Eccidio di Sant'Anna di Stazzema

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Sant'Anna di Stazzema

L'"eccidio di Sant'Anna" comprende una serie di stragi a partire dall'alba del 12 agosto 1944 a Mulina per finire, nel pomeriggio dello stesso giorno, con la strage di Capezzano Pianore,[1] stragi commesse dai fascisti locali, dai brigatisti neri della 36° brigata Mussolini,esecutori materiali della strage sulla piazza, ordinata dal colonello tedesco Karl Geselr, comandante del 35° reggimento della 16° divisione granatieri corazzati RF/SS. Il numero delle vittime rimarrà sempre imprecisato, anche se tutti gli storici sono concordi sul fatto che la cifra ufficiale di 560 vittime è largamente sovrastimata. Infatti facendo la somma delle vittime calcolate dai tedeschi (270) nel loro bollettino giornaliero del 13 agosto e contate da Don Vangelisti è circa 300[2]

Antefatti[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio di Sant'Anna si trovava proprio a ridosso della linea difensiva "Pietrasanta Riegel"[3] che i tedeschi stavano approntando per unirla alla più consistente linea Verde- Gotica che avrebbe fermato gli eserciti alleati nell'inverno '44-'45. Fin dall'aprile 1944 i tedeschi avevano evacuato Viareggio, dichiarata zona di operazioni militari e alla fine di luglio fu la volta di Forte dei Marmi, Pietrasanta e Seravezza anche se il provvedimento fu parzialmente attuato.[4] Era risaputo, quindi, che i tedeschi stavano sgombrando tutti quei paesi che rientravano nella fascia di sicurezza della costruenda linea Pietrasanta Riegel, come appunto Sant'Anna e zone limitrofe.[5]. Una direttiva urgente per il potenziamento della Linea Gotica era stata emanata da Hitler il 2 giugno 1944. La fascia di sicurezza interdetta ai civili davanti e dietro la Linea Gotica avrebbe dovuto avere una profondità di 10 km. Il 5 giugno Kesserling ordinava di "valutare la possibilità di una posizione di sbarramento avanzata nella montagna a sud-est di Massa che si estendesse dalla costa fino alla linea appenninica nelle vicinanze del monte Altissimo... "[6]. Infatti dopo lo sgombero del versante interno del Comune di Stazzema toccò al versante marittimo dove si trova la frazione di San'Anna La popolazione venne avvisata dai Tedeschi con un manifesto affisso sulla piazza della chiesa il 26 luglio.[7] Stessa modalità di avvertimento fu adottata per gli abitanti di Pietrasanta, il giorno 27.[8] Dal 28 luglio molte famiglie lassù sfollate dai paesi della costa e paesani, cominciarono a lasciare Sant'Anna, fermandosi nelle borgate sopra Valdicastello; molte altre rimasero sentendosi al sicuro dalla presenza del Segretario del Fascio nella borgata le" Case" e di altri funzionari di partito, ma sopratutto dal manifesto affisso dai partigiani sulla piazza della chiesa, al posto di quello messo dai tedeschi. Alvaro Ulivi, testimoniò al processo di La Spezia, che Giuseppe Bertelli gli aveva riferito: nella casa della Sofia c'era ancora attaccato un manifestino [9]dove i partigiani dicevano di non sfollare, che loro avrebbero difeso la popolazione[10] Spie tedesche, infiltratesi per lo più nel gruppo della banda Bandelloni, installato nella casa Berretti alla foce di Compito, tra la fine di luglio e i primi di agosto, ritornarono al loro battaglione a riferire che i banditi si sarebbero spostati verso sud-est e che quindi la loro missione si poteva ritenere conclusa. Anche un documento tedesco del 9 agosto 1944 riferiva che dopo gli scontri del giorno prima a Farnocchia i "banditi erano fuggiti verso est"[11]Al mattino presto del 12 agosto i nazifascisti, con quattro colonne: una proveniente da Farnocchia; una da Monte Ornato passando per l'Argentiera; una terza dalla foce di Compito e la quarta che si fermò sopra Valdicastello, iniziarono lo sgombero della popolazioni. Le colonne nazifasciste che salirono sul Monte Ornato , provenivano da Pietrasanta, Capriglia e Capezzano; le truppe che oltrepassarono la foce di Compito venivano da Ponte Stazzanese e da Ruosina, quelle arrivate sulla foce di Farnocchia, venivano proprio da Farnocchia. Queste tre compagnie all'inizio evitarono di sgomberare otto borgate più piccole oppure invitavano i civili a scendere a valle (testimonianza di Adolfo Mancini nel 1947). Poi cominciarono a spingere gli abitanti delle borgate più grosse verso il punto di raccolta comune: la piazza davanti la chiesa di Sant'Anna.[12]" I partigiani non si erano allontanati tanto da non poter rientrare agevolmente nella zona"[13]; infatti dal 10 agosto erano tornati in zona gli uomini di Bandelloni[14] e la formazione garibaldina "Garosi"[15].Alla vista della colonna nazifascista che arranca su sentieri di montagna, i monarchici di Loris Palma "Villa", i comunisti di Aldo Berti "Lalle" e un gruppo della banda Bandelloni lasciano la foce di Compito e si ritirano sul Gabberi. Su quello stesso spartiacque c'è anche una squadra di 12 soldati tedeschi, di cui 2 italiani, comandata dal caporal maggiore Horst Eggert, addetta ai mortai lì piazzati che, però, non sparano mai ( si veda l'intervista di Christiane Kohl a Horst Eggert). Una volta che le truppe nazifasciste presero a scendere a valle sgomberando la grossa borgata di Sennari; i comunisti del "Lalle" scendono dal Gabberi ed attaccano alla foce di Compito la squadra degli addetti ai due mortai, rimasti isolati: " Avevamo appena finito di montare i pezzi dei due mortai", racconta Eggert nel processo di Stoccarda, " e mi ero messo a sedere sotto un albero a godermi il panorama quando cominciarono a sparare da ogni parte. Rimasi ferito da una scheggia di bomba ad un dito della mano destra e ricevetti un colpo di striscio alla testa". A differenza dei gappisti di città che fuggono dopo l'attentato, questi gappisti di montagna aspettano coraggiosamente i nazifascisti dell'8° compagnia di Erdmann Herbst visti salire, in aiuto ai commilitoni di Eggert, ai primi spari. Anche i rinforzi nazifascisti vengono a loro volta attaccati lasciando sul campo almeno sei morti fra gli italiani e cinque feriti, tre italiani e due tedeschi, tra cui il sottotenente Erdmann Herbst.

