Doni della Morte

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Vai a: navigazione, cerca
Il simbolo dei Doni della Morte.

I Doni della Morte (nell'originale inglese Deathly Hallows) sono tre oggetti magici che appaiono nella saga di Harry Potter, precisamente nell'ultimo libro, che si intitola appunto Harry Potter e i Doni della Morte.

Indice

[modifica] Storia

Xenophilius Lovegood, padre di Luna Lovegood, rivela a Harry, Ron e Hermione l'esistenza di questi tre oggetti magici, creati secondo la leggenda dalla Morte stessa, attraverso i quali il possessore sarebbe diventato il "Padrone" o "Conquistatore della morte". I pochissimi che ne sono a conoscenza nel Mondo magico di Harry Potter più che come semplice fiaba ritengono che se posseduti tutti e tre dalla stessa persona essi (i Doni) darebbero un immenso potere alla persona in questione, rendendola praticamente invincibile e capace di qualsiasi cosa ("vincitrice della morte", appunto).

I tre Doni della Morte vengono descritti nella Storia dei Tre Fratelli, presente nel libro Le fiabe di Beda il Bardo, che Albus Silente lascia in eredità ad Hermione dopo la propria morte. Essa parla di tre fratelli che, per attraversare un fiume impetuoso, utilizzarono la loro magia, creando dal niente un solido ponte. La Morte, che colpiva chiunque attraversava il fiume a nuoto, infuriata contro i tre maghi e desiderosa di vendicarsi, decise di apparire di fronte a loro sotto forma di una figura incappucciata. Giocando d'astuzia e ben conoscendo l'avidità della natura umana, finse di complimentarsi con i tre e decise di premiarli, esaudendo un desiderio da ognuno di loro. Per l'appunto i Doni.

Il primo fratello chiede la più potente delle bacchette magiche e la Morte ne ricava una da una pianta di Sambuco. Ottenutala, il mago si dirige verso una città dove vive un suo rivale e lo sconfigge facilmente grazie alla bacchetta magica, vantandosi con tracotanza di essere invincibile. Ma quella sera stessa, un altro mago, lo uccide e la ruba.

Il secondo fratello, volendo umiliare ancora di più la morte, chiede un oggetto in grado di riportare in vita i morti. La Morte raccoglie un sasso dal fiume e glielo dona, dicendogli che bisognava semplicemente far girare tre volte le pietra su se stessa e dire il nome di una persona morta, per riportarla così in vita. Una volta a casa il secondo fratello fa rivivere la donna che amava e che morì il giorno prima delle loro nozze. Ma la donna, infelice perché non appartenente al mondo dei vivi, è fredda e assente. Il mago, disperato, decide di raggiungerla e si toglie la vita impiccandosi.

Il terzo fratello, il più umile, chiede un mantello che lo renda invisibile agli occhi di tutti, compresa la Morte stessa. Ed essa, a malincuore, deve accontentarlo. Recide un pezzo del proprio mantello e glielo dona. Passano poi decenni: la Morte cerca il terzo fratello senza mai riuscire a trovarlo, grazie al dono dell'invisibilità. E, alla fine, il mago ormai sazio di giorni consegna il mantello al figlio più piccolo e, sorridendo, va serenamente incontro alla Morte come se fosse una vecchia amica.

La famiglia Peverell era un'antica casata magica, poi estintasi in linea maschile - se ne è perduto, cioè, il cognome. Harry e Voldermort sono entrambi discendenti da questa casata. Albus Silente crede nell'esistenza dei doni e dedica gran parte della sua vita alla loro ricerca (riuscendo infine ad impadronirsene), ma è sua opinione che i tre doni siano stati creati dai fratelli Peverell stessi e che il racconto sia solo una leggenda.

[modifica] I Doni

I tre Doni della Morte sono:

  • La Bacchetta di Sambuco, la bacchetta più potente del mondo magico. In origine, secondo la fiaba, fu donata dalla Morte al fratello maggiore, identificato come Antioch Peverell. La Bacchetta di Sambuco, come dice il nome, è costituita da legno di sambuco e il suo nucleo magico è un pelo della coda di un thestral[1], sostanza estremamente potente e complessa dal punto di vista magico. Nei secoli successivi appartenne a molti maghi, e tutti la ottennero uccidendo il proprietario precedente, finché non andò al fabbricante di bacchette Gregorovich e poi a Gellert Grindelwald, quindi ad Albus Silente (che nel 1945 sconfisse Grindelwald). Silente prima di morire viene disarmato da Draco Malfoy, che diviene il legittimo proprietario della bacchetta, fino a quando non viene a sua volta disarmato (anche se con un'altra bacchetta) da Harry, che quindi ne diviene l'ultimo legittimo proprietario. Tuttavia, ignorando la natura della bacchetta, nessuno la prende e Silente viene seppellito con essa. Lo stesso Voldemort brama di possedere la bacchetta; a un certo punto conclude le sue ricerche e, dopo aver ucciso Gregorovich, profana la tomba di Silente e riesce a impossessarsene. Accortosi del fatto che la Bacchetta non aumentava i suoi poteri in quanto lui non ne era il legittimo padrone, Voldemort ucciderà Piton convinto che sia questi il vero possessore della bacchetta, essendo l'uccisore di Silente, ma nel duello finale fra Harry e Voldemort la bacchetta riconosce Harry come proprietario e questo causa la morte di Lord Voldemort. Harry decide di rimetterla dietro al quadro di Silente, ritenendo così di porre fine, se non sarà mai sconfitto, al potere della bacchetta.
  • La Pietra della Resurrezione, una pietra in grado di evocare i morti in uno stato di semi-vita. È incastonata nell'anello dei Gaunt, discendenti da Salazar Serpeverde e da Cadmus Peverell, il secondo fratello, primo proprietario della Pietra. Voldemort. venuto in possesso dell'anello, lo utilizza come Horcrux. Quando Silente distrugge l'Horcrux, recupera la pietra e la nasconde nel Boccino d'oro lasciato in eredità ad Harry. L'anello dei Gaunt quindi contiene sia un Dono sia un Horcrux di Voldemort: da questo si deduce che quest'ultimo ignorasse l'esistenza o almeno il potere della Pietra. Si perde nella Foresta Proibita, abbandonata da Harry dopo averne sfruttato il potere per evocare temporaneamente gli spiriti dei suoi genitori, di Sirius Black e di Remus Lupin.
  • Il Mantello dell'Invisibilità. Venne donato dalla Morte a Ignotus Peverell, lontano antenato di Harry, sepolto a Godric's Hollow. Il Dono viene passato in eredità fino a giungere ad Harry. Il Mantello ha molte caratteristiche peculiari che lo rendono diverso dagli altri, tra cui l'immunità all'Incantesimo di Appello e l'immutabilità nel tempo (non si rovina mai).
    Come dice Xenophilius ai tre ragazzi: "Il terzo Dono è un vero Mantello dell'Invisibilità. Non è un semplice mantello da viaggio intriso di un Incantesimo di Disillusione, o rivestito da una Fattura Abbacinante, o tessuto con lana di Camuflone, che all'inizio riuscirà a celare chi lo indossa, ma col passare degli anni sbiadirà fino a diventare opaco. Stiamo parlando di un mantello che rende chi lo indossa completamente, veramente invisibile, e dura in eterno, fornendo una dissimulazione costante e impenetrabile, quali che siano gli incantesimi che gli vengono scagliati contro".

