Prestige (petroliera)

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M/c Prestige
La Prestige spezzata in due tronconi mentre affonda il 19 novembre 2002
La Prestige spezzata in due tronconi mentre affonda il 19 novembre 2002
Descrizione generale
Civil Ensign of the Bahamas.svg
Tipo Aframax doppio scafo
Armatore Universe Maritime Ltd. (Grecia)
Proprietario/a Mare Shipping Inc. (Liberia)
Registro navale ABS nr. 7603948
Porto di registrazione Nassau, (Bahamas)
Identificazione Indicativo di chiamata radio ITU:
Bandiera Charlie
C
Bandiera Soxisix
6
Bandiera Mike
M
Bandiera November
N
Bandiera Soxisix
6
(Charlie-Soxisix-Mike-November-Soxisix)
Numero IMO: 7372141
Costruttori Hitachi Shipuilding & Engineering Co.
Cantiere Hitachi Zosen Maizuru, Giappone
Varata 1º dicembre 1975
Entrata in servizio 1º marzo 1976
Nomi precedenti M/c Gladys (fino al 1988)
Destino finale affondata il 19 novembre 2002 in seguito a collisione con detriti
Caratteristiche generali
Stazza lorda 42.820 tsl
Portata lorda 81.564 tpl
Lunghezza (fuori tutto) 243,49 m
(tra le p.p.) 232,01 m
Larghezza 34,4 m
Pescaggio (max.) 14,05 m
Propulsione 1 motore Diesel a due tempi B & W 8K84EF da 7.766 kW di potenza
1 elica pentapala
Velocità 15,5 nodi
Capacità di carico 100.813
Equipaggio 27 tra ufficiali, sottufficiali e comuni

[senza fonte]

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La Prestige è stata una petroliera monoscafo tipo Aframax che, affondando al largo alle coste spagnole il 19 novembre 2002 con un carico di 77.000 tonnellate di petrolio, provocò un'immensa marea nera che colpì la vasta zona compresa tra il nord del Portogallo fino alle Landes, in Francia, causando un notevole impatto ambientale alla costa galiziana[1].

L'evento[modifica | modifica wikitesto]

La Prestige spezzata in due tronconi fotografata dalla fregata Baleares della Armada Española.
  • La nave, che batteva bandiera delle Bahamas, salpata da Ventspils in Lettonia (e prima da San Pietroburgo) con direzione Singapore via Gibilterra. Lanciava il triplice Mayday a 50 km da Finisterre nelle prime ore del pomeriggio del 13 novembre 2002.
  • Il capitano, Apostolos Magouras[1], di origine greca, riportò di aver avvertito un rumore molto forte a dritta: un colpo aveva aperto una falla nello scafo, facendo entrare un getto d’acqua nei due serbatoi di dritta.
  • In una prima versione dei fatti si identificherà la causa dell’incidente con una fuga d’acqua a causa dell'età dello scafo, ma, successivamente, dopo aver saputo che lo stesso giorno un mercantile aveva riportato la perdita di 200 tronchi (di 17 metri di lunghezza per 30 centimetri di diametro) durante il suo passaggio nel corridoio marittimo galiziano (alcuni di essi appariranno macchiati di petrolio alcuni giorni più tardi in diversi punti della Costa della Morte (Lira, Corcubión, Finisterre e Cee) l'ipotesi cambierà, concentrandosi sulla possibilità che un tronco, spinto dalle onde, possa essersi scontrato contro la parte destra della nave, aggiustata nel maggio dell’anno passato in un cantiere navale cinese nel porto di Wan Souk. Non si scartano come possibili cause scatenanti la forza delle onde del mare e una manovra sbagliata da parte dell’equipaggio.
  • A partire da questo momento iniziano a prodursi una serie di negoziazioni tra l’armatore, il Governo spagnolo e le imprese di salvataggio. Nonostante la situazione fosse critica e richiedesse soluzioni urgenti, i diversi enti implicati non riuscirono a mettersi d’accordo immediatamente. Il rischio era alto: le 77.000 tonnellate di petrolio hanno un valore di 60 milioni di euro.
  • Davanti alla possibilità che la nave affondi, si prende la decisione di allontanare la nave. Vengono inviati sulla zona alcuni rimorchiatori: il primo ad avvicinarsi è il “Ria de Vigo”, che si incontrava da quelle parti, dopo arrivano: “el Ibaizábal I”, “el Charuca Silveira” e “el Sertosa 32”.
  • Durante alcune ore il capitano si nega a essere rimorchiato. L’obiettivo: guadagnare tempo e soldi. Il prezzo del secondo rimorchiatore e degli altri che devono realizzare il lavoro di appoggio al primo sembra eccessivo e si rifiuta di pagare quanto chiedono (il Tribunal Marítimo Central Español stipula per questo tipo di casi una quantità che varia dal 10 al 30% del valore della nave e del suo carico)
  • La nave viene abbandonata il 13 novembre 2002 dall'equipaggio, ed affonda il 19 novembre spezzandosi in due tronconi.