Movente[modifica | modifica wikitesto]

Il movente di fondo delle stragi del 12 agosto a Sant'Anna è da ricercare anzitutto nelle diatribe politiche molto aspre tra fascisti locali e brigatisti neri; tra fascisti collaborazionisti e partigiani duri e puri[16]:; nelle contingenze dell 'agguato ai mortai e dell' attacco all'ottava compagnia, componenti tutti che scatenarono la vendetta omicida improvvida ed improvvisa. Eppure, inizialmente la percezione della gente di Sant'Anna, quel mattino,era stata che si trattasse di un rastrellamento degli uomini, lasciando libere tutte le altre persone nelle loro case, nonostante la massiccia presenza dei militari nella zona. " Alla peggio bruceranno qualche casa" dicevano Cesira Pardini, Florinda Bertelli Mancini e anche l'ex segretario del Fascio di Sant'Anna e Duilio Pieri. Tutti pensavano che i tedeschi avrebbero fatto come a Farnocchia dove avevano bruciato case e quello che c'era in giro. I tedeschi stessi, del ,resto, cercavano di tranquillizzare la gente che si convinceva sempre più che alla fine i militi non se la sarebbero rifatta con loro.[17]"Poi tutto cambiò"![18] In queste tre parole pronunciate da Eggert alla Kohl e poi al Procuratore di Stoccarda c'è tutto il dramma della gente di Sant'Anna: dallo sfollamento senza sangue della popolazione, agli eccidi di massa! L'imboscata gappista a danno dei nazifascisti fece perdere ogni inibizione alla vendetta, disattendendo anche gli ordini dei tedeschi.[19] La dinamica dei fatti, in 71 anni, ha avuto varie versioni spesso inquinate da ideologie diverse e da giudizi superficiali.

