Dan Carter

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Dan Carter
Dan Carter 1024x768.jpg
Dan Carter nel 2011
Dati biografici
Nome Daniel William Carter
Paese Nuova Zelanda Nuova Zelanda
Altezza 178 cm
Peso 91 kg
Rugby a 15 Rugby union pictogram.svg
Ruolo Mediano d'apertura
Squadra Canterbury Canterbury
Franchigia Crusaders Crusaders SANZAR
Carriera
Attività provinciale
2002- Canterbury Canterbury 27 (254)
Attività di club¹
2003-08 Crusaders Crusaders 69 (925)
2008-09 Perpignano Perpignano 4 (29)
2009- Crusaders Crusaders 56 (622)
Attività da giocatore internazionale
2003- Nuova Zelanda Nuova Zelanda 100 (1 442)
Palmarès internazionale
Vincitore RugbyWorldCup.svg Coppa del Mondo 2011
3º posto RugbyWorldCup.svg Coppa del Mondo 2003

1. A partire dalla stagione 1995-96 le statistiche di club si riferiscono ai soli campionati maggiori professionistici di Lega

Statistiche aggiornate al 31 dicembre 2013

Daniel William "Dan" Carter (Christchurch, 5 marzo 1982) è un rugbista a 15 neozelandese, che nel ruolo di mediano d'apertura milita nella squadra provinciale del Canterbury (ITM Cup) e nella franchigia dei Crusaders in Super Rugby, competizione che si è aggiudicato tre volte. Nazionale negli All Blacks, con essi detiene, dal luglio 2011, il record assoluto di punti marcati a livello internazionale (1 385 al 31 dicembre 2012), quarto giocatore nella storia del rugby ad avere raggiunto i 1 000 punti in test match dopo Diego Domínguez, Neil Jenkins e Jonny Wilkinson. Ancora a livello internazionale è, a tutto il Championship 2012, il miglior marcatore di tale torneo (ivi comprese le edizioni precedenti note come Tri Nations) con 519 punti. Analogo primato detiene anche a livello di franchise nel Super Rugby con 1 365 in 109 incontri dal 2003, anno del suo esordio in tale competizione (disputata ininterrottamente a parte la stagione 2008-09 in Francia al Perpignano).

Vanta la vittoria nella Coppa del Mondo di rugby 2011 con gli All Blacks, pur avendo dovuto abbandonare il torneo dopo i primi due match a causa di un infortunio. In due occasioni, inoltre, nel 2005 e nel 2012, è stato nominato miglior giocatore dell'anno dall'International Rugby Board.


Cenni biografici[modifica | modifica sorgente]

Le origini[modifica | modifica sorgente]

Cresciuto a Southbridge, cittadina di meno di mille abitanti a circa 45 km da Christchurch, figlio di Neville Carter, in gioventù estremo - mediano d'apertura della locale squadra di rugby, e di Beverly "Bev", insegnante[1], e fratello minore di Sarah, Carter pratica il rugby fin dall'età di cinque anni[2]: i suoi genitori, per permettergli di allenarsi ai calci di punizione che usava tirare oltre il tetto della propria casa, spesso danneggiando la grondaia e mettendo a rischio l'incolumità dei vetri delle finestre[2], gli costruirono come regalo per il suo ottavo compleanno una porta da rugby con pali regolamentari in un appezzamento di terreno retrostante l'abitazione e appositamente acquistato[2][3].

I pali sono ancora presenti nella proprietà dei genitori di Carter e sono divenuti una sorta di attrazione turistica[2], e non è insolito che tuttora alcuni tifosi saltino la siepe che protegge il terreno e si accampino sotto la porta per un picnic[2][3].

Il debutto professionistico[modifica | modifica sorgente]

Studente alla High School Old Boys di Christchurch, nella cui squadra di rugby militò fino al 2000[4], l'anno seguente entrò nell'orbita della formazione provinciale di Canterbury, per la quale debuttò in campionato nel 2002[5]; pochi mesi dopo tale debutto esordì anche nel Super 12 2003 nelle file dei Crusaders, la franchise professionistica di Canterbury[5].

