (telaio)
Valerio Colotti (trasmissione)
Sostituisce Ferrari 156 F1
Sostituita da Ferrari 158
Descrizione tecnica
Altro
Carburante Shell
Pneumatici Dunlop
Risultati sportivi
Debutto Gran Premio di Monaco 1963
Piloti John Surtees, Willy Mairesse, Ludovico Scarfiotti, Lorenzo Bandini, Pedro Rodríguez
Palmares
Corse Vittorie Pole Giri veloci
16 2 1 3
Campionati costruttori 1
Campionati piloti 0

La Ferrari 156 F1-63 è stata la monoposto con cui la Scuderia Ferrari ha gareggiato in Formula 1 nel 1963 e nel 1964.

Sviluppo[modifica | modifica wikitesto]

Per il 1963 vennero introdotte numerose innovazioni, rispetto alla 156 F1 dell'anno precedente. Il telaio fu ulteriormente modificato, con il passo allungato a 2380 mm, e adottò la pannellatura in alluminio tipica dell'industria aeronautica (infatti, la denominazione ufficiale divenne 156 Aero). Vennero abbandonati i cerchi a raggi con gallettone centrale a favore di più moderni e solidi cerchi in lega leggera e i freni a disco furono montati inboard. Venne poi utilizzato il solo motore a V di 120° che adottava, per la prima volta su una Ferrari, l'alimentazione ad iniezione diretta della Bosch. L'iniezione permise di aumentare la potenza (205 CV a 10.500 giri/min) e il regime di rotazione del motore.[1][2]

Verso la fine della stagione 1963, il motore venne ulteriormente modificato con l'adozione dell'accensione a transistor, di nuovi pistoni in lega leggera e del cambio di nuovo a 5 marce. Venne inoltre adottato un nuovo telaio a semi-monoscocca dopo che l'anno prima la Lotus aveva presentato la rivoluzionaria "25" con telaio monoscocca.

Caratteristiche tecniche - Ferrari 156 F1 (1963)
Configurazione
Carrozzeria: Monoposto Posizione motore: posteriore longitudinale Trazione: posteriore
Dimensioni e pesi
Ingombri (lungh.×largh.×alt. in mm): 3900 × ? × 810 Diametro minimo sterzata:
Interasse: 2380 mm Carreggiate: anteriore 1330 - posteriore 1380 mm Altezza minima da terra:
Posti totali: 1 Bagagliaio: Serbatoio: 121l
Masse a vuoto: 460 kg
Meccanica
Tipo motore: 6 cilindri a V (angolo tra le bancate: 120°) raffreddato a liquido Cilindrata: (Alesaggio x corsa: 73 x 58,8 mm); unitaria 246,1; totale 1476,60 cm³
Distribuzione: Bialbero a camme in testa, 2 valvole per cilindro Alimentazione: Iniezione diretta della Bosch
Prestazioni motore Potenza: 205cv a 10500 giri; potenza specifica: 138,9 cv/litro; Rapporto peso/potenza: 2,2 kg/cv
Accensione: Doppia, due distributori Impianto elettrico:
Frizione: Multidisco Cambio: A 5 rapporti + RM
Telaio
Corpo vettura Traliccio in tubi d'acciaio
Sterzo A cremagliera
Sospensioni anteriori: ruote indipendenti, quadrilateri deformabili, molle elicoidali, ammortizzatori telescopici / posteriori: ruote indipendenti, quadrilateri deformabili, molle elicoidali, ammortizzatori telescopici
Freni anteriori: a disco / posteriori: a disco
Pneumatici 5,50/15-6,50/15 Dunlop / Cerchi: in lega leggera
Prestazioni dichiarate
Velocità: 260 km/h Accelerazione:
Altro
Rapporto di compressione 9,8:1

Carriera agonistica[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Campionato mondiale di Formula 1 1963 e Campionato mondiale di Formula 1 1964.

1963[modifica | modifica wikitesto]

Una "156 F1-63" esposta al Museo Ferrari di Maranello.

Il 1963 fu un anno avaro di soddisfazioni. Jim Clark e la sua Lotus "25" si rivelarono imbattibili conquistando ben 7 delle 10 prove previste. Il migliore risultato della 156 fu la vittoria nel GP di Germania ad opera del neo arrivato John Surtees: al via Clark mantenne la prima posizione, mentre Bandini ebbe un incidente subito dopo il via, dovendosi ritirare. Il pilota della Lotus ebbe però dei problemi al motore già nel corso del primo passaggio, venendo superato da Ginther e Surtees. Nel corso del secondo giro, mentre anche Ginther era colpito da problemi tecnici che lo fecero scivolare indietro in classifica, Mairesse, anche su Ferrari, ebbe un gravissimo incidente, causando la morte di un soccorritore e subendo gravi ferite alle braccia. In testa alla corsa Clark provò a insidiare Surtees, ma il problema al motore della sua Lotus lo costrinse a rinunciarci, accontentandosi del secondo posto. Surtees condusse fino alla bandiera a scacchi, conquistando la prima vittoria in carriera in Formula 1.

A fine stagione la Ferrari dovette accontentarsi del 4º posto finale di Surtees, un secondo posto e un terzo posto oltre alla vittoria in Germania, e del 10º di Bandini (miglior risultato due quinti posti).

1964[modifica | modifica wikitesto]

Nonostante la nuova 158 F1, la Scuderia Ferrari schierò la 156 anche nel 1964 in occasione di sei GP: Monaco, Gran Bretagna, Germania, Austria (in tutti e quattro guidata da Lorenzo Bandini), Italia (Ludovico Scarfiotti) e Messico (Pedro Rodríguez). Con la 156 Bandini riuscì a conquistare un terzo posto in Germania e la vittoria in Austria mentre Surtees con la nuova 158 vinse il mondiale.[3]

Risultati completi[modifica | modifica wikitesto]

1963 Squadra Gomme Piloti MON BEL OLA FRA GBR GER ITA USA MEX RSA Punti WCC
Italia Scuderia Ferrari D Regno Unito John Surtees 4 Rit 3 Rit 2 1 Rit 9 SQ Rit 26 4
Italia Lorenzo Bandini Rit 5 Rit 5
Italia Ludovico Scarfiotti WD 6 NP
Belgio Willy Mairesse Rit Rit Rit
1964 Squadra Gomme Piloti MON OLA BEL FRA GBR GER AUT ITA USA MEX Punti WCC
Italia Scuderia Ferrari D Italia Lorenzo Bandini 10 5 3 1 45 (49)[4] 1[4]
Messico Pedro Rodríguez 6
Italia Ludovico Scarfiotti 9

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ P. Casucci, pp. 69-70
  2. ^ L. Acerbi, p. 153
  3. ^ P. Casucci, p. 70
  4. ^ a b Il contributo della 156 in questo mondiale è stato marginale, infatti la vittoria la si deve principalmente alla 158 F1