Wizard rock

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Wizard rock
Origini stilistiche pop rock, indie rock
Origini culturali A partire dai primi anni del 2000 in America, con gli Harry and the Potters
Strumenti tipici Voce
chitarra
sassofono
batteria
tastiera
basso
Popolarità Principalmente tra i fan della saga di Harry Potter, scritta da J. K. Rowling, o tra gli estimatori di musica indipendente
Generi correlati
indie pop
Categorie correlate

Gruppi musicali wizard rock · Musicisti wizard rock · Album wizard rock · EP wizard rock · Singoli wizard rock · Album video wizard rock

Il wizard rock, talvolta abbreviato come wrock, è un movimento musicale nato negli anni 2000 di cui fanno parte circa 750 gruppi riconosciuti[1]. Alcuni dei più popolari sono Harry and the Potters (coloro che hanno dato avvio al movimento),[2] Draco and the Malfoys, Wingardium Leviosa, The Remus Lupins, The Whomping Willows, Justin Finch-Fletchley and the Sugar Quills, Gred and Forge, Tonks and the Aurors, Swish and Flick, Oliver Boyd and the Remembralls, Ministry of Magic, The Moaning Myrtles, The Parselmouths e Kingsley and the Shacklebolts[3].

Gli Harry and the Potters si esibiscono alla scuola Horace Mann di Riverdale, Bronx, New York.

I gruppi sono per lo più composti da musicisti molto giovani, appassionati conoscitori della saga di Harry Potter ideata dalla scrittrice britannica J. K. Rowling[4][5].
Il movimento è nato in Massachusetts grazie agli Harry and the Potters, e si è poi sviluppato internazionalmente[6][7], sebbene a tutt'oggi la maggior parte dei gruppi wizard rock siano statunitensi.
I testi delle canzoni sono solitamente spiritosi e semplici, e quasi tutte le band scrivono canzoni dal presunto punto di vista di uno specifico personaggio dei libri, il cui nome spesso compare nel nome stesso del gruppo. Durante le esibizioni live, i musicisti fanno cosplay e spesso si vestono in stile hogwartsiano, in modo da impersonare direttamente tale personaggio[8]. Sebbene la maggior parte degli estimatori di questo genere sia in origine fan della saga di Harry, grazie all'esperienza musicale acquisita diverse band hanno esteso la loro base di fan anche ad un pubblico non estimatore dei libri della Rowling[9].
Diversamente da alcuni gruppi commerciali che incorporano elementi e riferimenti letterari nel loro vasto repertorio musicale (come per esempio hanno fatto i Led Zeppelin con Il Signore degli Anelli)[10], i musicisti wizard rock prendono ispirazione solo ed esclusivamente dall'universo potteriano[8]. Per fare in modo di preservare intatto l'ampio ruolo riconosciuto alla letteratura, diverse band decidono di esibirsi dal vivo in librerie, biblioteche e scuole[11]. Inoltre, ovviamente, tra i luoghi privilegiati per concerti ed esibizioni live si tengono spesso le convention di fan della saga[12].

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Lista delle band su Wizrocklopedia
  2. ^ (EN) Katherine Fulton, Harry and the Potters - AllMusic, Allmusic.com. URL consultato il 16 novembre 2010.
  3. ^ Il ragazzo che faceva rock in Time magazine, 20 luglio 2009. URL consultato il 16 luglio 2009.
  4. ^ Shaun Brady, Il Ballo del Ceppo arriva a Philadelphia, The Philadelphia Daily News, 28 novembre 2006. URL consultato il 27 febbraio 2007.
  5. ^ Rachel Humphries, I "WRocker" di Harry Potter fanno magie musicali, ABC News, 13 luglio 2007. URL consultato il 31 luglio 2007.
  6. ^ Meghan Loftus, Wizard Rock, The Post-Standard, 20 luglio 2007. URL consultato il 31 luglio 2007.
  7. ^ Shaun Davies, I maghi inaspettati del rock n' roll, MSN, 20 luglio 2007. URL consultato il 31 luglio 2007.
  8. ^ a b Emily Sweeney, I fratelli musicisti tirano fuori il "punk" che è in Harry Potter, The Boston Globe, 16 settembre 2004. URL consultato il 26 gennaio 2007.
  9. ^ Lacey Rose, Wizard Rock, Forbes, 13 luglio 2005. URL consultato il 26 gennaio 2007.
  10. ^ Janelle Gleason, Quattro ragioni per le quali dovresti rapinare le collezioni musicali dei tuoi genitori, Fort Wayne News Sentinel, 4 gennaio 2007. URL consultato il 26 gennaio 2007.
  11. ^ Harry and the Potters: la Band, Harry and the Potters. URL consultato il 27 febbraio 2007.
  12. ^ Rebecca Traister, Potterpalooza, Salon.com, 1º giugno 2007. URL consultato il 9 agosto 2007.