Magia in Harry Potter

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Nel mondo magico di Harry Potter creato dalla scrittrice britannica J. K. Rowling, la magia è descritta come una forza naturale che può essere usata per ignorare le normali leggi della natura e per compiere azioni non comuni. Molte creature magiche esistono nella realtà, ma nella serie hanno proprietà che non possiedono normalmente (come i gufi, che sono usati per trasportare la posta). Gli oggetti, anche, possono essere migliorati o modificati con il potere magico, così come possono essere usate pozioni magiche. La piccola percentuale degli esseri umani che sanno praticare la magia è rappresentata dalle streghe e dai maghi, al contrario la maggiore percentuale non-magica dai Babbani.

Negli umani, la magia o la mancanza di essa è un attributo innato. Il gene della magia è ereditato e non c'è modo di imporre la magia a una persona che non ha poteri magici.[1]
Esistono però delle eccezioni: le persone che non sono in grado di praticare le arti magiche pur avendo genitori dotati di poteri magici sono dette Maghinò, invece una strega o un mago nati da genitori privi di qualunque potere magico (Babbani) sono detti Nati Babbani o "Mezzosangue" (Mudblood), termine dispregiativo.
Benché i Nati Babbani siano abbastanza comuni, i Maghinò sono estremamente rari, e non incidono molto sul fatto che i maghi siano in netta minoranza rispetto ai Babbani.

Usare la magia[modifica | modifica wikitesto]

Sebbene le capacità magiche di una persona si manifestino all'inizio spontaneamente, per usarle in maniera ottimale è necessario un adeguato apprendimento. Quando la magia è allo stato "selvaggio", tipicamente nel caso dei bambini e dei giovani non addestrati, si presenterà nei momenti di forte apprensione, timore, o rabbia.[2] Per esempio, a Harry Potter, dopo un taglio di capelli fatto in modo maldestro da zia Petunia, il timore di essere deriso dai suoi compagni di classe la mattina seguente li fa ricrescere e, in Harry Potter e il prigioniero di Azkaban la rabbia nei confronti di zia Marge, che sta offendendo suo padre, fa sì che la donna si gonfi a dismisura.
Mentre questa reazione è quasi sempre incontrollabile, Tom Orvoloson Riddle, più successivamente conosciuto come Lord Voldemort, usava i poteri magici in modo diverso, con astuzia, come spiega a Silente nell'orfanotrofio, a undici anni.[3]

« Muovo le cose senza toccarle. Faccio fare agli animali quello che voglio senza addestrarli. Faccio capitare cose brutte a chi mi dà fastidio. So ferirli, se voglio. [...] Lo sapevo che ero diverso. Lo sapevo che ero speciale. Ho sempre saputo che c'era qualcosa. »
(Tom Orvoloson Riddle in Harry Potter e il principe mezzosangue, J. K. Rowling, traduzione di Beatrice Masini)

Ciò potrebbe essere dovuto al fatto che la magia scaturisce nei momenti di rabbia o di dolore e poiché durante l'infanzia Tom Riddle ha ampiamente sperimentato tali emozioni, la sua abilità magica potrebbe essersi precocemente sviluppata, ma questa è solo una supposizione.

Quasi tutta la magia è eseguita con l'uso di un attrezzo di sostegno, tipicamente una bacchetta. A proposito della magia senza l'uso di una bacchetta, la Rowling dice:[4]

« Si può fare della magia incontrollata senza una bacchetta (per esempio quando Harry fa gonfiare la zia Marge) ma per ottenere risultati veramente buoni, si ha bisogno di una bacchetta. »

Un mago o una strega rendono il meglio quando usano la loro bacchetta. Durante la serie è evidente che quando usano la bacchetta di un altro, gli incantesimi non sono potenti come sarebbero normalmente.[5]

All'interno dei libri, i particolari tecnici della magia non vengono rivelati. Delle lezioni di Harry sono date in dettaglio soltanto quelle che riguardano Cura delle creature magiche, Pozioni, Difesa contro le Arti Oscure (non durante il primo e il settimo anno) o Divinazione.

Severus Piton ha detto una volta a Harry che "Il tempo e lo spazio sono importanti nella magia..." ; durante la sua prima lezione di Occlumanzia in Harry Potter e l'Ordine della Fenice e Albus Silente ha detto a Harry "La magia lascia sempre delle tracce... delle tracce molto evidenti, a volte..." ; dopo l'individuazione della barca celata con la magia che serviva a raggiungere il medaglione divenuto Horcrux (Harry Potter e il principe mezzosangue).

I limiti della magia[modifica | modifica wikitesto]

Prima di pubblicare il primo romanzo di Harry Potter, la Rowling ha passato cinque anni a stabilire i limiti della magia, determinando che cosa potrebbe e non potrebbe fare.
" La cosa più importante da decidere quando stai creando un mondo fantastico, " ha detto nel 2000, " è decidere che cosa i personaggi non possono fare." Per esempio, mentre è possibile evocare le cose dal nulla, è molto difficile generare qualcosa di specifico piuttosto che in generale.[6]

È impossibile resuscitare i morti. I cadaveri possono essere trasformati in Inferi, ridestati su ordine di un mago vivente; simili a zombie senza anima o volontà propria e costretti all'obbedienza. È inoltre possibile conversare via Prior Incantatio con "ombre" (simili a fantasmi) di persone assassinate con la magia. Quest'effetto si verifica raramente, solo quando due bacchette dall'anima gemella si affrontano oppure può essere richiamato con l'Incantesimo Reversus (formula Prior Incantatio).[7] Anche la Pietra della Risurrezione permette la comunicazione con i morti, ma le persone riportate dalla Pietra non sono materiali, né vogliono essere disturbate dalla loro esistenza pacifica.

Inoltre, è impossibile rendersi immortali a meno che non si usi un oggetto mistico di gran potenza per sostenere la vita (ad esempio la Pietra Filosofale costruita da Nicolas Flamel o un Horcrux, metodo usato da Lord Voldemort). La persona che riesce a possedere tutti e tre i leggendari Doni della Morte viene definito "Padrone della Morte". Tuttavia, secondo Albus Silente, solo chi riesce ad accettare che la morte sia inevitabile e a non usare i Doni è il vero conquistatore della morte.

Tuttavia esistono uno o più modi per evitare la morte di un mago. Il sangue sembra essere uno di questi: il sangue di Harry Potter viene usato da Voldemort per tornare in vita; tuttavia, la protezione data da Lily Potter al figlio, penetrando nel nuovo corpo del Signore Oscuro, fa in modo che Harry non possa essere ucciso finché Voldemort è in vita. Infatti, dopo essere stato colpito dall'Avada Kedavra, Harry viene trasportato in un limbo, e grazie al proprio sangue che ancora si trova nelle vene di Voldemort può tornare indietro nel mondo dei vivi.

Cinque Principali Eccezioni alla Legge di Gamp sulla Trasfigurazione degli Elementi[modifica | modifica wikitesto]

Le Cinque Principali Eccezioni alla Legge di Gamp sulla Trasfigurazione degli Elementi sono cinque oggetti magici che fanno eccezione alla Legge di Gamp sulla Trasfigurazione degli Elementi - ovvero che non possono essere generati dalla magia. Delle cinque eccezioni, soltanto quattro sono menzionate nella serie: cibo, amore, vita ed informazioni. È probabile che la quinta e ultima eccezione riguardi il denaro, infatti la Rowling ha detto in un'intervista che i maghi non possono evocare i soldi dal nulla,[8] altrimenti il commercio dei maghi finirebbe. Tuttavia, la Pietra Filosofale (ma in questo caso si parla di alchimia e non di magia) possiede la capacità di trasformare il metallo in oro, che è lo stesso metallo delle monete del mondo magico.
L'amore, la seconda delle cinque eccezioni, è accennato per la prima volta in Harry Potter e il principe mezzosangue da Horace Lumacorno.[9] Il cibo, la prima delle cinque eccezioni, è invece menzionato per la prima volta in Harry Potter e i Doni della Morte, prima da Hermione Granger e più successivamente da Ron Weasley[10], e può essere al limite moltiplicato da cibo preesistente, non creato dal nulla; infatti il cibo nella mensa a Hogwarts non è evocato o creato magicamente; piuttosto, è trasportato verso l'alto attraverso il pavimento dalle cucine. In altri casi nella serie sembra che l'alimento inoltre possa essere generato magicamente[11]; anche questa spiegazione probabilmente è valida.

