Pro12

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
bussola Disambiguazione – "Celtic League" rimanda qui. Se stai cercando l'organizzazione politica, vedi Celtic League (politica).
Pro12
Logo della competizione
Altri nomi Celtic League
Magners League
RaboDirect Pro12
Guinness Pro12
Sport Rugby union pictogram.svg Rugby a 15
Tipo Squadre di club
Paese Galles Galles
IRFU flag.svg Irlanda
Italia Italia
Scozia Scozia
Organizzatore Celtic Rugby Ltd
Cadenza Annuale
Apertura settembre
Chiusura maggio
Partecipanti 12
Formula Girone unico + playoff
Sito Internet pro12rugby.com
Storia
Fondazione 2001
Numero edizioni 13 al 2014
Detentore Leinster Leinster
Maggiori titoli Leinster Leinster
Ospreys Ospreys (4)
Ultima edizione Pro12 2013-14
Prossima edizione Pro12 2014-15

Il Pro12 è una competizione di rugby a 15 per club tra squadre delle federazioni di Galles, Irlanda, Italia e Scozia. Fondata nel 2001 dalle tre federazioni britanniche come Celtic League per dare vita a un campionato di livello comparabile alla Premiership inglese, dal 2010 è aperto anche a due franchise italiane e dal 2011 ha la denominazione di Pro12.

Per esigenze di sponsorizzazione la Lega è nota, dal 2014, con il nome di Guinness Pro12[1] a seguito di un accordo con il noto produttore di birra irlandese; dal 2011 al 2014 aveva assunto il nome di RaboDirect Pro12 dal nome della banca d'affari RaboDirect[2] e in precedenza, dal 2005 al 2011, quello di Magners League grazie a un contratto di sei anni con lo sponsor Magners, anch'esso irlandese, produttore di sidro[3].

Il Pro12 ha valore di torneo di vertice per Galles, Irlanda e Scozia, mentre l'Italia ha il proprio campionato nazionale di prima divisione; tuttavia esso esprime, per ciascuna delle Federazioni partecipanti, le squadre che prendono parte alla successiva stagione di competizioni continentali, la European Rugby Champions Cup e la European Rugby Challenge Cup.

Strutturato, dalla stagione 2009-10, con la formula della stagione regolare ad andata e ritorno e, alla fine di questa, dei playoff, il torneo è stato vinto per quattro volte ciascuna dalla formazione irlandese del Leinster e da quella gallese dell'Ospreys, che sono le squadre che detengono il maggior numero di titoli vinti. Campione uscente è il Leinster, vincitore dell'edizione 2013-14; a tale data sono state disputate 13 edizioni di torneo.

Squadre partecipanti[modifica | modifica wikitesto]

Federazione Squadra Impianto Capienza Sede Area
Italia Italia Benetton Treviso Benetton Treviso Stadio Comunale di Monigo 6.700 Treviso Treviso, Veneto
Galles Galles Cardiff Blues Cardiff Blues Cardiff City Stadium 26.828 Cardiff La città di Cardiff più la Vale of Glamorgan, il Rhondda Cynon Taf, il Merthyr Tydfil e il Brecknockshire
IRFU flag.svg Irlanda Connacht Connacht Galway Sportsgrounds 7.000 Galway La provincia del Connacht
Scozia Scozia Edimburgo Edimburgo Murrayfield[4] 67.800 Edimburgo Lothian, Fife, Tayside più la Scozia meridionale (Scottish Borders e Dumfries and Galloway)
Scozia Scozia Glasgow Warriors Glasgow Warriors Scotsoun Stadium 5.000 Glasgow La Scozia centrale e occidentale più le Highlands e Grampiani
IRFU flag.svg Irlanda Leinster Leinster RDS Arena
Aviva Stadium
18.500
51.700
Dublino La provincia del Leinster
Galles Galles Scarlets Scarlets Stradey Park 15.000 Llanelli Il Galles occidentale, le contee di Clywd e di Gwynedd, più il Powys settentrionale
IRFU flag.svg Irlanda Munster Munster Thomond Park
Musgrave Park
26.000
8.000
Limerick
Cork
La provincia del Munster
Galles Galles Newport G.D. Newport G.D. Rodney Parade 12.000 Newport I distretti sud-orientali di Blaenau Gwent, Caerphilly, Monmouthshire, Newport e Torfaen
Galles Galles Ospreys Ospreys Liberty Stadium 20.500 Swansea e Neath Le contea di Swansea e i distretti di Neath Port Talbot e Bridgend
IRFU flag.svg Irlanda Ulster Ulster Ravenhill Stadium 12.300 Belfast La provincia dell'Ulster
Italia Italia Zebre Zebre Stadio XXV Aprile 2.500 Parma L'Italia nord-occidentale più la regione Emilia-Romagna

