Metropolitana di Genova

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Logo Metropolitana di Genova
Stacja metra Brin w Genui.JPG
Inaugurazione 1990
Gestore AMT
Lunghezza 7,1[1] km
Tipo Scartamento normale
Mezzi utilizzati 01-06, 11-22
Numero linee 1
Numero stazioni 8
Passeggeri
al giorno
all'anno

43 161
15 753 880
Mappa del tracciato

La metropolitana di Genova è una metropolitana leggera che collega il centro di Genova con il quartiere di Certosa, a nord-ovest del centro città.

Il servizio è gestito da Azienda Mobilità e Trasporti-Genova (AMT).

La linea[modifica | modifica wikitesto]

Percorso Inaugurazione Ultima estensione Lunghezza Stazioni
Brin - Brignole 1990 2012 7,1 km 8

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Le prime ipotesi progettuali di una metropolitana a Genova risalgono all'inizio del Novecento (1907 circa ad opera di Carlo Pfalz[2]); i progetti (alcuni dei quali molto approfonditi) sono stati diversi ma mai realizzati; venne invece realizzato un sistema tranviario, dismesso, come quello di altre città, a seguito dell'esponenziale incremento del trasporto privato nel secondo dopoguerra.

Le prime ipotesi[modifica | modifica wikitesto]

Uno dei più attivi sostenitori della necessità di una metropolitana a Genova fu il marchese Stefano Cattaneo Adorno, che nei primi decenni del XX secolo propose diversi progetti.[3][4].

Le prime proposte del marchese Adorno, che era rimasto colpito dalle metropolitane di Londra e New York (rese operative nei primissimi anni del secolo), risalgono al 1909, ma l'idea venne abbandonata per il sopraggiungere della prima guerra mondiale[3].

Un ulteriore progetto, realizzato a quattro mani con l'ingegnere Emilio Rava, venne stilato nei primi anni venti: questo prevedeva una metropolitana estesa tra Sampierdarena (allora comune autonomo) e il quartiere di Sturla (allora confine orientale di Genova, dopo essere stato annesso nel 1874), per una lunghezza complessiva dei due sensi di 16 km (tutti in sotterranea), dotata di 18 stazioni in grado di interscambiare con la rete tranviaria, ferroviaria e con i diversi impianti di collegamento con le zone collinari[4]. I due progettisti ottennero la concessione da parte del Governo Mussolini nell'agosto 1923[5] e nel dicembre dello stesso anno si accordarono con le amministrazioni comunali di Genova e Sampierdarena. La stampa dell'epoca diede notizia dei lavori come già approvati e certi, riportando che questi prevedevano una realizzazione in due tempi, con un primo tronco tra Sampierdarena e piazza De Ferrari da rendere operativo entro il 1927 ed un secondo tronco fino a Sturla da terminare entro il 1930. A regime la metropolitana avrebbe dovuto avere convogli in grado di trasportare complessivamente 500 passeggeri, con una frequenza delle partenze cadenzata ogni 5 minuti[4]. Il costo dell'opera era valutato in 120 milioni di lire[4], cifra che, nonostante l'approvazione dell'opera da parte del Ministero dei Lavori Pubblici e gli accordi stipulati con i due comuni, non sarà reperita, causando così l'abbandono del progetto nel 1926[3].

Un terzo progetto, in parte derivato dai precedenti, fu presentato dal marchese Adorno nel 1934. La linea prevista (da ampliare in un secondo tempo) correva nuovamente da Sampierdarena (che nel 1926 era stata annessa a Genova, al pari di altri 18 comuni) a Sturla, con un percorso in parte sotterraneo ed in parte superficiale, per un totale di 14 stazioni, di cui 2 all’aperto.[3] Adorno presentò altri due progetti, uno negli anni quaranta ed uno negli anni sessanta, e morì nel 1969 senza vedere realizzata nessuna delle sue idee sulla metropolitana genovese.

Alla fine degli anni sessanta, in occasione del nuovo piano urbanistico comunale, veniva avanzata l'ipotesi di potenziare il nodo ferroviario, realizzare in tre fasi due linee di metropolitana urbana e costruire diversi parcheggi di interscambio a servizio delle stazioni dei due mezzi di trasporto. Per quello che riguarda le tre fasi di realizzazione della metropolitana, queste prevedevano[6]:

