Lord Voldemort

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Tom Orvoloson Riddle
Voldemort (Ralph Fiennes) duella con Harry nel quarto film
Voldemort (Ralph Fiennes) duella con Harry nel quarto film
Universo Harry Potter
Nome orig. Tom Marvolo Riddle
Alter ego Lord Voldemort
Autore J. K. Rowling
1ª app. in Harry Potter e la pietra filosofale
Ultima app. in Harry Potter e i Doni della Morte
Interpretato da
Voci italiane
Sesso Maschio
Luogo di nascita Londra, Orfanotrofio Wool's
Data di nascita 31 dicembre 1926
Professione Commesso da Magie Sinister (da ragazzo)
Abilità Grande abilità negli incantesimi, lettura e controllo della mente, rettilofono
Affiliazione Serpeverde
Parenti
« Più bianco di un teschio, con grandi, lividi, occhi rossi, il naso piatto come quello di un serpente, due fessure per narici...
Voldemort era risorto. »
(J. K. Rowling, Harry Potter e il calice di fuoco, traduzione di Beatrice Masini)

Lord Voldemort (/voʊldəmɔr/)[1] è un personaggio immaginario della serie di romanzi Harry Potter scritta da J. K. Rowling. Il suo vero nome è Tom Orvoloson Riddle (nell'originale inglese, Tom Marvolo Riddle[2]), ed è il principale antagonista della saga, pur essendo fisicamente assente in ben due suoi capitoli: Harry Potter e il prigioniero di Azkaban (in cui è totalmente assente) e Harry Potter e il principe mezzosangue (in cui compare solo nei ricordi di altri personaggi).

In Harry Potter Voldemort è il più temuto mago oscuro di tutti i tempi, vanta infatti molti seguaci, i Mangiamorte (Death Eaters nella lingua originale). Nel mondo magico di Harry Potter non esiste nessuno che non conosca Lord Voldemort, in quanto è ritenuto il più abile mago di tutti tempi insieme ad Albus Silente. Secondo la trama, ha però perso i suoi poteri tentando di uccidere Harry Potter quando quest'ultimo aveva solo un anno: benché gli avesse scagliato l'Avada Kedavra (l'anatema che uccide), questo gli è rimbalzato indietro riducendolo ad una sorta di "ombra pensante".

È stato nominato come il miglior antagonista di una serie letteraria e cinematografica[3].

Significato del nome[modifica | modifica wikitesto]

Il nome Voldemort è stato inventato dall'autrice[4], anche se molti analisti letterali hanno considerato possibili significati del nome.

Vol de mort in francese significa "volo di morte" (va notato in proposito che nel settimo libro della saga Voldemort è effettivamente in grado di volare senza l'ausilio di alcuno strumento eccettuata la bacchetta magica, ed è l'unico nel mondo magico ad aver inventato la tecnica che permette tale tipo di volo). J. K. Rowling ha affermato che, come in francese, il nome Voldemort andrebbe pronunciato senza la "T" finale, anche se questa indicazione non è stata seguita nei film[5].

Come spiegato dal fantasma-ricordo di Riddle al termine di Harry Potter e la camera dei segreti, il suo nome completo, Tom Orvoloson Riddle anagrammato risulta in Son io Lord Voldemort[6] (in lingua originale il nome è Tom Marvolo Riddle, che diventa I am Lord Voldemort). Riddle scelse questo nome per staccarsi definitivamente dalla discendenza babbana del padre. Riddle inoltre si può tradurre in inglese come "enigma", "indovinello".

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Infanzia[modifica | modifica wikitesto]

Tom è figlio del babbano Tom Riddle e della strega Merope Gaunt, erede di Salazar Serpeverde. Dai romanzi si deduce che Voldemort è nato il 31 dicembre 1926. La madre sedusse Riddle con un filtro d'amore, rimanendo in seguito incinta; tuttavia, provando verso Tom un amore sincero, sentendosi in colpa per lo stratagemma utilizzato ed in parte illudendosi che il marito, anche senza "magia", potesse amarla, scelse di smettere di somministrargli il filtro, ma questi, sentendosi offeso per l'inganno subito, l'abbandonò. Merope, in un grave stato di depressione, rinunciò alla vita e morì poche ore dopo il parto.[7] Visse abbastanza da chiamare il figlio "Tom", come il marito, e "Orvoloson", come il padre. Tom Orvoloson Riddle (il futuro Voldemort) visse in un orfanotrofio a Londra per undici anni fino a quando Albus Silente lo invitò a frequentare la Scuola di Magia e Stregoneria di Hogwarts, nella quale lui insegnava.[8] Di questi anni all'orfanotrofio si sa solamente che il giovane Tom amava ferire con la magia, pur non sapendo che quello che faceva era proprio magia, i bambini che vivevano con lui nell'istituto, terrorizzandoli. Silente mostrerà ad Harry Potter come i poteri di Tom erano sorprendentemente sviluppati già a questa età e come questi era riuscito ad acquisirne una sorta di sinistra consapevolezza. Altra cosa molto importante è che il giovane Riddle era ossessionato dal collezionare tesori (giocattoli rubati agli altri bambini) caratteristica che in seguito si trasformerà nella spasmodica ricerca di contenitori preziosi per i suoi Horcrux.[9]

Quando scopre di essere un mago, Riddle è sicuro che sia stato il padre a possedere la magia, data la sua convinzione del fatto che, se la madre l'avesse posseduta, non sarebbe morta di parto.[10]

Essendo l'erede di Salazar Serpeverde egli è un rettilofono (sa quindi parlare il serpentese) ed ha perciò il potere di aprire la Camera dei Segreti, nascosta ad Hogwarts da Serpeverde migliaia d'anni prima, cosa che Riddle farà nel suo quinto anno di scuola provocando la morte di Mirtilla Malcontenta ad opera del terribile Basilisco e affidando la memoria di queste giovanili imprese al suo diario oscuro, che diventerà esso stesso un Horcrux.[11] Intorno a quegli anni, Tom incontra l'unico parente magico ancora in vita, Orfin Gaunt (fratello di sua madre), e viene a sapere che la magia gli deriva da sua madre e che suo padre, babbano, aveva abbandonato Merope causandone involontariamente la morte. Da ciò nasce un profondo odio per il padre.[10]

Carriera scolastica[modifica | modifica wikitesto]

Hogwarts è la scuola di magia frequentata da Tom Riddle

Ad Hogwarts , Tom Riddle si dimostra subito un mago abilissimo e studente modello. Per questo, riesce a raccogliere intorno a sé numerosi ammiratori, che diventeranno in seguito i Mangiamorte. Viene anche ammesso allo Lumaclub, un circolo informale presieduto dal professor Horace Lumacorno, docente di Pozioni, che invitava regolarmente i giovani studenti più portati o più ambiziosi. Riddle si dimostra, con Lumacorno e con gli altri insegnanti, un abile mentitore e lusingatore, tanto da guadagnarsi l'incondizionata stima di Lumacorno e degli altri professori, escluso Albus Silente che costantemente vigila su di lui, interessato e allo stesso tempo preoccupato di questo misterioso giovane. Emblematica è la frase che Lumacorno pronuncia nel sesto libro (Harry Potter e il principe mezzosangue): "Mi aspetto che tu diventi Ministro della Magia entro vent'anni. Quindici, se continui a mandarmi ananas, io ho ottimi contatti al Ministero", il che dimostra quanto grande fosse l'ascendente di Riddle sui professori. Lumacorno non vede, come molti suoi colleghi, la piega che Riddle ha ormai preso e nel corso di un incontro gli rivela alcune informazioni sugli Horcrux, che Tom Riddle sta già ipotizzando di usare per vincere e dominare la morte.[9]

Al suo quinto anno da studente, già famoso tra i compagni e i professori, sfrutta la sua notorietà per non essere sospettato di aver aperto la Camera dei Segreti, quindi si rende responsabile dell'assassinio di Mirtilla Malcontenta, che già aveva programmato per la costruzione del suo primo Horcrux. Poiché però questo omicidio viene ritenuto particolarmente grave dal consiglio direttivo della scuola, il preside Armando Dippet, su pressione di Silente, decide di chiudere immediatamente l'istituto. Riddle, spaventato dalla prospettiva di lasciare per sempre Hogwarts e tornare nell'odiato mondo babbano, rinchiude subito il Basilisco nella Camera dei Segreti, facendo ricadere la colpa dell'accaduto su Rubeus Hagrid e Aragog.[11][12]

La maturità e l'ascesa al potere[modifica | modifica wikitesto]

Le scoperte relative al comportamento del padre babbano portano Tom Riddle a compiere il primo diretto omicidio: egli giunge nel paesino di Little Hangleton e lì uccide il padre e i nonni paterni facendo ricadere la colpa sullo zio Orfin che verrà quindi recluso ad Azkaban, mentre la polizia babbana non riuscirà mai a trovare il colpevole delle incredibili morti, e gli abitanti del villaggio si convinceranno che il colpevole è il giardiniere dei Riddle, Frank Bryce.[10] Riddle s'impossessa dell'anello dello zio Orfin, lontano discendente di Cadmus Peverell, utilizzando gli omicidi appena commessi per creare il suo secondo Horcrux; tuttavia egli ignora che il prezioso cimelio di famiglia sia stato realizzato con uno dei Doni della Morte, ovvero la Pietra della Resurrezione in esso incastonata.