Ex partecipanti[modifica | modifica wikitesto]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Prima della Celtic League[modifica | modifica wikitesto]

Inizialmente Galles e Scozia unirono le proprie forze per i campionati del 1999 e del 2000, con l'estensione della Welsh Premier Division a includere anche le squadre di Edimburgo e Glasgow a dare la Welsh-Scottish League.

Nel 2001 la Irish Rugby Football Union, la Scottish Rugby Union e la Welsh Rugby Union decisero di creare una nuova competizione che avrebbe incluso anche le squadre delle quattro province irlandesi. Da questo accordo nacque la Celtic League.

Alcuni videro in questa lega il precursore di una competizione britanno-irlandese alla quale avrebbero partecipato anche squadre inglesi. Già in precedenza infatti c'erano stati contatti tra la WRU e la Rugby Football Union per organizzare un campionato anglo-gallese, ma le trattative si erano interrotte sul numero di team partecipanti per nazione.

I primi anni[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Celtic League 2001-02 e Celtic League 2002-03.

La prima stagione fu disputata tra quindici squadre: la quattro delle province irlandesi (Connacht, Leinster, Munster e Ulster), due dalla Scozia (Edinburgh Reivers e Glasgow) e tutte e nove le squadre della Welsh Premier Division (Bridgend, Caerphilly, Cardiff, Ebbw Vale, Llanelli, Neath, Newport, Pontypridd e Swansea).

Le squadre vennero divise in due gruppi (di 8 e 7 componenti) e affrontarono gli altri team dello stesso girone una sola volta. Le prime quattro classificate di ogni gruppo passarono alla fase successiva ad eliminazione diretta fino alla finale.

Il campionato 2001/2002 fu dominato dalle squadre irlandesi poiché tutte e quattro raggiunsero i quarti, tre passarono alle semi-finali e la finale vide opposte, sul campo dello Lansdowne Road di Dublino, Leinster e Munster, con i primi vincenti per 24 a 20.

La prima stagione della Celtic League si giocò accanto agli altri campionati nazionali.

La crescente importanza della Celtic League portò, nel 2002, all'abbandono della Scottish-Welsh League e al declassamento del campionato interprovinciale irlandese. La seconda stagione, disputata col medesimo format della prima, vide l'introduzione di una terza squadra scozzese, gli Scottish Borders. Il Munster ebbe poche difficoltà a vincere la competizione anche grazie all'eliminazione ai quarti dei campioni in carica del Leinster.

Evoluzione e avvento della Regional Era gallese[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Celtic League 2003-04, Celtic League 2004-05 e Celtic League 2005-06.

Un maggior cambiamento nella filosofia della Celtic League avvenne all'inizio del 2003, dovuto in parte al successo commerciale della lega stessa, ma soprattutto ai contrasti finanziari interni alla federazione gallese. Questi ultimi portarono alla nascita di cinque nuove squadre regionali che presero il posto dei precedenti nove team professionistici. Fu deciso che la Celtic League sarebbe diventata la sola lega professionistica dei tre stati e che vi avrebbero partecipato la quattro squadre irlandesi, le tre scozzesi e, appunto, le nuove cinque gallesi (Cardiff Blues, Celtic Warriors, Llanelli Scarlets, Neath-Swansea Ospreys e Newport Gwent Dragons).

