Rockwell B-1 Lancer

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Rockwell B-1 Lancer
Un B-1B Lancer, appartenente al 34th Expeditionary Squadron dell'USAF, in ricognizione nei cieli dell'Afghanistan; 2008.
Un B-1B Lancer, appartenente al 34th Expeditionary Squadron dell'USAF, in ricognizione nei cieli dell'Afghanistan; 2008.
Descrizione
Tipo bombardiere strategico
Equipaggio 4
Costruttore Stati Uniti North American
Stati Uniti Rockwell
Stati Uniti Boeing
Data primo volo 23 dicembre 1974
Data entrata in servizio 1º ottobre 1986
Utilizzatore principale Stati Uniti USAF
Esemplari 104
Costo unitario 283,1 milioni US$
Dimensioni e pesi
Tavole prospettiche
Lunghezza 44,5 m ( 146 ft)
Apertura alare 41,66 m (137 ft) (min)
23,84 m (79 ft) (max)
Freccia alare da 15° a 67,5°
Altezza 10,4 m (34 ft)
Superficie alare 181,16 (1 950 ft²)
Peso a vuoto 87 100 kg (192 000 lb)
Peso carico 148 000 kg (326 000 lb)
Peso max al decollo 216 400 kg (477 000 lb)
Capacità combustibile 114 000 L (30 000 gal)
Propulsione
Motore 4 turboventola
General Electric
F101-GE-102
con postbruciatore
Spinta da 65 a 137 kN ciascuno
Prestazioni
Velocità max 1,2 Ma
(1 480 km/h in quota)
Autonomia 11 998 km
Raggio di azione 5 543 km
Tangenza 18 000 m
Armamento
Bombe caduta libera:
84 Mk 82 da 500 lb
24 Mk 83 da 1000 lb
a grappolo:
30 CBU-87
30 CBU-89
30 CBU-97
30 CBU-103
30 CBU-104
30 CBU-105
guida GPS:
24 GBU-31 JDAM
15 GBU-38 JDAM
96 GBU-39
nucleari:
24 B61
24 B83
mine navali:
84 Mk 62
24 Mk 65
Missili aria superficie:
12 AGM-154 JSOW
24 AGM-158 JASSM
Piloni 6 sub-alari
3 stive interne
Note dati relativi alla versione:
B-1B

i dati sono tratti da:
USAF Fact Sheet [1]
Jenkins [2]
Pace [3]

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Il Rockwell B-1 Lancer è un bombardiere strategico supersonico statunitense quadrireattore e quadriposto. È l'ultimo dei bombardieri americani della guerra fredda ed è stato inizialmente sviluppato come bombardiere da Mach 2 ad alta quota e ridotta segnatura radar (circa un decimo di quella del B-52); poi è stato riprogettato nella convinzione che i bombardieri ad alta quota fossero diventati impraticabili contro le difese dell'Unione Sovietica, passando alla missione della penetrazione a bassa quota e velocità transoniche.

Con la sua autonomia elevata e la capacità di trasportare fino a 40 tonnellate teoriche di carico, esso è stato reso un bombardiere strategico per missioni di interdizione. Il suo principale problema, oltre alla difficoltà di messa a punto dell'impiantistica, è stata la necessità di diminuire le distanze di lancio rispetto al bersaglio, dato che i missili a lunga gittata ALCM sono stati dati in carico ai più vecchi B-52. Per i B-1B sono disponibili solo gli SRAM e le bombe a caduta libera.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Sviluppo[modifica | modifica sorgente]

Il progetto del B-1 nacque in risposta al requisito Advanced Manned Strategic Aircraft (AMSA) emesso dall'USAF nel 1965 per sostituire il Boeing B-52 Stratofortress. Dopo varie incertezze, soprattutto dovute alla perplessità che dei bombardieri potessero ancora contribuire al dispiegamento delle forze nucleari accanto a ICBM e SLBM, nel 1970 venne assegnato alla Rockwell International per l'avvio del programma, ora ufficialmente battezzato B-1A. Ai tre prototipi costruiti nel 1974 se ne aggiunse un quarto nel 1976. A quell'epoca, l'USAF era intenzionata a mettere in linea col SAC (Strategic Air Command) ben 240 velivoli.