Conclusa la carriera scolastica con ottimi voti agli esami M.A.G.O., Tom chiede al preside Dippet di poter rimanere a Hogwarts come insegnante di Difesa contro le Arti Oscure, ma è respinto a causa della sua giovane età e invitato a ripresentarsi dopo qualche anno.[13] Allora Riddle, fra lo stupore di tutti i suoi insegnanti, diventa il commesso del negozio Borgin & Burke, a Notturn Alley. In realtà tutto questo ha un senso: Tom entra nell'ambiente per scovare tesori da trasformare in Horcrux. Il suo scopo è convincere le persone a vendergli i loro tesori, pratica in cui si dimostra straordinariamente abile. È proprio facendo questo lavoro che l'anziana e ricca strega Hepzibah Smith gli mostra due preziosissimi cimeli, la coppa di Tosca Tassorosso e il medaglione di Salazar Serpeverde. Due giorni dopo averglieli mostrati Hepzibah muore per mano sua e la colpa dell'omicidio viene data a Hokey (l'elfa domestica dell'anziana strega), cui Riddle ha modificato la memoria. I due tesori diventano rispettivamente il terzo e il quarto Horcrux. Dopo questi avvenimenti Riddle abbandona il suo lavoro e assume definitivamente il nome di Lord Voldemort, scomparendo per quasi dieci anni. Ricompare dieci anni dopo, irriconoscibile nell'aspetto, a causa della creazione dei primi Horcrux, che l'ha lasciato sfigurato. Tornato a Hogwarts chiede nuovamente di poter insegnare Difesa Contro le Arti Oscure, ma Silente (nel frattempo succeduto a Dippet come preside) rifiuta perché ha ormai ben chiara la scelta fatta da Voldemort. Tuttavia Riddle, consapevole che sarebbe stato rifiutato, sfrutta la sua visita alla scuola per un altro scopo, ovvero nascondere il quinto Horcrux da lui creato, il diadema di Priscilla Corvonero. Dopo questo rifiuto, Hogwarts non riuscirà più ad avere lo stesso insegnante di Difesa Contro le Arti Oscure per più di un anno fino alla morte di Voldemort stesso.

Giunto ormai ad altissimi livelli nella conoscenza delle Arti Oscure e dopo essere riuscito ad assicurare a quello che resta della sua anima l'immortalità rispetto al proprio corpo grazie agli Horcrux, Voldemort si rivela al mondo magico e inizia il suo regno di terrore con l'aiuto dei fedeli Mangiamorte e di creature oscure di cui si serve per diffondere morte e disperazione. Molte famiglie purosangue si fanno influenzare dalle idee di Voldemort e aderiscono ai suoi propositi totalitari, ma più tardi alcune di queste si tireranno indietro: ad esempio la famiglia Black, pur convinta della superiorità dei purosangue sugli altri maghi, non sosterrà ufficialmente Voldemort anche se alcuni suoi membri, come Regulus e Bellatrix, diverranno poi Mangiamorte (in molti sostengono che anche Narcissa, sorella di Bellatrix, faccia parte della cerchia dei Mangiamorte, ma, seppur prendendo parte alle riunioni di questi ultimi, non è dimostrato che sia stata marchiata con il Marchio Nero né che abbia mai preso parte ad una missione per conto di Voldemort).

Per combattere Voldemort e i suoi seguaci viene istituita (in parallelo ma in segreto rispetto all'attività degli Auror del Ministero della Magia) un'organizzazione detta Ordine della Fenice, fondata da Silente e composta da abili maghi e streghe (per la maggior parte Auror) diretti da quest'ultimo. Molti di questi vengono uccisi durante la prima guerra contro Voldemort. Il Ministero vede in prima linea nella lotta al Male il capo del Dipartimento per l'Applicazione della Legge Magica, Bartemius Crouch, che tra le iniziative adottate per stroncare le attività di Voldemort conferisce agli Auror il potere di usare le Maledizioni senza perdono contro i Mangiamorte senza dover scontare la pena prevista per un atto del genere, la reclusione a vita ad Azkaban.

La caduta[modifica | modifica wikitesto]

All'apice del suo potere, viene improvvisamente fatta una profezia da una presunta veggente, Sibilla Cooman, aspirante al ruolo di docente di Divinazione a Hogwarts. Essa afferma che alla fine del mese di luglio sarebbe nato, dai maghi che per tre volte avevano sfidato l'Oscuro Signore, un bambino che sarebbe stato in grado di vincere Voldemort perché quest'ultimo l'avrebbe indicato come suo eguale, ignorando tuttavia un potere posseduto dal bambino e a lui sconosciuto: "Nessuno dei due può vivere se l'altro sopravvive".[14]

La profezia viene pronunciata davanti ad Albus Silente nel pub Testa di Porco nel villaggio di Hogsmeade, ma è ascoltata solo nella sua prima parte anche da Severus Piton (allora un Mangiamorte fedele a Voldemort). È proprio Piton a rivelare al suo Signore l'esistenza di questa profezia e, benché fossero due i possibili soggetti (Neville Paciock, nato il 30 luglio dai coniugi Paciock, e Harry Potter, nato il 31 luglio), Voldemort era certo che fosse Potter e non Paciock ad essere il bambino della profezia, in quanto Harry era mezzosangue proprio come lui, mentre Neville era purosangue. Per tale motivo inizia una caccia ossessiva ai Potter.[14]

Questi si nascondono con l'Incanto Fidelius, affidando il segreto della loro residenza ad un Custode Segreto, ruolo per cui viene scelto Peter Minus; inizialmente, per questo ruolo, era stato indicato il migliore amico di James Potter, Sirius Black, ma quest'ultimo suggerisce di scegliere Minus (un altro amico di Potter) convinto che fosse fuori dai sospetti dei Mangiamorte. Minus, però, che passava informazioni sui Potter a Voldemort da mesi, rivela all'Oscuro Signore l'ubicazione del nascondiglio di Lily Evans e James Potter.

Voldemort si reca così di persona nella loro residenza, nel villaggio di Godric's Hollow, con l'intento di sterminare i Potter creando il sesto e ultimo Horcrux, al termine del quale la sua anima sarebbe stata divisa in sette parti e lui sarebbe diventato immortale. Dopo aver ucciso a sangue freddo un disarmato James, offre a Lily la possibilità di salvarsi se avesse rinunciato a difendere il bambino. Ella, però, rifiutandosi di fuggire, si frappone fra la maledizione ed Harry, fornendo al figlio, con il suo sacrificio d'amore, una protezione che neanche Voldemort avrebbe potuto scalfire. Così l'incantesimo si ritorce contro il suo creatore lasciando Harry incolume. Da questo momento, secondo la profezia, Harry diventa a tutti gli effetti il prescelto che può sconfiggere Voldemort, in quanto designato, nell'atto di aggredirlo, eguale dallo stesso Signore Oscuro. In questa circostanza Voldemort crea effettivamente un sesto Horcrux, ma non come aveva previsto: un pezzo della sua anima, così orrendamente lacerata, si trasferisce all'unico essere vivente presente nella stanza: Harry Potter. Il corpo di Voldemort viene distrutto mentre il suo spirito sopravvive, seppur ridotto a una misera forma di esistenza.

