Max Simon

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Max Simon
Bundesarchiv Bild 101III-Cantzler-042-16, Max Simon.jpg
6 gennaio 1899 - 1 febbraio 1961
Nato a Breslavia
Morto a Lünen
Cause della morte Attacco di cuore
Dati militari
Paese servito Germania Germania
Germania Germania
Forza armata Deutsches Heer
Waffen-SS
Anni di servizio 1917 - 1945
Grado Gruppenführer
Guerre
Comandante di

[senza fonte]

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Max Simon (Breslavia, 6 gennaio 1899Lünen, 1º febbraio 1961) è stato un militare tedesco, ufficiale delle Waffen-SS durante la seconda guerra mondiale. Fu il principale esponente di molti crimini contro l'umanità in Italia, noto fra tutti l'Eccidio di Sant'Anna di Stazzema, dove morirono 560 persone, tra cui 130 bambini.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Entrato nell'esercito imperiale tedesco allo scoppio della prima guerra mondiale, partecipò, come soldato semplice ai combattimenti in Macedonia, e successivamente sul fronte occidentale, venendo decorato con la Croce di Ferro di seconda classe. Al termine della guerra, nel 1919 entrò nei Freikorps della Slesia. Durante la seconda guerra mondiale si distinse per le atrocità commesse in Italia sotto il suo comando come SS-Gruppenführer dalla divisione SS Totenkopf (maggio - ottobre 1943) e dalla divisione Waffen-SS Reichsführer (ottobre 1943 - ottobre 1944).

I processi[modifica | modifica wikitesto]

Al termine della guerra, per la sua responsabilità nei massacri di Marzabotto e Sant'Anna di Stazzema, fu processato a Padova davanti a un tribunale militare britannico, l'ultimo celebrato di una serie di processi tenuti nella stessa città contro presunti criminali di guerra nazisti. Simon fu condannato a morte, ma la sentenza fu quasi immediatamente commutata con il carcere e trasferito in Germania per scontarvi la pena. Come molti altri prima di lui, fu liberato nel 1954 anche per intercessione dell'arcivescovo di Colonia Frings e grazie alla campagna per il perdono e la riabilitazione dei criminali di guerra che coinvolse in particolare la Germania negli anni della guerra fredda, volta a rilegittimare l'esercito tedesco come elemento centrale nello schieramento europeo della NATO.

Dopo la sua liberazione fu accusato dell'impiccagione di tre cittadini di Brettheimer che, verso la fine della guerra, avevano disarmato il locale reparto della Gioventù hitleriana. Processato per questo da un tribunale tedesco, fu assolto in base ad elementi formali in prima istanza, e del suo caso fu interessata l'Alta Corte Federale. Durante il processo non si mostrò mai pentito e affermò rifarei esattamente tutto ciò che ho fatto. Nel 1961, mentre il suo caso era riesaminato in sede giudiziaria, morì in seguito ad un attacco di cuore.

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Onorificenze tedesche[modifica | modifica wikitesto]

Croce di Ferro di I classe - nastrino per uniforme ordinaria Croce di Ferro di I classe
Croce di Ferro di II classe - nastrino per uniforme ordinaria Croce di Ferro di II classe
Distintivo per ferita - nastrino per uniforme ordinaria Distintivo per ferita
Croce di Cavaliere della Croce di Ferro con fronde di quercia - nastrino per uniforme ordinaria Croce di Cavaliere della Croce di Ferro con fronde di quercia
immagine del nastrino non ancora presente Medaglia d'oro dell'Ordine militare della Croce Tedesca
Medaglia del fronte orientale - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia del fronte orientale
Croce di Danzica di I classe - nastrino per uniforme ordinaria Croce di Danzica di I classe
Croce di Danzica di II classe - nastrino per uniforme ordinaria Croce di Danzica di II classe

Onorificenze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Croce di Ufficiale dell'Ordine al Merito della Repubblica di Ungheria (Ungheria) - nastrino per uniforme ordinaria Croce di Ufficiale dell'Ordine al Merito della Repubblica di Ungheria (Ungheria)
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