François Pienaar

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« Nessuno sceneggiatore di Hollywood avrebbe potuto scrivere un copione migliore … quando Nelson Mandela mi diede la Coppa mi disse “Grazie per quel che ha fatto per il Sudafrica”, ma io gli risposi: “Grazie per quel che ha fatto Lei!” »
(François Pienaar, ricordando la premiazione nella Coppa del Mondo di rugby 1995[1])
François Pienaar
Dati biografici
Nome Jacobus François Pienaar
Paese Sudafrica Sudafrica
Altezza 191 cm
Peso 108 kg
Rugby a 15 Rugby union pictogram.svg
Ruolo Terza linea
Ritirato 2000
Hall of Fame International Rugby Hall of Fame (2005)
IRB Hall of Fame (2011)
Carriera
Attività provinciale
1989-1996 Transvaal Transvaal 100 (?)
Attività di club¹
1996 Transvaal Transvaal
1996-2000 Saracens Saracens 48 (55)
Attività da giocatore internazionale
1993-1996 Sudafrica Sudafrica 29 (15)
Attività da allenatore
2000-2002 Saracens Saracens
Palmarès internazionale
Vincitore RugbyWorldCup.svg Coppa del Mondo 1995

1. A partire dalla stagione 1995-96 le statistiche di club si riferiscono ai soli campionati maggiori professionistici di Lega

Statistiche aggiornate al 5 marzo 2010

Jacobus François Pienaar (Vereeniging, 2 gennaio 1967) è un ex rugbista a 15, allenatore di rugby e dirigente sportivo sudafricano, capitano della Nazionale degli Springbok che vinse la Coppa del Mondo di rugby 1995.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nato a Vereeniging, nell’allora provincia del Transvaal, Pienaar compì gli studi superiori alla Patriot School di Witbank — all’epoca della cui frequenza rappresentò rugbisticamente il Sudafrica a livello scolastico[2] — e successivamente si iscrisse alla Rand Afrikaans University (oggi Università di Johannesburg), militandone nella formazione di rugby[3].

Nel 1989 entrò nella squadra del Transvaal, con cui vinse la sua prima Currie Cup nel 1993, bissando poi il successo nel 1994; il 1993 fu anche l’anno nella vittoria nel torneo del SANZAR, il Super 10.

Pienaar esordì in Nazionale sudafricana il 26 giugno 1993 a Durban contro la Francia, primo test match degli Springbok dopo il ritiro internazionale del precedente capitano, Naas Botha[4]; a Pienaar furono quindi assegnati i gradi fin dal suo incontro di debutto[3]; nel 1995 si trovò dunque a guidare la squadra che disputò la sua prima Coppa del Mondo, tenutasi proprio in Sudafrica a suggellare la fine del regime di apartheid in vigore fino a solo pochi anni prima, e a tre anni dalla fine del bando sportivo imposto al Paese dal Comitato Olimpico Internazionale[5].

Il Sudafrica si impose nella finale di Johannesburg sulla Nuova Zelanda grazie a un drop nei tempi supplementari di Joël Stransky e fu Pienaar a ricevere dal presidente Nelson Mandela, che nell’occasione vestiva la stessa maglia numero 6 del capitano[6], la coppa William Webb Ellis[7].

In quello stesso anno, con il Transvaal, vinse un’altra edizione del torneo del SANZAR e, l’anno successivo, nel corso del Tri Nations 1996, l’unico da lui disputato, chiuse la sua carriera internazionale, a Città del Capo contro la Nuova Zelanda. Furono 29 in totale gli incontri internazionali di Pienaar, tutti da capitano[3]; in 27 di essi fu schierato come flanker e in due occasioni come terza centro, durante il tour post-mondiale 1995 in cui il Sudafrica disputò il suo primo test match assoluto contro l’Italia, allo Stadio Olimpico di Roma.