Magia e emozione[modifica | modifica wikitesto]

La condizione emotiva di una strega o di un mago può influenzare le sue abilità magiche. In Harry Potter e il principe mezzosangue, Ninfadora Tonks temporaneamente ha perso il suo potere di Metamorfomagus, dopo la sofferenza dovuta al rifiuto di Remus Lupin di sposarla, vista la condizione sociale di quest'ultimo. Il Patronus di lei era anche cambiato in un Lupo Mannaro, dato il suo amore per Lupin. Come viene detto da Albus Silente a Harry Potter, Merope Gaunt ha dimostrato tutta la sua abilità magica solo una volta sfuggita all'oppressione del padre, ma d'altra parte ha sembrato perderla una seconda volta quando suo marito l'ha abbandonata. Molti altri esempi di magia influenzata dall'emozione compaiono durante la serie, quelli di Ariana (la sorella di Silente) e dell'attacco di Harry su Zia Marge in Harry Potter e il prigioniero di Azkaban sono esempi tipici.

Magia e morte[modifica | modifica wikitesto]

La morte è studiata dettagliatamente in una stanza (chiamata la Camera della Morte) che si trova all'interno dell'Ufficio Misteri e che contiene un velo racchiuso da un arco di pietra (che sembrerebbe una specie di portale tra il mondo della vita e quello della morte). Sirius Black cade dietro al velo dopo essere stato colpito da una maledizione di Bellatrix Lestrange, e scompare dentro di esso. Harry Potter e Luna Lovegood sentono dei sussurri provenire dal velo in Harry Potter e l'Ordine della Fenice.

Alcune delle tecniche magiche sono state usate per prolungare la vita. La Pietra Filosofale può essere usata per preparare una pozione che rimanda la morte indefinitamente. Voldemort si è servito di altri metodi, essendo uno dei pochi maghi che hanno utilizzato un Horcrux nel suo tentativo di sfuggire la morte e forse essendo l'unico che ne ha creati più di uno. Inoltre, bere sangue di unicorno mantiene una persona viva anche se è ad un passo dalla morte, ma al prezzo terribile di essere maledetto per sempre.[12]

Avere poteri magici può contribuire alla longevità, poiché ci sono parecchi personaggi nella serie che sono molto vecchi.

È rivelato da Nick Quasi Senza Testa nel quinto libro che i maghi hanno l'opzione di diventare fantasmi quando muoiono. L'alternativa è "andare avanti". Tutti i direttori di Hogwarts compaiono in un ritratto magico quando muoiono, permettendo la consultazione da parte delle generazioni future.

In Harry Potter e il calice di fuoco, Silente dice che non c'è incantesimo che possa rianimare i morti, comunque parecchi casi di persone morte in forma di mezza-vita sono conosciuti. Nel cimitero di Little Hangleton, un collegamento fra le bacchette di Harry e Voldemort evoca le ombre delle vittime più recenti di quest'ultimo (Cedric Diggory, Frank Bryce, Bertha Jorkins, Lily Potter e James Potter) che aiutano Harry a sfuggire a Voldemort. Secondo Harry, sembrano troppo solide per essere fantasmi ed assomigliano al Riddle del diario.[13][14]

« Un'ombra del Cedric vivente che affiora dalla bacchetta [...] Un'eco...che ha mantenuto l'aspetto e il carattere di Cedric »
(Albus Silente in Harry Potter e il calice di fuoco, J. K. Rowling, traduzione di Beatrice Masini)

In Harry Potter e i Doni della Morte, un oggetto magico conosciuto come la Pietra della Resurrezione ha il potere di richiamare i morti. Secondo la leggenda dei Doni della Morte non appartiene veramente al mondo reale ma è un'ombra, come quelle di Cedric Diggory e le altre persone evocate nel cimitero.

Magia e amore[modifica | modifica wikitesto]

Probabilmente la forma più potente di magia è anche la più misteriosa ed elusiva: l'amore. Voldemort, che non prova questo sentimento, sottovaluta la sua influenza. Forse ciò dipende dal fatto che i genitori di Voldemort non si amavano: Merope, sua madre, fece innamorare di sé il padre di Voldemort con una pozione somministratagli mentre cavalcava da solo, senza la fidanzata Cecilia. Dopo che il Filtro d'Amore ebbe fatto effetto, i due fuggirono insieme e si sposarono; dopo tre mesi Merope rimase incinta. Successivamente Merope smise di dare al marito la pozione d'amore credendo che l'affetto per il bambino avrebbe fatto restare Tom Riddle accanto a lei. Si sbagliava, infatti appena l'effetto della pozione svanì Tom la lasciò e tornò a casa dei genitori, sostenendo di essere stato "ricattato" e ingannato.[15]
Una forma di magia particolarmente potente scaturisce proprio dall'amore: grazie ad essa Lily Potter riesce a salvare suo figlio da Voldemort. Infatti, quando sceglie di sacrificare la sua vita per difendere Harry, impone su di lui una protezione magica che lo preserva dall'Avada Kedavra scagliatagli da Voldemort. Durante la battaglia finale in Harry Potter e i Doni della Morte, Harry riesce a proteggere i suoi compagni ed insegnanti con lo stesso tipo di magia. Quando si consegna a Voldemort e si lascia colpire senza tentare di difendersi sceglie di sacrificare la sua vita per salvare quella degli altri e tale gesto fa sì che scenda una protezione magica su tutte le persone che voleva salvare, sebbene egli non muoia perché ancora protetto dal sangue di sua madre che scorreva nel corpo di Voldemort. Per questo motivo alla fine della battaglia gli incantesimi di Voldemort non andavano a segno.[16]
Un altro esempio dell'amore che influisce sulla magia è il Patronus di Piton, che è uguale a quello di Lily Potter, unico amore della sua vita.[17]

La natura esatta di come amore e magia siano in relazione è sconosciuta, ma è studiata approfonditamente nell'Ufficio Misteri.

Incantesimi[modifica | modifica wikitesto]

bussola Disambiguazione – Se stai cercando la lista degli incantesimi usati nella serie, vedi Incantesimi di Harry Potter.
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Maledizioni senza perdono.

Gli incantesimi sono gli strumenti di un mago o di una strega che possono servire a moltissimi scopi; getti di magia usati per compiere singole mansioni come, ad esempio, l'apertura di porte o la generazione di fuochi. I requisiti del lancio di un incantesimo sono la pronuncia di parole magiche (spesso dette in una forma modificata di latino) e il movimento di una bacchetta magica. Tuttavia, quest'ultima sembra essere soltanto "d'aiuto" alla volontà; le bacchette nella maggior parte dei casi sono richieste, ma nella saga ci sono accenni a maghi più esperti che sanno effettuare gli incantesimi senza di esse.

Gli incantesimi possono anche essere lanciati senza l'utilizzo della voce (incantesimi non verbali), ma con l'utilizzo obbligatorio della bacchetta. Questa tecnica è insegnata durante il sesto anno di studio a Hogwarts e richiede una più potente concentrazione sull'incantesimo.