Dopo questo fatto il regno di terrore di Lord Voldemort cade.

Negli anni successivi i Mangiamorte vengono quasi tutti assicurati alla giustizia e rinchiusi ad Azkaban. Tuttavia Bellatrix Lestrange, Barty Crouch Jr., Rodolphus Lestrange e Rabastan Lestrange, i Mangiamorte più fedeli, prima di essere imprigionati cercano di capire che fine abbia fatto il loro padrone, e tentano così di estorcere informazioni dai coniugi Frank e Alice Paciock, i quali vengono condotti alla follia dopo essere stati spietatamente torturati con la Maledizione Cruciatus.

L'esilio[modifica | modifica wikitesto]

Per tredici anni Voldemort vaga sulla Terra sotto forma di un'anima moribonda, meno che fantasma, con indosso un lungo mantello ed un grande cappuccio. Il potere degli Horcrux lo tiene comunque aggrappato alla vita. Egli si nasconde nelle foreste più recondite dell'Albania, prendendo possesso di corpi animali i quali, però, deperiscono e muoiono poco dopo essere stati posseduti. Dieci anni dopo la caduta riesce infine a impossessarsi del corpo di un giovane mago (il professor Quirinus Raptor) insegnante di Difesa contro le Arti Oscure a Hogwarts di quell'anno. Tramite Raptor, Voldemort tenta di impossessarsi della Pietra Filosofale grazie alla quale sarebbe potuto ritornare completamente in vita, ma il piano fallisce a causa di Harry Potter e Silente. Questa sconfitta è un duro colpo per Voldemort, che abbandona il corpo di Raptor al suo destino e riprende il suo doloroso esilio nelle foreste dell'Albania.[15]

Il diario di Tom Riddle[modifica | modifica wikitesto]

Il diario, trasformato in un Horcrux, era stato affidato a Lucius Malfoy. Sebbene egli non sapesse che l'oggetto fosse un Horcrux, e che quindi contenesse un frammento dell'anima di Voldemort, sapeva che esso poteva avere un qualche collegamento con la Camera dei Segreti. Così egli fa in modo che il diario venga riportato ad Hogwarts: lo infila nel calderone di Ginny Weasley durante un battibecco con Arthur al Ghirigoro, senza farsi notare.[16] In questo modo il ricordo di Riddle si sarebbe quindi impossessato della ragazza e l'avrebbe obbligata ad agire secondo la sua volontà. Ginny, infatti, giovane e ingenua, confida al diario i suoi segreti e apre il suo cuore al misterioso ragazzo che le parla attraverso di esso. Grazie a questa apertura, Voldemort riesce a possedere Ginny facendo sì che apra la Camera dei Segreti per aizzare il terrificante Basilisco contro i mezzosangue. La bambina si accorge di avere dei vuoti di memoria di diverse ore ripensando ai momenti in cui gli studenti erano stati aggrediti e finisce col capire che il diario è pericoloso. Cerca di liberarsene, ma quando lo rivede in mano a Harry il terrore di essere scoperta la spinge a rubarlo. Commette l'errore di aprirlo, facendosi impossessare da Voldemort, che la costringe a raggiungerlo nella Camera dei Segreti, e a lasciare un messaggio sul muro per attirarvi Harry, con l'intento di sottrarre la forza vitale di Ginny per riacquistare una forma fisica e di uccidere Harry facendolo aggredire dal Basilisco. Il suo piano viene sventato, ancora una volta, dal giovane Potter, il quale uccide il Basilisco e distrugge il diario grazie al prezioso aiuto di Albus Silente.[11]

Il ritorno[modifica | modifica wikitesto]

Una statua di Lord Voldemort.

Quando perfino lui è convinto di non poter più tornare alla forza di un tempo, incredibilmente giunge in suo aiuto Peter Minus (alias Codaliscia): con un astuto stratagemma questo era riuscito a fingersi morto facendo ricadere la colpa del tradimento dei Potter e dell'assassinio su Sirius Black. Terrorizzato, Minus va in cerca del mago oscuro nella speranza di ricevere protezione da Black e Remus Lupin (un altro amico dei Potter, di Sirius e, in passato, dello stesso Minus); trovato quel che resta di Voldemort si mette al suo servizio, aiutandolo ad ottenere una forma corporea debole e grottesca, in attesa che possa riacquistare un corpo pienamente formato.

L'anno successivo Codaliscia intercetta in Albania Bertha Jorkins, un'agente del Ministero, e la conduce al cospetto di Voldemort. Grazie a potenti incantesimi di memoria l'Oscuro Signore estorce preziose informazioni alla povera strega che ne resta così provata da perire.[17] La più importante di queste notizie convince Voldemort a far ritorno in Inghilterra dove, con l'aiuto di Minus e di Barty Crouch Jr. si serve del Torneo Tremaghi per arrivare ad Harry Potter, infiltrando il Mangiamorte a Hogwarts (facendogli catturare l'abile Auror Alastor Moody, nuovo insegnante di Difesa contro le Arti Oscure, e facendogli assumere le sue sembianze grazie alla pozione polisucco). Grazie al sangue del ragazzo, all'osso del padre Tom Riddle Sr. e alla mano offerta in sacrificio dallo stesso Minus, Lord Voldemort torna finalmente in vita e al massimo del suo potere. Egli richiama a sé i Mangiamorte rimasti per assistere alla sconfitta di Potter, ma l'Incantesimo Reversus causato dallo scontro delle bacchette di Harry e di Voldemort che, avendo un nucleo identico, non possono funzionare bene l'una contro l'altra, permette a Harry di fuggire.[18][19][20][21][22]

Convinto erroneamente di non aver ancora creato il sesto Horcrux e desideroso di portare a termine l'opera che aveva inseguito sin da ragazzo, il mago oscuro si serve dell'omicidio di Frank Bryce per creare quello lui crede essere il sesto,[17] ma è in realtà il settimo Horcrux, ovvero Nagini.

Ritornato al potere, Voldemort riorganizza le file dei suoi seguaci. Aiutato involontariamente dal Ministero della Magia, che non vuole credere a un suo ritorno[22], Voldemort organizza la fuga da Azkaban di dieci Mangiamorte tra i più pericolosi e porta dalla sua parte i Dissennatori. Pianifica quindi l'attacco alle segrete del Ministero stesso: qui, nell'Ufficio Misteri, è conservata la versione integrale della profezia che lega Voldemort ad Harry e che il Signore Oscuro brama follemente per poter capire qual è il destino che li attende. La profezia può essere ritirata solo dalle persone che la riguardano e, non potendo farsi vedere al Ministero, tende una tranello a Harry per indurlo a ritirarla per i suoi Mangiamorte. In un violentissimo scontro al Ministero, tuttavia, i Mangiamorte non riescono nell'intento ed Harry e i suoi amici, condotti lì con l'inganno, si salvano a stento grazie all'intervento del ricostituito Ordine della Fenice. Nella colluttazione la profezia che lo riguarda viene distrutta. I Mangiamorte ormai in difficoltà richiamano il loro padrone tramite il Marchio Nero; tuttavia, subito dopo il suo arrivo, Voldemort è costretto a fronteggiare l'unico mago che abbia mai temuto, Albus Silente, con il quale ingaggia un feroce duello al termine del quale risulta momentaneamente sconfitto. Prima dell'arrivo degli Auror si impossessa del corpo di Harry, tentando di indurre Silente a uccidere il ragazzo per liberarsi di lui, ma fallisce nel suo intento ed è costretto a fuggire. Di fronte all'evidenza, il Ministero dovrà ammettere pubblicamente il ritorno di Voldemort.[23][24][25]

Deluso dal suo Mangiamorte Lucius Malfoy, che ha portato al fallimento la spedizione, Voldemort costringe il figlio di questi, Draco Malfoy, a progettare ed eseguire l'assassinio di Silente, non perché si aspetti che ci riesca, ma solo per punire Lucius, che vedrà morire Draco (per mano di Voldemort stesso) a causa del suo fallimento. La madre di Draco, Narcissa, convince Severus Piton, apparentemente tornato dalla parte dei Mangiamorte, a promettere con un Voto Infrangibile di assumersi la responsabilità di vegliare su Draco ed eventualmente di portare a termine l'impresa in caso di fallimento.[26] In realtà Piton ha già ricevuto quest'ordine da parte di Silente stesso, destinato a morire lentamente a causa della maledizione inflittagli dall'anello di Gaunt e preoccupato per l'anima di Draco, che si frantumerebbe se si macchiasse di omicidio.[14]