Alla fine del 1996 Pienaar ricevette un’offerta complessiva di 500.000 sterline per due stagioni e mezzo al Saracens, in Inghilterra e, su consiglio di sua moglie Nerine, accettò l’ingaggio; debuttò in Premiership il 28 dicembre[8]; il contratto fu poi prolungato fino al 2000; nel periodo da giocatore al Saracens Pienaar vinse la coppa Anglo-Gallese nel 1998, battendo nella finale di Twickenham i London Wasps 48-18; nel 1999 ricevette anche l’invito dei Barbarians a giocare nell’incontro annuale contro il Leicester.

Nel 2000 Pienaar si ritirò da giocatore e fu nominato allenatore e direttore sportivo del Saracens, incarichi che tenne fino al febbraio 2002, quando si dimise a fronte degli scarsi risultati sportivi della squadra[9][10].

Tornato in Sudafrica, intraprese la carriera di dirigente aziendale[11] e di commentatore sportivo (per la britannica ITV commentò anche gli incontri della Coppa del Mondo di rugby 2007) e fece parte del direttivo del comitato che pose la candidatura sudafricana per la Coppa del Mondo di rugby 2011 (poi assegnata alla Nuova Zelanda).

Nel 1999 diede alle stampe un libro, Rainbow Warrior, e nel 2008 fu il soggetto di un’opera di John Carlin, Playing the Enemy: Nelson Mandela and the Game that Made a Nation (in italiano Ama il tuo nemico, Sperling & Kupfer, 2009), che fu la base del soggetto del film Invictus - L'invincibile (2009), di Clint Eastwood, in cui il personaggio di Pienaar è interpretato da Matt Damon.

Sposato con Nerine Winter dal 1996, Pienaar ha due figli, di uno dei quali Nelson Mandela fu padrino di battesimo[6].

Dal 2005, per i suoi meriti sportivi, Pienaar figura nell’International Rugby Hall of Fame[12].

Palmarès[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) BBC Sport Academy : François Pienaar. URL consultato il 6 marzo 2010.
  2. ^ (EN) SA School Players from 1974 to 2009. URL consultato il 6 marzo 2010.
  3. ^ a b c (EN) Springbok Profile : François Pienaar. URL consultato il 6 marzo 2010.
  4. ^ François Pienaar. URL consultato il 6 marzo 2010.
  5. ^ Flavio Vanetti, Il rugby, religione dei bianchi fa pregare i neri del Sudafrica in Corriere della Sera, 26 maggio 1995. URL consultato il 6 marzo 2010.
  6. ^ a b (EN) Paul Ackford, Hollywood gets it wrong over Nelson Mandela and François Pienaar in Daily Telegraph, 12 dicembre 2009.
  7. ^ Fabrizio Zupo, Sudafrica, meta di felicità in Corriere della Sera, 25 giugno 2005. URL consultato il 5 marzo 2010.
  8. ^ (EN) David Llewellyn, Pienaar’s Saracens Debut on Ice in The Independent, 29 dicembre 1996. URL consultato il 6 marzo 2010.
  9. ^ (EN) Mick Cleary, Pienaar Falls on Saracen Sword in Daily Telegraph, 15 febbraio 2002. URL consultato il 6 marzo 2010.
  10. ^ (EN) Pienaar to quit Saracens in BBC, 15 febbraio 2002. URL consultato il 6 marzo 2010.
  11. ^ (EN) Who's Who in South Africa: François Pienaar. URL consultato il 6 marzo 2010.
  12. ^ (EN) 2005 Inductees : François Pienaar. URL consultato il 6 marzo 2010.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • (EN) François Pienaar, Edward Griffiths, Rainbow Warrior : The Hard-Hitting Autobiography, Londra, HarperCollinsWillow, 1999, ISBN 0-00-218905-4.
  • John Carlin, Ama il tuo nemico. Nelson Mandela e la partita di rugby che ha fatto nascere una nazione, Milano, Sperling & Kupfer [2008], 2009, ISBN 88-200-4660-1.

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]


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