Jonah Lomu

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Jonah Lomu
Jonah Lomu Cardiff cropped.jpg
Lomu nel 2006 con la maglia dei Cardiff Blues
Dati biografici
Nome Siona Tali Lomu
Paese Nuova Zelanda Nuova Zelanda
Altezza 196 cm
Peso 119 kg
Rugby a 15 Rugby union pictogram.svg
Ruolo Tre quarti ala
Ritirato 2010
Hall of Fame International Rugby Hall of Fame (2007)
IRB Hall of Fame (2011)
Carriera
Attività giovanile
1989-1994 600px Rosso e Nero con striscia bianca.png Counties Manukau
Attività provinciale
1994-1999 600px Rosso e Nero con striscia bianca.png Counties Manukau 28 (95)
2000-2003 Wellington Wellington 21 (65)
2006 North Harbour North Harbour 3 (0)
Attività di club¹
1996-1999 Auckland Blues Auckland Blues 22 (65)
1999 Chiefs Chiefs 8 (10)
2000-2003 Hurricanes Hurricanes 29 (55)
2005-2006 Cardiff Blues Cardiff Blues 6 (5)
2009-2010 600px Bianco con bande Celesti laterali.png Marsiglia 7 (0)
Attività da giocatore internazionale
1994-2002 Nuova Zelanda Nuova Zelanda 63 (185)
Palmarès internazionale
Finalista RugbyWorldCup.svg Coppa del Mondo 1995

1. A partire dalla stagione 1995-96 le statistiche di club si riferiscono ai soli campionati maggiori professionistici di Lega

Statistiche aggiornate al 15 maggio 2013

Siona Tali "Jonah" Lomu (Auckland, 12 maggio 1975) è un ex rugbista a 15 neozelandese, in carriera attivo nel ruolo di tre quarti ala. Militante in patria negli Auckland Blues, negli Chiefs e negli Hurricanes, e messosi prepotentemente in luce in ambito internazionale durante la Coppa del Mondo di rugby 1995 in cui gli All Blacks giunsero fino alla finale, subì una brusca interruzione della carriera a soli 24 anni a causa di una sindrome nefrosica che rese necessario un trapianto di rene; ebbe un breve ritorno all’attività agonistica ma i problemi di salute derivanti dalla sua malattia non ne permisero mai un completo ritorno ai livelli di prima del 1999, e nel 2010 si ritirò definitivamente dopo una stagione da dilettante in Francia. Con 15 realizzazioni in due edizioni di torneo (1995 e 1999), Lomu è il miglior marcatore di mete della Coppa del Mondo. Per i suoi meriti sportivi figura dal 2007 nell’International Rugby Hall of Fame.


Cenni biografici[modifica | modifica wikitesto]

Le origini[modifica | modifica wikitesto]

Nato nel 1975 da genitori tongani[1], Siona Tali Lomu crebbe in un quartiere border line ed emarginato di Auckland in cui assistette all’uccisione di un suo zio con un machete [2]; frequentò le scuole al Wesley College, istituto anglicano dove il suo nome Siona fu cambiato in Jonah[2] e della cui squadra di rugby iniziò subito a fare parte[3].

A scuola Lomu si mise in luce non solo per la tecnica, ma anche per la sua velocità: vanta infatti un personale di 10 secondi e 8 decimi sui 100 metri piani, stabilito durante la frequenza delle superiori[4].

Divenuto capitano del Wesley College nel 1993, fu convocato nella nazionale neozelandese a sette per i vittoriosi Hong Kong Sevens del 1994, in cui Lomu si distinse come miglior giocatore del torneo[3]; esordì inoltre, nello stesso anno, nel Campionato nazionale provinciale neozelandese con la federazione di Counties-Manukau, delle cui giovanili già faceva parte da quando aveva 14 anni[3].

La fama internazionale[modifica | modifica wikitesto]

Ancora nel 1994, con pochissimi incontri ufficiali di club alle sue spalle, fu convocato per gli All Blacks, divenendo all’epoca, a 19 anni, un mese e 14 giorni, il più giovane debuttante neozelandese in un test match [5]: l’esordio avvenne a Christchurch il 26 giugno contro la Francia, e i Bleus si imposero per 22-8; fu in campo anche nel successivo incontro della serie, quando i francesi vinsero 23-20 ad Auckland grazie a una meta allo scadere di Sadourny; il C.T. Laurie Mains lo incluse nella rosa che l’anno successivo prese parte alla Coppa del Mondo di rugby 1995 in Sudafrica, che segnava il rientro nelle grandi competizioni internazionali degli Springbok (la locale Nazionale di rugby) dopo la fine dell'apartheid.