Dopo la morte di Silente per mano di Piton, Harry Potter resta l'unico capace di fronteggiare Voldemort e porre fine al suo potere; secondo le istruzioni di Silente, però, deve prima trovare e distruggere le parti dell'anima di Voldemort rinchiuse negli Horcrux, in modo da rendere Voldemort nuovamente mortale.[9]

La battaglia finale[modifica | modifica wikitesto]

Mentre i Mangiamorte prendono gradualmente il controllo del Ministero della Magia (dopo l'uccisione di Rufus Scrimgeour il posto di ministro viene preso da Pius O'Tusoe, fantoccio nelle mani di Voldemort), il Signore Oscuro deve risolvere un problema molto grave, ovvero il Prior Incantatio che gli aveva impedito di uccidere Harry al momento del suo ritorno. Per questo, Voldemort prima rapisce Olivander, il miglior fabbricante di bacchette inglese, che rinchiude nelle segrete della dimora dei Malfoy e tortura a lungo, poi interroga e uccide il collega di Olivander, Gregorovich. Olivander gli spiega che il Prior Incantatio non può essere risolto e che è necessario che Voldemort utilizzi un'altra bacchetta, non legata a quella di Harry. Voldemort si fa quindi prestare la bacchetta da Lucius Malfoy, ma anche questa non funziona e va anzi in pezzi quando, in un altro scontro, cerca di aggredire con essa Harry. La bacchetta di Harry, nel Prior Incantatio di tre anni prima, aveva assorbito dei poteri da quella di Voldemort. Per questo essa percepisce la presenza del Signore Oscuro e reagisce alle sue aggressioni indipendentemente dalla volontà di Harry.

Il simbolo dei Doni della Morte.

Voldemort si volge allora alla ricerca della Bacchetta di Sambuco, la bacchetta fabbricata da Antioch Peverell, sulla quale si addensano miti e leggende. La bacchetta, uno dei Doni della morte (oggetti potentissimi protagonisti di una leggenda magica), è considerata la più forte bacchetta di sempre, la bacchetta invincibile, a cui nemmeno Harry Potter potrà sottrarsi. Seguendo le sue tracce si reca a Nurmengard, la celebre prigione dell'Europa continentale dove è rinchiuso Gellert Grindelwald, potentissimo mago oscuro sconfitto da Silente nel 1945. Qui Voldemort scopre che l'ultimo possessore della bacchetta è stato proprio Grindelwald, il quale poi, essendo stato battuto a duello, fu costretto a cedere la sua bacchetta proprio a Silente. Grindelwald, però, si rifiuta di rivelare i segreti della bacchetta, ormai arso dal rimorso dei crimini passati e desideroso di proteggere la tomba del suo vecchio amico e rivale; così insulta Voldemort, che giudica miope e lo chiama per nome, e si offre spontaneamente alla morte. Voldemort ritorna di nascosto ad Hogwarts, dove profana la tomba di Silente e ruba la bacchetta; tuttavia, presto scopre che questa non sembra migliore della precedente, e capisce che non ne è riconosciuto come il legittimo proprietario perché non l'ha conquistata (la Stecca della Morte deve essere conquistata perché esprima tutte le sue potenzialità). Decide allora di uccidere Severus Piton, l'uomo che ha ucciso Silente e che quindi egli ritiene legittimo proprietario della bacchetta, per diventare il nuovo padrone.

Nel frattempo Harry e i suoi amici Ron Weasley ed Hermione Granger hanno trovato e distrutto altri due Horcrux (il medaglione di Salazar Serpeverde e la coppa di Tosca Tassorosso), che si sommano all'anello distrutto da Silente e al diario di Tom Riddle sedicenne. Resosi conto della missione che Silente aveva affidato ai tre ragazzi (quella di distruggere gli Horcrux), Voldemort decide di proteggere gli ultimi Horcrux, cioè il serpente Nagini, che racchiude in una specie di bolla protettiva, e il diadema di Priscilla Corvonero, che ha nascosto ad Hogwarts. Ma Harry, giunto ad Hogwarts, riesce a trovare il diadema, che viene distrutto non intenzionalmente da Vincent Tiger con l'uso dell'Ardemonio, il fuoco maledetto.

Voldemort, scoperta l'ubicazione del ragazzo, si presenta a Hogwarts insieme al suo esercito di seguaci e creature, intimando a Harry di incontrarlo nella Foresta Proibita pena la sua irruzione a Hogwarts. Harry, in questo lasso di tempo, è testimone della morte di Piton, e, grazie ai suoi ricordi, analizzati nel Pensatoio di Silente, scopre che quest'ultimo non è mai stato realmente dalla parte di Voldemort, ma soprattutto, scopre di essere egli stesso un Horcrux, diventato tale a dispetto della volontà di Voldemort la notte in cui quest'ultimo non riuscì ad ucciderlo.

Harry, dopo aver detto a Neville Paciock di eliminare il serpente Nagini (unico Horcrux rimasto), si dirige verso la Foresta Proibita, e si sacrifica venendo colpito dall'Avada Kedavra di Voldemort senza opporre resistenza. Tuttavia non muore: tre anni prima, infatti, Voldemort aveva prelevato il sangue di Harry per tornare in possesso del proprio corpo, e così facendo la protezione fornita dal sacrificio di Lily Evans viene mantenuta viva da Voldemort, in quanto dentro di lui scorreva lo stesso sangue della donna che aveva dato la vita per salvare Harry. La Profezia dunque si compie, ma in un modo del tutto inaspettato: Harry non può morire fin quando Voldemort rimane in vita; quella che è stata annientata dall'Avada Kedavra è quindi solo la parte di anima di Voldemort all'interno di Harry, la stessa parte grazie a cui il ragazzo era in grado di parlare in Serpentese e di leggere nella mente del Signore Oscuro. Tutto questo gli viene raccontato dallo spirito di Albus Silente che gli si presenta in sogno, mentre Harry si trova in uno stato di semi-vita causato dalla Maledizione ricevuta.

Riavutosi dalla maledizione, Harry si sveglia e riesce a fuggire dalle grinfie del nemico. Nello scontro finale a Hogwarts, Riddle non riesce a colpire nessuno degli avversari che fronteggia, poiché il sacrificio che Harry compie per salvare i suoi alleati a Hogwarts crea una protezione simile a quella di sua madre, che, col suo martirio, infatti, riuscì a salvare il figlio. Voldemort e Harry stanno per affrontarsi in un ultimo duello, ma Harry, prevedendo l'esito dello scontro, tenta di convincere Riddle a ravvedersi, l'unico modo possibile per far tornare integra l'anima frantumata del Signore Oscuro, ma quest'ultimo non vuol sentirne parlare. Sfortunatamente per lui, Voldemort ha commesso un ultimo errore fatale: Harry spiega a Riddle che la Bacchetta di Sambuco non è passata da Silente a Piton, ma a Draco Malfoy, perché era stato quest'ultimo a disarmare il preside poco prima che venisse ucciso. Silente e Piton avevano deciso insieme la morte di Albus: Silente voleva infatti morire imbattuto, in modo che la scia di sangue che la Bacchetta di Sambuco portava con sé si spezzasse una volta per tutte. Malfoy, quindi, senza mai entrarne in pieno possesso, diventa il vero proprietario della Bacchetta di Sambuco, fino a essere, in seguito, disarmato a sua volta da Harry che ne diventa l'ultimo proprietario. Harry avverte Riddle del pericolo che corre, perché la bacchetta di sambuco fu creata per non aggredire il suo padrone. Tom, accecato dall'ira, sembra non registrare queste informazioni e lancia la sua ultima maledizione. Harry usa il suo incantesimo preferito, l'Expelliarmus: vittima della sua stessa maledizione e questa volta senza Horcrux dopo la morte di Nagini, Voldemort muore definitivamente.