Svolgimento[modifica | modifica wikitesto]

Per quanto già detto i fatti si possono ricostruire così: Verso le 7,30-45 i tedeschi, finiti di montare i due mortai sullo spartiacque di Compito, vengono attaccati dai partigiani gappisti della formazione "Lalle" senza particolare accanimento, tanto che rimane ferito solo il comandante dei due mortai, il caporal maggiore Eggert. Allo scoppio delle bombe a mano anglo-americane e dei colpi di fucile la compagnia del comandante Herbst risale il pendio per portare aiuto. E' guidata dai fascisti locali, travestiti con divise tedesche, e accompagnata dai brigatisti neri. Due possono essere le cause dell'uccisione delle guide fasciste da parte dei gappisti: o i fascisti vengono uccisi mentre guidano i rinforzi, oppure i gappisti, inseguiti dai fascisti, non possono portarsi dietro i prigionieri fascisti che hanno fatto. I fascisti vedono i loro commilitoni morti e li vendicano, uccidono i civili e perfino i fascisti locali, ritenuti complici dei partigiani, ai Franchi; alla Vaccareccia; a le Case; ai Cigli; a Colletti di sotto. I fascisti, travestiti da tedeschi, vedono che le SS sgomberano la gente. Sanno che il punto di raccolta è il piazzale della chiesa di Sant'Anna. Vanno lì con le loro due mitragliatrici leggere e sparano su uomini e donne, su vecchi e bambini dopo che il Colonnello Tedesco Karl Geselr, comandante il 35° reggimento della 16° divisione granatieri corazzati RF/SS ha ordinato, dopo due ultimatum, la rappresaglia" per mancata collaborazione"[20] dei civili in quanto nessuno riesce a fornire indicazioni sull'origine degli attacchi partigiani. I fascisti approfittano dell'esecuzione sulla piazza per eliminare i testimoni oculari della loro esecuzione di massa alla Vaccareggia e uccidono i sei italiani portamunizioni, dietro il campanile della chiesa e poi altri 14 al termine dell'operazione in località Ponte Rosso, nei pressi di Valdicastello. In un manifesto affisso il 12 agosto 1945 i superstiti della strage scrivono : "i partigiani stavano a vedere dai boschi i barbari che straziavano la gente, bruciavano la gente e le case. Quando i barbari furono andati via dal paese, entrarono i partigiani e spogliarono i morti delle loro ricchezze. Svaligiarono qualche casa rimasta nel bosco chiamato Le "Case" La casa di proprietà del fu Bertelli Antonio ove hanno uccisa parecchia gente...[21] I cadaveri sulla piazza vengono depredati in buona parte da delinquenti comuni usciti dal carcere di Massa e aggregatisi fin dal giugno alla banda Bandelloni della X bis Brigata Garibaldina "Gino Lombardi" comandata da Ottorino Balestri .[22] Lo stesso Bandelloni ammise in un'intervista a Lodovico Gierut nel 1984 " i miei ragazzi mi portarono l'oro trovato in terra a Sant'Anna"[23]Non contenti di aver depredato le vittime, i partigiani sciacalli per non lasciare prove delle loro nefandezze compiute sui cadaveri, li incendiarono. Se ne ha conferma nel manifesto fatto affiggere dai superstiti il 12 agosto 1945 e riportato sull'Organo del C.L.N. " La Nazione del Popolo" in cronaca versiliese sotto il titolo "Un'Inchiesta sui fatti di Sant'Anna"[24] La strage di Sant'Anna di Stazzema è una pagina della guerra civile tra partigiani e fascisti e tra fascisti attendesti e brigatisti neri. Una guerra civile in cui restarono coinvolti i Tedeschi che ne avrebbero fatto volentieri a meno.

I Processi[modifica | modifica wikitesto]