Lomu durante un allenamento in Argentina con gli All Blacks (2001)

Lomu realizzò i suoi primi punti internazionali nella gara d’esordio della Nuova Zelanda nel torneo contro l’Irlanda (vittoria 43-19); dopo avere vinto il girone a punteggio pieno e battuto la Scozia nei quarti di finale, fu in semifinale, a Città del Capo il 18 giugno contro l’Inghilterra, che il giocatore salì prepotentemente alla ribalta: dopo circa un minuto e mezzo dall’inizio della gara, ricevuta da Graeme Bachop la palla sul fronte sinistro di gioco, Lomu corse verso la linea di meta inutilmente placcato dapprima da Tony Underwood, poi da Will Carling, allontanato con un braccio, e infine da Mike Catt, sopra il quale Lomu passò letteralmente prima di marcare i primi punti[6]; benché sia gli osservatori[7] che lo stesso Lomu[6] non ritengano tale meta la migliore segnata nell’incontro, tuttavia essa è considerata esemplificativa della potenza che la squadra mise in campo in quella partita, vinta 45-29[8].

Al riguardo, Lomu ammise che senza il tentativo di placcaggio di Catt probabilmente non sarebbe rimasto in piedi e non avrebbe avuto la spinta finale per raggiungere la linea di meta e segnare[6][7]; anni dopo Catt raccontò di avere deciso solo all’ultimo momento di placcare Lomu alle gambe invece di tentare di fermarlo trattenendolo per il corpo, e confermò che senza l’inciampo che il suo tentativo di placcaggio aveva provocato Lomu avrebbe tentato lo scarto laterale o l’aggiramento, perdendo tempo[7]; Catt invece cadde e Lomu, rimasto in piedi, gli passò sopra ed ebbe strada libera.

Nella successiva finale, tuttavia, i padroni di casa vinsero 15-12 al termine di una partita equilibrata, decisa solo da un drop dello Springbok Joël Stransky.

Il passaggio al professionismo e la malattia[modifica | modifica wikitesto]

Nell’agosto 1995 il rugby a 15 divenne professionistico e, con la nascita del consorzio SANZAR e l’istituzione del Super Rugby, Lomu entrò a fare parte, a partire dal 1996, della franchise degli Template:Rugby a 15, cui la provincia di Counties-Manukau afferisce.

Lomu mentre firma un autografo nel 2004

Contemporaneamente gli fu diagnosticata una disfunzione renale, della quale non erano state tuttavia ancora percepite le proporzioni[9] ma i cui primi effetti erano già stati avvertiti nel corso della Coppa; ulteriori indagini appurarono essere una sindrome nefrosica[10].

Con i Blues Lomu vinse le prime due edizioni del Super Rugby, e in Nazionale partecipò alla prima edizione del Tri Nations, vincendolo con quattro vittorie su quattro incontri; a causa di una risorgenza della malattia non prese parte né ai test di fine anno 1996 né a quelli di metà 1997, tornando disponibile per gli impegni internazionali solo alla fine di quell’anno; ancora, fu presente alla Coppa del Mondo di rugby 1999 dove la Nuova Zelanda giunse fino al quarto posto.

Dopo la competizione mondiale Lomu, che già un anno prima aveva lasciato i Blues per trasferirsi nella franchise di Waikato degli Chiefs[11], firmò un contratto biennale per la federazione provinciale di Wellington[11] e per la franchise ad essa collegata, gli Hurricanes[11], al fine di stare vicino alla sua compagna dell’epoca, Teina Stace, che viveva nella capitale neozelandese[11].

Nel biennio successivo Lomu apparve regolarmente in squadra sia per gli Hurricanes che per la Nazionale, ma a marzo 2003 le sue condizioni di salute si deteriorarono rapidamente a causa della sua malattia renale, che lo costrinse a sospendere l’attività sportiva per entrare in dialisi al ritmo di tre sedute settimanali[12]; qualche mese più tardi, in agosto, si ipotizzò un suo possibile ritorno[12], ma non gli fu possibile andare oltre le sedute di preparazione per la stagione di campionato provinciale con Wellington[13], e di conseguenza non fu neppure convocato per la Coppa del Mondo di rugby 2003 in Australia[14]; in aggiunta a ciò, il personale che lo aveva in cura decretò che solo un trapianto di rene avrebbe potuto affrancare Lomu dalla necessità di effettuare sedute di dialisi periodiche[13].

