Rete filoviaria di Ancona

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Rete filoviaria di Ancona
Servizio di trasporto pubblico
Ancona - filobus snodato Trollino.JPG
Il filosnodato Trollino al capolinea del Passetto
Tipo rete filoviaria urbana
Stati Italia Italia
Città Ancona
Apertura 1949
Linee impiegate 1
Gestore Conerobus
Mezzi utilizzati vedi
Lunghezza 6,5 km
Elettrificazione 750V cc
Tracciato della linea
Rete filoviaria di Ancona
Trasporto pubblico

La rete filoviaria di Ancona è composta da una linea di 6,5 km, la 1/4, risultante dall'unione delle linee 1 e 4; i capolinea sono in piazza IV Novembre, al Passetto, e al termine di via Tavernelle, nel rione omonimo.

La linea 1/4 (comunemente pronunciata uno quattro) ha una frequenza media di cinque minuti[1] e percorre l'itinerario seguente:

  • piazza IV Novembre - viale della Vittoria - piazza Cavour - piazza Roma - Archi - stazione centrale - viale Giordano Bruno - piazza Ugo Bassi (dove termina il percorso della linea 1) - via Torresi - Tavernelle (dove termina il percorso della linea 4).

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La realizzazione della rete filoviaria di Ancona fu una conseguenza della distruzione della precedente rete tranviaria, a causa dei bombardamenti della Seconda guerra mondiale. La necessità di provvedere quanto prima al ripristino del servizio di trasporto pubblico portò a preferire il filobus al posto del tram, per la maggiore rapidità di realizzazione. Conservando la precedente sigla, l'ATMA diventò Azienda di Trasporti Municipalizzati Autofiloviari; il servizio filoviario fu inaugurato il 15 marzo 1949.

L'ATMA disponeva di filobus dei seguenti tipi: Fiat 668 Stanga (nel numero di dodici), Alfa Romeo 140/AF, Alfa Romeo 800 e Marelli 125 a tre assi[2]; le ultime tre tipologie erano usate esclusivamente sulla linea per Falconara.

Anni Cinquanta[modifica | modifica wikitesto]

All'inizio degli anni Cinquanta la rete era di 21,5 km (19 a bifilare doppio e 2,5 a bifilare semplice) ed erano attive otto linee di filobus[3][2].
Alla fine del decennio fu istituita una nuova linea: la "5".

Nella tabella seguente si riportano le linee attive alla fine degli anni Cinquanta, indicate secondo la toponomastica dell'epoca; il colore blu indica la percorrenza in via Flaminia.

Denominazione della linea capolinea di partenza itinerario capolinea di arrivo lunghezza e note
1 Ferrovia via Marconi - via XXIX Settembre - piazza Cavour - viale della Vittoria piazza IV Novembre 4,5 km
2 piazza Cavour via XXIX Settembre - via Marconi - viale G. Bruno - piazza U. Bassi - viale Cristoforo Colombo - salita del Pinocchio piazza del Pinocchio 5 km
3 piazza Cavour via XXIX Settembre - via Marconi - viale G. Bruno - piazza U. Bassi - viale Cristoforo Colombo - via Ascoli Piceno piazza Padella 5 km
4 piazza Cavour via XXIX Settembre - via Marconi - viale G. Bruno - piazza U. Bassi - via Torresi - Le Grazie Tavernelle 5,2 km
5 piazza Cavour via XXIX Settembre - via Marconi - viale G. Bruno - piazza U. Bassi - viale Cristoforo Colombo - piazza d'Armi ospedale psichiatrico 5 km
Centro-Falconara via Castelfidardo via XXIX Settembre - via Marconi - stazione centrale - via Flaminia - Palombella - Torrette - Palombina Nuova - Palombina Vecchia - stazione di Falconara passaggio a livello di Villanova 13 km
Diretto per Falconara via Castelfidardo senza fermate intermedie sino alla stazione di Falconara passaggio a livello di Villanova 13 km[4][2]
Passetto-Palombina piazza IV Novembre viale della Vittoria - piazza Cavour - via XXIX Settembre - via Marconi - stazione centrale - via Flaminia - Palombella - Torrette Palombina 10 km
Linea estiva[5][2]
Piano-Palombina piazza U. Bassi stazione centrale - via Flaminia - Palombella - Torrette Palombina 8 km
Linea estiva[5][2]
Un filobus Fiat 668F OMS davanti alla stazione centrale; questo modello fece servizio in città dal 1949 al 1983, prima con livrea biverde, poi rosso-gialla.