« Qual è il vantaggio di un incantesimo non verbale?
[...]
L'avversario non ha sentore di quale magia si sta per praticare [...] il che concede un brevissimo vantaggio
 »
(Severus Piton e Hermione Granger in Harry Potter e il principe mezzosangue, J. K. Rowling, traduzione di Beatrice Masini)

Anche se la maggior parte dei maghi usa la voce per formulare gli incantesimi, alcuni non lo fanno. Silente è conosciuto per saper eseguire incantesimi complessi senza l'uso della parola, come evocare abbastanza sacchi a pelo viola per ospitare tutti gli studenti di Grifondoro.[18] Inoltre, durante il duello tra Silente e Voldemort verso la fine di Harry Potter e l'Ordine della Fenice nessuno dei due scaglia incantesimi usando la voce e la magia che usano è molto più potente di quella usata dai Mangiamorte e dai membri dell'Ordine della Fenice.[19]

Ulteriormente è possibile usare una bacchetta senza tenerla in mano. Harry stesso usa l'incantesimo Lumos per illuminare la sua bacchetta quando si trova a terra vicino a lui.[20] Ciò non dovrebbe essere confuso con la magia senza la bacchetta, poiché la bacchetta era ancora la fonte della luce. Non si sa dove nascerebbe la luce se non vi fosse presente una bacchetta; è probabile che non accadrebbe semplicemente niente. Una notevole eccezione a ciò è rappresentata dall'episodio in cui Albus Silente, nel terzo film, in seguito all'attacco della Signora Grassa, decide di far dormire gli studenti nella Sala Grande. E con un primo gesto della mano, egli sposta i tavoli delle Case e con un secondo gesto casuale fa apparire dei sacchi a pelo dal nulla. Per di più, Animagi e Metamorfomagi non hanno bisogno della bacchetta per effettuare le loro trasformazioni.

Gli incantesimi sono divisi in tre categorie approssimative:

Anche se esiste un gran numero di maledizioni solo tre, le Maledizioni senza perdono, sono illegali; l'uso di una di esse senza permesso porta ad una condanna a vita ad Azkaban:

In alcuni casi gli Auror possono usare Imperio e Crucio contro i Mangiamorte, ma solo su licenza del Ministero; talvolta sono autorizzati anche gli insegnanti per scopi didattici.[21] Tuttavia, Harry ha usato tre volte una Maledizione senza perdono; la Maledizione Cruciatus contro Bellatrix Lestrange (fallendo) e Amycus Carrow e la Maledizione Imperius per irrompere nella Gringott.[19][22][23]

Abilità magiche[modifica | modifica wikitesto]

La seguente lista riporta le abilità che un mago o una strega possono avere nell'universo di Harry Potter.

Animaghi[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Animagus.

È detto Animagus un Mago o una strega che sa trasformarsi in un animale a suo piacimento. Questa abilità non è innata: si può acquisire attraverso mezzi magici. Tutti gli Animagi si devono registrare alle autorità; è illegale possedere questa abilità senza registrarsi, anche se dei cinque Animagi descritti nei libri (Minerva McGranitt in gatto, Rita Skeeter in scarabeo, James Potter in cervo, Sirius Black in cane e Peter Minus in ratto), quattro o non si sono registrati prima della loro morte o non si sono registrati e sono ancora in vita (la McGranitt è l'unico Animagus registrato accennato).[7][24]

Ogni Animagus ha una forma animale specifica e non si può trasformare in qualunque altro animale. L'animale non può essere scelto: rispecchia la personalità del mago, come l'Incanto Patronus. Gli Animagi spesso si trasformano nello stesso animale che usano come Patronus (come è mostrato dal Patronus della McGranitt, un gatto con dei segni intorno agli occhi, lo stesso animale in cui essa si trasforma). Similmente, quando un Animagus si trasforma è sempre nello stesso animale (cioè con gli stessi segni, gli stessi colori, ecc.). Quando un Animagus si registra, vengono segnate tutte le caratteristiche dell'animale in cui si trasforma.

Le differenze tra Animagi e Lupi Mannari sono esplicite nei libri. Gli Animagi hanno il controllo totale delle loro trasformazioni e mantengono le loro menti e personalità, mentre le trasformazioni dei Lupi Mannari sono involontarie e comprendono cambiamenti drastici nella personalità. Dopo che una persona si è trasformata in Lupo Mannaro non si ricorda più chi è; ucciderebbe il suo migliore amico se fosse vicino a lui. L'unica cosa che può far mantenere in un Lupo Mannaro la mente da umano è la Pozione Antilupo, che va presa prima della trasformazione.[25] Nelle Fiabe di Beda il Bardo, alla novella del Ceppo Ghignante, viene narrata la storia di Baba Raba, un'animaga in grado di trasformarsi in coniglio.

Metamorfomagi[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Metamorfomagus.

Un Metamorfomagus (unione tra "metamorfosi" e "magus") è un mago o una strega nato con la capacità innata di cambiare in parte o completamente. Questa capacità non si può ottenere; i maghi e le streghe che la possiedono sono nati con essa.[26]

« «I Metamorfomagi sono davvero rari, sono così dalla nascita, non lo diventano. Quasi tutti i maghi hanno bisogno di usare una bacchetta o delle pozioni per cambiare il proprio aspetto» »
(Ninfadora Tonks in Harry Potter e l'Ordine della Fenice, J. K. Rowling, traduzione di Beatrice Masini)

Ninfadora Tonks e suo figlio, Teddy Lupin, sono gli unici Metamorfomagi presenti nella serie; è un'abilità molto rara. Tonks spesso cambia il colore dei suoi capelli secondo il suo umore.[27][28] In un unico caso si trasforma in un'anziana signora.[29] Per intrattenere Ginny e Hermione trasforma il suo naso a tavola ripetutamente in Grimmauld Place. È accennato che il figlio, appena nato, cambia ripetutamente colore dei capelli.[30]

I limiti di quest'abilità di alterazione del corpo non sono chiari. Secondo la Rowling, un Metamorfomagus può alterare la sua apparenza completamente, per esempio, da nero a bianco, da giovane a vecchio, da bello a brutto ecc.[31] tuttavia, i Metamorfomagi non si possono trasformare in qualcosa che non è umano, infatti Tonks non viene mai vista assumere sembianze non umane (anche se questo si vede brevemente nel film di Harry Potter e l'Ordine della Fenice). Benché cambi il suo naso in "una protuberanza a forma di becco"; e in "un grugno di maiale", entrambe le cose sono ancora umane - e a Harry ricordano Piton (il primo) e Dudley (il secondo).[32]

Rettilofoni[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Rettilofono e Serpentese.

Il Serpentese è la lingua dei serpenti. Comunemente è connessa alle Arti Oscure (anche se Silente dice che non è una qualità necessariamente diabolica)[3] e le persone che possiedono la capacità di parlarla (Rettilofoni) sono molto rare. Sembra un'abilità acquisita geneticamente.

« «Ed era un Rettilofono» [...].
«Esatto; una rara capacità, presumibilmente connessa alle Arti Oscure, anche se, come sappiamo, vi sono Rettilofoni anche tra i buoni e i grandi [...]»
 »
(Harry Potter e Albus Silente in Harry Potter e il principe mezzosangue, J. K. Rowling, traduzione di Beatrice Masini)

Harry è un Rettilofono: è rivelato in Harry Potter e la camera dei segreti che questo era dovuto al fatto che Voldemort, con la maledizione fallita, aveva passato alcune sue abilità ad Harry; in Harry Potter e i Doni della Morte è rivelato che è una parte dell'anima di Voldemort che risiede in quella di Harry che gli conferisce questa capacità.[33] Quando questa parte di anima viene distrutta, Harry non può più parlare Serpentese.

Gli altri Rettilofoni conosciuti nella serie sono: Salazar Serpeverde ed i suoi discendenti, compresi i Gaunt e Voldemort. Silente può capire il Serpentese.[34] In Harry Potter e il principe mezzosangue, infatti, ripete le parole di Orfin Gaunt "la casa grande lassù", che egli dice in Serpentese.

Ginny Weasley non è un Rettilofono, anche se in alcuni punti di Harry Potter e la camera dei segreti parla Serpentese: allora era posseduta dello spirito di Tom Riddle, che era un Rettilofono. Ron utilizza il Serpentese nel libro finale per riaprire la Camera dei Segreti, ma soltanto ripetendo i suoni che Harry emetteva. Questo, e la comprensione della lingua da parte di Silente, indica che la lingua non dev'essere conosciuta alla nascita per poterla usare, ma può anche essere appresa.