Bassorilievo sull'eccidio

Per la strage di Sant'Anna di Stazzema sono stati celebrati sette processi, a partire dal 1946. Il primo e il secondo ebbero luogo ad opera del tribunale militare di La Spezia, trasferitosi per l'occasione a Lucca. Il primo vide imputati sei fascisti accusati non di omicidio plurimo, ma di "collaborazionismo". " i nomi che ricorrono negli atti sono quelli di tre italiani sicuramente presenti a Sant'Anna: Aleremo Garibaldi, Giuseppe Ricci e Guido Buratti...I due sopravvissuti della strage sotto al Colle, Ettore Salvatori e la nipote Maria luisa Ghilardini, li avevano denunciati nel gennaio 1946"[25] Secondo un altra fonte[26] risulta invece che il noto fascista vesiliese Alemaro Garibaldi fu arrestato ai primi di luglio del 1945 su denuncia di Maria Luisa Ghilardini che lo riconobbe mentre passeggiava in piazza Duomo a Pietrasanta e in un confronto all'americana lo accusò di aver aiutato, insieme a Giuseppe Ricci, il mitragliere che sparò sulla folla. Nonostante ciò i due fascisti sopra nominati insieme ai camerati Guido Buratti, Carlo Pocai, Andrea Biagetti e Gualtiero Bertellotti o Bertolotti furono processati nell'aprile 1946 e assolti il 29 giugno 1946. Fu processato anche il partigiano Rocco Maselli che il superstite della strage Amelio (o Aurelio) Pieri riconobbe per le strade di Camaiore e denunciò come sciacallo. Il Maselli confessò [27]durante il processo di aver visto all'opera di sciacallaggio altri partigiani che depredavano le vittime e poi davano loro fuoco, oppure li spogliavano dentro le case e poi le incendiavano.La sua confessione fece arrestare i tre partigiani sciacalli Amedeo Celozzi, Bruno Speziale e Francesco Megna. Ma i capi di imputazione con cui furono portati in giudizio, che pure erano molteplici e gravi,[28] furono ridotti ad uno solo: "furto". Megna e Speziale, condannati a cinque anni di reclusione, furono messi in libertà grazie all'amnistia Togliatti. Il reo confessi Maselli e Celozzi furono invece assolti. Nel 1947 toccò a molti componenti della 36° brigata nera "Mussolini" ad essere processati, ma tra le imputazioni non c'era quella di concorso in omicidio plurimo nella strage di Sant'Anna. A 60 anni dai fatti, il 20 aprile 2004, il tribunale militare di La Spezia istruì un processo con ergastoli "simbolici"[29] .Il 22 giugno 2005 10 ultra ottuagenari, già sottufficiali[30] furono condannati all'ergastolo facendoli passare per datori di ordini [31] altrimenti una diversa condanna avrebbe fatto cadere il reato in prescrizione.La Corte d'Appello di Roma nel 2006 e la Corte di Cassazione l'8 novembre 2007 confermarono l'ergastolo agli ufficiale Gerhard Sommer, Georg Rauch e Karl Gropler e si espresse contro la richiesta di rifare il processo in quanto i soldati delle SS, sentiti come testimoni, dovevano essere considerati coimputati e quindi le loro testimonianze non valide.Nel 2010 uno dei condannati in Cassazione, il comandante della 7° compagnia, Gerhard Sommer, fece ricorso alla Corte europea per i diritti dell'uomo di Strasburgo. Anche il tribunale militare di La Spezia aveva messo nella sentenza del 2005 che gli abitanti di Sennari vennero salvati da un comandante tedesco che impedì agli italiani di sparare sulla folla e ordinò ai suoi di scortare a valle gli abitanti della borgata.Secondo il ricercatore Paoletti[32] fu proprio Sommer a salvare gli abitanti di Sennari. Anche la Procura di Stoccarda il 1° ottobre 2012 ha deciso l'archiviazione dell'inchiesta ritenendo che non sia più possibile stabilire il numero esatto delle vittime.Per la Procura tedesca era necessario che, per emettere un atto di accusa verso quei rifugiati in Baviera , fosse comprovata per ogni singolo imputato la sua partecipazione alla strage di Sant'Anna, pur non essendo prescrivibili i reati di omicidio e di concorso in omicidio per l'eccidio"del paesino in provincia di Lucca" Nel maggio 2015 la Procura di Amburgo ha confermato l'archiviazione del fascicolo riguardante Gerhard Sommer, dopo che la Corte suprema di Karlsruhe aveva ordinato di riprendere le indagini sugli imputati rimasti in vita.

Il testo integrale della Sentenza emanata dal Tribunale Militare di La Spezia nel 2005 è consultabile e scaricabile qui.

Le deposizioni dei superstiti al Tribunale Militare nelle udienze del 2005 sono scaricabili qui.

:"Non è possibile, insomma, accertare con sicurezza che la strage sia stata un atto programmato ed un'azione di rappresaglia nei confronti della popolazione civile - erano normali azioni di guerra. Non solo: secondo la Procura è anche possibile che l'obiettivo perseguito dalle truppe tedesche fosse la lotta ai partigiani presenti nella zona e la cattura di uomini da deportare in Germania per compiere lavori forzati. La fucilazione dei civili avrebbe potuto essere stata decisa solo dopo la constatazione che gli obiettivi originari dell'azione militare tedesca non erano stati raggiunti". [1]

Il Parco Nazionale della Pace (legge n.381 - 11 dicembre 2000)[modifica | modifica wikitesto]

Il Parco Nazionale della Pace di Sant'Anna di Stazzema è stato istituito con la Legge 381 dell'11 dicembre 2000 (pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 296 del 20 dicembre 2000), d'iniziativa parlamentare del deputato Carlo Carli ed altri (atto Camera numero 968 del 16 maggio 1996) con l'obiettivo di mantenere viva la memoria storica dei tragici eventi dell'estate del 1944 ed educare le nuove generazioni ai valori della pace, della giustizia, della collaborazione e del rispetto fra i popoli e gli individui.

