Rete filoviaria di Cagliari

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Rete filoviaria di Cagliari
Servizio di trasporto pubblico
Cagliari via-roma 1.jpg
Vettura n. 646 in via Roma
Tipo rete filoviaria urbana e suburbana
Stati Italia Italia
Città Cagliari
Apertura 1952
Linee impiegate vedi
Gestore CTM
Vecchi gestori Società Tranvie della Sardegna (1952-1967)
Azienda Consorziale Trasporti (1967-1996)
Mezzi utilizzati vedi
Lunghezza  ? km
Elettrificazione 750 V cc
Tracciato della linea
Trasporto pubblico

La rete filoviaria di Cagliari è attualmente composta di 3 linee, che servono la città ed i comuni limitrofi.

L'attuale rete filoviaria attiva è composta da 44 km di bifilare, di cui 5 di servizio interno all'azienda e il restante utilizzato per il servizio pubblico su tre linee. Il servizio, la manutenzione della linea aerea e la sua modifica sono gestiti dal CTM - Consorzio Trasporti e Mobilità S.p.A., che ha sede a Cagliari.

La linea aerea è alimentata da quattro sottostazioni di conversione. La principale, che alimenta gran parte della linea urbana, è la stazione di Santa Maria, situata presso il deposito auto-filoviario di viale Ciusa; le altre sottostazioni sono quella di Viale Diaz, di San Bartolomeo e di Quartu.

I primi filobus entrarono in circolazione nel 1952, sulla linea 5, ed erano 9 esemplari della serie Fiat 668.

Rete[modifica | modifica sorgente]

Le linee attualmente attive sono tre, di cui una urbana e due circolari simmetriche suburbane.

  • 5 Via Vergine di Lluc - Via Cinquini. Si tratta di una delle linee centrali. Attraversa la città da sud-est a nord-ovest, partendo dal quartiere di San Bartolomeo e transitando di fronte alla basilica di Bonaria, nella centralissima Via Roma e risalendo nella verde Via Merello, per poi scendere verso i quartieri di Is Mirrionis e San Michele. Fu la prima linea filoviaria in esercizio a Cagliari: venne creata nel 1952 e fu anche l'unica linea a non essere mai modificata fino alla primavera del 1990, quando divenne automobilistica per un periodo di otto anni.
  • 30 Piazza Matteotti - Selargius - Quartu Sant'Elena - Piazza Matteotti. Dalla centrale Via Roma risale per Via Dante e Viale Marconi, devia per Selargius, attraversa Quartucciu e Quartu, e riprende il Viale Marconi verso Cagliari. È opposta alla circolare 31. Questa linea nasce, assieme alla "gemella" 31, dalle vecchie linee C Rosso e C Nero, che collegavano Cagliari a Quartu la prima passando per Selargius e Quartucciu, la seconda entrando direttamente a Quartu e attraversando la città.
  • 31 Piazza Matteotti - Quartu Sant'Elena - Selargius - Piazza Matteotti. Segue il percorso inverso alla circolare 30, entrando prima a Quartu e poi a Quartucciu e Selargius.

Sono inoltre in funzione due tracciati filoviari che partono dal Deposito CTM "Santa Maria" e permettono a filobus di entrare in servizio. Il primo tracciato inizia alla fine di Viale Bonaria e raggiunge il deposito passando per Viale Regina Margherita, Piazza Costituzione, Viale Regina Elena, Via La Vega, Via Romagna e Viale Ciusa. Il secondo tracciato inizia in via Dante/Piazza San Benedetto e prosegue fino alla Via Cocco Ortu nella carreggiata destra; dalla via Cocco Ortu la filovia raggiunge il deposito CTM passando per Via Bacaredda e si ricongiunge all'altra filovia nel Viale Ciusa.

Sono sempre in funzione quattro anelli filoviari di servizio. Il primo inizia dallo scambio Via Dante/Piazza San Benedetto, prosegue in Via Dante e gira a destra nella Via Petrarca dove si ricongiunge al tracciato della Via San Benedetto in direzione Cagliari. Il secondo è sulla linea 5, nella Piazza Amsicora è in attivo uno scambio che permette l'inversione del senso di marcia sulla filovia. Il terzo consente l'inversione di marcia all'incrocio fra Viale Cimitero e Viale Bonaria. Il quarto permette l'inversione da Via Brigata Sassari in direzione Quartucciu a Via Cagliari, a Quartu Sant'Elena.