Volo[modifica | modifica wikitesto]

Il volo senza l'uso di un manico di scopa o di un altro oggetto è un'abilità abbastanza rara (che si può praticare attraverso l'uso di un potente incantesimo di volo). Voldemort può volare senza un oggetto di supporto, così come Raptor e Piton. Rubeus Hagrid rivela a Harry che ha volato per raggiungere l'isola dove Zio Vernon aveva portato la famiglia; il mezzo del volo è la motocicletta appartenuta precedentemente a Sirius Black. Severus Piton scappa in volo da Hogwarts per raggiungere Voldemort e scappare dagli altri professori che l'avevano visto lottare con la McGranitt, prima della battaglia di Hogwarts.

« «È saltato» disse la professoressa McGranitt al loro ingresso.
«Vuol dire che è
morto?» Harry sfrecciò alla finestra, ignorando le urla di stupore di Vitious e della Sprite alla sua improvvisa apparizione.
«No, non è morto» rispose la McGranitt amareggiata. «A differenza di Silente aveva ancora la bacchetta... e a quanto pare ha imparato qualche trucchetto dal suo signore»
Con un fremito di orrore, Harry vide in lontananza un'enorme sagoma simile a un pipistrello che volava nel buio verso il muro di cinta. »
(Harry Potter e Minerva McGranitt in Harry Potter e i Doni della Morte, J. K. Rowling, traduzione di Beatrice Masini)

Levicorpus può essere lanciato sulla gente per costringerla a levitare, ma chi vi viene sottoposto non ne ha il controllo e rimane semplicemente sospeso a testa in giù a qualche metro da terra. Alcuni oggetti possono essere incantati in modo da poter volare: Sirius ha una motocicletta volante che ha prestato a Hagrid per portare Harry dai Dursley ed Arthur ha incantato illegalmente una Ford Anglia per guidare. Queste macchine funzionano normalmente salvo quando sono nell'aria.

Veggenti[modifica | modifica wikitesto]

Un/a Veggente è una strega o un mago con il dono della chiaroveggenza, ovvero l'abilità di prevedere il futuro. Le profezie ottenute attraverso questo potere qualche volta possono realizzarsi, ma nell'Ordine della Fenice Silente spiega che ciò non avviene per tutte e che, fondamentalmente, dipende solo dalle scelte che vengono compiute. Questo sembrerebbe indicare che un Veggente predice avvenimenti possibili o probabili, almeno in alcuni casi. Ogni profezia fatta da un Veggente è registrata in una sfera di vetro e conservata nella Stanza delle Profezie dell'Ufficio Misteri al Ministero della Magia e può essere ritirata solo da coloro a cui viene rivolta. Secondo la McGranitt, i veri Veggenti sono estremamente rari. Sibilla Cooman è l'unica Veggente che appare nei libri, anche se si accenna al fatto che la bis-bisnonna di Sibilla, Cassandra Cooman, fosse una rinomata Veggente ai suoi tempi. La professoressa Cooman accenna parlando con la Umbridge che l'"Occhio Interiore" non vede a comando e che questo salta nella linea familiare tre generazioni. Tuttavia, considerato il contesto in cui viene fatta questa affermazione, non si può essere sicuri.

Legilimanzia e Occlumanzia[modifica | modifica wikitesto]

La Legilimanzia è una particolare abilità magica che permette di estrarre sensazioni, sentimenti e ricordi dalla mente di un'altra persona. La strega o il mago che possiedono tale abilità sono chiamati Legilimens e possono scoprire bugie o inganni nella mente di altre persone.
L'abilità opposta alla Legilimanzia è l'Occlumanzia, che permette di nascondere pensieri o ricordi.
Voldemort, Piton e Silente sono particolarmente dotati in entrambe queste arti. La Legilimanzia e l'Occlumanzia vengono nominate per la prima volta in Harry Potter e l'Ordine della Fenice, quando Silente dice a Piton di dare a Harry qualche lezione di Occlumanzia. Tuttavia tali lezioni non ottengono grandi risultati.
Legilimanzia e Occlumanzia non sono parte del normale curriculum di studi a Hogwarts, in quanto considerate delle forme di magia avanzata.

Materializzazione e Smaterializzazione[modifica | modifica wikitesto]

La Materializzazione e la Smaterializzazione sono forme magiche di teletrasporto, attraverso le quali un mago può scomparire (smaterializzarsi) da un luogo e riapparire (materializzarsi) in un altro. A volte la Materializzazione è accompagnata da un suono ("crac" o "pop").
L'atto di smaterializzarsi provoca una sensazione di soffocamento, come se si venisse spinti attraverso un tubo stretto e rigido (Harry Potter e il principe mezzosangue).
Per potersi Materializzare è obbligatorio sostenere un esame e avere compiuto i 17 anni. Durante il sesto anno gli studenti di Hogwarts possono frequentare le lezioni di Materializzazione tenute da un membro del Ministero della Magia.
La Materializzazione è pericolosa in quanto si corre il rischio di spaccarsi, ovvero di restare fisicamente divisi tra il punto di partenza e la destinazione.
Per ragioni di sicurezza Hogwarts è protetto da antichi incantesimi anti-Materializzazione e anti-Smaterializzazione.
Materializzarsi direttamente entro i confini di un'area privata è considerata maleducazione; per tale motivo molte residenze private hanno incantesimi anti-Materializzazione che le proteggono da intrusioni sgradite. Quando si arriva ad una residenza privata è perciò consigliabile Materializzarsi nelle vicinanze e quindi avvicinarsi a piedi alla propria destinazione.
La Materializzazione è sconsigliata per le lunghe distanze, e anche i maghi più abili talvolta preferiscono altri mezzi di trasporto, come le scope.
Un mago o una strega può usare la Materializzazione congiunta per portare altri con sé, semplicemente mantenendo un contatto fisico. Silente si Materializza insieme a Harry parecchie volte, e lo stesso Harry la usa per far tornare indietro Silente dopo la visita alla caverna che conteneva l'Horcrux di Voldemort.
In Harry Potter e i Doni della Morte Harry incita i Nati Babbani ad attaccarsi ad una persona che abbia una bacchetta, anche se ciò potrebbe avere solo lo scopo di proteggerli.
Nei libri, le parole Materializzazione e Smaterializzazione ("Apparate" e "Disapparate" in inglese), come altri neologismi usati dalla Rowling, hanno la lettera iniziale maiuscola. È probabile che questi termini derivino dal francese apparaître e disparaître, che significano "apparire" e "sparire".

Altre forme di teletrasporto[modifica | modifica wikitesto]

Nella saga di Harry Potter sono contenute altre forme di trasporto istantaneo, come ad esempio la capacità degli elfi domestici di trasferirsi da un luogo ad un altro o l'abilità di Fanny di sparire incendiandosi (in "Gli animali fantastici: dove trovarli" si dice che tutte le fenici abbiano tale capacità). Nei romanzi, Harry si riferisce a ciò come a delle Materializzazioni, forse però solo per inesperienza, dal momento che né Fanny né gli elfi domestici sembrano subire gli incantesimi anti-Materializzazione. Fanny svanisce silenziosamente incendiandosi, mentre quando un mago si Materializza si sente un sonoro "bang" (o un più discreto "pop" o un "crac") senza alcun altro effetto visibile; e mentre gli elfi domestici accompagnano il loro "teletrasporto" con sonori schiocchi o botti come la Materializzazione dei maghi, essi non risentono (nemmeno istintivamente) degli incantesimi anti-materializzazione (come mostrato nel sesto libro quando Dobby e Kreacher riescono a teletrasportarsi liberamente entro i confini di Hogwarts, o nel settimo quando Kreacher racconta di essere sfuggito al nascondiglio del medaglione semplicemente smaterializzandosi). Ciò è spiegato nel settimo libro da Kreacher, quando sostiene che non esiste più alto dovere per un elfo domestico dell'obbedire ai padroni, ossia il semplice ordine dato a un elfo gli dà il potere necessario per travalicare la maggior parte delle comuni barriere magiche funzionanti contro gli umani.