Si estende sul territorio collinare circostante il paese, concentrandosi nell'area sacrale che, dalla piazza della chiesa e dal Museo Storico della Resistenza, attraverso la Via Crucis ed il bosco circostante, giunge al Col di Cava, dove è posto il Monumento Ossario. Il Parco, sia dal punto di vista morfologico che funzionale, costituisce un connubio ideale tra ambiente, storia e memoria, grazie ad uno stretto collegamento tra la natura incontaminata, i borghi e gli insediamenti sparsi sul colle ed i luoghi dell'eccidio. Sant'Anna, Parco Nazionale della Pace, diviene luogo simbolo della memoria per la diffusione di una cultura di pace, attraverso iniziative, manifestazioni, mostre, convegni, a livello nazionale ed internazionale.

1. Allo scopo di promuovere iniziative culturali e internazionali, ispirate al mantenimento della pace e alla collaborazione dei popoli, per costruire il futuro anche sulle dolorose memorie del passato, per una cultura di pace e per cancellare la guerra dalla storia dei popoli, è istituito a S. Anna di Stazzema (Lucca) il «Parco nazionale della pace».

2. Alla determinazione dei confini del «Parco nazionale della pace» provvede il comune di Stazzema.

Art. 2. 1. Il «Parco nazionale della pace» ha il fine di raccogliere e organizzare manifestazioni, incontri nazionali ed internazionali, convegni, mostre permanenti e temporanee, proiezioni di film e spettacoli sui temi della pace e del disarmo, promuovere e pubblicare studi e documentazioni, nonché ospitare una biblioteca specializzata sui temi della pace e sul movimento pacifista italiano e internazionale.

L'Organo della Pace[modifica | modifica wikitesto]

Il 29 luglio 2007, è stato inaugurato l'Organo della Pace[33] (in tedesco: Friedensorgel) un organo a canne costruito dall'organaro italiano Glauco Ghilardi ispirandosi a strumenti dell'organaro tedesco Arp Schnitger, vissuto a cavallo tra il XVII e il XVIII secolo.

Lo strumento è situato sulla cantoria in controfacciata della chiesa del paese ed è racchiuso entro una cassa in legno con mostra composta da 27 canne di Principale. A trasmissione integralmente meccanica, ha un'unica tastiera di 54 note con divisione tra Bassi e Soprani tra Do3 e Do#3, ed una pedaliera dritta di 27 note priva di registri propri e costantemente unita al manuale.

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Comune di Stazzema (conferimento 28 febbraio 1970)

Medaglia d'oro al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'oro al valor militare
«Vittima d'orrori dell'occupazione nazista, insigne per tributo di sofferenza, fra i Comuni della Regione, riassume, nella strage di 560 fra i suoi cittadini e "rifugiati" di S. Anna, il partigiano valor militare e il sacrificio di sangue della gente di Versilia, che, in venti mesi d'asperrima resistenza all'oppressore, trasse alla guerra di liberazione il fiore dei suoi figli, donando alle patrie libertà la generosa dedizione di 2500 partigiani e patrioti, il sacrificio di 200 feriti e invalidi, la vita di 118 caduti in armi, l'olocausto di 850 trucidati. Tanta virtù di popolo assurge a luminosa dignità di simbolo, nobile sintesi di valore e martirio di tutta la Versilia, a perenne ricordo e monito.[34]»
— Versilia, settembre 1943 - aprile 1945.
Lapide celebrativa a don Fiore Menguzzo

Don Fiore Menguzzo, Sacerdote Cattolico (conferimento 15 novembre 1999)

Medaglia d'oro al valor civile - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'oro al valor civile
«Durante l'ultimo conflitto mondiale, si prodigava in aiuto di chiunque avesse bisogno, offrendo a tutti assistenza e ricovero e, quale generoso sacerdote consapevole del suo ruolo pastorale, tentava di conciliare le opposte fazioni per preservare la popolazione dai pericoli degli scontri armati. Fedele fino all'ultimo alla sua missione, subì la rappresaglia degli occupanti che lo passarono per le armi dopo averlo costretto ad assistere allo sterminio dei familiari. Splendido esempio di umana solidarietà e alto spirito di abnegazione spinti sino all'estremo sacrificio.[35]»
— Mulina di Stazzema (LU), 12 agosto 1944.

