Frank Glazer

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Frank Glazer
Nazionalità Stati Uniti Stati Uniti
Genere Musica classica
Periodo di attività 1930[1] – in attività
Strumento Pianoforte
Album pubblicati 2
Studio 2

Frank Glazer (Chester, 19 febbraio 1915) è un pianista statunitense.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Dopo aver completato i suoi studi con Schnabel a Berlino, si è cimentato nella carriera solistica con recital alla Carnegie Hall di New York, alla Queen Elizabeth Hall di Londra, al Teatro Colon di Buenos Aires. Ha inoltre suonato con la Boston Symphony Orchestra[2], con l'Orchestra de la Suisse Romande e l'Orchestra Lamoureux, raggiungendo la notorietà internazionale[3][4] e positive recensioni autorevoli[5].

Frank Glazer è inoltre compositore di numerosi brani musicali e cofondatore dell'Eastman Quartet, dei Cantilena Chamber Players e del New England piano Quartette.

Glazer ha anche partecipato a trasmissioni radiofoniche e televisive sia negli Stati Uniti sia in Europa, realizzando inoltre un suo show televisivo per le stazioni della NBC.

Per quindici anni è stato Professore di Piano presso l'Eastman School of Music e attualmente è “Artist-in-residence and Lecturer in Music” al Bates College.

Discografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Music of a Bygone Eraìì
Etichetta: Bridge Record, 2006 - ASIN: B000FO4494
Musiche di Felix Mendelssohn, Alfred Gruenfeld, Leopold Godowsky, Edvard Grieg, Christian Sinding, Moritz Moszkowski, Anton Rubinstein, Anatole Liadov, Ignace Jan Paderewski, Edward MacDowell, Stephen Heller, Léo Delibes, Franz Liszt.
  • Satie: Piano Music
Etichetta: VoxBox, 1992 - ASIN: B000001K23
Doppio CD con musiche del compositore Erik Satie

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Frank Glazer, dean of Maine pianists, begins season of Beethoven sonatas
  2. ^ Duncan J. Cumming
  3. ^ Showcase: music clubs magazine, Volumi 40-41 (National Federation of Music Clubs) p.60
  4. ^ Desmond Stone googlebooks.it
  5. ^ Time Inc., 1965; Programme of Boston Symphony Orchestra, 1938; The musical times, Volume 114, 1976.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]


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