La nuova formula della lega prevedeva un girone all'italiana durante il quale tutte le squadre si sarebbero affrontate tra loro due volte (una volta in casa e l'altra in trasferta) per un totale di 22 partite per ogni club. Durante la stagione 2003/04 fu introdotta inoltre la Celtic Cup, una competizione ad eliminazione dirette tra le 12 squadre della Celtic League.

Comunque il campionato, soprattutto per via della scarsa pianificazione dei calendari, vide l'assenza dei giocatori più importanti in più di metà delle partite. Infatti la lega si sovrappose prima alla Rugby World Cup del 2003 e successivamente al Sei Nazioni.

La stagione finì con i Llanelli Scarlets vincitori davanti all'Ulster di quattro punti.

L'anno seguente il format del campionato, per quanto riguarda i calendari, fu rivisto ancora una volta. Si cercò infatti di non sovrapporre le date delle partite ad altre manifestazioni internazionali e di rendere la lega più sfruttabile commercialmente. La Celtic League si disputò fino ad aprile e successivamente la Celtic Cup fu contesa tra le prime otto squadre classificate. inoltre il numero di squadre partecipanti al campionato cambiò nuovamente per la defezione del team regionale gallese dei Celtic Warriors.

Per la prima volta durante la stagione 2004/05 l'Irlanda fu d'accordo ad utilizzare i piazzamenti nella Celtic League per determinare le squadre che avrebbero partecipato alla Heineken Cup. Le squadre irlandesi però, ed in particolar modo Munster e Leinster, snobbarono in parte il campionato, facendo giocare spesso le seconde linee, dando così maggiore importanza agli impegni internazionali. Malgrado questo approccio le due squadre irlandesi finirono seconda (Munster) e terza (Leinster) e Munster vinse la Celtic Cup. Gli Ospreys furono i vincitori della lega, facendo così vincere per la seconda volta di fila una squadra regionale gallese.

Durante la stagione fu annunciata la Rainbow Cup, che avrebbe dovuto rimpiazzare la Celtic Cup includendo quattro squadre italiane e nove team provinciali sudafricani oltre a quelli della Celtic League. Si ventilò anche l'ipotesi che le squadre italiane avrebbero potuto unirsi alla Celtic League. Entrambe queste eventualità si rivelarono comunque infondate.

L'inizio della stagione 2005-2006 fu travagliato. La potenziale organizzazione di una competizione anglo-gallese, che avrebbe messo in pericolo l'esistenza della Celtic League, portò ad uno scontro tra le federazioni rugbistiche "celtiche". Malgrado le assicurazioni gallesi riguardo alla non interferenza del nuovo torneo con gli impegni della Celtic League, la SRU e la IRFU (le federazioni scozzese e irlandese) sostennero che la WRU (la federazione gallese) aveva organizzato partite in cinque weekend senza curarsi della Celtic League. Nel giugno 2005 la SRU e la IRFU avrebbero voluto espellere le squadre gallesi dalla lega. Fu proposto di continuare la competizione solo con team scozzesi ed irlandesi per la stagione 2005/06, con la possibilità di aggiungere quattro squadre italiane e di riammettere quelle gallesi nel 2006/07. Fu infine raggiunto un accordo che permise alla Celtic League di essere disputata anche da team gallesi e, con piccoli cambiamenti, si permise a questi ultimi di giocare la Anglo-Welsh Cup.

Malgrado questi problemi, la lega visse la sua stagione di maggior successo, con il record di presenze ad una partita battuto ben quattro volte. Il pubblico totale della stagione fu di 571,331 persone, circa 50 000 in più rispetto all'anno precedente.

