L'uomo che cadde sulla Terra (film)

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
L'uomo che cadde sulla Terra
Uomochecaddesullaterra-Bowie.png
David Bowie in una scena del film
Titolo originale The Man Who Fell to Earth
Paese di produzione Gran Bretagna
Anno 1976
Durata 138 min
Colore colore
Audio sonoro
Genere fantascienza
Regia Nicolas Roeg
Soggetto Walter Tevis (romanzo)
Sceneggiatura Paul Mayersberg
Produttore Michael Deeley, Barry Spikings, John Peverall (produttore associato)
Produttore esecutivo Si Litvinoff
Casa di produzione British Lion Films
Fotografia Anthony Richmond
Montaggio Graeme Clifford
Musiche John Phillips, Stomu Yamashta
Scenografia Brian Eatwell
Costumi May Routh
Trucco Linda de Vetta
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani
Premi

L'uomo che cadde sulla Terra (The Man Who Fell to Earth) è un film di fantascienza del 1976 diretto da Nicolas Roeg, tratto dall'omonimo romanzo di Walter Tevis.

Trama[modifica | modifica sorgente]

Da un pianeta sconosciuto, sul quale una spaventosa siccità ha quasi cancellato la vita, giunge sulla Terra in cerca di salvezza per il proprio popolo, uno dei pochi superstiti. Adottate sembianze umane, assunto il nome di Thomas Jerome Newton e fintosi inglese, questi riesce in breve tempo, sfruttando nove brevetti che ha con sé, a impiantare una potentissima multinazionale elettronica: la World Enterprise. Suo avvocato di fiducia diventa Oliver V. Farnsworth che pur non comprendendone appieno le idee lo aiuta e sostiene.

Mary Lou, la cameriera dell'albergo in cui soggiorna, lo soccorre quando entra in crisi per il movimento dell'ascensore. Stando più giorni a contatto, i due sviluppano una relazione affettiva.

Continui flashback comunicano allo spettatore i sentimenti e la disperazione della razza aliena che attende soccorso invano.

Grazie a prodotti innovativi come la foto in 3D autosviluppante, L'extraterrestre accumula un'immensa fortuna; assolda lo scienziato Nathan Bryce a cui affida il compito di risolvere il problema dell'immagazzinamento dell'energia da collocare su un'astronave capace non solo di ricondurre Newton al pianeta d'origine (Anthea), ma anche di trasferirvi l'acqua che potrebbe salvarne gli abitanti.

Newton, giunto come un essere puro sulla Terra (tanto da bere solo acqua), al contatto con l'umanità ne assimila tutti i vizi, sesso e alcol per primi. Tutte le persone accanto a lui sono maestri nel trasmettergli qualcosa di negativo: Mary Lou è alcolizzata e Bryce è un donnaiolo.

Insospettitosi per l'ignoranza di Newton sul motto Per aspera ad astra della Royal Air Force (l'aviazione militare inglese, anche se il suo motto in realtà è Per Ardua ad Astra) ed avendolo fotografato con un apparecchio a raggi x (che peraltro Newton è in grado di vedere), Nathan Bryce scopre il suo segreto, ma non è il solo. Gli interessi delle industrie mondiali minacciati dalla strapotenza della World Enterprise provocano l'intervento della CIA. La solitudine porta Newton a rivelarsi a Mary-Lou nel suo aspetto extraterrestre, la quale ne resta inorridita. Newton si isola portando avanti il suo progetto, aiutato da Bryce con il quale egli si confida.

Un'ora prima del lancio Newton viene arrestato e tutto il progetto bloccato. Farnsworth ed il suo amante sono uccisi defenestrati da dei sicari. Newton viene spossessato della compagnia, che continua a prosperare sotto il controllo della CIA, quindi viene tenuto prigioniero e fatto oggetto di crudeli studi in un lussuoso appartamento per almeno 15 anni, fino a quando il suo razzo viene distrutto. Semi accecato dalle radiografie (nel libro diventa cieco totalmente) viene raggiunto da una Mary Lou segnata dal tempo - mentre per Newton la vecchiaia sembra non arrivare - in compagnia della quale trascorre anni noiosi. Quando scoprono di non provare più nulla uno per l'altro si lasciano ma finalmente egli riesce a scappare dalla sua prigione approffittando della mancanza di sorveglianza.

Intanto Mary-Lou e Bryce, invecchiati e semi alcolizzati, convivono. Un giorno lo scienziato trova in un negozio un disco che gli ricorda Newton e dopo una ricerca lo trova in un bar, ancora giovane ma ormai completamente alcolizzato e rassegnato. Newton però ha affidato al disco la speranza che la sua voce giunga al suo pianeta attraverso la radio, anche se è quasi certo che la sua famiglia sia morta. Preso atto che ormai poco resta da fare, seppure sia ancora relativamente benestante, abbassa lentamente la testa in segno di resa.