Don Innocenzo Lazzeri, Sacerdote Cattolico (conferimento 9 maggio 1959)

Medaglia d'oro al valor civile - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'oro al valor civile
«Appreso che un gruppo di suoi parrocchiani stava per essere fucilato dalle truppe tedesche in ritirata per rappresaglia, coraggiosamente interveniva per tentare di evitare l'eccidio offrendo la sua vita in cambio di quella dei prigionieri. Riuscite vane le sue preghiere, sacrificava nobilmente la vita, accomunando la sua sorte a quella dei suoi fedeli.[36]»
— Stazzema (LU), 12 agosto 1944.

Genny Bibolotti Marsili (conferimento 3 febbraio 2003)

Medaglia d'oro al valor civile - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'oro al valor civile
«Con istintivo ed amoroso slancio, anche se gravemente ferita, per salvare la vita al figlioletto che aveva nascosto, non esitava a richiamare su di sé l'attenzione di un soldato tedesco, scagliando sul medesimo il proprio zoccolo, ottenendo in risposta una raffica di mitraglia che ne stroncava la giovane esistenza. Nobile esempio di amore materno spinto fino all'estremo sacrificio.[37]»
— 12 agosto 1944 - Sant'Anna di Stazzema (LU)

Milena Bernabò (conferimento 12 ottobre 2004)

Medaglia d'oro al valor civile - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'oro al valor civile
«Sedicenne, a seguito di un rastrellamento, veniva condotta insieme ad altri compaesani in una stalla, riuscendo a sfuggire ai colpi di mitragliatrice sparati dai soldati tedeschi protetta dai corpi della sorella e di un'amica. Sebbene gravemente ferita, si apriva un varco attraverso il soffitto della stalla, data alle fiamme dalla furia nazifascista, e portava in salvo, con istintivo e generoso slancio, altri tre bambini destinati a morte sicura. Luminosa testimonianza di coraggio e di elevato spirito di abnegazione.[38]»
— 12 agosto 1944 - Sant'Anna di Stazzema (LU)

Cesira Pardini (conferimento 17 maggio 2012)

Medaglia d'oro al merito civile - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'oro al merito civile
«Nel corso di un rastrellamento e del successivo feroce eccidio perpetrato dalle truppe tedesche, insieme alla madre, alle sorelle ed altri vicini, veniva catturata e messa al muro ma, sebbene ferita dai colpi di mitragliatrice, riusciva a spingere le sorelle al riparo in una stalla retrostante. Successivamente, dopo aver tolto dalle braccia della madre uccisa anche la sorella neonata, le conduceva tutte in un luogo più sicuro, nei pressi del quale, pur nuovamente ferita dai militari in ritirata, individuava sotto un cumulo di cadaveri un bambino in tenera età ancora in vita, e lo traeva in salvo. Luminosa testimonianza di coraggio, ferma determinazione ed elevato spirito di solidarietà umana.[39]»
— 12 agosto 1944 - Loc. Coletti di Sant'Anna di Stazzema (LU)

La famiglia Tucci[modifica | modifica wikitesto]

Un episodio simbolico dell'eccidio fu il massacro della famiglia di Antonio Tucci, ufficiale di marina che lavorava a Livorno, ma originario di Foligno, che aveva condotto la sua famiglia a Sant'Anna di Stazzema reputandola luogo sicuro. In questa strage morirono gli otto figli (la cui età andava dai pochi mesi ai 15 anni) e la moglie. Si salvò solo lo stesso Antonio Tucci, che quel giorno era lontano da casa e rientrò il giorno successivo; secondo alcuni testimoni, l'uomo, in preda alla disperazione, cercò di gettarsi tra le fiamme che ancora ardevano nella piazzetta del paese, per morire assieme ai suoi cari e fu necessario trattenerlo con la forza .[40]