A questi chilometri di tracciato si aggiungono diversi tratti in disarmo ancora esistenti, per un totale di altri 8 km.

Storia[modifica | modifica sorgente]

L'esordio[modifica | modifica sorgente]

La prima linea filoviaria in città venne attivata il 22 dicembre 1952; si trattava della linea 5, che seguiva il seguente percorso:

Caratteristiche e percorso
BSicon uKBHFa.svg Piazza D'Armi (capolinea)
BSicon uHST.svg Viale Merello
BSicon uHST.svg Via Pola
BSicon uHST.svg Viale Trieste
Unknown route-map component "uBS2+l" Unknown route-map component "uBS2+r"
Urban straight track Urban stop on track
Via Maddalena
Unknown route-map component "uBS2l" Unknown route-map component "uBS2r"
BSicon uHST.svg Via Roma
BSicon uHST.svg Largo Carlo Felice
BSicon uHST.svg Via Manno
BSicon uHST.svg Via Garibaldi
BSicon uHST.svg Via Alghero
BSicon uHST.svg Via Pessina
BSicon uHST.svg Via della Pineta
BSicon uKBHFe.svg Piazza Amsicora (capolinea)

A questa linea si aggiunse dopo poche settimane la linea 7, che faceva capolinea di fronte alla stazione ferroviaria di Piazza Matteotti e raggiungeva Via La Vega passando per Via Manno e il Terrapieno (successivamente allungata fino al mercato civico di San Benedetto e il quartiere di Via Dante, che all'epoca era una zona di recentissima urbanizzazione), e nel 1956 la linea 6, che partiva dalla centralissima Piazza Palazzo e, scendendo per Via Roma e transitando avanti alla basilica di Bonaria, arrivava al Borgo Sant'Elia.

Fra gli anni cinquanta e gli anni sessanta vennero attivate altre due linee filoviarie: la linea 10 nel settembre 1957, che partendo da Piazza Yenne seguiva un percorso simile a quello del 6 giungendo a Calamosca,[1] e la linea 11 nel 1962, che faceva capolinea al crocicchio di Sant'Avendrace (l'attuale Piazza Trento) e, attraversando la città passando per Via Manno e Via Garibaldi, giungeva in Via Rossini, collegando così un'altra zona di recente urbanizzazione, il settore di Largo Gennari. Nel 1962 venne anche installato il bifilare lungo tutta la Via Dante, in previsione dell'attivazione di un'ulteriore linea filoviaria, la 12,[2] che però sembra non sia mai stata operativa.

La massima espansione[modifica | modifica sorgente]

La rete filoviaria di Cagliari nel 1968

Sempre nel 1962 venne smantellata la tranvia extraurbana che da Cagliari, incorporata nella rete tranviaria di Cagliari, che collegava Quartu Sant'Elena passando per Pirri, Monserrato, Selargius e Quartucciu; al suo posto vennero attivate delle linee automobilistiche per servire la zona di Pirri e Monserrato, mentre i restanti centri vennero raggiunti da due nuove, lunghissime linee filoviarie, che furono chiamate C Rosso e C Nero. La prima collegava Cagliari e Quartu passando per Selargius e Quartucciu, facendo capolinea di fronte alla Chiesa di Sant'Elena, mentre la seconda arrivava dritta a Quartu, attraversando la città e giungendo fino a Piazza IV Novembre. La rete filoviaria a questo punto aveva raggiunto la sua massima espansione.