La dottrina d'impiego prevedeva la penetrazione dello spazio aereo sovietico ad alta velocità (possibilmente Mach 2) e ad alta quota. Il B-1A era quindi dotato di ali e prese d'aria a geometria variabile, nonché una grande quantità di carburante per poter sostenere per periodi prolungati gli alti consumi richiesti per andare ad alta velocità.

In realtà, varie perplessità rimanevano nei vertici USAF e nel Congresso sulle capacità del B-1A di penetrare le difese integrate dell'URSS, specie dopo che nel 1976 Viktor Belenko, pilota disertore russo, rivelò che la V-VS stava per mettere in campo il successore del MiG-25. Era il periodo della paranoia del "Foxbat", capace di prestazioni eccezionali, e del suo successore (poi concretizzatosi nel MiG-31 "Foxhound") con capacità look-down/shoot-down, grazie ad un radar a scansione elettronica, sembravano rendere la missione del costruendo bombardiere statunitense quasi impossibile.

Nel 1977 il Presidente Carter decise quindi di cancellare il progetto del B-1A, puntando piuttosto sui nuovi missili cruise lanciati da velivoli (ALCM), nella fattispecie dai B-52. A quell'epoca inoltre probabilmente già si pensava ad un bombardiere stealth (che sarebbe diventato il B-2), quindi lo stop al programma non metteva in discussione la dottrina dell'USAF, bensì solo le prestazioni del B-1A. Comunque i collaudi in volo dei quattro prototipi proseguirono.

Con la salita alla Casa Bianca di Ronald Reagan, si ebbe una nuova corsa agli armamenti, dovuta ad una serie di iniziative comuniste (Angola nel 1975, invasione sovietica dell'Afghanistan nel 1979), nonché allo svilupparsi di aree di crisi impreviste (Iran). Di fatto il solo B-52 sembrava inadeguato a fornire una risposta in aree di crisi lontane. Inoltre veniva data una nuova enfasi agli armamenti convenzionali, poiché le armi nucleari da sole non potevano risolvere crisi di carattere regionale, come già la guerra di Corea e del Vietnam avevano dimostrato (l'URSS invece lo stava apprendendo in Afghanistan).

Nel 1981 quindi si passò ad uno studio di possibili piattaforme da immettere in servizio entro gli anni novanta. Scartata una variante dell'FB-111, ci si concentrò su una versione evoluta del B-1A. Ritenendo (probabilmente a torto) che le difese sovietiche incentrate su nuove piattaforme AWACS e MiG-31 "Foxhound" fossero impenetrabili ad alta quota, prese piede l'idea di usare l'aereo della Rockwell International per penetrazioni a bassa quota (circa 60 m) ed altra velocità (Mach 0,9). A questo, andavano aggiunte caratteristiche di "invisibilità" ("stealthness") assai spinte, per rendere complicata l'individuazione del bombardiere. Questa nuova evoluzione venne denominata B-1B.

Di fatto, il B-1B è solo esternamente simile al B-1A. La sua sezione radar equivalente, in inglese Radar Cross Section (RCS), è pari a 1/100 di quella del bombardiere cancellato da Carter nel 1977. Pur restando la configurazione con ali a geometria variabile, esse furono studiate per il volo a bassissima quota. Ugualmente, le prese d'aria dei motori furono rese fisse, a tutto vantaggio di una minore visibilità radar ma a discapito delle prestazioni velocistiche, che in quota scendevano a "soli" Mach 1,25.

La produzione di 100 velivoli iniziò nel 1984, e il primo B-1B di serie arrivò alla Dyess AFB l'anno successivo. Il costo unitario è stato calcolato in 283,1 milioni di dollari (dati del 1998).

