Marchio Alfa Romeo

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1leftarrow blue.svgVoce principale: Alfa Romeo.

Il marchio dell'Alfa Romeo in uso dal 2015

Il marchio dell'Alfa Romeo è l'emblema identificativo dell'omonima casa automobilistica italiana.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La genesi[modifica | modifica wikitesto]

Lo studio per un nuovo marchio iniziò subito dopo la fondazione dell'A.L.F.A., azienda milanese che sorse sulle ceneri della Società Italiana Automobili Darracq. Il consiglio di amministrazione della neonata casa automobilistica ne diede incarico al primo progettista Giuseppe Merosi[1]; il giorno successivo il più giovane dei disegnatori dell'Ufficio Tecnico – Romano Cattaneo, fratello di Giuseppe Cattaneo progettista di vetture Isotta Fraschini – suggerì a Merosi di includere il Biscione visconteo.

L'idea gli venne in mente mentre attendeva il passaggio mattutino del tram 14 al capolinea di piazza Castello per recarsi al lavoro, osservando la figura presente sulla torre del Filarete. Il suggerimento incontrò l'approvazione di Merosi, che iniziò subito a creare, insieme a Cattaneo, qualche schizzo del nuovo logo aggiungendovi la croce di rosso in campo d'argento dello stemma di Milano e le scritte di color oro su un anello blu "Alfa" e "Milano" divise da due nodi sabaudi in omaggio alla Casa regnante italiana[2][3]. Il logo così impostato venne presentato all'amministratore delegato Ugo Stella, del quale incontrò l'approvazione. Cattaneo venne poi incaricato di prepararne la versione definitiva[3].

L'evoluzione[modifica | modifica wikitesto]

Logo di un'Alfa Romeo d'epoca
I marchi Alfa Romeo dal 1910

Inizialmente la versione montata aveva un diametro esterno di 65 mm; questa versione fu presente sul radiatore dei veicoli costruiti alla fabbrica del Portello dal 1910 al 1915[4].

La casa automobilistica del "Biscione" non ha mai modificato radicalmente il suo marchio. Le uniche modifiche rilevanti hanno riguardato il settore circolare esterno:

  • Nel 1913 le scritte dall'ottone passano allo smalto bianco[5];
  • Nel 1919, dopo l'acquisizione del controllo dell'azienda da parte di Nicola Romeo, la legenda diventò Alfa Romeo (uniti da un trattino) Milano[2][4][5];
  • Nel 1925 è stata aggiunta una corona d'alloro in metallo sbalzato in ricordo della vittoria dell'Alfa Romeo P2 al primo campionato del mondo di automobilismo mai organizzato nella storia[2][4][6]. Il diametro esterno divenne di 75 mm per essere poi riportato a 60 mm nel 1930. Nel 1932 le vetture destinate in Francia portarono la legenda Alfa Romeo Paris, mentre l'anno successivo, per le vetture destinate al mercato estero, si tornò a usare la dicitura Alfa Romeo, con i due termini divisi da tre nodi sabaudi[5][7];
  • Nel 1946 (o l'anno prima per altre fonti[5]), dopo la vittoria della Repubblica al referendum del 2 giugno, sono state inserite due linee ondulate in sostituzione dei nodi sabaudi[2][4]. Nel contempo, la dimensione fu portata a 54 mm[6] e si usò, quale materiale di base, una lamiera rossa[5];
  • Dal 1950, in occasione dell'inizio della produzione dell'Alfa Romeo 1900, il marchio ritornò all'ottone smaltato, cioè al materiale ampiamente utilizzato per fabbricare questi componenti prima della seconda guerra mondiale. A partire dal 1960, il marchio divenne invece di materiale plastico[5][6];
  • Nel 1972, con la conversione dello stabilimento Alfasud di Pomigliano d'Arco alla produzione automobilistica, sono state tolte dal marchio la scritta Milano, le linee ondulate e il trattino che separava Alfa e Romeo, dando quindi al marchio un aspetto più "moderno" (restyling di Pino Tovaglia)[2][6][8]. Inoltre, l'omino che il biscione sta ingoiando, da oro diventò rosso[9], mentre la scritta è ancora in bianco[5];
  • Nel 1982 viene abbandonata la corona d'alloro ed il logo ha lo sfondo integralmente dorato (smalto su ottone), compresa la scritta[5];
  • Il 24 giugno 2015, in occasione dell'uscita della nuova Giulia e per il 105º anniversario della casa, viene eliminata la linea che separava i due campi della croce e del biscione; il nuovo campo si presenta puntinato con un motivo a fibra di carbonio bianco, l'omino e la corona del biscione diventano argentei così come la scritta Alfa Romeo, il cui tipo di carattere viene aggiornato, la cornice rimane blu scuro; il restyling del nuovo simbolo Alfa è opera dello studio Robilant&Associati[5][10][11][12].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Sannia, p. 14.
  2. ^ a b c d e Sannia, p. 17.
  3. ^ a b Ardizio, pp. 14-15.
  4. ^ a b c d Alvarez Garcia, p. 43.
  5. ^ a b c d e f g h i Fabio Sciarra, Nuovo marchio Alfa Romeo. Dopo 105 anni, il settimo sigillo, in Quattroruote, 27 giugno 2015. URL consultato il 27 giugno 2015.
  6. ^ a b c d Auto d’Epoca, pp. 88-89.
  7. ^ Ruoteclassiche, p. 105.
  8. ^ Giorgio Fioravanti, Il dizionario del grafico, Bologna, Zanichelli, 1993, p. 468, ISBN 88-08-14116-0.
  9. ^ Alvarez Garcia, p. 44.
  10. ^ Alfa Romeo: la Giulia porta con sé anche il nuovo logo, in www.automoto.it, 24 giugno 2015. URL consultato il 25 giugno 2015.
  11. ^ Valerio Berruti, Alfa Romeo, ecco la nuova Giulia, in la Repubblica, 24 giugno 2015. URL consultato il 24 giugno 2015.
  12. ^ Valerio Berruti, Alfa Romeo, ecco il nuovo logo, in la Repubblica, 24 giugno 2015. URL consultato il 24 giugno 2015.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Gonzalo Alvarez Garcia, Gli stemmi della Signoria viscontea e del Comune di Milano. Il marchio Alfa Romeo, Milano, Crespi e Occhipinti, 1972.
  • Lorenzo Ardizio, Alfa Romeo Cuore Sportivo, Milano, Mondadori, 2010, ISBN 978-88-370-7519-4.
  • Alessandro Sannia, Alfa Romeo - 100 anni di leggenda, Milano, Gribaudo, 2010, ISBN 978-88-7906-972-4.
  • L’evoluzione del marchio dell’Alfa Romeo, in Ruoteclassiche, anno IX, nº 3, Rozzano, Editoriale internazionale Milano, marzo 1995, p. 105.
  • Storia centenaria dello stemma Alfa Romeo, in Auto d’Epoca, anno XXVI, nº 5, Treviso, maggio 2009, pp. 88-89.