Il 25 aprile 2004 il Comune di Foligno, durante la festa della Liberazione, rendendo omaggio alle vittime della Resistenza e degli eccidi, ha intitolato una piazza del centro cittadino a Don Minzoni; in mezzo alla piazza è stato realizzato un monumento che comprende una fontana a forma di clessidra, nel cui fascione centrale sono scolpiti in bronzo alcuni episodi a ricordo delle vittime, tra i quali la Croce della famiglia Tucci.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Paolo Paoletti S.Anna di Stazzema Una Strage Aggiustata. Ed Agemina 2015 pag.141 § 2.8.4
  2. ^ Vedi Paoletti, op.cit. pagina 661-666,§ 13.4.2
  3. ^ Lutz Klinkhammer "L'occupazione tedesca in Italia"Bollati e Berlinghieri,Torino,1993
  4. ^ Giovanni Cipollini in Documenti e Studi Lucca n. 8/9 dic.1988, p.159
  5. ^ Paolo Paoletti Sant'Anna di Stazzema 1944. La Strage Impunita Ed Mursia 1998 pagg.75-76-82 nota 26
  6. ^ Paolo Paoletti in Sant'Anna di Stazzema 1944 la strage impunita Ed. Mursia 1998 p.75-76 § La caccia alle bande partigiane nella fascia di sicurezza tedesca
  7. ^ Marco Piccolino " A Sant'Anna di Stazzema" La storia di Pietro testimone per il caso della strage nazifascista Il Camano,2014, p.151.Quel giorno i garibaldini spararono dalla piazza della chiesa contro i tedeschi, senza ferire nessun militare. Giuseppe Pardini scive in :http://andrealazzaripercaccara.com/post/19482764: il 26 luglio una pattuglia di tedeschi risalì dalla mulattiera che da Valdicastello porta a Sant'Anna. Nell'altra sponda i partigiani si servivano del campanile come osservatorio e sul piazzale con una mitragliatrice gli cominciarono a sparare. Loro dettero fuoco ad un fabbricato che serviva per seccare le castagne, detto metato bianco, poi fecero saltare più in basso una teleferia che portava alla centrale... Fecero saltare anche la teleferia di mio cognato ai Mulini di Sant'Anna che serviva per uso proprio'Testo in corsivo
  8. ^ Giovanni Cipollini " Documenti e Studi'', semestre dell'Istituto Storico della Resistenza in provincia di Lucca, n.8/9, dicembre 1988,p.159
  9. ^ Paoletti, op.cit.p.499 § 9.4.AALLA POPOLAZIONE VERSILIESE Dopo aver fatto dell'Italia un orrendo campo di battaglia con tutti i suoi lutti e le sue miserie, i nazisti vogliono completare la loro nefanda opera di distruzione con l'esodo di massa di tutta la popolazione. Fino ad ora i Tedeschi avevano attuata la deportazione per il lavoro forzoso dei soli uomini. MA LA BELVA NAZISTA NON E' MAI SAZZIA(sic) Ora vogliono perseguitare anche le donne, i vecchi e i bambini imponendo loro con un bando criminale di allontanarsi dalle proprie case, dalla propria terra per seguire fra sevizie e miserie le disfatte divisioni di Hitler verso il Brennero.POPOLO DELLA VERSILIA Non obbedite agli ordini dei barbari tedeschi: le donne, i vecchi. i bambini non abbandonino le case e facciano resistenza passiva. Tutti gli uomini si armino con ogni mezzo dal fucile da caccia al forcone; gli eserciti della liberazione sono ormai a pochi chilometri, le formazioni partigiane sono pronte all'azione e risponderanno alle rappresaglie con le rappresaglie.ALLE ARMI POPOLO VERSILIESE! La tua libertà e la tua salvezza sono mnelle tue mani. MORTE AL TEDESCO OPPRESSORE! Dal Comando delle Brigate D'Assalto Garibaldi. 29 luglio 1944
  10. ^ Vedi Paoletti, op.cit. pagg.44-45-213 I volantini affissi dai partigiani furono almeno due lo testimoniarono al processo Renato Bonuccelli; Amerigo Guidi; Aulo Viviani, che fu l'autore dell'affissione, don Vangelisti; Ademaro Vecoli e Alfredo Kurz Inoltre il giornale La Nazione del Popolo in Cronaca Versiliese del 12 agosto 1945 scriveva: ...I partigiani hanno attaccato un foglio alla porta della chiesa. Diceva: Nessuno sfolli, il paese di Sant'Anna lo difendiamo noi, E' il paese più sicuro,dicevano con voci: se qualcuno sfolla fa i conti con noi.Se le donne non smettono di parlare di sfollare si prendono, si spogliano e si fanno girare tutto il paese...