Il campionato arrivò all'ultima giornata senza avere ancora un vincitore, con l'Ulster e il Leinster all'inseguimento del titolo. Alla fine la spuntò l'Ulster, vincendo all'ultimo minuto contro l'Ospreys con un drop di David Humphreys da 40 metri e finendo la stagione con 75 punti, contro i 74 della seconda.

La Magners League[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Celtic League 2006-2007, Celtic League 2007-2008 e Celtic League 2008-2009.

Nel maggio 2006 la marca di sidro Magners Irish Cider annunciò che sarebbe diventata lo sponsor principale della lega per le successive cinque stagioni e che il nome ufficiale di questa sarebbe stato Magners League.

Il campionato fu vinto dagli Ospreys all'ultima giornata. Infatti la vittoria casalinga dei Cardiff Blues sul Leinster permise agli Ospreys di raggiungere la vetta della classifica con un solo punto di vantaggio proprio sulla squadra di Cardiff.

Durante la stagione fu nuovamente battuto il record di spettatori per una partita. Infatti il match tra Ulster e Leinster al Lansdowne Road, l'ultimo giocato nello stadio prima della sua demolizione, fu seguito da 48 000 persone.

Al termine della stagione la squadra scozzese dei Border Reivers abbandonò la competizione lasciando la lega con solo dieci partecipanti, di cui solo due scozzesi (Edinburgh e Glasgow).

Ampliamento all'Italia[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2009 il Board della Celtic League invitò la Federazione Italiana Rugby a presentare due franchigie italiane al fine di valutarne l'ammissione a partecipare al torneo a partire dalla stagione 2010-11; la prima selezione, effettuata nel giugno 2009, vide le prescelte in Roma e a Viadana[5], cosa questa che provocò, a livello politico, le proteste di quei partiti, in particolare la Lega Nord, che proposero interrogazioni parlamentari per chiedere conto dell'esclusione di Treviso dalla rosa di candidati a partecipare alla Celtic League[6]. L'esclusione di Treviso o di una possibile franchigia mista con Petrarca e Rovigo denominata "Dogi", scatenò un profondo malumore in tutta la regione, con tanto di raccolte firme nelle piazze per chiedere che venisse riesaminata la possibilità di ammissione per una squadra veneta, storicamente patria del rugby in Italia.

Nell'ottobre 2009 una commissione di revisione nominata dal presidente federale Giancarlo Dondi e presieduta dal trevigiano Zeno Zanandrea ribaltò la decisione di qualche mese prima togliendo a Roma la candidatura[7] riportando quindi in corsa Treviso, che si dichiarò disponibile ad allestire una squadra per la Celtic League; l'esclusione di Roma provocò a sua volta vibrate proteste nella Capitale, la cui franchigia aveva avuto le garanzie di supporto economico da parte di Comune, Provincia e Regione; a gennaio 2010, tuttavia, il board della Celtic League, di fronte alle scarse garanzie economiche che le candidature di Treviso e Viadana presentavano, espresse poca fiducia sulla possibilità di un ingresso immediato delle squadre italiane[8]; con un comunicato stampa in cui Dondi attribuisce al Board della Celtic League il fallimento delle trattative per via delle presunte aumentate richieste di garanzie economiche, che tuttavia la League stessa sostiene fossero note già dall'inizio delle trattative[9] la questione sembrava dover essere definitivamente archiviata, ma il reperimento di 3 milioni di euro, di cui la metà diviso in parti eguali tra Viadana e Treviso e il resto a carico della stessa FIR, offerto alla Celtic League come copertura delle spese iniziali, ha riaperto le trattative[10] e, infine, l'8 marzo 2010, il Board della Celtic League ha deciso all'unanimità l'ammissione delle due franchigie italiane a partire dalla stagione 2010-11[11]; la franchigia di Viadana si è data il nome di Aironi. Nella stagione 2012/2013 la formazione italiana delle Zebre Rugby prende il posto di quella degli Aironi a cui è stata ritirata la licenza per partecipare al campionato per problemi economici.