Un Fiat 2405 Casaro Tubocar (serie 551-561), sulla linea 10, davanti al Santuario di Nostra Signora di Bonaria (1959)

Il declino[modifica | modifica sorgente]

Le prime soppressioni delle linee filoviarie iniziarono fin dai primissimi anni settanta, quando venne sospeso il servizio per Piazza Palazzo e la linea 11 venne fusa nella linea 6, che da Sant'Elia giungeva a Via Rossini passando per Via Roma, Via Manno e Via Garibaldi. Nello stesso periodo (1971) venne sospeso il servizio filoviario sulla linea 10 e la linea aerea di Viale Calamosca venne smantellata. Restavano così attive le linee 5, 6, 7, C Rosso e C Nero. Nel corso degli anni settanta, a seguito dei lavori per l'ampliamento del Ponte Vittorio, venne interrotto definitivamente anche il servizio filoviario sulla linea 6 e dopo pochi mesi anche la linea 7 era stata definitivamente trasformata in linea automobilistica, a seguito dell'accorpamento con la stessa linea 6 e la piccola linea 2, in servizio all'epoca da Piazza Giovanni XXIII a Genneruxi, nella neonata linea 2/6/7.

Alla fine degli anni settanta restavano in servizio solo tre linee filoviarie, il 5, rimasto immutato nel suo percorso fin dal 1952, e le due linee per Quartu, e nonostante le prove effettuate coi filobus sulla linea 2/6/7 nel 1986 nessuna delle linee in precedenza filoviarie venne più ripristinata. Nella primavera del 1990 venne soppresso anche il servizio filoviario sulla linea 5, a seguito di una modifica radicale della parte centrale del suo percorso; verso la fine del 1993 anche le linee di Quartu subirono un ridimensionamento, con la soppressione del tratto terminale del C Nero e la trasformazione delle due linee in circolari, chiamate CED e CES, in concomitanza con l'attivazione di due circolari automobilistiche all'interno della città di Quartu. In questa fase si ha la minore estensione della rete filoviaria attiva.

Il recupero[modifica | modifica sorgente]

Nell'autunno del 1998 la nuova azienda CTM, sorta sulle ceneri della vecchia ACT, effettua il ripristino della linea 5 filoviaria sfruttando in parte la linea attiva fino al 1990 e in parte il bifilare, mai demolito, che era appartenuto alla vecchia linea 6; la nuova linea ha capolinea Piazza d'Armi e Piazza Amsicora. Nel 2000 la linea viene estesa fino a San Bartolomeo e, nel 2002, viene costruito un grande anello nella parte nordoccidentale della città, portando il filobus nel quartiere di San Michele. Benché si sia a più riprese parlato di una possibile filoviarizzazione della linea 6, lo smantellamento della linea aerea inutilizzata avvenuta alla fine del 2012 ha reso più lontana questa possibilità.

I filobus[modifica | modifica sorgente]

I mezzi degli anni '50[modifica | modifica sorgente]

I primi 9 filobus, giunti nel 1952, erano della serie Fiat 668 Cansa; furono immatricolati con numeri progressivi da 501 a 509 e furono demoliti nell'estate del 1972, in corrispondenza delle prime soppressioni delle linee filoviarie. Appena tre anni dopo, nel 1955, furono acquistati 11 filobus Fiat 2405 Casaro, immatricolati da 551 a 561; questi mezzi restarono in servizio fino al 1986, quando vennero sostituiti dalla fornitura dei Socimi 8839.

Con l'intensificarsi delle frequenze e l'attivazione di nuove linee si resero necessari ulteriori mezzi, così nel 1957 vennero acquistati altri 6 filobus, i Fiat 2405 Lancia esatau, che furono immatricolati da 562 a 567; questa fornitura di mezzi ebbe un ciclo piuttosto breve, in quanto furono accantonati fin dal 1971, anno delle prime soppressioni.

L'attivazione delle due grandi linee per Quartu e l'intensificarsi delle frequenze resero obbligatorio l'acquisto di ulteriori mezzi; così, nel 1962, giunse la fornitura più grande mai fatta per la rete di Cagliari, con l'arrivo di ben 25 filobus Fiat 2405 Casaro, che furono immatricolati da 568 a 592. Questi mezzi restarono in servizio fino al 1989, quando vennero dismessi tutti i filobus precedenti agli anni ottanta.

Il ricambio degli anni '80 e i mezzi contemporanei[modifica | modifica sorgente]

I filobus F140

Nel 1981, l'ACT commissionò al consorzio Inbus quindici esemplari di filobus: la loro lunghezza avrebbe dovuto essere di 12 metri, superando così la lunghezza dei filobus già in servizio in città. Nacquero così i mezzi del modello Inbus F140, l'unico prodotto dal consorzio; vennero numerati in deposito con la serie aziendale 601-615, e presero servizio sulle tre linee filoviarie rimaste in esercizio, il 5, il C Rosso ed il C Nero. In particolare, venivano utilizzati specialmente sulle due linee extraurbane.