Il seguito[modifica | modifica wikitesto]

Le investigazioni hanno dimostrato la mancanza di misure di sicurezza sulla costa atlantica. Il Governo ordinò alla petroliera di allontanarsi dalla costa, con l’intenzione che affondasse in alto mare. Il 13 novembre 2002 uno dei due serbatoi della nave esplose durante una tormenta in Galizia liberando 63.000 tonnellate di petrolio. Il capitano greco del Prestige, Apostolos Mangouras, fu arrestato e accusato di non cooperare con le squadre di soccorso durante il naufragio e di danneggiare l’ambiente, ma controbatté dicendo che l'affondamento della nave era una conseguenza delle errate decisioni delle autorità spagnole[2]. Il 19 novembre la nave si divise in due alle 8 della mattina, affondando a una profondità di 3850 m. La petroliera, che era a 250 km dalla costa spagnola provocò le prime macchie nere sulla costa. Il presidente della Junta de Galicia, Manuel Fraga assicurò che l’affondamento non avrebbe avuto effetti sull'ambiente. Il 10 dicembre il presidente del governo, José María Aznar ammise che l’esecutivo aveva commesso degli errori. La parte della costa che risultò contaminata non solo ha una grande importanza ecologica (come nel caso delle Rías Bajas), ma anche un notevole peso per l’industria peschiera locale. Il 2 gennaio 2003, le macchie del combustibile si trovavano a 50 kilometri dalla costa. Il primo ministro francese promise 50 milioni di euro per la pulizia. Dal disastro, le petroliere simili alla Prestige sono state vietate sulla costa francese e spagnola. La commissaria europea dei trasporti Loyola de Palacio riuscì ad ottenere la proibizione in tutta l’Unione Europea delle petroliere monoscafo.

Il recupero del carico residuo[modifica | modifica wikitesto]

Volontari puliscono le coste della Galizia dopo la catastrofe del Prestige, marzo 2003.
La marea nera sulle spiagge della Galizia.

Il 12 dicembre 2003 il Consiglio dei ministri di Spagna approvò l´estrazione del combustibile dalla Prestige mediante un sistema di botti, detto anche "estrazione per gravità". Il sistema consiste nel perforare lo scafo aprendo un foro di 70 cm di diametro per installare un sistema a doppia valvola che regoli l’uscita del combustibile. Si aggancia una botte di alluminio marino che si riempie di combustibile (fino a 300 m³) per successivamente portarlo fino a 40m dalla superficie e trasferire il combustibile ad una nave attraverso un tubo. L’operazione tardò dalle 6 alle 12 ore, a seconda delle condizioni del mare e fu ripetuta 51 volte. Questa operazione fu possibile perché la densità del combustibile del Prestige si avvicina al 1.00 kg/litro e quella del mare è di 1.03 kg/litro. Più tardi l’idrocarburo fu trasferito alla petroliera Odin. Il costo stimato dell’operazione fu di 99,3 milioni di euro. Il 10 settembre 2004, Repsol-YPF dichiarò terminata il lavoro di estrazione del carburante. Si estrassero 13.704 tonnellate, venduti nell’anno 2005 per 2 milioni di euro. Si stima che 1.000 tonnellate rimasero nella stiva e che si tratteranno con un procedimento di biodegradazione.

Un anno dopo il disastro, le spiagge galiziane contavano più bandiere azzurre come mai era successo. Furono i microbiologi Concepción Calvo e Jesús González, dell’Instituto del Agua de la Universidad de Granada, in collaborazione con l’Università A&M del Texas gli incaricati di studiare i batteri autoctoni adeguati perché lavorassero a questa profondità, così come l'alimentazione necessaria per la proliferazione degli stessi e la capacità di degradazione degli idrocarburi immagazzinati nei serbatoi della Prestige Il governo spagnolo dell'epoca (con al potere il Partito Popolare) promise un gran investimento (il Plan Galicia) durante gli anni seguenti per fermare la possibile caduta dell’economia galiziana. Il programma fu cancellato dal PSOE dopo aver vinto le elezioni del 2004. Nelle successive elezioni locali dopo il disastro, il PP ottenne buoni risultati nelle zone più contaminate, la Costa della Morte.

La nave Polar Prince possiede un sistema per iniettare 60 tonnellate di cocktail nutritivo a base di Sali di azoto, fosforo, potassio e ferro nei serbatoi della Prestige. Questo cocktail moltiplica per 10.000 la capacità di moltiplicazione dei batteri. Il prodotto di scarto dei batteri sarà CO2 ed acqua. Dopo la realizzazione dell’operazione furono saldati i buchi della nave fino a che i batteri non finiranno il loro lavoro. Dei calcoli dicono che la degradazione del carburante finirà nell’anno 2020.

A distanza di quattro anni, parte del petrolio che si era depositato sul fondo tornò a depositarsi sulle spiagge galiziane in seguito al moto delle maree[3]; i galiziani si riferivano alla marea nera come al Chapapotè, e il movimento che si formò a contrastare la marea nera venne denominato Nunca máis ("mai più", in galiziano).

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Spagna, colata a picco la petroliera naufragata, URL consultato il 10 maggio 2009.
  2. ^ Mangouras chiama in causa le autorità spagnole, URL consultato il 10 maggio 2009.
  3. ^ Torna l'incubo della petroliera Prestige, URL consultato il 10 maggio 2009.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Marea Bianca - documentario di Isabel Coixet
  • Nunca màis - documentario di Stefano Lorenzi, Federico Micali, Teresa Paoli

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]