La fama internazionale[modifica | modifica sorgente]

Alla fine della stagione di Super 12 il C.T. degli All Blacks John Mitchell convocò Carter, all'epoca nella posizione di tre quarti centro, e lo fece esordire ad Hamilton in un test match contro il Galles[6]; nell'occasione Carter contribuì con 20 punti, frutto di una meta, quattro trasformazioni e un calcio piazzato[6], alla vittoria neozelandese per 55-3. Con soli tre test match alle spalle Carter fu convocato per la Coppa del Mondo di rugby 2003 in Australia; in tale torneo disputò 5 incontri, ma non la semifinale contro i padroni di casa degli Wallabies, che la Nuova Zelanda perse; fu ancora in campo per la finale del terzo posto vinta contro la Francia per 40-13[7]. Il 2004 fu l'anno della prima vittoria di rilievo di Carter, il campionato nazionale provinciale con Canterbury; a livello internazionale mancò la vittoria nel Tri Nations, finito al Sudafrica, e nei test match di fine anno in Europa esordì nella posizione di mediano d'apertura (contro l'Italia a Roma, vittoria per 59-10[8]), che divenne da lì in avanti la sua posizione fissa in Nazionale.

Carter nel 2006 mentre tenta una trasformazione

Il 2005 fu, invece, l'anno in cui Carter ottenne piena consacrazione internazionale: dopo la conquista del Super Rugby con i Crusaders giunse la vittoria per 3-0 degli All Blacks nella serie contro i British Lions in tour in Nuova Zelanda[9], la conquista del Tri Nations e il Grande Slam nel tour neozelandese di fine anno, cui Carter contribuì con 39 punti complessivi negli unici due incontri che in tale occasione disputò, 26 contro il Galles battuto 41-3 (due mete, altrettanti calci piazzati e cinque trasformazioni[10]), e 13 contro l'Inghilterra sconfitta 23-19 (due trasformazioni e tre piazzati[11]).

A fine tour giunse, per la prima volta, il riconoscimento dell'International Rugby Board quale miglior giocatore dell'anno[12], battendo la concorrenza degli altri quattro nominati al premio, i suoi connazionali Richie McCaw e Tana Umaga e i sudafricani Bryan Habana e Victor Matfield[12].

Il 2006 vide Carter bissare il successo in Super Rugby e, a livello internazionale, nel Tri Nations e successivamente nel tour in Europa, con quattro tappe tra Francia e Gran Bretagna e altrettante vittorie, con 72 punti personali. L'anno successivo gli All Blacks furono in Francia per la Coppa del Mondo di rugby 2007; Carter scese in campo in solo tre incontri, incluso quello che fu fatale alla sua squadra, il quarto di finale perso contro la Nazionale di casa che costò l'eliminazione neozelandese.

Carter con la maglia dei Crusaders

Nel 2008 Carter tornò a contribuire alla risalita nel ranking mondiale della Nuova Zelanda, vincendo il Tri Nations e conquistando il suo secondo Slam personale nelle Isole britanniche: con le vittorie sulla Scozia per 32-6[13], sull'Irlanda per 22-3[14], sul Galles per 29-9[15] e infine sull' Inghilterra per 32-6[16], gli All Blacks tornarono al vertice del ranking IRB[17], dal quale erano stati estromessi un anno e due mesi prima dal Sudafrica in occasione della vittoria in Coppa del Mondo.

La Federazione neozelandese accordò a Carter un semestre sabbatico da gennaio a giugno 2009, in previsione del quale il giocatore aveva già firmato un contratto a termine con i francesi del Perpignano[18]; Carter, che si era accordato per circa 700 000 euro per sei mesi[19], si ruppe il tendine di Achille a fine gennaio 2009 dopo solo cinque incontri (uno di Heineken Cup e quattro di campionato), durante un match di Top 14 contro lo Stade français[19], e fu costretto a saltare tutta la stagione; fu di nuovo disponibile solo ad agosto inoltrato, quando fu schierato per la Nuova Zelanda nel Tri Nations. Proprio nell'ultimo incontro di tale manifestazione, nonostante la sconfitta per 29-32 contro il Sudafrica che diede la vittoria finale agli Springbok, Carter dapprima raggiunse il traguardo dei 900 punti personali[20], e successivamente superò il connazionale Andrew Mehrtens in testa alla classifica dei marcatori della competizione con 345 punti totali (il record precedente, prima dell'incontro, era di 329 punti)[20].