Copertura televisiva[modifica | modifica wikitesto]

Dal 2014/2015 il Pro 12 è trasmesso in Italia da Nuvolari, che propone tre partite per giornata in diretta. Nel 2013/2014 è andato in onda su Italia 2 (una sola partita casalinga), mentre nella stagione 2012/2013 il servizio è stato fornito da Sportitalia. In passato l'edizione 2010/2011 fu a cura di Dahlia TV, sino al suo fallimento, mentre le partite delle squadre italiane dell'edizione 2011/2012 furono prodotte da Rai Sport 2 a partire dal nono turno. In Galles la competizione è invece trasmessa da BBC Two e S4C, in Irlanda da RTE, TG4 e BBC One, mentre in Scozia da BBC Alba. Ampie sintesi sono disponibili su Setanta Sports, trasmessa nei paesi di lingua inglese, e su Canal+ in Francia.

Albo d'oro[modifica | modifica wikitesto]

Celtic League
Stagione Squadre Vincitore Risultato Secondo finalista
2001-02 15 Leinster Leinster 24-20 Munster Munster
2002-03 16 Munster Munster 37-17 Neath Neath
2003-04 12 Scarlets Scarlets Formula a girone unico
2004-05 11 Ospreys Ospreys Formula a girone unico
2005-06 11 Ulster Ulster Formula a girone unico
2006-07 11 Ospreys Ospreys Formula a girone unico
2007-08 10 Leinster Leinster Formula a girone unico
2008-09 10 Munster Munster Formula a girone unico
2009-10 10 Ospreys Ospreys 17-12 Leinster Leinster
2010-11 12 Munster Munster 19-9 Leinster Leinster
2011-12 12 Ospreys Ospreys 31-30 Leinster Leinster
2012-13 12 Leinster Leinster 24-18 Ulster Ulster
2013-14 12 Leinster Leinster 34-12 Glasgow Warriors Glasgow Warriors

Statistiche[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Guinness become PRO12 sponsors as fixtures released in Irish Examiner, 10 luglio 2014. URL consultato il 13 luglio 2014.
  2. ^ (EN) Owain Jones, Last ride for RaboDirect in Rugby World, 23 agosto 2013. URL consultato il 13 luglio 2014.
  3. ^ (EN) Magners to end six-year Celtic League backing in BBC, 19 aprile 2011. URL consultato il 13 luglio 2014.
  4. ^ Sebbene la capacità totale sia di 67.800, per le partite dell'Edimburgo è solitamente aperta solo lo parte ovest.
  5. ^ Andrea Buongiovanni, Viadana e Roma, dentro Treviso è bocciata in Gazzetta dello Sport, 19 luglio 2009.
  6. ^ Andrea Buongiovanni, Veneto bocciato, monta la bufera politica in Gazzetta dello Sport, 20 luglio 2009. URL consultato il 17-2-2010.
  7. ^ Andrea Buongiovanni, Simone Battaggia, Celtic nel caos: Roma bocciata in Gazzetta dello Sport, 4 ottobre 2009. URL consultato il 17-2-2010.
  8. ^ Italia in Celtic? Poche possibilità in Gazzetta dello Sport, 19 gennaio 2010. URL consultato il 17-2-2010.
  9. ^ Simone Battaggia, Nicola Melillo, Celtic, il no dell'Italia "Vogliono troppi soldi" in Gazzetta dello Sport, 29 gennaio 2010. URL consultato il 17-2-2010.
  10. ^ Simone Battaggia, Celtic: riaperta la trattativa in Gazzetta dello Sport, 4 febbraio 2009. URL consultato il 17-2-2010.
  11. ^ (EN) Magners League welcomes Italian teams. URL consultato l'8-3-2010.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]


rugby Portale Rugby: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di rugby