Finalmente, nel 2004, gli fu possibile sottoporsi all’operazione di trapianto, grazie alla donazione di un rene da parte del suo amico e speaker radiofonico Grant Kereama[15].

Il ritorno all’attività sportiva e i due ritiri[modifica | modifica wikitesto]

Al termine del periodo di convalescenza Lomu, impossibilitato a trovare un contratto in Nuova Zelanda[16], firmò un accordo con la franchise gallese di Celtic League dei Cardiff Blues, della durata di sette mesi, fino alla fine del torneo[16]; le condizioni economiche del contratto prevedevano un compenso di 3 000 sterline a settimana legate all’idoneità fisica a scendere in campo[17].

Lomu con la maglia del Marsiglia, 2009

Il suo primo incontro ufficiale con i Cardiff Blues fu a dicembre 2005, nella fase a gironi di Heineken Cup contro il Calvisano: nella cittadina del Bresciano il ritorno alle competizioni di Lomu fu salutato con una standing ovation del pubblico del "San Michele"[18][19] che, per l’occasione, assiepò gli spalti dell’impianto (più di 3 000 spettatori)[20]. L’incontro di ritorno, disputatosi all’Arms Park di Cardiff, registrò un picco di 11 764 spettatori[21], record di affluenza contro un avversario proveniente dall’Italia, capace di mobilitare in precedenza non più di 4 000 paganti[21].

Il suo periodo a Cardiff terminò bruscamente ad aprile 2006 a seguito dell’infortunio a una caviglia durante un incontro di Celtic League contro i Borders[22].

La statua di cera di Lomu al museo londinese di Madame Tussauds

A settembre tornò in Nuova Zelanda per disputare il campionato provinciale nazionale con North Harbour, per il quale aveva un contratto biennale siglato nell’aprile dell'anno prima[23], ma dopo solo tre incontri il club rese noto di non avere più bisogno di lui perché puntava su giovani elementi[5], offrendogli al contempo un ruolo tecnico che tuttavia Lomu non accettò[5].

Non trovando tuttavia un ulteriore ingaggio, Lomu decise il suo ritiro dalle competizioni nel 2007[24].

In quello stesso anno fu ammesso nell’International Rugby Hall of Fame[25].

A due anni dal ritiro, destò interesse la notizia del suo ritorno in campo, sebbene nelle file di un club francese di Fédérale 1 (la terza divisione nazionale), il Marseille-Vitrolles[26][27].

Il ritorno non durò che l’arco di una stagione, nel corso della quale Lomu disputò solo sette incontri; al termine del campionato giunse il ritiro definitivo. Nel corso della sua carriera Lomu vanta anche diversi inviti nei Barbarians tra il 2000 e il 2002[28].

Al momento della sua ultima partita internazionale (2002) Lomu era il terzo miglior realizzatore di mete per gli All Blacks, 37, dopo Christian Cullen e Jeff Wilson; attualmente è il quinto in tale graduatoria, superato da Doug Howlett e Joe Rokocoko. Tuttora insuperato, a tutta l’edizione 2011, il suo record di mete realizzate nella Coppa del Mondo, 15 in undici incontri nelle edizioni 1995 e 1999[29].

Nell’ottobre del 2011 Lomu fu ammesso anche nella Hall of Fame dell’IRB[30].

Ancora nell’ottobre del 2011 fu reso noto che il rene trapiantato a Lomu sette anni prima stava dando cenni di cedimento[31]; l’ex giocatore si sottopose nuovamente a dialisi e a una terapia conservativa dell’organo, ma appena quattro mesi più tardi, a febbraio 2012, i sanitari espressero la necessità di un nuovo trapianto[32], per il quale un donatore non è stato al 2013 trovato.

Vita privata[modifica | modifica wikitesto]

Jonah Lomu è al suo terzo matrimonio. Il primo, contratto nel 1996 a vent’anni, fu con la diciannovenne sudafricana Tanya Rutter[33]; l’unione durò solo un paio d’anni, allorché Lomu conobbe la connazionale Teina Stace, di Wellington, che fu alla base del citato trasferimento agli Hurricanes; benché avesse manifestato l’intenzione di sposare la sua nuova compagna[34], il matrimonio non avvenne mai[33], perché nel frattempo Lomu aveva allacciato una nuova relazione con quella che divenne successivamente la sua seconda moglie, Fiona Taylor[35], sposata nell’agosto 2003.