Il 2010 fu l'anno in cui Carter raggiunse importanti record personali sia a livello di club che internazionali: il 2 aprile, durante un 26 pari contro gli Hurricanes, raggiunse il suo millesimo punto in Super Rugby[21] e, dieci giorni più tardi, ne divenne il miglior marcatore a quota 1 022, battendo il precedente record di 1 019 dell'australiano Stirling Mortlock[21]; mille furono pure i punti raggiunti in Nazionale a giugno, in occasione di un 66-28 a New Plymouth contro l'Irlanda[22]. A novembre dello stesso anno, inoltre, in occasione del tour nelle Isole britanniche che diede alla Nuova Zelanda il terzo Slam in cinque anni e il quarto assoluto, Carter superò una prima volta l'inglese Jonny Wilkinson in cima alla classifica dei marcatori internazionali, raggiungendo quota 1 188 e sopravanzandolo di 10 punti nell'ultimo test match della serie, a Cardiff contro il Galles[23]; Wilkinson riguadagnò la vetta marcando durante il Sei Nazioni 2011, contro la Francia, il suo 1 190º punto[24], record poi ritoccato a 1 195; Carter riguadagnò definitivamente il primato il 30 luglio successivo a Wellington, nel Tri Nations, contro il Sudafrica[25], quando raggiunse quota 1 204[25].

Carter si presentò alla Coppa del Mondo di rugby 2011 come prima scelta del C.T. Graham Henry, ma non terminò il torneo — pur laureandosi alla fine campione del mondo — a causa di una serie di infortuni, dei quali egli fu la prima vittima in ordine cronologico, che misero fuori uso via via tutti i giocatori avvicendatisi nel ruolo di mediano d'apertura: Carter, infatti, si procurò uno stiramento inguinale durante un allenamento in previsione della partita contro l'Argentina, ancora nella fase a gironi[26]; il suo sostituto Colin Slade a sua volta riportò analogo infortunio prima della semifinale contro l'Australia, dando via libera ad Aaron Cruden, primo dei non convocati e richiamato durante il torneo[27]; infine anche Cruden si infortunò durante la finale contro la Francia e il posto di apertura fu dato a Stephen Donald, in origine neppure compreso tra le riserve da richiamare in caso di emergenza e cooptato a causa del forfait di Slade[28]; fu proprio Donald a marcare i punti decisivi che permisero alla squadra neozelandese di laurearsi campione del mondo[28].

L'infortunio in Coppa del Mondo tenne Carter fuori dal rugby giocato per un semestre intero: solo a inizio marzo del 2012, infatti, il giocatore poté tornare ad allenarsi[29], e il 24 successivo, a sei mesi esatti dall'ultimo incontro disputato, poté scendere in campo per una gara ufficiale, in Super Rugby contro i Central Cheetahs[30].

Nel corso della stagione consolidò il primato di punti nel Super Rugby e guidò i Crusaders alla semifinale di torneo, poi persa contro gli Chiefs[31], alla fine vincitori del titolo, e in Nazionale, vinta la prima edizione del rinnovato Tri Nation, rinominato Rugby Championship dopo l'arrivo dell'Argentina nel torneo, migliorò il record internazionale (oramai senza più la concorrenza di Wilkinson, nel frattempo ritiratosi dalla Nazionale inglese dopo la Coppa del Mondo di rugby 2011 e fermatosi a 1 246 punti[32]) portandolo a quota 1 385 a tutto il 31 dicembre 2012.

A fine 2012 giunse anche, come riconoscimento personale, il suo secondo titolo di miglior giocatore dell'anno dell'International Rugby Board[33], davanti al suo connazionale Richie McCaw, l'inglese Owen Farrell e il francese Frédéric Michalak[33]. Carter è il secondo giocatore, dopo il citato McCaw, a vincere più di una volta tale riconoscimento[33].

Vita privata[modifica | modifica sorgente]

Dan Carter è sposato dal dicembre 2011 con la black stick (hockeista su prato internazionale per la Nuova Zelanda) Honor Dillon[34]; i due sono legati sentimentalmente dal 2003[35] e si erano conosciuti a 18 anni all'università[35]. Oltre alla sua attività sportiva, Honor Dillon è stata occasionalmente modella per un marchio di lingerie e lavora come direttore commerciale per l'estero di una nota industria di birra neozelandese[36].

Palmarès[modifica | modifica sorgente]

Statistiche[modifica | modifica sorgente]

Tutte le statistiche sono aggiornate al 31 dicembre 2012[37].