Personalità[modifica | modifica wikitesto]

Tom Riddle, sin da bambino, mostra molti tratti unici: forte indipendenza, interesse per i tesori, vendicatività, inclinazione a rubare, mentire e sadismo. Tom, forse a causa di un'infanzia sofferta, non è in grado di provare altri sentimenti che non siano rabbia e odio e non è in grado di sperimentare felicità autentica, se non nella caricatura rappresentata dalla soddisfazione dei suoi istinti. Tom non sopporta di dover contare sugli altri; per questo, anche nel suo ingresso nel mondo magico, vuole provvedere a sé per quanto possibile. Un tratto interessante della personalità di Tom è l'ascendente che esercita sulle persone: di bell'aspetto e con modi raffinati, anche i professori di Hogwarts restano ammaliati dall'eleganza quasi aristocratica di questo ragazzo, oltre che dal suo enorme talento; solo Silente si rivela immune al fascino di Riddle. Col passare del tempo, tuttavia, Tom perde il suo alone fascinoso, complice di questo anche il progressivo sfigurarsi del corpo a causa degli Horcrux (sembra comunque che, una volta ottenuto il potere, Voldemort non fosse più interessato ad apparire bello e incantevole). A Hogwarts non si fa amici, ma ammiratori. Tesse rapporti con più persone possibili le quali, convinti di aver ottenuto la sua amicizia, in futuro diventeranno i primi Mangiamorte.

« Sentirai molti dei suoi Mangiamorte sostenere di godere della sua fiducia, di essere i soli vicini a lui, perfino di capirlo. Sono degli illusi. Lord Voldemort non ha mai avuto un amico, e non credo che ne abbia mai voluto uno. »
(Albus Silente, Harry Potter e il principe mezzosangue)

Silente, tra le sue "lezioni" su Voldemort, si sofferma su un punto nodale: molti Mangiamorte sono convinti, a torto, di capire, di essere in sintonia col Signore Oscuro, di conoscerne l'anima e di avere il suo affetto e la sua fiducia. J. K. Rowling ha spiegato che l'incapacità di Voldemort di amare deriva dal fatto che fu concepito mentre suo padre era sotto l'effetto di un filtro d'amore, che produce solo una finta infatuazione.

« E nella vostra famiglia, come nel mondo... recideremo il cancro che ci infetta finché non resteranno solo quelli di sangue puro... »
(Lord Voldemort, Harry Potter e i Doni della Morte)

Un fattore molto oscuro della personalità di Tom è il suo odio per i Mezzosangue (o Nati-Babbani). Normalmente, infatti, questo odio si sviluppa in maghi che sono cresciuti, sin dalla tenera età, a contatto con maghi che a loro volta portano avanti lo stereotipo della superiorità dei purosangue. Nel caso di Tom sembra che l'odio per i mezzosangue discenda direttamente da Salazar Serpeverde, trasmesso immancabilmente per generazioni (saltando solo Merope) fino al nonno Orvoloson e, infine, a lui. La frase prima mostrata dimostra quanto sia terribile il suo disprezzo dei Nati-Babbani, che ritiene "un cancro che infetta" i maghi.

Tom, come tutti i maghi credenti nella Purezza di Sangue, non comprende che tutti i maghi sono pari, e che se alcuni non si "accoppiassero" con i Babbani si estinguerebbero sempre di più. Questa sua ignoranza lo porta ad uccidere, in Harry Potter e i Doni della Morte, la professoressa Charity Burbage, insegnante di Babbanologia ad Hogwarts, che aveva scritto sulla Gazzetta del Profeta che i Babbani sono dopotutto simili ai maghi e che vi si può convivere pacificamente e accoppiarvicisi.

Nonostante il suo potere, Tom prova una morbosa paura della morte e il suo più grande desiderio è raggiungere l'immortalità, cosa che ha cercato di ottenere attraverso la creazione degli Horcrux. In relazione a questo suo timore (confessato esplicitamente a Silente nel loro duello al Ministero, durante il quale Voldemort urla "Niente è peggio della morte, Silente!"), Riddle prova paura anche dei morti stessi, tanto da trascurare, e forse perfino ignorare, il possesso della Pietra della Resurrezione, uno dei Doni della Morte posseduto dalla sua famiglia, che consente al possessore di portare i defunti a uno stato di semi-vita. J. K. Rowling ha affermato che il Molliccio di Voldemort assumerebbe la forma del suo cadavere[27].

Tom è dotato di una straordinaria intelligenza, che emerge sin dai primi anni di età. Tuttavia la sua personalità genera gravi lacune, che nemmeno una tale intelligenza riesce a colmare. Tom è apparentemente freddo e calcolatore, ma non è in grado di impedire che la propria furia lo renda cieco. I due errori più gravi che commette sono causati proprio dalle sue mancanze:

  • L'aggressione di Harry e la conseguente perdita dei poteri sono causate da una totale ignoranza della sfera emotiva, dell'amore e di una larga parte della magia che ad esso si ancora;
  • La morte dovuta al prevalere della bacchetta di Harry su quella di Sambuco è dovuta a un errore di calcolo inevitabile, visto che non poteva sapere che Draco aveva disarmato Silente prima che Piton lo uccidesse, e a sua volta Harry aveva disarmato Draco, ma anche a una cecità causata dalla follia che lo pervadeva in quel momento. Harry era sfuggito alla morte ancora una volta, Bellatrix, la sua serva più fedele, era morta e nessuno dei suoi nemici cadeva sotto i colpi delle sue maledizioni: tutto questo era troppo persino per lui. La furia lo rende sordo alle parole di avvertimento di Harry e sempre la furia lo guida a scagliare la sua ultima maledizione, senza sapere che gli si sarebbe ritorta contro.

Il suo più grande difetto è proprio l'arroganza, la presunzione che non esistano persone giuste e persone inique, ma che la differenza sia tra deboli e potenti; la stessa presunzione che lo porta a sottovalutare la sfera dei sentimenti.

Ascendenza[modifica | modifica wikitesto]

Sebbene Voldemort sia mezzosangue (cosa che lui stesso odia ammettere), discende da una delle più antiche casate di maghi della storia del mondo magico, ovvero la famiglia Gaunt. Questa famiglia è a sua volta discendente dalla famiglia Peverell, che diede i natali ai tre maghi che ottennero i Doni della Morte; infatti, l'anello di Orvoloson Gaunt trasformato in Horcrux da Voldemort conteneva al suo interno uno dei tre doni, per la precisione la Pietra della Resurrezione. Dai Peverell discende anche la famiglia Potter: Harry ha ereditato dal ramo paterno il Mantello dell'invisibilità, un altro dei tre leggendari doni. Perciò, i due rivali non solo sono parenti alla lontana, ma dato che il ramo dei Gaunt è estinto (Voldemort era il suo ultimo esponente, dato che sua madre è morta di parto, il nonno Orvoloson morì ben prima della sua nascita, e lo zio Orfin morì ad Azkaban), e gli ultimi tre Riddle sono stati uccisi dallo stesso Voldemort e i genitori di Harry sono stati uccisi anche loro da Voldemort, Harry Potter è il solo parente in vita di Tom Orvoloson Riddle.

Albero genealogico[modifica | modifica wikitesto]

Salazar Serpeverde
Cadmus Peverell
Ignotus Peverell
Thomas Riddle
Marilina Riddle
Orvoloson Gaunt
James Potter
Lily Evans
Tom Riddle
Merope Gaunt
Orfin Gaunt
Harry James Potter
Tom Orvoloson Riddle

I seguaci[modifica | modifica wikitesto]

I Mangiamorte[modifica | modifica wikitesto]

Disegno del Marchio Nero.