Nel 1948 Falconara si era staccata dal comune di Ancona acquisendo l'autonomia municipale; di conseguenza, dal 1951, le ultime quattro linee dell'elenco, in quanto uscivano dai confini comunali vennero prese in gestione dall'APTA (Azienda Provincializzata Trasporti Autofiloviari)[3]; alla quale vennero assegnati i modelli Alfa Romeo 140 AF, Alfa Romeo 800 e Marelli 125, poi affiancati da una vettura Lancia Esatau (proveniente dalla UITE di Genova). I mezzi dell'APTA furono tutti dipinti con il tipico colore blu. All'ATMA rimasero le dodici vetture del modello Fiat 668 F/110 Stanga, nel 1952 affiancati da altre quattro dello stesso modello e nel 1956 da cinque Fiat 2401 Cansa. I mezzi dell'ATMA avevano livrea "biverde", ossia erano dipinti con due diverse tonalità di verde.

Anni Sessanta[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1964 la rete filoviaria italiana raggiungeva la sua massima estensione: 1121 km.
Anche ad Ancona gli anni Sessanta sono stati l'epoca d'oro del filobus, tanto che ancora oggi il termine "filobus" è usato in città come sinonimo di "mezzo pubblico".

Nel 1962, con l'apertura della galleria sotto il colle di Santo Stefano, venne installata un ulteriore bifilare (Galleria del Risorgimento - Via Martiri della Resistenza - Viadotto della Ricostruzione - P.zza U. Bassi - Corso Carlo Alberto - Piazzale Italia).

La rete filoviaria anconitana raggiunse allora uno sviluppo di circa 26 chilometri.
Con l'inaugurazione del nuovo tracciato il servizio fu riorganizzato: vennero istituite due linee circolari (circolare rossa e circolare nera), la linea 3 venne sdoppiata in 3 nero (che seguiva il vecchio percorso) e 3 rosso (sul nuovo percorso), la linea 2 venne sdoppiata in 2 nero (sul vecchio percorso) e 2 rosso (nuovo percorso) e infine l'itinerario della linea 5 venne modificato.

Sempre nel 1962, fu inaugurata la nuova linea per il quartiere di Collemarino (nato nel 1957 e divenuto uno dei più popolosi della città), essa si diramava dalla filovia che percorreva via Flaminia diretta a Falconara ed arrivava nella piazza centrale del nuovo quartiere[2].

Nella tabella seguente sono riportate le quattordici linee attive alla fine degli anni Sessanta (di cui due solo estive), nell'ultima colonna si evidenziano quelle istituite nel 1962.
Il colore rosso indica il transito attraverso la galleria del Risorgimento, il colore nero attraverso Porta Pia, il colore blu il transito in via Flaminia.