Statistiche di club[modifica | modifica sorgente]

Competizione G Mt Tr CP Dr Pt
ITM Cup 27 12 47 45 0 289
Super Rugby 109 30 228 246 11 1 377
Top 14 4 0 1 9 0 29
Heineken Cup 1 0 2 0 0 4
Totali 141 42 278 300 11 1 699

Statistiche internazionali[modifica | modifica sorgente]

Selezione G Mt Tr CP Dr Pt
Nuova Zelanda Nuova Zelanda 94 29 245 244 6 1 385
Totali 94 29 245 244 6 1 385
Competizione G Mt Tr CP Dr Pt
Coppa del Mondo 10 3 35 7 1 109
Championship 37 6 69 113 4 519
Amichevoli 47 20 141 124 1 757
Totali 94 29 245 244 6 1 385


Momenti salienti della carriera internazionale[modifica | modifica sorgente]

Data Luogo Torneo Incontro Performance Punti Evento
21 giugno 2003 Hamilton
(Waikato Stadium)
Amichevole
Tour del Galles 2009
Nuova Zelanda - Galles 55-3 1 mt, 6 tr, 1 cp 20 Dan Carter debutta in Nazionale
26 luglio 2003 Sydney
(Stadium Australia)
Tri Nations 2003 Australia - Nuova Zelanda 21-50 1 mt., 1 tr 7 Esordio nel Tri Nations
6 giugno 1998 Melbourne
(Docklands Stadium)
Coppa del Mondo
2003
Nuova Zelanda - Italia 70-7 1 mt, 6 tr 17 Esordio in Coppa del Mondo
13 novembre 2004 Roma
(Stadio Flaminio)
Amichevole
Tour 2004
Italia - Nuova Zelanda 10-59 1 mt., 7 tr 19 Primo incontro nel ruolo di mediano d'apertura
12 settembre 2009 Hamilton
(Waikato Stadium)
Tri Nations 2009 Nuova Zelanda - Sudafrica 29-32 2 tr, 5 cp 19 Carter raggiunge e supera i 900 punti internazionali; fissa il nuovo record di punti nel Tri Nations a 345
21 novembre 2009 Londra
(Twickenham)
Amichevole
Tour 2009
Inghilterra - Nuova Zelanda 6-19 1 tr, 4 cp 14 Carter supera Andrew Mehrtens e diventa il miglior marcatore internazionale neozelandese con 979 punti
12 giugno 2010 New Plymouth
(Yarrow Stadium)
Amichevole
Tour dell'Irlanda 2010
Nuova Zelanda - Irlanda 66-28 7 tr., 1 cp 18 Carter diventa il primo neozelandese a raggiungere e superare i 1 000 punti internazionali
27 novembre 2010 Cardiff
(Millennium Stadium)
Amichevole
Tour 2010
Galles - Nuova Zelanda 25-37 3 tr, 2 cp 12 Carter supera per la prima volta Jonny Wilkinson e diventa il miglior realizzatore internazionale con 1 188 punti
30 luglio 2011 Wellington
(Westpac Stadium)
Tri Nations 2011 Nuova Zelanda - Sudafrica 40-7 2 tr, 2 cp 10 Carter supera definitivamente Wilkinson e ridiventa il miglior realizzatore internazionale con 1 204 punti