Quando era al vertice della sua potenza Voldemort aveva molti seguaci, i cosiddetti Mangiamorte (Death Eaters), i Giganti, i lupi mannari (come si vede nel volume Harry Potter e il principe mezzosangue, Fenrir Greyback) e gli Inferi. Sempre nel sesto libro riesce ad ottenere anche l'aiuto dei Dissennatori, come predetto da Albus Silente, ma già nel quinto (Harry Potter e l'Ordine della Fenice), riesce a far evadere da Azkaban alcuni Mangiamorte (tra cui Bellatrix Lestrange), probabilmente con l'aiuto dei Dissennatori. Nel quarto libro (Harry Potter e il calice di fuoco), infatti, afferma che i Dissennatori sono i suoi alleati naturali in quanto creature oscure. I Mangiamorte sono in gran parte costituiti da maghi di discendenza purosangue, poiché essi si rispecchiano nei valori e negli ideali che Voldemort cerca di diffondere, cioè la superiorità dei maghi sui babbani e la necessità che la cultura magica rimanga all'interno delle sole famiglie purosangue, misura precauzionale per evitare il diffondersi di una cultura filo-babbana e da attuarsi tramite una selezione più rigida degli allievi da ammettere a Hogwarts, e tramite la creazione di una commissione ministeriale di registrazione di tutti i maghi nati-babbani. La grande maggioranza dei mangiamorte provengono dalla casa dei Serpeverde e fanno capo generalmente sempre alle solite famiglie di maghi purosangue fittamente imparentate tra loro: i Malfoy, i Lestrange, i Rosier, ecc. Fanno eccezione i Black i quali, pur essendo dichiarati sostenitori di Voldemort, contano tra le loro file pochi Mangiamorte (di cui alcuni pentiti, come Regulus) o addirittura membri dell'Ordine della Fenice come Sirius Black o Andromeda Black (madre di Ninfadora Tonks). Esistono anche famiglie purosangue dichiaratamente nemiche di Voldemort, per esempio i Paciock e i Weasley.

Il Marchio Nero (Morsmordre) è il richiamo che viene usato da Voldemort per radunare il suo esercito di fedelissimi. Solo la cerchia più stretta e intima di mangiamorte posseggono questo marchio (lo scopriamo nel settimo volume della saga, infatti a Fenrir Greyback non era stato concesso questo privilegio). Esso rappresenta un teschio dalle cui fauci esce un serpente, ed è un mezzo di comunicazione tra i Mangiamorte ed il Signore Oscuro: infatti quando Voldemort vuole richiamarli a sé gli basta toccare il marchio di qualsiasi Mangiamorte affinché quello degli altri bruci sotto la pelle e li avverta del suo richiamo. Il marchio nero, al momento della caduta di Voldemort dopo il primo tentativo di eliminare un piccolissimo Harry Potter, era sbiadito e si era offuscato dalle braccia dei Mangiamorte, per poi rinvigorirsi a partire dall'inizio del quarto libro, come ci fa intuire Igor Karkaroff in un suo dialogo con Severus Piton. Dunque il marchio si rafforza al rafforzarsi di Voldemort stesso.

I Mangiamorte lasciano anche il Marchio Nero sotto forma di luce verde nel cielo in tutti i posti in cui compiono le loro malefatte. Harry vede per la prima volta il Marchio Nero una volta finito il torneo mondiale di Quidditch, dove si pensa che l'abbia evocato una povera elfa domestica.

« Qualcosa di enorme, verde e lucente sbucò dalla pozza di oscurità... era un teschio colossale, fatto come di stelle di smeraldo, e con un serpente che gli usciva dalla bocca come una lingua. »
(J. K. Rowling, Harry Potter e il calice di fuoco, traduzione di Beatrice Masini)

A causa del Marchio Nero in Harry Potter e il principe mezzosangue, Harry e Silente salgono sulla torre pensando che qualcuno sia stato ucciso, invece era solo un astuto piano dei Mangiamorte per attirare al castello Silente.

I Ghermidori[modifica | modifica wikitesto]

I Ghermidori sono delle bande di maghi malvagi che si sono create nel settimo libro (Harry Potter e i Doni della Morte). Esse sono composte da vari seguaci di Voldemort che catturano Nati-Babbani in clandestinità per consegnarli alla Commissione per il censimento dei Nati Babbani formatasi sotto il regime di Voldemort e guadagnarci dei soldi. Rintracciano le persone soprattutto grazie al tabù imposto sul nome Voldemort che rende rintracciabile chiunque lo pronunci. Non sono però da considerarsi dei veri sostenitori, quanto invece delle persone subdole, opportuniste, e anche poco sveglie, che approfittano della situazione per guadagnare; persino gli stessi Mangiamorte li considerano feccia, in particolare Bellatrix Lestrange.

Gli Horcrux[modifica | modifica wikitesto]

Un Horcrux è un oggetto che racchiude una parte dell'anima di una persona: è considerato una delle magie oscure più terribili e per crearlo è necessario commettere un omicidio che spezzi l'anima. L'incantesimo per crearlo non è rivelato in nessuno dei libri. La distruzione di questi oggetti è estremamente complicata e può essere attuata solo con rari e potenti mezzi quali il veleno mortale del Basilisco (la spada di Godric Grifondoro può distruggere gli Horcrux in quanto impregnata di tale veleno[28]) o il fuoco prodotto dalla magia nera (l'Ardemonio, Fiendfire in inglese). L'intenzione di Voldemort era quella di dividere l'anima in 7 parti (il numero 7 è da sempre considerato un potente numero magico), creando quindi 6 Horcrux. A sua insaputa trasferisce un brandello della sua anima in Harry, lacerando quindi la sua anima in 8 parti quando crea l'ultimo Horcrux nel serpente Nagini. Gli Horcrux sono di vitale importanza per i piani del signore oscuro, motivo per cui gli oggetti scelti per crearli sono tutti particolarmente preziosi e significativi.

Di seguito sono elencati gli Horcrux nell'ordine in cui sono stati creati e successivamente distrutti:

  1. Il diario di Tom Orvoloson Riddle
  2. L'anello di Gaunt
  3. Il medaglione di Salazar Serpeverde
  4. La coppa di Tosca Tassorosso
  5. Il diadema di Priscilla Corvonero
  6. Harry Potter (unico Horcrux involontario)
  7. Il serpente Nagini

Il diario di Tom Orvoloson Riddle[modifica | modifica wikitesto]

Il diario contenente le memorie del sedicenne Tom Riddle, è conservato per molti anni da Lucius Malfoy fino all'incontro con Harry e la famiglia Weasley nella libreria "Il Ghirigoro". Lì il signor Malfoy lo mette di nascosto nel calderone di Ginny Weasley, al suo primo anno ad Hogwarts. La ragazza incomincia a confidarsi con il diario, fino a diventare troppo debole per liberarsene. Voldemort usa Ginny, possedendola, per riaprire la Camera dei Segreti, aperta da lui stesso 50 anni prima, quand'era ancora uno studente. L'Horcrux non era progettato per essere nascosto per proteggere l'anima di Voldemort, ma solo per simboleggiare la sua discendenza dalla casata di Serpeverde e della sua nobile opera che si accingeva a continuare. Doveva solo essere di "prova". Il mostro che abita nella Camera è un Basilisco, il suo scopo è quello di uccidere tutti i figli di Babbani che sono ad Hogwarts. Harry e Ron riescono a trovare l'entrata alla Camera, passando per il bagno di Mirtilla Malcontenta, unica vittima del basilisco. Harry riesce a trafiggere il diario di Tom con una zanna del basilisco poi lo riconsegna al signor Malfoy insieme ad un calzino, facendo in modo che l'elfo domestico Dobby ne entri in possesso diventando libero.

L'anello dei Gaunt[modifica | modifica wikitesto]

È l'anello che veniva tramandato dai membri della famiglia Gaunt, diretti eredi di Salazar Serpeverde e dei Peverell: Voldemort ha preso questo anello da suo zio Orfin Gaunt dopo avergli addossato la colpa dell'omicidio di Tom Riddle Sr. e dei nonni paterni. Riddle ha trasformato l'anello in un Horcrux ignorando che la pietra contenuta nell'anello era in realtà la Pietra della Resurrezione. L'anello è stato distrutto da Albus Silente con la spada di Grifondoro. Portando l'anello, però, Silente ha ricevuto una maledizione (che viene messa in evidenza nel sesto libro, quando Harry vede che la mano destra del preside si è annerita), che lo avrebbe portato alla morte entro un anno e forse anche meno; il preside, tuttavia, sceglie di perire volontariamente per mano di Severus Piton mettendosi d'accordo con lo stesso Piton, prima di soccombere a causa della maledizione mortale.

