Mulina

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Mulina
frazione
Mulina
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneCoat of arms of Tuscany.svg Toscana
ProvinciaProvincia di Lucca-Stemma.png Lucca
ComuneStazzema-Stemma.png Stazzema
Territorio
Coordinate43°59′19″N 10°18′19″E / 43.988611°N 10.305278°E43.988611; 10.305278 (Mulina)Coordinate: 43°59′19″N 10°18′19″E / 43.988611°N 10.305278°E43.988611; 10.305278 (Mulina)
Altitudine310 m s.l.m.
Abitanti120[2] (2014)
Altre informazioni
Cod. postale55040
Prefisso0584
Fuso orarioUTC+1
Nome abitantimulinese, mulinesi[1]
PatronoSan Rocco e Madonna delle Misericordie
Giorno festivo16 agosto
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Mulina
Mulina

Mulina è un frazione del comune di Stazzema, in provincia di Lucca.

Vi risiedono circa 120 abitanti, e la sua fondazione risale al 100 d.C. Tra il 1300 e il 1776 è stato comune autonomo assieme alla su alpe (m 1180 s.l.m.).

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il paese di Mulina può essere considerato uno dei più antichi borghi dell'Alta Versilia; l'anno della fondazione non è ancora noto, ma sappiamo che fu edificato prima dai Romani, ma consolidato con abitazioni dai longobardi; intorno al 100 d.C., su diverse abitazioni si possono vedere chiaramente degli stemmi e delle raffigurazioni risalenti al 300/400 d.C., nella parte più alta di Mulina, con più precisione nel borgo di Culerchio, su di una pietra vi è inciso A.D. (anno Domini: anno del Signore) 1677, invece su di un'altra abitazione c'è un'incisione che riporta la data 1400.

Era uno dei punti di commercio di pirite, limonite e ferro con cui venivano prodotte armi sin dal 1400. Inizialmente il paese era diviso in tre borghi, il primo per numero di abitanti era Carbonaia (un tempo Campo Carbonaio), noto dal 1400 al 1900 per la grande produzione di carbone di legna, sito a quota 290 metri s.l.m..

Altro borgo era Culerchio (un tempo Calecchio), noto per il miccificio "Fratelli Pocai" aperto nell'anno 1799; questa attività terminò alla fine degli anni settanta. Alla quota di circa 310 metri s.l.m. è collocata la chiesa dedicata a San Rocco e alla Madonna della Divina Misericordia

Calcaferro, noto per la grande produzione di polvere da sparo, armi e materiale in ferro per la prima e seconda guerra mondiale, era il terzo borgo.

La facciata della Parrocchia, un po' deteriorata dal tempo; ma presto verrà ristrutturata.

La festa patronale[modifica | modifica wikitesto]

Per la festa patronale di San Rocco, veniva portata la sua statua lignea all'interno di tutte e tre le marginette, una presente in ogni borgo; venivano poi dette alcune preghiere di auspicio per la fiorente agricoltura, la ottima salute del paese e di chi vi abitava. A sera, quando il corteo faceva ritorno presso la Parrocchia, suonavano a doppio le campane, e quando venivano fermate; ormai buio, il campanile veniva acceso di fuochi artificiali e di cascate di scintille, poi i due torrenti venivano cosparsi di lumini accesi e così anche i muriccioli lungo le strade del paese; da ambo i lati della strada venivano appese delle bandierine colorate, e all'ingresso di ogni stradicciola, venivano messe delle alte canne di bambù sempre con le foglie, a modo di archi. Per anni questa festa è stata ritenuta e classificata come la più imponente e grandiosa festa patronale della Versilia e la più importante di San Rocco, essendo Prima fra tutti gli altri paesi con Patrono San Rocco. Questa festa si è svolta sino alla fine degli anni novanta; in seguito non è stato possibile riproporla perché l'organizzazione era molto complessa ed alcune persone, ormai anziane, non se la sentivano più; ma d'accordo con il rettore nonché parroco reggente, la festa e la processione verranno rievocate forse dal 2015.

La Chiesa[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa, dedicata a san Rocco e alla Madonna delle Mulina o delle Misericordie, fu costruita nell'XI secolo (anno 1000) ed è l'unica ad avere una struttura a croce latina ed il soffitto a capriata.

La chiesa detiene il particolare titolo di Curazia.

Alta quasi 9 metri, larga circa 7 metri alla navata centrale, 17 metri al transetto e lunga più di 22 metri si trova al centro di una grande piazza a 310 metri s.l.m.. Attaccata all'abside venne costruita la canonica, su due piani e nel coro si trova l'incavo di una finestra, che fu murata per la costruzione della sacrestia.

Nell'area dell'altare sinistro è custodita la statua di San Rocco in legno, scolpita dal celebre Cipriani, nei primi del 1800 mentre nell'altare destro è custodita l'effigie della Madonna miracolosa, risalente alla fine del 1700.

Campanile di Mulina, in questa immagine possiamo vedere la croce in ferro e le decorazioni marmoree intorno ai finestroni

Cultura e Tradizioni[modifica | modifica wikitesto]

Da qualche tempo i paesani stanno recuperando alcune tradizioni, come ad esempio esporre i quadri dei Santi nel giorno di ricorrenza; e cantare al termine della funzione, poi se desiderate trascorrere una piacevole giornata al fresco delle Alpi Apuane, allora venite a visitare Le Mulina; dove vi è l'unica acqua Oligominerale del Comune, con la quale vi potrete dissetare, e poi il sabato pomeriggio potrete andare a visitare la Parrocchia, la quale custodisce numerose opere d'arte. E se non siete ancora contenti, potrete fare una piacevole camminata attraverso i sentieri del Parco Archeominerario delle Mulinette, che porta i visitatori alla scoperta delle antiche polveriere, miccifici e delle miniere che furono aperte nel 1300, per l'estrazione del ferro; con cui venivano prodotti fili di ferro e armi per la corte di Vostra Signoria i Granduchi De' Medici di Firenze. Molto interessante è anche l'antico mulino a tre macine, queste ultime prodotte in Breccia Dorata, che è un tipo di marmo esistente solo nelle cave del Rondone; (che sono localizzate nella parte inferiore delle Mulina), rispetto a tutto il pianeta; questo mulino è l'unico dei 17 rimasti; una macina è motorizzata e due funzionano ancora con la forza dell'acqua corrente.

Intrigante è la storia del Borgo di Culerchio, un tempo Calecchio; nel quale c'era un antichissimo forno di proprietá dei Frati, costruito prima del IX secolo (800 d.C.), ed inoltre la parte inferiore della borgata, in cui sorgeva un convento ed infine all'inizio del borgo vi sono delle case antecedenti al XV secolo (1400 d.C.).

Se volete sapere di più su questi luoghi, nel borgo di Culerchio troverete delle persone che possono spiegarvi ed illustrarvi meglio e con più precisione le varie storie ed epoche storiche riguardanti il paese delle Mulina e dei tre Borghetti.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Teresa Cappello, Carlo Tagliavini, Dizionario degli etnici e dei toponimi italiani, Bologna, Pàtron Editore, 1981, p. 358.
  2. ^ Dati del censimento delle località ISTAT del 2014

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