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Pastonesi, op. cit., pag. 37
  2. ^ a b c d e Richard Knowler, Parents' gift led to Dan Carter's talent in Stuff, 23 novembre 2009. URL consultato il 28 novembre 2012.
  3. ^ a b (EN) Marc Greenhill, Goalpost setting of a different sort in The Press (Christchurch), 22 gennaio 2010. URL consultato il 28 novembre 2012.
  4. ^ (EN) Mark Reason, New Zealand's Dan Carter aims to give Rugby World Cup lift to battered nation in Daily Telegraph, 6 luglio 2011. URL consultato il 9 gennaio 2013.
  5. ^ a b (EN) Daniel Richardson, All Blacks wary of ageing Carter in The New Zealand Herald, 10 settembre 2012. URL consultato il 9 gennaio 2013.
  6. ^ a b (EN) Merciless All Blacks crush Wales in BBC, 21 giugno 2003. URL consultato il 9 gennaio 2013.
  7. ^ (EN) New Zealand dismiss France in BBC, 20 novembre 2003. URL consultato il 9 gennaio 2013.
  8. ^ (EN) Herman Miller, All Blacks run Italy ragged in The Observer, 14 novembre 2004. URL consultato il 14 gennaio 2013.
  9. ^ (EN) Paul Doyle, New Zealand 38-19 Lions in The Guardian, 9 luglio 2005. URL consultato il 6 gennaio 2013.
  10. ^ (EN) Kevin Mitchell, All Blacks find a third Gear to leave ragged Wales running on empty in The Guardian, 6 novembre 2005. URL consultato il 6 gennaio 2013.
  11. ^ (EN) England edged out by All Blacks in The Guardian, 20 novembre 2005. URL consultato il 6 gennaio 2013.
  12. ^ a b (EN) Carter named Player of the Year in BBC, 27 novembre 2005. URL consultato il 14 gennaio 2013.
  13. ^ (EN) Rob Hodgetts, Scotland 6-32 New Zealand in BBC, 8 novembre 2008. URL consultato il 31 ottobre 2012.
  14. ^ (EN) John Haughey, Ireland 3-22 New Zealand in BBC, 15 novembre 2008. URL consultato il 31 ottobre 2012.
  15. ^ (EN) Bruce Pope, Wales 9-29 New Zealand in BBC, 22 novembre 2008. URL consultato il 31 ottobre 2012.
  16. ^ (EN) Mark Orlovac, Autumn Tests 2008 in BBC, 29 novembre 2008. URL consultato il 31 ottobre 2012.
  17. ^ (EN) Daniel Gilhooly, All Blacks find redemption after successful 2008 in The New Zealand Herald, 18 dicembre 2008. URL consultato il 31 ottobre 2012.
  18. ^ (EN) Perpignan sign All Black Carter in BBC, 27 giugno 2008. URL consultato il 14 gennaio 2013.
  19. ^ a b (EN) Carter's season over thanks to Achilles injury in The Guardian, 1º febbraio 2009. URL consultato il 14 gennaio 2013.
  20. ^ a b (EN) South Africa withstand New Zealand fightback to win Tri-Nations in The Guardian, 12 settembre 2009. URL consultato il 15 gennaio 2013.
  21. ^ a b (EN) Ernie Bogey, Carter Is Super Rugby's Highest Points-Scorer in Sports Illustrated, 12 aprile 2010. URL consultato il 14 gennaio 2013.
  22. ^ (EN) Mark Geenty, All Blacks crush 14-man Ireland in The New Zealand Herald, 12 giugno 2010. URL consultato il 13 gennaio 2013.
  23. ^ (EN) Dan Carter breaks all time pointscoring record in The Sydney Morning Herald, 28 novembre 2010. URL consultato il 14 gennaio 2013.
  24. ^ (EN) James Standley, England 17-9 France in BBC, 26 febbraio 2011. URL consultato il 23 marzo 2011.
  25. ^ a b (EN) Dan Carter regains points record as New Zealand thrash South Africa in The Guardian, 30 luglio 2011. URL consultato il 15 dicembre 2011.
  26. ^ (EN) Mike Averis, Rugby World Cup 2011: New Zealand lose Dan Carter to groin injury, 2 ottobre 2011. URL consultato il 29 novembre 2012.
  27. ^ (EN) Aaron Cruden shocked at All Blacks call-up in Stuff, 2 ottobre 2011. URL consultato il 29 novembre 2012.
  28. ^ a b (EN) Ian Chadband, Stephen Donald was New Zealand's accidental hero when kicking the winning points in the rugby World Cup final in Daily Telegraph, 18 novembre 2011. URL consultato il 29 novembre 2012.
  29. ^ (EN) Richard Knowler, Dan Carter back at Crusaders HQ, feeling good in Stuff, 1º marzo 2012. URL consultato il 15 gennaio 2013.
  30. ^ (EN) Patrick McKendry, Rugby: Dan the man for Crusaders in The New Zealand Herald, 25 marzo 2012. URL consultato il 15 gennaio 2013.
  31. ^ (EN) Evan Pegden, Chiefs edge Crusaders in semifinal nailbiter in Stuff, 27 luglio 2012. URL consultato il 15 gennaio 2013.
  32. ^ (EN) Paul Rees, Jonny Wilkinson announces his retirement from international rugby in The Guardian, 12 dicembre 2011. URL consultato il 15 dicembre 2011.
  33. ^ a b c (EN) All Blacks: Dan Carter named Player of the Year in The New Zealand Herald, 4 dicembre 2012. URL consultato il 15 gennaio 2013.
  34. ^ (EN) Dan Carter splashes out on his first day of wedded bliss in The New Zealand Herald, 12 dicembre 2011. URL consultato il 28 novembre 2012.
  35. ^ a b (EN) Megan Horsburgh, Hockey: Honor Dillon's selection propels her into the spotlight in The New Zealand Herald, 31 ottobre 2004. URL consultato il 28 novembre 2012.
  36. ^ (EN) Rachel Glucina, Dan, Honor in sexy lingerie shoot in The New Zealand Herald, 27 luglio 2009. URL consultato il 28 novembre 2009.
  37. ^ Legenda: G: Incontri disputati; Mt: Mete; Tr: Trasformazioni; CP: Calci piazzati; Dr: Drop goal; Pt: Punti.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

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