Incanto delle Veela[modifica | modifica wikitesto]

Si tratta di un'abilità posseduta dalle Veela o da coloro che sono di stirpe Veela, come Fleur Delacour. È usata per affascinare gli uomini, come le sirene nell'Odissea.

Harry sembra più resistente a ciò rispetto a Ron e ad altri, sebbene la prima volta che lo subisce la sua reazione sia simile a quella di Ron. Gli uomini che vi sono esposti per un certo periodo di tempo sanno resistervi meglio, anche se l'incanto ha pieno effetto quando l'uomo viene sorpreso e non se lo aspetta, come nota Ron nel sesto libro. È possibile che Victoire Weasley possa avere ereditato tale capacità da Fleur. Poiché nei libri non vengono menzionati uomini che abbiano parenti Veela (sebbene Bill e Fleur abbiano anche un figlio di nome Louis), non si sa se anch'essi posseggano tale capacità.

Come viene detto in Harry Potter e il calice di fuoco, i capelli delle Veela possono essere usati per creare delle bacchette. Secondo il famoso fabbricante di bacchette Olivander, però, tale bacchette sarebbero piuttosto umorali.

Resistenza magica[modifica | modifica wikitesto]

Si riferisce ad un certo grado di immunità agli anatemi e agli incantesimi posseduta da creature potenti come i troll, i draghi, e i giganti. Hagrid, per esempio, è in grado di resistere a certi incantesimi, come lo Schiantesimo, in quanto Mezzogigante. Questo tipo di resistenza non è insormontabile; se almeno sei "Schiantesimi" vengono lanciati verso un drago, questo crolla.

Effetti simili ad incantesimi[modifica | modifica wikitesto]

Il Voto Infrangibile[modifica | modifica wikitesto]

Il Voto Infrangibile è un accordo volontario tra due maghi o due streghe. Dev'essere eseguito davanti ad un testimone ("Suggello"), che suggella il patto con la propria bacchetta legando, con magia sotto forma di una lingua di fuoco, le mani unite delle persone che eseguono il voto. Il Voto non è propriamente infrangibile, in quanto è comunque possibile recedere, anche se chi lo fa provoca la propria morte istantanea. Il Voto Infrangibile è introdotto per la prima volta in Harry Potter e il principe mezzosangue, quando Severus Piton promette a Narcissa Malfoy di proteggere Draco nell'adempimento di quanto gli ha ordinato di compiere il Signore Oscuro, e di subentrare a Draco se questi dovesse fallire. Nello stesso libro Ron racconta a Harry che Fred e George avevano cercato di fargli pronunciare un Voto Infrangibile, ma erano stati scoperti e puniti.

Prior Incantatio[modifica | modifica wikitesto]

Prior Incantatio (o Incantesimo Reversus) è un incantesimo usato per scoprire gli incantesimi lanciati da una bacchetta. Gli incantesimi emergono dalla bacchetta sotto forma di fumo o fantasmi, in ordine cronologico dall'ultimo al primo. Lo si incontra per la prima volta nel quarto libro, quando l'elfa domestica Winky viene trovata in possesso della bacchetta di Harry, per rivelare che è stata proprio la bacchetta di Harry a creare il marchio nero. In Harry Potter e il principe mezzosangue viene rivelato che Voldemort aveva ucciso il proprio padre e suoi nonni usando la bacchetta dello zio Orfin, ben sapendo che, una volta esaminata, la bacchetta avrebbe fatto incriminare Orfin come assassino. In Harry Potter e i Doni della Morte Harry teme che la bacchetta di Hermione possa subire un Prior Incantatio dopo che i Mangiamorte se ne sono impossessati, svelando così che essa aveva rotto incidentalmente la bacchetta di agrifoglio e piuma di fenice di Harry nel tentativo di sfuggire a Voldemort. Di conseguenza era venuta meno la protezione dei nuclei gemelli, e, peggio ancora, Voldemort l'avrebbe saputo. Durante l'ultimo duello tra Harry e Voldemort quest'ultimo rivela di sapere che la bacchetta di Harry è andata distrutta, il che implica che, come temevano Harry e Hermione, il Prior Incantatio è stato eseguito effettivamente sulla bacchetta di Draco.

Costringere due bacchette che hanno in comune l'origine del proprio nucleo a combattere può provocare una forma ancora più potente di Prior Incantatio. I loro estremi si incontrano, formando una "rete" dorata di energia, e i loro possessori combattono una battaglia di volontà nella quale dalla bacchetta del perdente escono gli incantesimi compiuti in ordine inverso. Un fenomeno del genere avviene durante il duello tra Harry e Voldemort alla fine del quarto libro. I loro incantesimi (rispettivamente "Expelliarmus" e "Avada Kedavra") fanno sì che dalla bacchetta di Voldemort sgorghino la mano d'argento creata per Codaliscia, e le ombre delle persone da lui uccise: Cedric Diggory, Frank Bryce, Bertha Jorkins e James e Lily Potter.

Più tardi Albus Silente rivelerà ad Harry che la sua bacchetta e quella di Voldemort contengono entrambe una piuma di Fanny; Harry era già stato informato da Olivander che la bacchetta che aveva scelto Harry era la gemella di quella che gli aveva procurato la cicatrice, sebbene il significato di tutto ciò all'epoca non fosse stato approfondito.

Arti Oscure[modifica | modifica wikitesto]

Le Arti Oscure sono incantesimi e pratiche magiche usati per propositi malvagi. Ci si riferisce a chi pratica le Arti Oscure come a maghi o streghe oscuri. Il più celebre di essi è Voldemort, i cui seguaci sono chiamati Mangiamorte. Le Arti Oscure hanno origine dai peggiori impulsi della natura umana (per esempio un sadico sarebbe abilissimo nello scagliare la Maledizione Cruciatus, che comporta torturare la vittima e provare piacere nel vederne il dolore).

Il tipo di incantesimo caratteristico delle Arti Oscure è la maledizione,[35] che generalmente causa dolore alla vittima.

Tutti, fino a un certo grado, questi tipi di incantesimi sono giustificabili in alcune circostanze. La motivazione di chi lancia un incantesimo oscuro ha effetto sul risultato della maledizione. Ciò è particolarmente evidente nel caso della maledizione Cruciatus: quando essa viene lanciata da Harry, infuriato per la morte del suo padrino e desideroso di colpire chi l'ha ucciso, causa un breve momento di dolore: come commenta l'assassina, l'esitazione in un momento di rabbia fa sì che l'incantesimo non duri a lungo. Quando l'incantesimo è lanciato da personaggi come Voldemort, che desiderano infliggere dolore e danni fisici, causa un'intensa agonia che dura quanto lo desidera il Mago Oscuro. L'uso della Magia Oscura può corrompere l'anima e il corpo; Voldemort ha usato questo tipo di magia nel suo tentativo di diventare immortale e di acquisire potere. Le Arti Oscure inoltre fanno sì che Voldemort abbia un aspetto deforme e non umano, il che è il risultato secondario dell'avere diviso la propria anima per creare gli Horcrux.

Secondo Piton, le Arti Oscure "sono molte, varie, mutevoli ed eterne (...)Voi combatterete ciò che è indeterminato, cangiante, indistruttibile".[36] Esse sembrano essere la più comune forma di magia in uso tra i criminali; inoltre altri incantesimi pericolosi usati da altri personaggi dei libri vengono etichettati come Oscuri. Nei duelli magici, per esempio, ci sono parecchi incantesimi che possono venire usati per attaccare, immobilizzare o disarmare un avversario senza causargli ferite o danni; tuttavia, solo incantesimi come la Maledizione Cruciatus o il Sectumsempra, giudicati Oscuri dalle autorità competenti, provocano effettivamente sofferenza o feriscono la vittima in qualche modo.