Denominazione della linea capolinea di partenza itinerario capolinea di arrivo lunghezza e note
1 Ferrovia via Marconi - via XXIX Settembre - piazza Cavour - viale della Vittoria piazza IV Novembre 4,5 km
2 nero piazza Cavour via XXIX Settembre - via Marconi - viale G. Bruno - piazza U. Bassi - viale Cristoforo Colombo - salita del Pinocchio piazza del Pinocchio 5 km
2 rosso piazza Cavour galleria del Risorgimento - via Martiri della Resistenza - viadotto della Ricostruzione - piazza U. Bassi - viale Cristoforo Colombo - salita del Pinocchio piazza del Pinocchio Istituita nel 1962[6].
3 nero piazza Cavour via XXIX Settembre - via Marconi - viale G. Bruno - piazza U. Bassi - viale Cristoforo Colombo - via Ascoli Piceno piazza Padella 5 km
3 rosso piazza Cavour galleria del Risorgimento - via Martiri della Resistenza - viadotto della Ricostruzione - piazza U. Bassi - viale Cristoforo Colombo - via Ascoli Piceno piazza Padella Istituita nel 1962
4 piazza Cavour via XXIX Settembre - via Marconi - viale G. Bruno - piazza U. Bassi - via Torresi - Le Grazie Tavernelle 5,2 km
5 piazza Cavour galleria del Risorgimento - via Martiri della Resistenza - viadotto della Ricostruzione - piazza U. Bassi - viale Cristoforo Colombo - piazza d'Armi ospedale psichiatrico Itinerario dopo il 1962
circolare nera piazza Cavour corso Garibaldi - piazza del Teatro - via XXIX Settembre - via Marconi - piazzale Italia - corso Carlo Alberto - piazza U. Bassi - piazza d'Armi - viadotto della Ricostruzione - via Martiri della Resistenza - galleria del Risorgimento piazza Cavour Istituita nel 1962
circolare rossa piazza Cavour galleria del Risorgimento - via Martiri della Resistenza - viadotto della Ricostruzione - piazza U. Bassi - piazza d'Armi - corso Carlo Alberto - piazzale Italia - via Marconi - via XXIX Settembre - piazza Kennedy - corso Stamira piazza Cavour Istituita nel 1962
Centro-Falconara via Castelfidardo via XXIX Settembre - via Marconi - stazione centrale - via Flaminia - Palombella - Torrette - Palombina Nuova - Palombina Vecchia - stazione di Falconara passaggio a livello di Villanova -
Diretto per Falconara via Castelfidardo senza fermate intermedie sino alla stazione di Falconara passaggio a livello di Villanova 13 km[4][2]
Passetto-Palombina piazza IV Novembre viale della Vittoria - piazza Cavour - via XXIX Settembre - via Marconi - stazione centrale - via Flaminia - Palombella - Torrette Palombina 10 km
Linea estiva[5][2]
Piano-Palombina piazza U. Bassi stazione centrale - via Flaminia - Palombella - Torrette Palombina 8 km
Linea estiva[5][2]
Centro-Collemarino via Castelfidardo via XXIX Settembre - via Marconi - stazione c.le - via Flaminia - Torrette - viale Leonardo da Vinci piazza G. Galilei Istituita nel 1962
Il filobus Fiat 2401 Cansa in piazza XXIV Maggio; questo modello fu in servizio dal 1956 al 1987, prima con livrea biverde, poi rosso-gialla.

Esisteva dunque un doppio collegamento tra quartieri centrali e il rione del Piano, ottenendo in tal modo un anello filoviario tra centro e periferia storica con diramazioni dirette verso le principali espansioni urbane.

Le dismissioni degli anni Settanta[modifica | modifica wikitesto]

Dal 1970 in poi, si diffuse in Italia una tendenza che portava a preferire il trasporto su gomma, che andò avanti nonostante lo scoppio della crisi petrolifera del 1973 e il conseguente periodo dell'Austerity, che avrebbe dovuto portare a preferire i veicoli elettrici. Anche ad Ancona, come nel resto della nazione, su quasi tutte le linee i filobus vennero gradualmente sostituiti da autobus.

Nel 1970 fu dapprima soppressa la linea "3" e poco dopo (in occasione del terremoto del 1972) fu la volta della linea "2", di quella per Falconara e di quella per Collemarino.
La linea "4" sopravvisse fino al 1975 e la "5" fino al 1977.

Rimase così una sola filovia attiva: quella della linea "1". I chilometri della rete passarono da ventisei a quattro.

Di tutto il parco filobus rimasero solo quattro 4 Fiat 668 seconda serie e cinque Fiat 2401 Cansa che furono in servizio sino agli anni Ottanta, ridipinti con i colori della bandiera municipale: rossi nella parte inferiore e gialli in quella superiore.