  • nella prima fase si sarebbero collegati l'inizio (lato centro città) di Cornigliano e la stazione ferroviaria di Brignole, con un percorso quasi interamente parallelo e a monte dell'esistente linea ferroviaria, con interscambio nelle stazioni ferroviarie di Sampierdarena, Principe e ovviamente Brignole stessa. I lavori per la seconda linea sarebbero iniziati con il collegamento tra piazza Corvetto (dove le due linee previste si sarebbero dovute incontrare) e piazza Dante. Prevista anche la possibilità di collegare piazza De Ferrari con Piazza Caricamento, passando per la nascente sede universitaria di Sarzano.
  • nella seconda fase si sarebbe completata la seconda linea, dal percorso particolarmente tortuoso simile ad una Ω capovolta, che avrebbe collegato San Martino con Staglieno, con ben due attraversamenti del torrente Bisagno (uno nel quartiere della Foce ed uno a Marassi).
  • nella terza fase si sarebbe espansa la prima linea verso ponente fino a Multedo (mantenendosi sempre a monte del tracciato ferroviario), con un ulteriore interscambio nella stazione di Cornigliano, e verso levante fino ad Albaro, incrociando la seconda linea metropolitana anche in questo quartiere.

Prevista anche la possibilità di prolungare le linee fino alla stazione ferroviaria di Sturla, che sarebbe quindi divenuta ulteriore punto di interscambio.

La galleria di Certosa nel 1910

Negli anni settanta per tentare di alleggerire il traffico caotico della città iniziò a prendere forma il progetto di ricostituire almeno una delle linee tramviarie soppresse nel decennio precedente, riutilizzando anche la galleria tranviaria di Certosa. Questa galleria, realizzata tra il 1905 ed il 1908 per essere impiegata nell'allora esistente rete tranviaria di Genova, dopo la soppressione delle linee della Val Polcevera nel 1964 veniva utilizzata a senso unico alternato dalla linea di bus 10 Rivarolo-Caricamento. È facilmente intuibile come il senso unico alternato, che costringeva gli autobus a viaggiare in convogli, pregiudicasse le potenzialità di trasporto. L'inquinamento dell'aria all'interno della galleria fu un altro motivo che consigliò il ripristino di un mezzo elettrico. Date queste problematiche, tra la fine degli anni settanta e l'inizio degli anni ottanta, venne ipotizzata la realizzazione di una nuova linea tranviaria che collegasse Rivarolo con Principe sfruttando il percorso della galleria.[7]

Il progetto definitivo e la sua realizzazione[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1982 venne chiusa la Galleria Certosa per dare inizio ai lavori propedeutici per un suo nuovo utilizzo per un mezzo di trasporto su ferro al posto dei bus. Nel frattempo si era passati dall'idea di ripristinare il tram a quella, più impegnativa, di realizzare una metropolitana leggera il cui percorso fosse completamente separato dalla viabilità ordinaria. Questo nel tempo ha significato però spese superiori, sia per un maggiore costo della tipologia di mezzo, sia per inconvenienti legati agli scavi (guasti e ritrovamenti archeologici), che hanno comportato un lentissimo avanzamento dei lavori della linea fra Rivarolo e Brignole, oltre ad aver reso più improbabile un'ulteriore estensione della rete.

Stazione di Certosa-Brin, il percorso rialzato dei binari, che in origine avrebbe dovuto essere prolungato fino a Canepari.

Il progetto prevedeva una rete di linee al servizio del centro, della val Polcevera fino a Rivarolo, della Val Bisagno fino a Prato e del ponente fino a Sampierdarena[8].

Il comune di Genova diede incarico all'Ansaldo Trasporti di studiarne la fattibilità ed in seguito affidò alla stessa prima la convenzione e poi la concessione per la tratta Rivarolo-Principe (1983[7]), seguita da quella per la Principe-Brignole (1988[7]). Nel maggio 1983 la commissione interministeriale per le metropolitane espresse parere favorevole per l'opera (insieme a quella di Torino e alla linea tre della metropolitana milanese)[9].

Il 1º lotto Brin-Dinegro fu completato ed aperto in occasione dei Mondiali di calcio 1990, la tratta, lunga circa 2,6 km, collega la stazione di Certosa-Brin con quella di Dinegro (inaugurata il 13 giugno 1990[10]), ed ebbe un costo finale di circa 200 miliardi di lire[11].