Nel mondo dei maghi, l'uso delle Arti Oscure è fortemente stigmatizzato e anche illegale; tuttavia questi incantesimi sono diffusi al punto che in molte scuole viene insegnata come materia obbligatoria Difesa contro le Arti Oscure. La tecnica include contro-maledizioni e incantesimi per mettere fuori combattimento o disarmare l'attaccante oppure per combattere alcune creature. Alcune scuole, come Durmstrang, invece, insegnano le Arti Oscure, com'era successo anche ad Hogwarts quando era sotto il controllo dei Mangiamorte.[10]

Maledizioni senza perdono[modifica | modifica wikitesto]

Le Maledizioni senza perdono sono tra gli incantesimi Oscuri più conosciuti. Comunemente usate dai personaggi negativi della saga, come Voldemort e i Mangiamorte e, in alcuni casi, dal Ministero della Magia, il loro uso ispira orrore e paura. Questo tipo di maledizione si chiama così perché il loro uso - a meno di un'espressa autorizzazione da parte del Ministero - è proibito e imperdonabile nel mondo dei maghi se vengono usate su esseri umani o su esseri senzienti. L'uso di una qualunque di queste maledizioni comporta una condanna a vita ad Azkaban, la prigione dei maghi. Di conseguenza tali maledizioni raramente vengono usate in modo aperto. Tuttavia, nei "Doni della Morte" le Maledizioni senza perdono sono usate anche da personaggi positivi, come la professoressa McGranitt, che usa la Maledizione Imperius, e Harry, che usa la Maledizione Cruciatus. Inoltre Harry usa la Maledizione Imperius su un goblin diffidente e su un Mangiamorte diffidente durante l'attacco alla Gringott. Poiché si tratta di incantesimi molto potenti, il loro uso richiede un forte desiderio che abbia effetto, una volontà indirizzata allo scopo ed una grande abilità.

È noto che per impiegare le Maledizioni senza perdono occorra "volerlo". Ciò significa che, per poter durare, occorre che chi le scaglia desideri che abbiano effetto. Nell'"Ordine della Fenice" Harry cerca di usare la Maledizione Cruciatus su Bellatrix, ma non dirige a sufficienza la propria volontà, come Bellatrix stessa gli fa notare, e la maledizione ha un effetto solo temporaneo.

L'uso delle Maledizioni senza perdono esiste da molto tempo ed era stato autorizzato su Voldemort e i suoi seguaci da Barty Crouch durante la Prima Guerra dei Maghi. Anche se ciò non è affermato in modo esplicito, è probabile che il loro uso fosse limitato alla Maledizione Imperius (per costringere un Mangiamorte a confessare o ad arrendersi, e alla maledizione che uccide come ultima risorsa). Poco dopo la sua resurrezione, Voldemort nomina due Mangiamorte "uccisi dagli Auror".[7]

Queste sono le formule delle Maledizioni senza perdono:

Marchio Nero[modifica | modifica wikitesto]

Il Marchio Nero
Il Marchio Nero sul braccio di Barty Crouch Jr.

Il Marchio Nero è il simbolo di Voldemort e dei Mangiamorte. Rappresenta un teschio con un serpente che gli esce dalla bocca al posto della lingua. Ogni volta che un Mangiamorte uccide qualcuno fa comparire nel cielo un Marchio Nero usando l'incantesimo Morsmordre. Il simbolo compare per la prima volta nel quarto libro, fatto comparire sopra l'accampamento di tifosi dopo la finale della coppa del mondo di quidditch.

I seguaci più stretti e leali di Voldemort vengono marchiati con questo simbolo sull'avambraccio sinistro. Il Marchio serve come legame tra Voldemort e coloro che lo portano: egli può infatti convocarli toccando il Marchio, facendo sì che i Marchi dei suoi seguaci brucino e cambino colorazione. Allo stesso modo, i Mangiamorte possono chiamare Voldemort. Alla morte di Voldemort, i Marchi Neri sui suoi seguaci sono sbiaditi fino a diventare cicatrici "simili" a quella di Harry.[33]

Inferius[modifica | modifica wikitesto]

Un Inferius (plurale Inferi) è un cadavere controllato da un mago oscuro con la magia. L'Inferius non è più una creatura viva, ma solo un corpo vuoto incantato per agire come burattino del mago o della strega che lo ha creato. L'Inferius inoltre non è senziente ma viene creato per eseguire un compito specifico assegnatogli dal mago oscuro, come dimostrano gli Inferi che difendono l'Horcrux nella caverna vicino al mare, che rimangono inattivi fino a che il loro compito non è eseguibile. Una volta che l'Inferius può cominciare a eseguire il proprio compito, lo porterà avanti senza indugio o ragionamento sulla reale efficacia delle sue azioni. Gli Inferi sono difficili da ferire con la magia, tuttavia possono essere respinti con il fuoco o qualunque forma di calore o luce. Una volta sconfitti, gli Inferi tornano al loro stato inattivo.

Gli Inferi sono una versione modificata degli zombie (che sono stati menzionati come creature apparentemente separate[37]), molto più vicini agli zombie del folklore vudù che a quelli mostrati nei film. Nel mondo magico gli Inferi sono considerati così pericolosi e spaventosi che fingersi un Inferius (come Mundungus Fletcher fa nel sesto libro) è un atto punibile con l'incarcerazione ad Azkaban.

Il Ministero della Magia teme che Voldemort stia uccidendo abbastanza persone da creare un'armata di Inferi: essendo morti, sono molto difficili da fermare.
Quando Voldemort stava nascondendo uno degli Horcrux, mise numerosi Inferi in un lago in una caverna vicino al mare, ordinando alle creature di attaccare e affogare chiunque non fosse Voldemort e che cercasse di prendere il ciondolo. Quando Harry e Silente presero il ciondolo, gli Inferi li attaccarono e furono respinti da Silente. Kreacher inoltre rivelerà di essere quasi stato ucciso dagli Inferi dopo aver bevuto dal bacile per aiutare Voldemort a nascondervi l'Horcrux, e che Regulus Black fu catturato e annegato dagli inferi dopo aver sostituito l'Horcrux.

Horcrux[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Horcrux.

Un Horcrux è un oggetto legato alle Arti Oscure, creato per ottenere l'immortalità. Il concetto compare per la prima volta nel sesto romanzo, Harry Potter e il principe mezzosangue, anche se degli Horcrux fanno la loro comparsa anche nei libri precedenti, pur senza essere identificati come tali. Il ritrovamento e la distruzione degli Horcrux è al centro degli ultimi due libri della serie, Harry Potter e il principe mezzosangue e Harry Potter e i Doni della Morte.

Ritratti[modifica | modifica wikitesto]

Nella serie Harry Potter i soggetti dei ritratti magici (anche quando il personaggio è morto) possono muoversi, interagire con i loro osservatori che sono in vita, parlare e dimostrare apparenti emozioni e personalità. Alcuni possono anche spostarsi in altri ritratti per farsi visita a vicenda, o per riferire un messaggio, o (se esistono più ritratti della stessa persona) possono muoversi da un posto all'altro attraverso i loro ritratti. Molti di questi ritratti si trovano sulle pareti di Hogwarts. Non si sa come siano stati realizzati i ritratti magici: se sono stati dipinti da un pittore o se sono stati creati con altri mezzi. Fotografie magiche con proprietà simili possono essere create sviluppando normali pellicole in pozioni magiche.

Almeno tre ritratti, quelli della Signora Grassa e Ariana Silente, e il ritratto della Cucina di Hogwarts, sono in grado di eseguire almeno una azione con un effetto diretto sul mondo al di fuori della cornice del quadro. Il ritratto della Signora Grassa è la porta che copre l'ingresso alla sala comune di Grifondoro, e può far muovere il ritratto per far passare coloro che hanno la parola d'ordine corretta e si chiude per prevenire l'entrata. Quello di Arianna è in grado di spostarsi rivelando il passaggio dalla Testa di Porco a Hogwarts che fu creato da Neville Paciock usando la Stanza delle Necessità. Il ritratto della cucina di Hogwarts, un dipinto di una grande ciotola piena di frutta, oscillerà aprendosi dopo aver solleticato la pera, per rivelare una porta nascosta che conduce nelle cucine dove gli elfi domestici di Hogwarts lavorano.