I ripristini tra gli anni Ottanta e i primi Duemila[modifica | modifica wikitesto]

Dagli anni Ottanta in poi, una maggiore coscienza ambientale mise a fuoco l'importante ruolo che il filobus può giocare per avere città più silenziose e con aria più pulita; ciò portò ad un'inversione di tendenza: non più dismissioni, ma ripristini e ammodernamento delle reti esistenti.

Nel 1983 si decise di ripristinare il servizio filoviario nel percorso tra la stazione centrale e piazza Ugo Bassi allungando l'itinerario della linea 1.
A causa della mancanza di manutenzione sulla vecchia linea, si rese necessaria (nel 1985) l'installazione di una nuova linea aerea in via G. Bruno.

Nel frattempo entrarono in servizio nove nuovi filobus: i Menarini F201LU, promuovendo così un servizio di trasporto pubblico non inquinante e silenzioso.

Anni Duemila[modifica | modifica wikitesto]

Ancona, anche sotto la spinta di associazioni ambientaliste, ha aderito al progetto "Città elettriche", volto a valorizzare ed estendere le reti filoviarie italiane[7].
L'acronimo ATMA, nel frattempo, ha cambiato ancora significato, acquisendo quello attuale di "Azienda Trasporti e Mobilità di Ancona"[8].

Durante i primi anni duemila, si è provveduto a a ripristinare il percorso della linea 4 lungo il vecchio tracciato (che già essa seguiva negli cinquanta) da piazza Ugo Bassi alle Tavernelle. L'inaugurazione si svolse il 20 dicembre 2007 con la realizzazione della nuova rotatoria filoviaria di piazza Ugo Bassi. In seguito a questo intervento le linee 1 e 4 sono state unificate ed indicate con il nome di 1/4.[9]. La rete attualmente si estende per 6,5 chilometri, ai quali si aggiungono circa 4 chilometri utilizzati solo per giungere al deposito.

Nello stesso anno, in corso Stamira è stato installato un secondo bifilare oltre a quello già esistente, rendendo la circolazione filoviaria a doppio senso di marcia. Ciò è stato necessario per sostituire la linea aerea di corso Garibaldi, rimossa con la pedonalizzazione.

Esistono ancora alcuni tratti di bifilare, risalenti all'epoca d'oro degli anni Sessanta, non collegati alla rete (via G. Pergolesi, corso C. Alberto e viale C. Colombo). L'azienda li mantiene per conservare i diritti di servitù, sperando in un futuro ripristino.

Nel 2009 si è celebrato l'anniversario dei sessant'anni di filobus ad Ancona (C'era una volta...el filobusse), con mostre fotografiche, spettacoli e convegni.Per coincidenza, nello stesso anno, ricorreva il centesimo anniversario della elettrificazione della rete tranviaria cittadina[10].

L'11 ottobre 2012, dopo 29 anni dall'ultimo acquisto, la città si è dotata di nuovi filobus: 3 filosnodati (Solaris Trollino 18) e 6 semplici (Breda F22).
In particolare i filosnodati Trollino, entrati in servizio il 18 febbraio 2013, offrono un servizio d'avanguardia e attento alle persone con ridotte capacità motorie: i quattro accessi non hanno scalini e i mezzi sono forniti di pedana per disabili sulla seconda porta[11].

Mezzi[modifica | modifica wikitesto]

Radiati o dismessi[modifica | modifica wikitesto]

Sulla linea per Falconara[12]:

  • mezzi dal n° 10 al n° 16: Alfa Romeo 140 AF SIAI Marchetti-Marelli, costruiti nel 1949, radiati nel 1972;
  • mezzo n° 17: Alfa Romeo 140 AF Macchi-Marelli, costruito nel 1954, radiato nel 1972;
  • mezzo n° 18: Lancia Esatau Stanga-TIBB, costruito nel 1963, radiato nel 1972;
  • mezzi dal n° 19 al n° 20: Lancia Esatau Piaggio-Ansaldo, costruiti nel 1953 per la rete filoviaria di Genova[13], acquistati nel 1963, radiati nel 1972;
  • mezzo n° 21: filotreno Alfa Romeo Macchi-Marelli, costruito nel 1954, radiato nel 1968.