Pochi anni dopo, l'azienda ordinò altri 20 esemplari di filobus, con lo scopo di rimpiazzare completamente il parco filoviario in servizio fino al 1981; nell'autunno del 1986, arrivò la prima vettura filoviaria prodotta dalla Socimi: al filobus, del modello Socimi 8839, gli venne assegnato il numero 616, e rimase in prova per un breve periodo. Nel corso del 1987, arrivarono i restanti mezzi, numerati fino alla 635. Con la loro entrata in servizio, i filobus Casaro, ormai vicini ai 30 anni di età e relegati alla linea 5, cessarono la loro attività in via definitiva.

Filobus del modello Socimi 8845

Questi nuovi mezzi rappresentavano per l'azienda un salto di qualità: in particolare, la marcia autonoma consentiva a questi mezzi di percorrere un breve tratto anche in assenza di bifilari (abbassando le aste) o in caso di mancata alimentazione della linea aerea, evitando così di bloccare la strada, potendosi spostare lateralmente. I vantaggi derivati da questo sistema di funzionamento portarono l'azienda ad acquistare, nel 1991, ulteriori mezzi, ancora una volta dalla Socimi. Il modello che venne prodotto, il Socimi 8845, era un perfezionamento di quello precedente, con l'abbassamento dei gradini sul lato posteriore e con aste in fibra di carbonio dotate di pistone alla base, che consentiva di alzare e abbassare le aste stesse senza bisogno di ricaricare l'arganello della fune. I mezzi del nuovo modello, numerati da 636 a 651, entrarono in servizio l'anno successivo, dopo un'ulteriore revisione, ad eccezione del filobus 639, difettoso.

L'arrivo di questo nuovo modello segnò il declino degli F140: questi filobus, non dotati di marcia autonoma, né di servosterzo, furono infatti accantonati in gran numero nei primi anni novanta, con l'eccezione di pochi esemplari (604, 606, 608, 610, 614), utilizzati in prevalenza come supplementi, sulle linee C Rosso e C Nero, divenute in seguito CED e CES (CD e CS). Successivamente, altri di questi mezzi furono dismessi, con la sola eccezione dei filobus 606 e 610, che rimasero in funzione fino al 2003.

Nel 2012 vengono acquistati 16 nuovi filobus Solaris, portando a un parziale ammodernamento della flotta filoviaria in servizio in città. I filobus Socimi 8839 vengono accantonati e demoliti, mentre restano in servizio i Socimi 8845.

Riepilogo mezzi[modifica | modifica sorgente]

Demoliti[modifica | modifica sorgente]

  • Fiat 668 Cansa (9 filobus, matricole dalla 501 alla 509), in servizio dal 1952 all'estate del 1972
  • Fiat 2405 Casaro (11 filobus, matricole dalla 551 alla 561), in servizio dal 1955 al 1986. L'unico esemplare rimasto, la 552, è conservata al Museo Nazionale dei Trasporti di La Spezia.
  • Fiat 2405 Lancia esatau (6 filobus, matricole dalla 562 alla 567), in servizio dal 1957 al 1971.
  • Fiat 2405 Casaro (25 filobus, matricole dalla 568 alla 592), in servizio dal 1962 al 1989.
  • Inbus F140 (15 filobus, matricole dalla 601 alla 615), in servizio dal 1981 al 2003. Demoliti nel 2008.
  • Socimi 8839 (20 filobus, matricole dalla 616 alla 635), in servizio dal 1986 al Giugno 2012. Accantonati e demoliti.

In servizio[modifica | modifica sorgente]

  • Socimi 8845 (16 filobus, matricole dalla 636 alla 651), in servizio dalla stagione 1991-92, quasi tutti in servizio.
  • Škoda 26Tr Solaris (16 filobus, matricole dalla 701 alla 716); in servizio da marzo 2012, tutti in servizio.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ L'Unione Sarda, settembre 1957.
  2. ^ L'Unione Sarda, 24 maggio 1962.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]