Produzione[modifica | modifica sorgente]

Cast[modifica | modifica sorgente]

Il film costituisce l'esordio cinematografico della rockstar David Bowie, già noto per la sua immagine androgina e per il personaggio di "Ziggy Stardust", che si esibiva sul palco con le sembianze di un alieno umanoide. Nonostante ciò, nel film è assente qualunque contributo musicale di Bowie, se si eccettua una breve sequenza nella quale è possibile ascoltare la sua interpretazione del brano Wild Is the Wind uscire da uno stereo.

Nel film fa un'apparizione l'astronauta americano James Lovell, veterano dello spazio e reduce dal naufragio della missione Apollo 13 e lo scrittore Terry Southern che interpreta un reporter.

Curiosità[modifica | modifica sorgente]

Nella scena del negozio di dischi, mentre Bryce cammina, un poster appeso pubblicizza l'album di David Bowie Young Americans del 1975, mentre è anche ben visibile la copertina dell'album New Morning di Bob Dylan.

Alcuni fan credono che l'album che Bryce prende in mano sia la colonna sonora originale che Bowie scrisse per il film ma che poi non fu usata.[1][2]

Distribuzione[modifica | modifica sorgente]

La versione in DVD contiene circa 40 minuti di film assenti nella versione cinematografica italiana del 1976, come esiste anche una versione "director's cut".

Colonna sonora[modifica | modifica sorgente]

David Bowie scrisse parte dell'album di una possibile colonna sonora del film, ma fu rifiutata da Roeg perché troppo sperimentale, e scritta sotto il pesante effetto della cocaina: circa 10g al giorno per sua stessa ammissione[3], la colonna sonora venne quindi affidata a John Phillips e Stomu Yamashta

Tracce[modifica | modifica sorgente]

  1. Make the World Go Away Scritta da Hank Cochran eseguita da Jim Reeves
  2. Blue Bayou Scritta da Joe Melson e Roy Orbison eseguita da Roy Orbison
  3. True Love Scritta da Cole Porter eseguita da Bing Crosby e Grace Kelly
  4. Stardust Scritta da Hoagy Carmichael e Mitchell Parish eseguita da Artie Shaw
  5. Hello Mary-Lou Scritta da Gene Pitney eseguita da John Phillips e Mick Taylor
  6. A Fool Such as I Scritta da William M. Trader eseguita da Hank Snow
  7. Love is Coming Back Scritta da John Phillips eseguita da Geneviève Waïte
  8. Poker Dice Scritta ed eseguita da Stomu Yamashta
  9. Thirty-Three And A Third Scritta ed eseguita da Stomu Yamashta
  10. Mandala Scritta ed eseguita da Stomu Yamashta
  11. Wind Words Scritta ed eseguita da Stomu Yamashta
  12. One Way Scritta ed eseguita da Stomu Yamashta
  13. Memory Of Hiroshima Scritta ed eseguita da Stomu Yamashta
  14. Canto delle balene Registrata da Frank Watlington
  15. Boys From The South Scritta ed eseguita da John Phillips
  16. Rhumba Boogie Scritta ed eseguita da John Phillips
  17. Blue Grass Breakdown Scritta ed eseguita da John Phillips
  18. Excerpts from 'The Planets Suite' Scritta da Gustav Holst eseguita dalla Bournemouth Symphony Orchestra
  19. Blueberry Hill Scritta da Vincent Rose, Larry Stock e Al Lewis eseguita da Louis Armstrong
  20. Enfantillages Pittoresques Scritta da Erik Satie eseguita da Frank Glazer
  21. Try To Remember da The Fantasticks Scritta da Harvey Schmidt e Tom Jones eseguita da The Kingston Trio
  22. Silent Night testi di Joseph Mohr Musica di Franz Gruber eseguita da Robert Farnon e la sua orchestra
  23. Parker's Band Scritta da Donald Fagen, Walter Becker eseguita dagli Steely Dan
  24. The Hissing Of Summer Lawns Scritta ed eseguita da Joni Mitchell
  25. Baby Come Back Scritta da Peter Beckett, John Crowley eseguita da Player
  26. Any Major Dude Will Tell You Scritta da Donald Fagen, Walter Becker eseguita dagli Steely Dan

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ (EN) Bowie Golden Years - THE MAN WHO FELL TO EARTH. URL consultato il 10 settembre 2012.
  2. ^ The man who fell to earth o.s.t. e LOW: i legami. URL consultato il 10 settembre 2012.
  3. ^ (EN) David Bowie's cocaine alien and The Man Who Fell To Earth, www.telegraph.co.uk. URL consultato il 10 settembre 2012.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]