Sulle altre linee:

  • mezzi dal n° 1 al n° 12: Fiat 668 F/110 Stanga-TIBB, costruiti negli anni 1949 e 1950, acquistati nel 1949 e radiati nel 1983;
  • mezzi dal n° 13 al n° 16: Fiat 668 F/110 Stanga-TIBB, costruiti negli anni 1952 e 1953, radiati nel 1983;
  • mezzi dal n° 17 al n° 21: Fiat 2401 FM Cansa-TIBB, costruiti negli anni 1956 e 1957, radiati nel 1987.
  • mezzi dal n° 1 al n° 6: (dismessi per avaria) Menarini F201/1LU-TIBB, costruiti nell'anno 1983, nel 2001 ricostruiti con equipaggiamento elettrico da Albiero & Bocca
  • mezzi dal n° 7 al n° 9: (dismessi per avaria) Menarini F201/2LU-TIBB, costruiti nell'anno 1987, nel 2001 ricostruiti con equipaggiamento elettrico da Albiero & Bocca
  • mezzo n° 8: Menarini F201/2LU-TIBB, costruito nell'anno 1987, ricostruito nel 2001 con equipaggiamento elettrico da Albiero & Bocca, radiato nel 2013 dopo aver effettuato servizio per alcuni mesi alternandosi ai Solaris Trollino.

In uso[modifica | modifica wikitesto]

  • mezzi dal n° 010 al n° 012: filosnodati Solaris Trollino 18, in servizio dal 18 febbraio 2013
  • mezzi dal n° 013 al n° 018: Breda F22 in prova dal 6 febbraio 2014; entrata in servizio prevista dopo il febbraio del 2014

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Orario della linea 1/4
  2. ^ a b c d e f g h i Autori vari, Esino - mare, edizioni errebi, per conto dell'Associazione intercomunale delle Marche n° 9, 1994
  3. ^ a b I dati sulle linee 1, 2, 3, 4, e su quella per Falconara sono del 1951, come risulta da: P. Burattini Stradario della città di Ancona, edito dal Comune di Ancona appunto nel 1951
  4. ^ a b Dal 1953, come risulta dalla fonte riportata nella nota 4.
  5. ^ a b c d Dal 1950, come risulta dalla fonte riportata nella nota 4.
  6. ^ Il 2 rosso inizialmente effettuava l'itinerario piazza Cavour - via XXIX Settembre - via Marconi - corso Carlo Alberto - piazza U. Bassi - salita del Pinocchio - Pinocchio. Intorno alla fine degli anni Sessanta effettuò l'itinerario riportato in tabella
  7. ^ Ancona aderisce al progetto Città Elettriche
  8. ^ Sito ufficiale dell'ATMA
  9. ^ Prima del 2007 coesistevano la linea "1" (filoviaria) e le linee "4" e "1/4" (servite da autobus). Il ripristino del tratto filoviario portò alla definitiva unificazione della linea "1" con quella "4".
  10. ^ Secondo l'articolo pubblicato sul sito AnkonMagazine.it nell'ottobre del 2009. L'articolo è riportato alla pagina C'era una volta...el filobusse
  11. ^ Vedi la pagina
  12. ^ Gregoris, Rizzoli, Serra, op. cit., pag. 200
  13. ^ http://www.targheitaliane.it/monografie/filobus.pdf

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Giorgio Occhiodoro, "C'era una volta el tranve", SAGRAF, Falconara 1996
  • Cerioli Claudio, Da Camerino al mondo. Per una storia dei trasporti nelle Marche, Salò, Editrice Trasporti su Rotaie, 1985, ISBN 88-85068-20-0.
  • Paolo Gregoris, Francesco Rizzoli, Claudio Serra, "Giro d'Italia in filobus", Editrice Carosci, Cortona 2003

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