I ritratti possono anche spostarsi tra i dipinti andando ovunque vogliano nello stesso edificio. Tuttavia, al di fuori dell'edificio, ritratti possono spostarsi solo nei dipinti di sé stessi, per esempio, Phineas Nigellus Black che ha un quadro nell'ufficio del preside e al numero 12 di Grimmauld Place. In Harry Potter e i Doni della Morte Harry chiede a Phineas Nigellus di portarlo nel dipinto di Silente da Hogwarts tramite la copia del numero 12 di Grimmauld Place; questo avviene quando Black spiega che i dipinti possono spostarsi fuori da Hogwarts per andare solamente in altri ritratti di sé stessi.

Nei Doni della Morte Piton prende istruzioni e consigli dal ritratto di Silente; da ciò si può dedurre che i ritratti mantengono i ricordi e la personalità, oppure possono essere incantati per conservare i ricordi. Silente inoltre piange nel suo ritratto quando scopre che Harry è riuscito a sconfiggere Voldemort, il che dimostra che i soggetti vengono a conoscenza anche dei nuovi eventi, avvenuti dopo la loro morte.

Le dichiarazioni dell'autrice per quanto riguarda i ritratti sono state vaghe. La Rowling ha commentato in un'intervista che i ritratti sono qualcosa come una lieve impronta della persona che ritraggono, imitandone l'atteggiamento di base e i suoi modelli di pensiero. È quindi completamente diverso da un fantasma, che, come ha spiegato Nick Quasi Senza Testa, sono le anime di maghi che hanno paura di lasciare il mondo. I ritratti esistono anche se sono completamente separati dall'anima della persona che raffigurano, essendo semplicemente un'impressione che ha lasciato la persona.[38] La Rowling può aver trovato ispirazione nei racconti dal romanziere francese Théophile Gautier (1811-1872). In "La Cafetière" (1831) e in "Omphale" (1834) le persone nei ritratti e negli arazzi diventano vive, escono dal muro nella stanza, bevono caffè, danzano, parlano e baciano il narratore della storia.[39]

Ritratti nell'ufficio del preside[modifica | modifica wikitesto]

I ritratti nell'ufficio del Preside raffigurano tutti gli ex presidi di Hogwarts, con l'eccezione di Dolores Umbridge. I ritratti agiscono per dare consigli al preside e "hanno il dovere di prestare servizio al preside in carica" (secondo Armando Dippet). Sono:

  • Phineas Nigellus Black: Collegato al Numero 12 di Grimmauld Place a Londra. Secondo il suo pro-pro-nipote Sirius Black, Phineas era il preside meno popolare che Hogwarts abbia mai avuto. Nei Doni della Morte, Hermione toglie il ritratto dal numero 12 di Grimmauld Place e lo porta con il trio nella loro ricerca degli Horcrux. Phineas è turbato dalla mancanza di rispetto con cui il trio lo tratta, ma fornisce loro informazioni sugli eventi a Hogwarts. Phineas fornisce al trio anche informazioni su come Silente ha distrutto un Horcrux e sulla storia della Spada di Godric Grifondoro, incluso che è stata fatta dai goblin e che è in grado di distruggere gli Horcrux. Viene rivelato attraverso i ricordi di Piton che Phineas aveva aiutato Piton e Silente a trovare il trio. Nell'adattamento cinematografico dell'Ordine della Fenice, è interpretato da John Atterbury.
  • Armando Dippet: Preside di Hogwarts immediatamente prima di Silente, mentre Tom Riddle era uno studente e il secondo ad aver aperto la Camera dei segreti. Dippet è interpretato da Alfred Burke nel secondo film.
  • Dilys Derwent: Collegato all'Ospedale San Mungo per ferite e malattie magiche a Londra.
  • Professor Everard: Collegato al Ministero della Magia, in particolare al Dipartimento dei Misteri, a Londra. Nell'Ordine della fenice, è interpretato da Sam Beazley.
  • Dexter Fortebraccio
  • Albus Silente
  • Severus Piton: Non era presente quando Harry ritorna nell'ufficio dopo la morte di Voldemort, poiché, avendo lasciato l'incarico prima di morire, il suo ritratto non poteva essere incluso tra quelli dei presidi; tuttavia la Rowling afferma che in seguito Harry ha provveduto ad inserirlo.[40]

La signora grassa[modifica | modifica wikitesto]

Il ritratto della Signora Grassa è la porta della Torre di Grifondoro, che vi è nascosta dietro; lei la apre (a volte a malincuore) quando viene pronunciata la parola d'ordine corretta. La Signora Grassa non ha altro nome noto, e non si sa se rappresenti una persona realmente esistita. Spesso si mostra seccata per essere stata svegliata, e più volte viene vista ubriaca con la sua migliore amica, Violet. Nel primo libro lascia il ritratto nel cuore della notte, chiudendo Harry, Ron, Hermione, e Neville fuori dalla Torre di Grifondoro, obbligandoli a correre per la scuola. Per fortuna al loro ritorno è di nuovo nel ritratto, permettendogli di rientrare nel loro dormitorio. Nel terzo libro, Sirius Black squarcia il ritratto della Signora Grassa quando non vuole lasciarlo entrare senza la parola d'ordine e quindi viene temporaneamente sostituita da Sir Cadogan; quando il suo ritratto viene restaurato ritorna al suo posto, ma visto che è ancora molto sconvolta e spaventata chiede di essere protetta da eventuali nuovi attacchi: vengono così assunti alcuni troll di sicurezza. Nel sesto libro si irrita talmente per il ritardo di Harry da fingere che la parola d'ordine sia stata cambiata, ma poi lo richiama quando lui si arrabbia e vuole andare a parlare con Silente. In seguito, quando Harry le conferma la morte di Silente, emette un singhiozzo e per la prima e unica volta nella serie lo lascia entrare senza parola d'ordine.

Nel primo film la Signora Grassa è interpretata da Elizabeth Spriggs, e da Dawn French nel terzo film.

Altri[modifica | modifica wikitesto]

  • Sir Cadogan, un ritratto descritto da Ron nel terzo libro come "psicopatico". Quando la Signora Grassa non può più stare a guardia della Torre di Grifondoro (dopo che il suo dipinto è stato squarciato da Sirius Black), Sir Cadogan ne prende provvisoriamente il posto, visto che è l'unico abbastanza coraggioso (o forse pazzo) da offrirsi di farlo. La sua bizzarria diventa però estenuante per gli studenti, visto che cambia parola d'ordine due volte al giorno, tanto che Neville, che non riesce a tenerle tutte a mente, le scrive in un foglio, che poi perde. Il foglio viene trovato da Grattastinchi e consegnato a Sirius Black. Quando Sir Cadogan vede che Black conosce tutte le parole d'ordine gli permette di entrare nella Torre di Grifondoro, e per questo verrà "licenziato".
  • Violet, un'amica della Signora Grassa.
  • Walburga Black al numero 12 di Grimmauld Place.
  • Ariana Silente alla Testa di Porco.
  • Il ritratto di una sirena nel bagno dei Prefetti.
  • Il ritratto delle cucine di Hogwarts, che ritrae un grande cestino di frutta. La porta nascosta che conduce alla cucina diventa visibile dopo aver solletico la pera sul ritratto.
  • Elfrida Cragg (Ministero della Magia).
  • Guaritore medievale nella tromba delle scale del San Mungo.
  • Un ritratto magico nell'ufficio del Primo Ministro babbano raffigura un "piccolo uomo-rana che indossa una lunga parrucca argentata", ed è utilizzata dal Ministro della magia per comunicare con il Primo Ministro in carica.
  • Anna Bolena nella Grande Scalinata (solo nel primo film).
  • Gattini in movimento dipinti sulla parete di piatti di porcellana nell'ufficio di Dolores Umbridge a Hogwarts e nel Ministero.
  • Il ritratto dei Frati con un vino vecchio di 500 anni, che viene consumato dalla Signora Grassa e Violet durante il Natale del 1996.
  • Il Ritratto di Dilys Derwent all'Ospedale San Mungo per Malattie e Ferite Magiche.
  • Barnaba il Babbeo che tenta di insegnare ai troll come ballare, fuori dalla Stanza delle Necessità.

