José María Aznar

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José Maria Aznar
Aznar at the Azores, March 17, 2003.jpg

Primo Ministro della Spagna
Durata mandato 4 maggio 1996 –
17 aprile 2004
Capo di Stato Juan Carlos I
Predecessore Felipe González Márquez
Successore José Luis Rodríguez Zapatero

Presidente del Consiglio europeo
Durata mandato 1 gennaio 2002 –
30 giugno 2002
Predecessore Guy Verhofstadt
Successore Anders Fogh Rasmussen

Dati generali
Partito politico Popolare

José María Alfredo Aznar López (Madrid, 25 febbraio 1953) è un politico spagnolo; è stato il quarto Presidente del Governo della Spagna dopo la costituzione democratica del 1978, nella legislatura compresa fra il 5 maggio 1996 e il 17 aprile 2004. Fa parte del Partito Popolare Spagnolo (PP).

È sposato con Ana Botella, sindaco di Madrid dal 2011, da cui ha avuto tre figli, ed è laureato in Diritto (Università Complutense di Madrid, 1975).

Carriera politica[modifica | modifica sorgente]

Durante la sua gioventù militò nel Frente de Estudiantes Sindicalistas (FES), sindacato degli studenti vicina all'organizzazione politica della Falange Española. Aznar fu uno dei responsabili del FES che si mostrarono critici verso il franchismo ed il suo movimento politico (Movimiento Nacional) e che rivendicavano il ritorno al pensiero del fondatore della falange José Antonio Primo de Rivera. Quest'adesione giovanile lasciò il passo a un pensiero conservatore democratico, nelle file dell'Alianza Popular (poi Partido Popular dal 1989).

Fu eletto deputato con AP per la circoscrizione di Avila nel 1982 e 1986. Nel 1987 divenne presidente della giunta della regione autonoma di Castiglia e León (Junta de Castilla y León).

Vicepresidente del suo partito dal gennaio del 1989, si dimise dall'incarico in Castiglia e León, quando fu candidato per la presidenza del governo nazionale nelle elezioni generali del 29 ottobre 1989, dove risultò eletto come deputato nella circoscrizione di Madrid. Fu di nuovo candidato a presidente nelle successive elezioni generali del 6 giugno del 1993, nuovamente vinte dal PSOE.

Il 19 aprile del 1995, come capo dell'opposizione, fu vittima di un attentato dell'organizzazione terrorista ETA, dal quale uscì illeso grazie all'auto blindata. Nelle successive elezioni generali del 3 marzo 1996, il PP di Aznar conseguì la maggioranza relativa (156 deputati su 350). Dopo lunghi negoziati con le principali formazioni nazionaliste della Catalogna (CiU), delle province basche (PNV) e delle Canarie (CC), riuscì ad ottenere l'appoggio per la formazione del governo con il voto di investitura del 4 maggio 1996, giurando come presidente del governo il giorno successivo.

Aznar capo del governo[modifica | modifica sorgente]

Fra i successi del periodo di governo: la riduzione della disoccupazione (dal 20% a circa l'11%), una forte crescita, il miglioramento dei conti pubblici spagnoli verso l'obiettivo del deficit zero, l'entrata nell'euro.

Nelle elezioni generali del 2000, il PP ottiene un maggior successo, con la maggioranza assoluta del parlamento. In tal modo Aznar si riconfermò come presidente del governo per la legislatura 2000-2004. A partire dal 2002, però, la popolarità del governo Aznar si vede erosa da vari avvenimenti di politica interna (sciopero generale sulla riforma della politica del lavoro, proteste sulla riforma dell'istruzione, proteste sul piano idrologico nazionale, presunte ingerenze sulle TV) e da eventi esterni (disastro ecologico della nave Prestige, appoggio della guerra dell'Iraq, disastro aereo in Turchia di un reparto che rientrava dalla missione in Afghanistan).

Il controllo del PP da parte di Aznar continuò formalmente fino al 1º settembre del 2003, con la nomina del ministro popolare Mariano Rajoy a presidente del partito e candidato a presidente del governo per le elezioni del 2004. Aznar annunciò che dopo tali elezioni si sarebbe ritirato infatti dalla politica attiva.

Sviluppi recenti[modifica | modifica sorgente]

Dopo l'inaspettata sconfitta elettorale del 14 marzo del 2004, anche dovuta alle decisioni politiche del PP sulla guerra in Iraq e alle dichiarazioni circa gli attentati di matrice islamica dell'11 marzo del 2004, ritenute reticenti o addirittura mendaci da parte dell'opinione pubblica, il peso politico di Aznar si affievolì, limitandosi a condizionare la politica del PP con atteggiamenti molto critici e duri verso il governo del PSOE di Zapatero. Dalla sconfitta elettorale del 2004, è il presidente della Fondazione per l’Analisi e gli studi sociali (Faes), il think-tank del Partito popolare spagnolo.[1]

Nel giugno del 2006 - primo membro non anglosassone - fu nominato Presidente del Consiglio di amministrazione della News Corporation, proprietà di Rupert Murdoch, composta fra gli altri da importanti dirigenti di J.P. Morgan Stanley e Rothschild Investment. La compagnia controlla grandi imprese di media come la 20th Century Fox, la Fox Broadcasting Company, il National Geographic Channel, oltre ad innumerevoli giornali, riviste e portali internet. A seguito di questa nomina Aznar si dimise da membro del Consiglio di Stato spagnolo, carica prevista dalla riforma del governo socialista di José Luis Rodríguez Zapatero per tutti gli ex-presidenti del governo.

Onorificenze[modifica | modifica sorgente]

Onorificenze spagnole[modifica | modifica sorgente]

Gran Cancelliere dell'Ordine di Carlo III - nastrino per uniforme ordinaria Gran Cancelliere dell'Ordine di Carlo III
— Dal 4 maggio 1996 al 17 aprile 2004
Collare dell'Ordine di Isabella la Cattolica - nastrino per uniforme ordinaria Collare dell'Ordine di Isabella la Cattolica
— 19 april 2004[2]

Onorificenze straniere[modifica | modifica sorgente]

Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine dell'Infante Dom Henrique (Portogallo) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine dell'Infante Dom Henrique (Portogallo)
— 23 agosto 1996[3]
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine al Merito della Repubblica di Polonia (Polonia) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine al Merito della Repubblica di Polonia (Polonia)
— 2003

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Avvenire.it
  2. ^ Bollettino Ufficiale di Stato
  3. ^ Portogallo

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Carmelo Adagio, Alfonso Botti, Storia della Spagna democratica. Da Franco a Zapatero, Bruno Mondadori, 2006, ISBN 978-88-6156-355-8 .
Predecessore Presidente del Consiglio europeo Successore Flag of Europe.svg
Guy Verhofstadt gennaio - giugno 2002 Anders Fogh Rasmussen
Predecessore Presidente del Governo spagnolo Successore Flag of Spain.svg
Felipe González Márquez 1996 - 2004 José Luis Rodríguez Zapatero

Controllo di autorità VIAF: 41947537 LCCN: n91029979

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