Il medaglione di Salazar Serpeverde[modifica | modifica wikitesto]

Il medaglione giaceva da anni in una grotta, racchiuso in un bacile contenente una pozione. Per estrarre il medaglione era necessario che la pozione fosse bevuta, e così Silente la beve: questa pozione ha il potere di rievocare i ricordi più orribili del vissuto di chi la beve, indebolendolo enormemente (scopriremo, nel capitolo 35º del settimo libro, che Silente bevendo questa pozione era stato riportato all'esatto momento in cui sua sorella Ariana e suo fratello Aberforth sono aggrediti dall'allora amico Grindelwald, con conseguente morte di Ariana). Dopo il recupero del medaglione, i due tornano a Hogwarts, dove Silente viene conseguentemente ucciso da Piton. Dopo la sua morte Harry si rende conto che il medaglione è un falso: l'originale è nelle mani di un misterioso R.A.B. Nel settimo libro si scopre che questi è Regulus Arcturus Black (fratello del padrino di Harry, Sirius Black) che lo ha lasciato per anni nella sua casa a Grimmauld Place, dove l'elfo domestico Kreacher tenta invano di distruggerlo, come gli aveva chiesto Regulus prima di venir ucciso dagli Inferi che proteggevano l'Horcrux. Quando Harry si rende conto di questo, però, il medaglione non c'è più, poiché era stato gettato via durante le pulizie della casa quando ancora era la base dell'Ordine della Fenice. "Fortunatamente" esso era stato recuperato da Kreacher poiché voleva salvare il maggior numero di tesori dei Black che gli fosse possibile. Dopo la morte di Sirius, Mundungus Fletcher entra a Grimmauld Place per rubare oggetti antichi da rivendere (tra questi c'è anche il medaglione) ma si trova a doverlo dare a Dolores Umbridge in cambio di una piccola indulgenza: i tre ragazzi lo recuperano durante un'incursione al ministero. Sarà distrutto da Ron Weasley in riva ad un lago con la spada di Grifondoro, intrisa col veleno di Basilisco.

La coppa di Tosca Tassorosso[modifica | modifica wikitesto]

La coppa di Tassorosso è un oggetto pervenuto a Voldemort mentre questi lavorava presso Magie Sinister. Un giovane Tom Riddle lo aveva sottratto, tramite omicidio, ad Hepzibah Smith, assieme al medaglione di Serpeverde. La coppa è custodita nella camera blindata di Bellatrix Lestrange alla Gringott. I tre ragazzi aiutati da un folletto di nome Unci-Unci riescono a penetrare nella camera e a rubare la coppa, però non riescono a distruggerla perché Unci-Unci fugge con la spada di Grifondoro, tradendoli. Quando i tre protagonisti ritornano ad Hogwarts per scovare il diadema di Corvonero, Ron Weasley decide di andare nella Camera dei Segreti e prendere le zanne dal teschio del basilisco ucciso da Harry al secondo anno, con il quale era stato distrutto il diario di Tom Riddle. Ron, lascia però ad Hermione l'onore di distruggere la coppa, così come Harry aveva concesso a Ron di distruggere il medaglione di Serpeverde con la spada di Grifondoro.

Il diadema di Priscilla Corvonero[modifica | modifica wikitesto]

È ritenuto perso da secoli, ma in realtà è custodito nella Stanza delle Necessità (lo stesso posto in cui Draco Malfoy ha trovato l'armadio svanitore che ha permesso ai Mangiamorte di entrare ad Hogwarts). Il diadema, che conferisce un'intelligenza smisurata a chiunque lo indossi, era stato sottratto a Priscilla Corvonero dalla figlia gelosa Helena (la Dama Grigia che lo aveva nascosto in Albania). Voldemort, con le sue capacità seduttive, convince il fantasma di Helena a rivelargli il nascondiglio della tiara, durante la sua permanenza a Hogwarts come studente. Voldemort recupera il diadema e dopo averne fatto un Horcrux lo riporta ad Hogwarts. Harry deve combattere con Draco, Tiger e Goyle per poter ottenere il diadema, ma Tiger, evocando con una potente maledizione chiamata Ardemonio un fuoco di magia nera capace di distruggere gli Horcrux, elimina inavvertitamente il diadema; resta tuttavia intrappolato tra le fiamme, mentre Harry e i suoi amici salvano la vita a Draco e Goyle.

Harry Potter[modifica | modifica wikitesto]

Senza volerlo, Voldemort ha creato in Harry Potter il suo sesto Horcrux. Questo accadde perché la contromaledizione di Lily Evans fu così potente da respingere indietro a Voldemort l'Avada Kedavra; in questo modo un frammento dell'anima di Riddle, già orribilmente guasta e danneggiata, entrò in Harry Potter, facendo di lui un Horcrux. Questo Horcrux viene distrutto dallo stesso Voldemort, scagliando l'Avada Kedavra su Harry; questa maledizione non uccide il ragazzo ma solo la parte della sua anima passata al giovane, il quale, di conseguenza perde ogni legame con l'anima di Voldemort, compresi i poteri quali la rettilofonia. Harry riesce a sopravvivere grazie alla protezione donatagli dalla madre, che si perpetua in quanto il sangue di Harry scorre nelle vene di Voldemort.

Il serpente Nagini[modifica | modifica wikitesto]

Nagini è un serpente gigante, lungo almeno 9 metri (30 piedi) ed è l'animale di compagnia di Lord Voldemort, il quale, parlando come Harry e Salazar Serpeverde (e tutti i discendenti di Salazar come Orvoloson e Orfin Gaunt, parenti di Voldemort) il serpentese, è in grado di comunicare con lei. È l'unico Horcrux creato da Voldemort dopo la sua caduta, con l'assassinio di Bertha Jorkins; egli è particolarmente attaccato a questo animale perché gli ha permesso di rimanere in vita prima di acquisire nuovamente il suo corpo: infatti durante il quarto anno che Harry passa a Hogwarts, il corpo di Voldemort viene tenuto in vita dal veleno di Nagini, che viene "munta" da Peter Minus.

Nagini fa la sua comparsa in Harry Potter e il calice di fuoco, quando nota il giardiniere che lavora nella casa abbandonata dove Voldemort e Peter Minus hanno trovato riparo, e allerta il suo padrone parlandogli in serpentese della presenza di questo sconosciuto, che alla fine viene ucciso dallo stesso Voldemort che scaglia sul malcapitato babbano la maledizione senza perdono Avada Kedavra.

In Harry Potter e l'Ordine della Fenice, Harry vede Nagini attaccare Arthur Weasley in uno dei suoi sogni e riesce a salvarlo allertando i membri dell'Ordine della Fenice. Harry poté vedere questa scena direttamente dalla prospettiva di Nagini, poiché al momento il serpente era sotto il controllo di Lord Voldemort stesso, che ne guidava le gesta.

In Harry Potter e il principe mezzosangue, Nagini non compare ma Silente rivela a Harry che molto probabilmente è uno dei sei Horcrux creati dal Signore Oscuro per garantirsi l'immortalità.

In Harry Potter e i Doni della Morte, Voldemort, resosi conto che Harry Potter sta cercando e distruggendo ad uno ad uno tutti i suoi Horcrux, decide di racchiudere Nagini all'interno di una specie di gabbia che le fornisce una protezione magica; tuttavia, alla fine del libro, quando Voldemort è convinto di avere ucciso Harry, toglie la protezione magica dal serpente e Neville Paciock ne approfitta, durante una battaglia, per tagliarle la testa con la spada di Grifondoro, uccidendola. Nagini ha un ruolo molto importante poi nel settimo libro perché, mentre è ancora racchiusa nella bolla magica di protezione, uccide su ordine di Lord Voldemort Severus Piton, preside di Hogwarts in carica, poiché l'Oscuro Signore voleva impadronirsi della Bacchetta di Sambuco, che erroneamente riteneva appartenesse a Piton e che in realtà riconosceva Draco Malfoy come legittimo proprietario, in quanto disarmò Silente prima che Piton lo uccidesse.

Nagini sembra essere l'equivalente malvagio di Fanny per Albus Silente; in più sembra che il serpente sia profondamente legato al suo padrone, anche spiritualmente, condividendo con lui un legame profondo, perché essendo un Horcrux contiene un pezzo dell'anima di Voldemort.