Il 13 luglio 1992, in occasione delle celebrazioni colombiane per il cinquecentesimo anniversario della scoperta dell'America, divenne operativa la stazione di Principe[12] (la lunghezza del percorso salì quindi a circa 3,3 km). I 700 metri circa di percorso che dividevano Di Negro da Principe e quest'ultima stazione furono in parte realizzati con scavi a cielo aperto, permettendo un avanzamento relativamente celere dei lavori[11], che ebbero un costo stimato di questo tratto circa 100 miliardi di lire[11][13]. Al contrario, l'avanzamento dei lavori dopo Principe è stato talora rallentato a causa dei frequenti ritrovamenti di antiche costruzioni e reperti archeologici, oltre che per guasti alla talpa meccanica (settembre 1999[14]) che ha scavato parte del tratto tra le stazioni di San Giorgio-Caricamento e De Ferrari, dovuti a scontri inattesi con vecchi pilastri di ghisa e antichi ormeggi. La stessa stazione di Principe venne chiusa per alcuni anni, per permettere il proseguimento dei lavori di scavo verso la zona del porto antico.

Approfittando dei lavori di restyling di piazza De Ferrari in previsione del G8 svoltosi a Genova, nel 2001 venne realizzata parte della struttura della relativa stazione, anche se allora la linea era ben lontana dal giungervi. Sempre nel 2001 vennero iniziati i lavori in piazza Sarzano, relativi alla realizzazione dell'omonima stazione.[15]

Il 7 agosto 2003 venne attivato il prolungamento da Principe a San Giorgio, con la stazione intermedia di Darsena[16]. La metropolitana, a vent'anni dall'inizio dei lavori, giungeva quindi nel centro storico e nell'area turistico/museale del porto antico.

Se per la tratta Brin-Dinegro era stata riutilizzata ed adattata la preesistente galleria tranviaria, nel caso della tratta San Giorgio-De Ferrari si sono invece reimpiegati gli antichi tunnel ferroviari delle Grazie, che, provenienti dall'omonima calata, correvano affiancati prima di dividersi per raggiungere le stazioni di Brignole l'uno e Principe l'altro.

Il 4 febbraio 2005 viene inaugurato il prolungamento della linea fino alla stazione di De Ferrari.

Nel 2006, con diversi mesi di ritardo sui lavori ed un'uscita in meno rispetto alle tre previste inizialmente, è stata resa operativa la stazione di Sarzano-Sant'Agostino, intermedia tra le già operative San Giorgio e De Ferrari.

Dopo alcuni mesi di incertezza sulla data di apertura dell'ultimo tratto, il 20 dicembre 2012 il sindaco Marco Doria ha annunciato l'inaugurazione, avvenuta il sabato successivo, 22 dicembre 2012, della stazione della metropolitana di Brignole, sita accanto all'omonima stazione ferroviaria. Nella stessa occasione, il sindaco ha annunciato che probabilmente la prossima estensione della linea avverrà nella direzione di Piazza Martinez, in zona San Fruttuoso.[17]

Si attendono inoltre i fondi per poter completare la realizzazione della stazione di Corvetto.

Caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

Genova metropolitana Brignole treno 01.JPG Genova metropolitana Brignole treno 15.JPG
A sinistra un mezzo di prima generazione, a destra uno di seconda, entrambi fotografati nella stazione di Brignole

La metropolitana si serve di vari rotabili di cui 6 unità doppie articolate della prima generazione, derivati dai cosiddetti "Tram 2000" di Zurigo[18], e 12 elettromotrici Firema Tipo 67 A tutte costruite da Firema/AnsaldoBreda, le quali possono viaggiare in composizione massima da tre unità (circa 620-630 passeggeri).

La metropolitana utilizza una linea elettrificata (750 volt corrente continua) a doppio binario (scartamento ordinario da 1435 mm) ed ha una lunghezza di circa 7,1 km. A causa della sezione ridotta della galleria Certosa, già percorsa dai tram genovesi a scartamento 1000 mm, la larghezza delle vetture è minore di quelle in servizio su altre linee metropolitane a scartamento ordinario.

Con l'apertura della stazione di Brignole era prevista la dotatazione di vetture di terza generazione, completamente differenti dalle precedenti e quelle di seconda generazione riqualificate e ammodernate e dotate di un nuovo deposito, tuttavia i ritardi relativi ai lavori di quest'ultimo hanno di fatto obbligato a posticipare l'impiego dei nuovi mezzi. Per quanto riguarda le vetture di prima generazione è probabile la graduale e parziale demolizione.

Il logo della metropolitana genovese, opera del designer Paolo Varratta, è stato ideato a cura di Ansaldo Trasporti[19]; tuttavia, l'azienda di trasporto locale non lo ha di fatto mai utilizzato lungo la linea e nelle stazioni, impiegandolo solo sui materiali promozionali realizzati in collaborazione con Ansaldo.