Impiego operativo[modifica | modifica sorgente]

Il B-1 entrò ufficialmente in servizio il 1º ottobre 1986. Progettato espressamente per svolgere missioni di bombardamento nucleare, non prese parte alla prima guerra del golfo. Fu però successivamente utilizzato nel 1998 contro l'Iraq e l'anno successivo contro la Serbia.

Descrizione tecnica[modifica | modifica sorgente]

Struttura[modifica | modifica sorgente]

Il B-1B somiglia solo esteriormente al B-1A. Si presenta come un velivolo snello con ala a geometria variabile, spinto da quattro motori posti in due gondole sotto le ali. Partendo dal muso, troviamo due superfici canard, regolate automaticamente, per aiutare i piloti nella conduzione del velivolo. Seguono le due ali principali, la cui parte mobile è incerniata molto vicino alla fusoliera. Il bordo d'attacco è stato rinforzato, a seguito di un tragico incidente in cui un velivolo andò perduto dopo aver urtato dei volatili. Si possono scegliere ben cinque posizioni per le ali: a 15°, a 25°, a 45°, a 55° e infine a 67,5°.

Propulsione[modifica | modifica sorgente]

La propulsione è assicurata da quattro motori General Electric F101-GE102, versione adatta alle basse quote del motore originariamente previsto per il B-1A. Capostipite dell'F110 e presente, senza postbruciatore, anche sul B-2, l'F101 è un turbofan bialbero, dotato di una ventola a due stadi, azionata da una turbina anch'essa bistadio, e da nove stadi ad alta pressione, azionati da una turbina monostadio. La spinta, con postbruciatore inserito, è pari a 30'000 libbre, ovvero a 133,4 kN. Il rapporto di compressione è di 26,8:1.

Il Lancer può trasportare ben 114.490 litri di combustibile, che gli garantiscono un'autonomia di oltre 12.000 km. Inoltre, può trasportare anche un serbatoio ausiliario interno, capace di ulteriori 10.515 litri.

Armamento[modifica | modifica sorgente]

Il B-1B è dotato di tre stive lunghe circa 5,5 metri, due contigue davanti ai motori più una posteriore, nelle quali possono trovare alloggio missili cruise AGM-86, AGM-69 SRAM (fino a 24), bombe nucleari B-61 e B-83, nonché, a partire dagli anni '90, quasi tutto il carico di caduta convenzionale presente nell'arsenale USAF, comprese le JDAM.

I missili cruise trasportabili internamente sono solo 8, altri 12 si possono agganciare all'esterno, questo perché la missione principale del Lancer era (ed è) la penetrazione dello spazio aereo nemico, mentre il vettore previsto per gli AGM-86 era il B-52H (12 ordigni). Come carico convenzionale si va dalle 84 bombe Mk.82 da 500 libbre (227 kg), alle 24 Mk.84 da 2000 libbre (907 kg) o penetratori BLU-109, entrambe con kit di guida JDAM.

Complessivamente, l'aereo può imbarcare nelle tre stive fino a 34.000 kg di bombe. In pratica, considerando i tipi di ordigni in dotazione all'USAF, il carico massimo utilizzabile è di 29.000 kg. Comunque, l'aereo possiede anche dei punti d'aggancio esterni per ulteriori 22.680 kg, ma questi non vengono mai usati.

Bombe[modifica | modifica sorgente]

Missili[modifica | modifica sorgente]

Precedenti[modifica | modifica sorgente]
Attuali[modifica | modifica sorgente]

Avionica[modifica | modifica sorgente]

Il cockpit riflette l'impostazione anni '70 del velivolo, con molti "orologi" (strumenti analogici) e niente Head-Up Display (HUD). L'equipaggio è composto da comandante, pilota, offensive system officer (OSO) e difensive system officer (DSO). Comandante e pilota dispongono di una barra di comando analoga a quella usata sui caccia, al posto dei classici volantini.

L'avionica del B-1B è quanto di più sofisticato ci fosse all'epoca. Il radar d'attacco è un AN/APQ-164, con antenna a scansione elettronica, e con una spazzata di oltre 10 miglia, permette il volo automatico da 2000 piedi a meno di 200 piedi. È possibile attivare anche dei modi speciali per seguire il terreno, come in caso di presenza di pioggia o di forti difese antiaeree.