[modifica] Il vero potere dei Doni

Alla fine del settimo volume della saga di Harry Potter, Albus Silente rivela ad Harry che solo colui che non teme la morte può riunire i Doni ed essere il Padrone della Morte stessa. È quindi lui, Harry, il vero padrone della Morte poiché non la teme e non cerca di sfuggirle, contrariamente a Silente stesso e a Lord Voldemort. Implicitamente nel settimo libro viene spiegato che il più ambito dei tre Doni è, come è facile immaginare, la Bacchetta di Sambuco che ha lasciato per la storia magica una catena di omicidi compiuti solo per ottenerla. È una bacchetta di incommensurabile potenza che però sembra essere portatrice della morte dei suoi possessori.

La Pietra della Resurrezione è un Dono ambiguo che può essere bramato o rifiutato a seconda del desiderio che si annida nell'animo del mago: Lord Voldemort per esempio, pur essendo il proprietario per diritto di nascita della Pietra della Resurrezione (la pietra si trova nell'anello di Orvoloson Gaunt), ma avendo sempre temuto la morte non la riconosce e la trasforma, invece, in un Horcrux; invece Albus Silente viene trascinato dalla brama di usarla allo scopo di reincontrare sorella e genitori in modo da poter chiedere loro perdono per aver trascurato i suoi doveri nei loro confronti, e indossa, delirando, l'anello, che, portatore di una maledizione infusa da Voldemort, gli consumerà irrimediabilmente una mano.

Ma è il terzo Dono, il Mantello dell'Invisibilità, che sembra essere il più particolare: nessuno sembra avere un'attrazione particolare per quel mantello, in quanto una parte sostanziosa della comunità magica sa come rendersi invisibile, e di certo benché potenti le proprietà del Mantello dell'Invisibilità non sembrano essere così attraenti come quelle della Bacchetta di Sambuco o della Pietra della Resurrezione. Eppure, come nella storia dei tre fratelli Peverell raccontata nelle fiabe di Beda il Bardo così come nelle vicende di Harry è il possessore del Mantello ad avere il vero successo. Il Mantello, che si tramanda di padre in figlio, sembra essere associato a persone di grande nobiltà d'animo che non ricercano il potere o la gloria, che sembrano prive di grandi poteri magici, ma che grazie alla protezione del Mantello dell'Invisibilità possono arrivare a compiere imprese e a scansare pericoli tali da dimostrare un valore così grande da sconfiggere qualsiasi potere, come il terzo fratello Peverell della fiaba, che fu l'unico a riuscire veramente a sconfiggere la morte finché l'ebbe voluto, sfuggendole fino all'ultimo. Chi capisce il vero valore del mantello dimostra di essere generoso e altruista, infatti questo, a differenza degli incantesimi di disillusione, può essere utilizzato per proteggere gli altri oltre che il suo proprietario, cosa che Harry fa spesso.

Alla fine di tutto, è questo il grande insegnamento che si trae dalla storia dei Doni: il più idoneo al Potere è colui che non lo cerca o che ci si trova senza averlo cercato; sarà Albus Silente ad esplicitarlo allo stesso Harry.

[modifica] Il simbolo dei Doni

Il simbolo dei Doni della Morte costituisce una sorta di occhio triangolare dalla pupilla verticale. In esso vi è infatti un triangolo al cui interno vi sono un cerchio ed una linea che divide in due triangolo e cerchio. La linea raffigura la Bacchetta di Sambuco, il cerchio raffigura la Pietra Della Resurrezione ed il triangolo il Mantello dell'Invisibilità.

Poiché Gellert Grindelwald aveva disegnato il simbolo dei Doni su un muro della scuola di magia di Durmstrang, il simbolo è da alcuni erroneamente considerato il marchio di Grindelwald.

[modifica] Note

  1. ^ Sezione: Extra - La bacchetta di sambuco, jkrowling.com
Harry Potter Portale Harry Potter: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di Harry Potter
Strumenti personali
Namespace

Varianti
Azioni
Navigazione
Comunità
Stampa/esporta
Strumenti
Altre lingue