Stazioni[modifica | modifica wikitesto]

Metropolitana di Genova
White dot.svg  Brin
Italian traffic signs - icona porto.svg White dot.svg  Dinegro
Italian traffic signs - icona stazione fs.svg White dot.svg  Principe
White dot.svg  Darsena
White dot.svg  San Giorgio
White dot.svg  Sarzano/Sant'Agostino
White dot.svg  De Ferrari
Italian traffic signs - icona stazione fs.svg White dot.svg  Brignole
Cartello della metropolitana in prossimità della stazione di De Ferrari

Le stazioni in attività sono:

stazione capolinea nord, situata nel quartiere popolare di Certosa (in via Brin), distante circa 1 km dalla piccola stazione ferroviaria del medesimo quartiere; era l'unica fermata a cielo aperto della metropolitana di Genova (mentre quella di Dinegro è seminterrata), fino all'inaugurazione dell'attuale altra stazione capolinea, Brignole.
sita nelle vicinanze delle fermate di numerose linee di autobus e anche filobus che collegano il centro con il ponente e la Val Polcevera, del Terminal Traghetti e della stazione ferroviaria di Genova Via di Francia (servita nelle ore di punta dai convogli urbani). In zona è presente il complesso di San Benigno, comprendente il grattacielo del Matitone, sede di diverse aziende ed uffici della pubblica amministrazione.
sita in prossimità dell'omonima stazione ferroviaria di Genova Piazza Principe, della stazione Marittima, del museo del Palazzo del Principe e della Commenda di San Giovanni di Pré. Attualmente non è in comunicazione all'adiacente stazione ferroviaria, ma in futuro è prevista la realizzazione di un tunnel di collegamento e di un parcheggio di interscambio. In zona sono presenti i capolinea di diversi autobus, nonché la stazione di partenza della ferrovia a cremagliera Principe-Granarolo.
sita nella parte occidentale del centro storico, in prossimità del Museo del Mare, del polo universitario umanistico di Via Balbi e della facoltà di Economia; al suo interno è presente l'allestimento della mostra permanente ArcheoMetro, che tramite plastici e pannelli informativi mostra lo sviluppo del Porto di Genova nei secoli.
sita nella rinnovata zona del Porto Antico (piazza Caricamento, via Turati e piazza Cavour), comprendente l'Acquario di Genova e il centro congressi dei Magazzini del Cotone. La sua denominazione trae origine da Palazzo San Giorgio, presso il quale è situata l'uscita della stazione.
sita in una delle zone più antiche del centro storico, precedentemente non raggiunta da mezzi pubblici, vicina alla facoltà di Architettura e al Museo di Sant'Agostino, nonché al complesso del Centro dei Liguri dove hanno sede la Regione Liguria e diverse aziende.
sita presso l'omonima Piazza De Ferrari nel cuore del nuovo centro di Genova, di fronte al Palazzo Ducale di Genova, alla parte superiore di Via XX Settembre e al Teatro Carlo Felice.
sita presso l'omonima stazione ferroviaria (con i cui sottopassi è direttamente collegata), nel quartiere della Foce, all'inizio della Valbisagno. Come la stazione Brin, è realizzata a cielo aperto. In zona sono presenti i capolinea di diversi autobus, tra cui il servizio Volabus di collegamento con l'aeroporto.

Apertura stazioni[modifica | modifica wikitesto]

Posiziome da
Ovest ad Est
Stazione Apertura[20]
1 Brin 1990
2 Dinegro 1990
3 Principe 1992
4 Darsena 2003
5 San Giorgio 2003
6 Sarzano/Sant'Agostino 2006
7 De Ferrari 2005
8 Brignole 2012

Lunghezza tratte in funzione[modifica | modifica wikitesto]

Tratta Lunghezza
Brin - Dinegro 2,5 km
Dinegro - Principe 0,5 km
Principe - Darsena 0,6 km
Darsena - San Giorgio 0,7 km
San Giorgio - De Ferrari 1,2 km
De Ferrari - Brignole 1,6 km

Fonte: Amt Genova[21]

Stazioni fantasma[modifica | modifica wikitesto]

Nel tracciato della metropolitana di Genova si nota la presenza della stazione fantasma di Piazza Corvetto, situata tra la stazione di De Ferrari e quella di Brignole. Infatti, la realizzazione della stazione deve essere ancora ultimata per mancanza di finanziamenti. È stato solamente effettuato un primo scavo per predisporre la zona alla sua costruzione.[22]

Nuove tratte future[modifica | modifica wikitesto]

Sono in discussione diversi progetti di prolungamento, sia dalla stazione di Brin sia da quella di Brignole.

Da Brin[modifica | modifica wikitesto]

Da Brin, si discute da tempo d'una possibile estensione verso la Val Polcevera da Brin alla delegazione di Rivarolo (con fermata intermedia Canepari).