Fotografie[modifica | modifica wikitesto]

Le fotografie magiche delle persone hanno proprietà simili a quelle dei ritratti: le figure all'interno si muovono e a volte lasciano anche la cornice. Come per i dipinti, le immagini delle persone nelle fotografie non sembrano invecchiare. Fotografie da comuni fotocamere babbane possono anch'esse essere incantate per essere animate, infatti Colin Canon dice che un ragazzo nel suo dormitorio ha detto che se sviluppa la pellicola 'nella pozione giusta', le immagini si muoveranno.[41] Tuttavia, le figure nelle foto magiche non riflettono le emozioni o le azioni delle loro controparti nel mondo reale. Le foto che si muovono compaiono anche nei giornali dei maghi e in altri media stampati come le figurine Cioccorana. Ciò è esemplificato nel terzo libro quando le immagini di Sirius sono raffigurate in una foto sulla Gazzetta del Profeta.[42] Anche il magazine Il settimanale delle streghe contiene figure di streghe sorridenti e ammiccanti. Le immagini delle persone fotografate mostrano poca sensibilità. I soggetti di alcune fotografie possono lasciare la cornice, ma non ci è data alcuna indicazione se sono in grado di visitare o comunicare con altre fotografie o persone nel mondo, come avviene con le controparti dipinte. Tuttavia, sembra che essi hanno una certa conoscenza degli eventi attuali, come si è visto da Harry quando va nell'ufficio del signor Weasley nell'Ordine della Fenice. La foto di famiglia sulla scrivania di Arthur mostra tutti tranne Percy "che sembra essere uscita di essa".[43] Si ricorda inoltre di una foto (fatta da Colin Canon) di Gilderoy Allock e Harry, in cui l'immagine di Harry cerca di scappare via resistendo con tutte le forze ad Allock che cerca di tirarlo indietro.

Comunicazione con i defunti[modifica | modifica wikitesto]

Nel mondo dei maghi, l'esistenza di un'anima che permane dopo la morte del corpo fisico non è un argomento di fede, come lo è per Babbani religiosi, ma un fatto empiricamente provato. Esistono alcuni tipi di magia sia per evocare i morti e per comunicare con loro, sia per manipolare le anime delle persone ancora in vita; tuttavia, tale forma di magia viene praticata solo in circostanze eccezionali, e alcuni incantesimi, come la creazione di un Horcrux, sono considerati magia oscura e quindi illecita. La necromanzia è assente dal curriculum di Hogwarts, e viene esplicitamente affermato che è impossibile riportare in vita i morti. Nella tabella organizzativa del Ministero della Magia non si parla di un dipartimento specializzato in queste questioni.

Un'eccezione a quanto sopra è la comunicazione con il gruppo limitato di morti che hanno scelto di rimanere nel mondo come fantasmi. Che è semplice e diretta, fa parte della normale quotidianità a Hogwarts, e non necessita di maggior esercizio nella magia di ciò che è necessario per l'ammissione alla scuola. Inoltre, i ritratti magici forniscono anche un modo di comunicare con i morti rappresentati, che sembrano aver lasciato parte della loro essenza nel mondo dopo la morte.

Al contrario, comunicare con persone che sono "passate oltre" è una questione più rara e difficile, e si verifica durante occasioni davvero speciali: nella prima battaglia contro Voldemort nel quarto libro, quando si manifestano le ultime persone uccise dalla sua bacchetta; nei "Doni della Morte" quando Harry, che crede di stare per morire, convoca le ombre dei morti a lui più cari attraverso la Pietra della Resurrezione; e nel capitolo finale dei "Doni della Morte," quando Harry, colpito dalla maledizione Avada Kedavra, ma salvato dalla protezione di sua madre che ancora risiedeva nel corpo di Voldemort (che proteggeva l'incanto e la teneva attiva), rimane sospeso in un limbo ed è in grado di incontrare e parlare liberamente con Silente che è morto.

In linea di principio, possedendo la pietra della resurrezione Harry avrebbe potuto continuare ad evocare i morti. Tuttavia, in primissimo luogo dove si parla di questa pietra viene precisato che tale comportamento è sbagliato, e che quando il suo possessore originale nel racconto dei Tre Fratelli l'ha usata per riportare in vita la sua amata, ella era infelice perché aveva disturbato la sua pace ("fredda, lontana, tormentosamente presente e assente al tempo stesso"[44]), fino a quando alla fine egli stesso decide di uccidersi e di unirsi a lei. Harry preferisce lasciar cadere la Pietra nella foresta, e il ritratto di Silente premia questa scelta come una "decisione saggia e coraggiosa".

Non è mai specificato esattamente dove vanno le anime delle persone che hanno deciso di "passare oltre" invece di rimanere nel mondo come fantasmi, tranne che viene fatto notare che lì trovano la pace. Non si fa menzione in nessuno dei libri di una vita ultraterrena costituita da paradiso o l'inferno, o di qualsiasi religione. Tuttavia, quando una persona sceglie di danneggiare la propria anima, come attraverso la creazione di un Horcrux, deve affrontare il risultato di avere una vita dopo la morte tormentata, con un'anima danneggiata e senza la pace concessa alle altre anime.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) FAQ jkrowling.com. URL consultato il 07.19.2007.
  2. ^ Sito Ufficiale della Rowling. URL consultato il 27 febbraio 2008.
  3. ^ a b HP6, capitolo 13
  4. ^ Accio Quote!, archivio di interviste della Rowling. URL consultato il 27 febbraio 2008.
  5. ^ HP1
  6. ^ Le "Regole" di Harry Potter:. URL consultato il 27 febbraio 2008.
  7. ^ a b c Harry Potter e il calice di fuoco
  8. ^ Le "regole" di Harry Potter. URL consultato il 27 febbraio 2008.
  9. ^ HP6
  10. ^ a b HP7
  11. ^ HP2, capitolo 5
  12. ^ HP1, capitolo 15
  13. ^ HP4, capitolo 34
  14. ^ HP4, capitolo 36
  15. ^ HP7, capitolo 10
  16. ^ HP7, capitolo 36
  17. ^ HP7, capitolo 33
  18. ^ HP3, capitolo 9
  19. ^ a b HP5, capitolo 36
  20. ^ HP5, capitolo 1
  21. ^ HP4, capitolo 27
  22. ^ HP7, capitolo 29
  23. ^ HP7, capitolo 26
  24. ^ HP3
  25. ^ HP3, capitolo 18
  26. ^ HP5, capitolo 3
  27. ^ HP5, capitolo 38
  28. ^ HP6, capitolo 5
  29. ^ HP5, capitolo 10
  30. ^ HP7, capitolo 25
  31. ^ J. K. Rowling's Official Site, rumour section.
  32. ^ HP5, capitolo 5
  33. ^ a b J. K. Rowling Web Chat Transcript.
  34. ^ Transcript of JK Rowling web chat - Harry Potter Beyond. URL consultato il 27 febbraio 2008.
  35. ^ Sito Ufficiale della Rowling. URL consultato il 23 agosto 2009.
  36. ^ HP6, capitolo 9
  37. ^ HP1, capitolo ?
  38. ^ JK Rowling at the Edinburgh Book Festival, J. K. Rowling Official Web Site, 15 agosto 2004.
  39. ^ Théophile Gautier and others, Tales of the Fantastic, transl. Patricia Roseberry, Broadwater House, 2002 ISBN 1-903121-02-7
  40. ^ hp-lexicon.org.
  41. ^ HP2, capitolo 6
  42. ^ HP3, capitolo 3
  43. ^ HP5, capitolo 7
  44. ^ Le fiabe di Beda il Bardo, capitolo 5
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