Per la navigazione, il B-1B si avvale di un sistema astrale NAS-26, radar Doppler AN/APN-218 e radar altimetrico AN/APN-224. Il sistema difensivo è invece incentrato sul potente ALQ-161, che funge sia da ESM (Electronic Support Measures) che da ECM (contromisure elettroniche). Dotato di ben 67 antenne fra trasmettenti e riceventi disposte su tutto il velivolo, ha una potenza di picco di 120 kW e pesa quasi 2500 kg. Quando venne introdotto il sistema fu criticato e qualche problema l'ha dato, principalmente dovuto al fatto che era (ed è) assai sofisticato. In ogni caso l'ALQ-161 era stato ideato per il B-1A, cioè per la penetrazione ad alta quota, e di conseguenza la potenza disponibile per la penetrazione a bassa quota è assai eccedente le necessità. Inoltre un aereo che vola a circa 60 m di quota rimane difficile da individuare.

Utilizzatori[modifica | modifica sorgente]

Stati Uniti Stati Uniti

Velivoli comparabili[modifica | modifica sorgente]

URSS URSS

Cultura di massa[modifica | modifica sorgente]

  • In ambito videoludico, il Lancer compare tra i velivoli della serie di videogiochi di Ace Combat[11] e nel videogioco Deadly Skies III[12].

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Factsheets : B-1B Lancer, af.mil, 23 dicembre 2009. URL consultato il 14 giugno 2011.
  2. ^ Jenkins 1999
  3. ^ Pace 1998, p. 64.
  4. ^ As per B-1B Weapons Loading Checklist T.O. 1B-1B-33-2-1CL-8
  5. ^ As per B-1B Weapons Loading Checklist T.O. 1B-1B-33-2-1CL-7 (changed from 84 to 81 due to fit issues on 28X CBM with new tailkits)
  6. ^ a b c Jenkins 1999, p. 142.
  7. ^ As per B-1B Weapons Loading Checklist T.O. 1B-1B-33-2-1CL-13
  8. ^ both Mk-84 general purpose and BLU-109 penetrating bombs
  9. ^ As per B-1B Weapons Loading Checklist T.O. 1B-1B-33-2-1CL-12 Section 3.4 (Only six each in forward and intermediate bays and three each in the aft bay)
  10. ^ 96 if using four-packs, 144 if using six-packs. This capability has not yet been fielded on the B-1
  11. ^ http://acecombat.wikia.com/wiki/B-1B_Lancer Acepedia: B-1B Lancer
  12. ^ http://www.gamefaqs.com/ps2/914994-airforce-delta-strike/faqs/39320 GameFQS: AirForceDelta AircraftList

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Jenkins, Dennis R. B-1 Lancer, The Most Complicated Warplane Ever Developed. New York: McGraw-Hill, 1999. ISBN 0-07-134694-5.
  • Pace, Steve. Boeing North American B-1 Lancer. North Branch, Minnesota: Specialty Press, 1998. ISBN 1-58007-012-4.
  • Spick, Mike. Modern Fighting Aircraft, B-1B. New York: Prentice Hall, 1986. ISBN 0-13-055237-2.
  • Spick, Mike, ed. The Great Book of Modern Warplanes, First edition. New York: Salamander Books, 1987. ISBN 0-517-63367-1.
  • Winchester, Jim, ed. "Rockwell B-1A." Military Aircraft of the Cold War (The Aviation Factfile). London: Grange Books plc, 2006. ISBN 1-84013-929-3.

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

  • Goebl, Greg, The Rockwell B-1, vectorsite.net. URL consultato il 14 giugno 2011.
  • Pike, John, B-1 in Military, globalsecurity.org. URL consultato il 14 giugno 2011.
  • Rockwell / Boeing B-1 Lancer in Military dictionary, militaryfactory.com. URL consultato il 14 giugno 2011.

Video ed immagini[modifica | modifica sorgente]