  11. ^ Paoletti op.cit.pag.47 § 1.4
  12. ^ Paoletti op.cit, pag.48 § 1.5
  13. ^ Pezzino Paolo "Sant'Anna di Stazzema.Storia di una strage" Mulino,Bologna,2008 2013, p.122
  14. ^ .Paoletti op.cit. pag.519 §9.13..L'anno successivo (1984)Bandelloni nell'intervista con Gireut ammetteva che i suoi uomini erano rimasti nella zona di S. Rocchino prima e dopo la strage.."
  15. ^ Testimonianza della partigiana Didala Ghillarducci in Domenico Guarino e Chiara Brilli "I Ribelli" Ed. Infinito,Roma 2012,p.83
  16. ^ Vedi Paoletti op.cit. Introduzione, pagg.13-20
  17. ^ Paoletti op.cit.pag.51 § 1.9
  18. ^ Horest Eggeret a Christiane Kohl nel videointervista del 2000
  19. ^ Paoletti op.cit. pag.51 § 1.9
  20. ^ Testimonianza di Adolf BecKert al processo di La Spezia del 2004-2005
  21. ^ Cronaca Versiliese giornale La Nazione del Popolo Un'Inchiesta sui fatti di Sant'Anna Venerdì 12 agosto 1945
  22. ^ Secondo il comandante comunista Aulo Viviani(" Il Ballilla Partigiano" Ed.Il Testimone, 1987, p.98), Bandelloni accolse 13 ex detenuti del carcere di Massa e lui solo tre. Secondo il memoriale di Lorenzo Jacopi, operatore radio per una missione americana dell'OSS aggregato alla banda Bandelloni, gli ex detenuti accolti nella banda furono mmoltissimi di più, quasi un centinaio. Per questo gli americani ordinarono per due volte di sciogliere la banda Bandelloni ma la brigata garibaldina non dette seguito all'ordine. Il documento Jacopi è conservato presso il Museo della Resistenza a Sant'Anna e presso il comune di Setavezza, dove il documento fu presentato il 24 aprile 2003
  23. ^ Lodovico Gierut " Una strage nel tempo" 1984, pag.36
  24. ^ Vedi nota n.20
  25. ^ Paolo Pezzino " Sant'Anna di Stazzema. Storia di una strage" il Mulino, 2013 pag.75
  26. ^ Nella cronaca versiliese de La Nazione del Popolo,del 17 agosto 1945
  27. ^ Cronaca Versilliese de La Nazione del Popolo del 30 ottobre 1945
  28. ^ associazione a delinquere; sciacalaggio; incedio doloso; soppressione di cadaveri la cui pena minima era di 2 anni
  29. ^ Paolo Pezzino op.cit pag.151
  30. ^ Al contrario della scala gerarchica italiana nell'esercito tedesco anche i sottotenenti erano e sono considerati sottufficiali
  31. ^ Werner Bruss-Alfred Concina-Ludwig Goering-Karl Gropler-Horst Richter-Georg Rauch-Heinrich Scendel-Alfred Schonegerg-Ludwig Heinrich Sonntag-Gerhard Sommer
  32. ^ Paolo Paoletti op.cit Ed.Agemina 2015 pag...339-342
  33. ^ (ITDE) Gli amici dell'Organo della Pace
  34. ^ Quirinale - Scheda visto 1º febbraio 2009
  35. ^ Quirinale - Scheda visto 1º febbraio 2009
  36. ^ Quirinale - Scheda visto 1º febbraio 2009
  37. ^ Quirinale - Scheda visto 1º febbraio 2009
  38. ^ Quirinale - Scheda visto 1º febbraio 2009
  39. ^ Quirinale - Scheda visto 12 luglio 2012
  40. ^ Foligno ricorda a S.Anna di Stazzema l’eccidio della famiglia Tucci

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Miracolo a Sant'Anna (2008), film di Spike Lee
  • Inside Buffalo (2008), docu-film di Fred Kudjo Kuwornu
  • Sant'Anna L'Eccidio, docu-film di Paolo Bertola e Massimo Montepagani
  • Lo stato di eccezione (2008), documentario di Germano Maccioni
  • E poi venne il silenzio (2011), docu-film di Irish Braschi

Discografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Sant'Anna, brano dal CD Tutto qua di Fabio Concato
  • "Lettera da Sant'Anna", di Simone Avincola dal CD "Così canterò tra vent'anni"

Libri[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]