Dopo circa quattro anni di matrimonio, a fine 2007, fu reso noto che Jonah Lomu e sua moglie Fiona avevano preso «una pausa di riflessione»[36], che in seguito si scoprì essere dovuta al fatto che Lomu aveva iniziato un nuovo rapporto con Nadene Quirk, all’epoca moglie del giocatore dei Blues Jarek Goebel[37]; tale notizia giunse insieme a quella dell'imminente divorzio di Lomu[37].

Lomu e Nadene Quirk sono sposati dal giugno 2011[38]; alla data del matrimonio la coppia aveva due figli. Il matrimonio fu officiato da un ministro della Chiesa di Gesù Cristo dei santi degli ultimi giorni[39], confessione della quale entrambi i nubendi fanno parte.

Nel 2007 gli fu conferita l’onorificenza di membro dell’Ordine al merito della Nuova Zelanda per il suo contributo al rugby[40]; è testimonial dell’ONG monegasca Peace and Sport, nata con lo scopo di portare la pace in zone di guerra attraverso la promozione di progetti sportivi tramite atleti di rilievo internazionale[41].

Una statua in grandezza naturale di Jonah Lomu figura anche nel noto museo delle cere di Madame Tussauds a Londra.

Palmarès[modifica | modifica wikitesto]

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Membro dell'Ordine al Merito della Nuova Zelanda - nastrino per uniforme ordinaria Membro dell'Ordine al Merito della Nuova Zelanda
«Per il contributo al rugby»
— 4 giugno 2007[42]

Opere[modifica | modifica wikitesto]