Nagini è la traduzione Hindi - così come in molte altre lingue indiane - per la femmina di cobra; inoltre, il termine nagini è il femminile di Nāga, uomo-serpente della mitologia indiana. A giudicare dalla descrizione che ne viene fatta non dovrebbe essere velenosa, in quanto non dovrebbe essere un cobra, bensì un pitone reticolato, come suggeriscono il colore e le dimensioni. Come dimostrato, però, dalle ferite di Arthur Weasley e di Severus Piton, le zanne di Nagini contengono veleno.

Il timore di Lord Voldemort[modifica | modifica wikitesto]

Lord Voldemort incute talmente tanta paura nel mondo magico che pochi osano pronunciare il suo nome (similmente a Plutone della mitologia romana: veniva detestato dagli dei e temuto dal popolo che temeva pronunciare anche solo il suo nome, per paura di scatenare la sua ira, poiché era il Dio della Morte e delle Tenebre): in genere i maghi lo chiamano infatti Colui-Che-Non-Deve-Essere-Nominato (He Who Must Not Be Named) oppure Tu-Sai-Chi (You-Know-Who). Alcuni dei suoi mangiamorte si riferiscono a lui come all'Oscuro Signore. Nel settimo e ultimo libro, Harry Potter e i Doni della Morte, il suo nome diviene un Tabù, cioè viene stregato da Voldemort stesso in modo da rintracciare chiunque lo pronunci, uno stratagemma per individuare i suoi oppositori, in quanto solo alcuni valorosi maghi buoni hanno il coraggio di formularne il nome per esteso.

Tra i pochi che pronunciano il nome di Voldemort vi sono Harry Potter (che verso la fine del settimo libro, a faccia a faccia con lui, lo chiama anche Riddle, suscitando le ire del Signore Oscuro), Hermione Granger e alcuni membri dell'Ordine della Fenice, tra cui Sirius Black, Remus Lupin, Alastor Moody e Albus Silente (quest'ultimo non solo non teme di chiamarlo Voldemort, ma addirittura, quando è a tu per tu con lui, lo chiama semplicemente con il suo vero nome, Tom).

Negli adattamenti cinematografici, pronunciano il nome Voldemort anche Arthur Weasley (sesto film) e Minerva McGranitt (ottavo film). Grindelwald (settimo film) e Harry Potter (ottavo film), come Silente, lo chiamano anche "Tom".

Adattamento cinematografico[modifica | modifica wikitesto]

Ralph Fiennes è l'attore che interpreta Lord Voldemort nei film di Harry Potter.

Nelle trasposizioni cinematografiche dei libri di Harry Potter, Lord Voldemort è interpretato dall'attore britannico Ralph Fiennes. Tuttavia, egli fa la sua prima apparizione solo nel quarto film, Harry Potter e il calice di fuoco[29]: nel primo film, infatti, il Signore Oscuro appare in tre situazioni diverse, interpretato da due attori differenti[30]. Nel flashback in cui uccide i coniugi Potter è infatti interpretato da Richard Bremmer[31], mentre alla sua seconda apparizione nella Foresta Proibita e nella scena finale a interpretarlo è lo stesso attore del professor Raptor, Ian Hart, del quale viene modificata al computer sia il viso che la voce[30].

Il Lord Voldemort dei film appare leggermente differente da come descritto nei romanzi: avvolto da una lunga veste nera che si materializza intorno a lui nell'istante in cui riassume la sua forma umana, contrariamente alla descrizione di J. K. Rowling, che lo descrive con occhi rossi e pupille verticali, ha gli occhi azzurri di Fiennes. Il naso è invece piatto e aderente alla pelle del viso come descritto nel quarto libro[32].

Voldemort appare anche in diversi flashback nella sua forma umana originaria: a quindici anni e a undici anni in Harry Potter e il principe mezzosangue, interpretato rispettivamente da Frank Dillane e da Hero Fiennes-Tiffin (nipote di Ralph Fiennes), e a sedici da Christian Coulson, quando compare sotto forma di ricordo in Harry Potter e la camera dei segreti[33].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Enchanted with Potter Literature: Fans line up for hours to get their books signed in The Orange County Register, Santa Ana, CA, 26 ottobre 1999. URL consultato il 28 dicembre 2006.
  2. ^ Ciò per permettere che si realizzasse un particolare anagramma: in inglese, I am Lord Voldemort, in italiano invece Son io Lord Voldemort
  3. ^ Lord Voldemort Number One Movie Villain According to Moviefone, The-leaky-cauldron.org, 11 luglio 2008. URL consultato il 28 luglio 2012.
  4. ^ Lydon, Christopher, J.K. Rowling interview transcript, The Connection (WBUR Radio), 12 ottobre 1999.
  5. ^ Enchanted with Potter Literature: Fans line up for hours to get their books signed
  6. ^ da "Harry Potter e la Camera dei Segreti", Salani Editore.
  7. ^ Capitolo 20 - La casa di Gaunt in Harry Potter e il principe mezzosangue, 2005.
  8. ^ Capitolo 13 La commissione per il censimento dei Nati Babbani in Harry Potter e i Doni della Morte, 2007.
  9. ^ a b c Capitolo 23 - Gli Horcrux in Harry Potter e il principe mezzosangue, 2005.
  10. ^ a b c Capitolo 17 - Un ricordo lumacoso in Harry Potter e il principe mezzosangue, 2005.
  11. ^ a b c Capitolo 17 - L'erede di Serpeverde in Harry Potter e la camera dei segreti, 1998.
  12. ^ Capitolo 13 - Il Diario Segrettissimo in Harry Potter e la camera dei segreti, 1998.
  13. ^ Capitolo 20 - La richiesta di Lord Voldemort in Harry Potter e il principe mezzosangue, 2005.
  14. ^ a b c Capitolo 33 - La storia del principe in Harry Potter e i Doni della Morte, 2007.
  15. ^ J. K. Rowling, Capitolo 17 - L'uomo dai due volti in Harry Potter e la pietra filosofale, traduzione di Marina Astrologo, a cura di Stefano Bartezzaghi, Nuova Edizione, Milano, Adriano Salani Editore [26 giugno 1997], 17 ottobre 2013, ISBN 978-88-6715-595-8.
  16. ^ Capitolo 4 - Il Ghirigoro in Harry Potter e la camera dei segreti, 1998.
  17. ^ a b Capitolo 1 - Casa Riddle in Harry Potter e il calice di fuoco, 2000.
  18. ^ Capitolo 32 - Carne, sangue e ossa in Harry Potter e il calice di fuoco, 2000.
  19. ^ Capitolo 33 - I Mangiamorte in Harry Potter e il calice di fuoco, 2000.
  20. ^ Capitolo 34 - Prior Incantatio in Harry Potter e il calice di fuoco, 2000.
  21. ^ Capitolo 35 - Veritaserum in Harry Potter e il calice di fuoco, 2000.
  22. ^ a b Capitolo 36 - Le strade si dividono in Harry Potter e il calice di fuoco, 2000.
  23. ^ Capitolo 36 - L’unico che abbia mai temuto in Harry Potter e l'Ordine della Fenice, 2003.
  24. ^ Capitolo 37 - La profezia perduta in Harry Potter e l'Ordine della Fenice, 2003.
  25. ^ Capitolo 38 - La seconda guerra comincia in Harry Potter e l'Ordine della Fenice, 2003.
  26. ^ Capitolo 27 - La torre in Harry Potter e il principe mezzosangue, 2005.
  27. ^ Edinburgh "cub reporter" press conference, ITV, 16 July 2005
  28. ^ Hermione giunge a questa conclusione nel corso del settimo libro, Harry Potter e i Doni della Morte.
  29. ^ (EN) Harry Potter e il calice di fuoco in Internet Movie Database, IMDb.com Inc. URL consultato il 1º marzo 2013.
  30. ^ a b (EN) Credit Confusion, MuggleNet. URL consultato il 25 agosto 2013.
  31. ^ (EN) Harry Potter e il calice di fuoco in Internet Movie Database, IMDb.com Inc. URL consultato il 1º marzo 2013.
  32. ^ A Fiennes Voldemort, IGN, 18 ottobre 2005. URL consultato il 1º marzo 2013.
  33. ^ (EN) Lord Voldemort in Internet Movie Database, IMDb.com Inc. URL consultato il 1º marzo 2013.

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