Da Brignole[modifica | modifica wikitesto]

Dalla stazione Brignole, invece, si presentano diverse possibilità di prolungamento:

Al momento l'estensione verso San Fruttuoso è la più probabile, perché dietro a piazza Terralba è presente uno scalo merci ferroviario, di proprietà della Rete Ferroviaria Italiana, in parte inutilizzato. Per creare la tratta della metropolitana di Genova che colleghi la stazione Brignole a piazza Terralba, basterebbe quindi convertire due linee di binari ferroviari attualmente esistenti in due linee di binari della metropolitana[23] e costruire la stazione.

Nell'agosto 2013 un articolo del quotidiano Secolo XIX[24] ha annunciato le intenzioni della giunta del Comune di Genova di autorizzare alla realizzazione del prolungamento dei binari e alla costruzione della stazione di piazza Terralba, nel quartiere di San Fruttuoso. Secondo l'articolo, la stazione dovrebbe sorgere dietro alla scuola elementare di piazza Martinez, ed i lavori dovrebbero essere gestiti da Ansaldo Sts.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ amt.genova.it Sito ufficiale
  2. ^ ITER - Linea metropolitana - stazione Brin, da architetturadelmoderno.it
  3. ^ a b c d Stefano Cattaneo Adorno Progetto di linea elettrica urbana metropolitana di Genova, in Metrogenova Magazine n 2, pag 21 e seg.
  4. ^ a b c d articolo , de Il Secolo XIX del 4 gennaio 2005, riportato dal sito web dell'Istituto tecnico statale di Chiavari
  5. ^ La metropolitana di Genova, articolo de La Stampa, del 10 agosto 1923, pagina 6
  6. ^ Estratto della relazione del Comune di Genova per la revisione del Piano Regolatore del 1969, pubblicata al tempo sulla rivista Genova edita dal comune stesso, riportato da Metrogenova Magazine n 3, pag 18 e seg.
  7. ^ a b c La Metropolitana di Genova, dal sito Trail Liguria
  8. ^ Si veda la mappa del "Passante di trasporto metropolitano genovese" riportato in Paolo Zerbini, Genova per Colombo, Andrea Proto Editore, 1989, pag 112
  9. ^ Sì ai metrò di Genova, Torino e Milano: ora si cercano i soldi, articolo de l'Unità, del 18 maggio 1983]
  10. ^ Mario Carboni, Un secolo di solidarietà a Sestri Ponente - Storia della Croce Verde, edito dalla P.A. Croce Verde, 2003, pag 283
  11. ^ a b c Paolo Zerbini, Genova e la Liguria per Colombo, edizioni Genova Dove, 1992, pag 143 e 144
  12. ^ Metropolitana di Genova, in "I Treni Oggi" n. 131 (novembre 1992), p. 8
  13. ^ Paolo Zerbini, Genova e Liguria Dove & Chi, edizioni Genova Dove, 1993, pag 88
  14. ^ Test sul metrò tartaruga, articolo de La Repubblica, edizione di Genova, del 19 ottobre 2000
  15. ^ Ma il metrò quando arriva?, articolo de La Repubblica, edizione di Genova, del 13 settembre 2001
  16. ^ La metropolitana si allunga, in "I Treni" n. 252 (ottobre 2003), p. 9
  17. ^ Metro a Brignole, sabato l’apertura, articolo de Il Secolo XIX, del 20 dicembre 2012
  18. ^ Giovanni Klaus Koenig, Tram d'avanguardia, in "I Treni Oggi" n. 100 (gennaio 1990), p. 66
  19. ^ Genova in Movimento - La metropolitana di Genova, opuscolo informativo realizzato da Ansaldo Trasporti, Genovametro e Comune di Genova e distribuito nel luglio 2001
  20. ^ metrogenova
  21. ^ amt.genova.it Sito ufficiale
  22. ^ Burlando “dirotta” il metrò in Valbisagno. Articolo de Il Secolo XIX, del 23 giugno 2011
  23. ^ MetroGenova.com
  24. ^ ilSecoloXIX.it - Metro, semaforo verde per piazza Martinez

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Paolo Gassani, Genova verso la metropolitana leggera, in "I Treni Oggi" n. 27 (febbraio 1983), pp. 11-13.
  • Sara De Maestri Merello, Guglielmo Polastri, La metropolitana di Genova. Storia e attualità, SAGEP Editrice, Genova 1990.
  • Fausto Numanni, "Mondiale" un anno dopo, in "I Treni Oggi" n. 116 (giugno 1991), pp. 14-20.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]