  • Jonah Lomu, Warren Adler, La mia storia, Milano, Libreria dello Sport [2004], 2006, ISBN 88-86753-91-8.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Cameron McMillan, Lomu splits World Cup loyalty to back All Blacks in The New Zealand Herald, 9 settembre 2011. URL consultato il 16 maggio 2013.
  2. ^ a b Pastonesi, pagg. 125-26
  3. ^ a b c (EN) Charlie Norton, The school that produced Jonah Lomu continues to breed talent in The Daily Telegraph, 13 dicembre 2001. URL consultato il 16 maggio 2013.
  4. ^ (EN) Jonah's in the running for sevens heaven in The New Zealand Herald, 13 dicembre 2001. URL consultato il 16 maggio 2013.
  5. ^ a b c (EN) Wynne Gray, Jonah Lomu signs with North Harbour for two years in The New Zealand Herald, 8 aprile 2005. URL consultato il 16 maggio 2013.
  6. ^ a b c (EN) David Daniels, Lomu still laughs at England in The Independent, 11 agosto 1996. URL consultato il 16 maggio 2013.
  7. ^ a b c (EN) Grant Bradley, Great tries: Stumbling killer blow in The New Zealand Herald, 3 agosto 2011. URL consultato il 16 maggio 2013.
  8. ^ Lomu porta gli All Blacks alla finale in la Repubblica, 19 giugno 1995. URL consultato il 23 maggio 2013.
  9. ^ (EN) All Blacks legend Jonah Lomu leaves hospital after kidney failure in The Daily Telegraph, 12 ottobre 2011. URL consultato il 23 maggio 2013.
  10. ^ (EN) Neil Francis, Rugby’s obsession with bulk threatening lives of young men in Irish Independent, 31 marzo 2013. URL consultato il 23 maggio 2013.
  11. ^ a b c d (EN) Jonah's heart lies in capital in The New Zealand Herald, 25 novembre 1999. URL consultato il 29 maggio 2013.
  12. ^ a b (EN) Lomu, Undergoing Dialysis, Will Make Rugby Return in Bloomberg, 7 agosto 2003. URL consultato il 29 maggio 2013.
  13. ^ a b (EN) What now for Lomu? in BBC, 17 settembre 2003. URL consultato il 29 maggio 2013.
  14. ^ (EN) Jonah Lomu's "unfinished business" in BBC, 17 giugno 2004. URL consultato il 31 maggio 2013.
  15. ^ (EN) All Black legend Jonah Lomu prepared for second kidney transplant in News, 23 agosto 2012. URL consultato il 29 maggio 2013.
  16. ^ a b (EN) Cardiff Blues recruit legend Lomu in BBC, 30 settembre 2005. URL consultato il 29 maggio 2013.
  17. ^ (EN) Tim Glover, Lomu upstaged as Cardiff cruise on All Black power in The Independent, 18 dicembre 2005. URL consultato il 29 maggio 2013.
  18. ^ Lomu, un’ora per tornare a sentirsi vivo in il Tempo, 11 dicembre 2005. URL consultato il 29 maggio 2013.
  19. ^ Lomu torna in campo e il suo Cardiff batte il Calvisano in la Tribuna di Treviso, 12 dicembre 2005. URL consultato il 29 maggio 2013.
  20. ^ (EN) Lomu-fever as icon makes his solid return in The Daily Telegraph, 11 dicembre 2013. URL consultato il 29 maggio 2013.
  21. ^ a b (EN) Cardiff Blues hope Gavin Henson brings Jonah Lomu-style interest in Wales on Line, 19 ottobre 2011. URL consultato il 29 maggio 2013.
  22. ^ (EN) Lomu suffers ankle injury in Reuters, 18 aprile 2006. URL consultato il 29 maggio 2013.
  23. ^ (EN) Wynne Gray, Jonah Lomu signs with North Harbour for two years in The New Zealand Herald, 8 aprile 2005. URL consultato il 29 maggio 2013.
  24. ^ (EN) Gavin Mairs, Jonah Lomu returns to action for French third division side Marseille-Vitrolles in The Daily Telegraph, 28 ottobre 2009. URL consultato il 29 maggio 2013.
  25. ^ (EN) Inductees 2007: Jonah Lomu, International Rugby Hall of Fame. URL consultato il 29 maggio 2013.
  26. ^ (EN) Former New Zealand wing Jonah Lomu makes rugby comeback in The Guardian, 22 novembre 2009. URL consultato il 29 maggio 2013.
  27. ^ (FR) Lomu est à Marseille in l'Équipe, 3 novembre 2009. URL consultato il 29 maggio 2013.
  28. ^ (EN) Lomu lines up for Baa-Baas in BBC, 9 maggio 2001. URL consultato il 29 maggio 2013.
  29. ^ Rugby World Cup - Overall figures, ESPN Scrum. URL consultato il 2 giugno 2013.
  30. ^ (EN) RWC legends inducted into IRB Hall of Fame, International Rugby Board, 26 ottobre 2011. URL consultato il 31 maggio 2013.
  31. ^ (EN) Isaac Davison, Lomu’s kidney well short of 20-year life expectancy in The New Zealand Herald, 4 ottobre 2011.
  32. ^ (EN) All Black great Jonah Lomu needs new kidney transplant in BBC, 12 febbraio 2012. URL consultato il 31 maggio 2013.
  33. ^ a b (EN) Theresa Garner, Jonah My Story in The New Zealand Herald, 30 aprile 2004. URL consultato il 2 giugno 2013.
  34. ^ (EN) Lomu tackles marriage again with Teina Stace in Asia Africa Intelligence Wire, 9 dicembre 2002. URL consultato il 2 giugno 2013.
  35. ^ (EN) Stuart Dye, Lomu plans exclusive party in The New Zealand Herald, 30 agosto 2003. URL consultato il 2 giugno 2013.
  36. ^ (EN) Lomu and wife "take time out" from each other in The New Zealand Herald, 7 dicembre 2007. URL consultato il 3 giugno 2013.
  37. ^ a b (EN) Jonah’s walked off with my wife in Stuff, 17 febbraio 2008. URL consultato il 2 giugno 2013.
  38. ^ Jonah Lomu: love healed my heart in NZ Woman’s Weekly, 6 giugno 2011. URL consultato il 2 giugno 2013.
  39. ^ (EN) Kathryn Powley, Jonah Lomu in Mormon fold in The New Zealand Herald, 2 dicembre 2012. URL consultato il 2 giugno 2013.
  40. ^ (EN) Amelia Romanos, Lomu leads famous faces receiving awards from Governor-General in The New Zealand Herald, 28 agosto 2007.
  41. ^ (EN) Champions for Peace: Jonah Lomu, Rugby International, New Zealand, Peace and Sport. URL consultato il 2 giugno 2013.
  42. ^ (EN) The Queen’s Birthday Honours List 2007, Department of the Prime Minister and the Cabinet of New Zealand, 4 giugno 2007. URL consultato il 13 maggio 2013.

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