Storia dell'Inghilterra

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Storia dell'Inghilterra

Voci principali
Età di Giacomo I
Età di Carlo I
Guerra civile inglese
Protettorato di Cromwell
Restaurazione inglese
Gloriosa rivoluzione
Età edoardiana

La storia dell'Inghilterra, in quanto terra degli Angli, dei Sassoni e degli Juti, successivamente fusi fra loro nel popolo anglosassone, si può far iniziare attorno alla metà del V secolo d.C. (secondo taluni nel 449). All'indomani della fine della dominazione romana (407 o 410) infatti, tribù di Angli, di Sassoni e di Juti invasero le sponde della Britannia. La loro occupazione definitiva della Gran Bretagna avvenne tra gli anni 441 e 443[1] Essi misero in fuga i Celti, antichi abitanti dell'isola, spingendoli verso l'attuale Galles o, in taluni casi, si fusero con essi. Gli Anglosassoni chiamarono quest'isola Angleland, cioè "Terra degli Angli", che in seguito diventerà England (Inghilterra).

Preistoria[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Antica Britannia.
Stonehenge, eretta probabilmente nel III millennio a.C.

I rilevamenti archeologici indicano che l'Inghilterra venne colonizzata già molto prima del resto del territorio delle Isole Britanniche, grazie al suo clima ospitale.

La prima menzione dell'isola si deve a un manuale per navigatori del VI secolo a.C., benché legami commerciali con il continente esistessero già da molto prima.

Scrittori latini, come Plinio il Vecchio e Diodoro Siculo menzionarono il commercio di stagno dell'Inghilterra, ma ci sono poche notizie sulle popolazioni.

Tacito scrisse che non c'erano grandi differenze linguistiche tra i popoli della Britannia e della Gallia settentrionale e notò che le varie nazioni bretoni condividevano le stesse caratteristiche fisiche con i loro vicini del continente.

Antichità[modifica | modifica sorgente]

Britannia romana[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Britannia romana.

Cesare invase la Britannia nel 55 a.C. e nel 54 a.C. e scrisse nel De bello Gallico che la popolazione della Britannia meridionale aveva molti tratti in comune con i Belgae della Gallia.

Romanizzazione della Britannia

Fino alla conquista romana della Britannia, la popolazione della Britannia era relativamente stabile e, all'epoca dell'invasione di Cesare, i britanni parlavano un idioma celtico.

I romani iniziarono la loro seconda conquista della Britannia nel 43 d.C., durante il regno di Claudio. L'Inghilterra e il Galles caddero sotto la dominazione romana, che durò fino agli inizi del secolo V.

Britannia post-romana[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Britannia postromana.

Dopo che i romani abbandonarono la Britannia nel 410, l'attuale Inghilterra venne progressivamente popolata da popolazioni germaniche provenienti dal continente. Questi popoli comprendevano gli Angli, i Sassoni, gli Juti e i Frisoni.[2]

Invasero la Britannia nella seconda metà del V secolo. Sembra che gli Juti fossero il principale gruppo che si insediò nel Kent, nell'Isola di Wight e nelle coste dello Hampshire, mentre i Sassoni predominarono nelle aree a sud del fiume Tamigi e nell'Essex e nel Middlesex, ed infine gli Angli nel Norfolk, nel Suffolk, nelle Midlands e nel nord.

La popolazione autoctona diminuì dopo la dominazione romana. Questo drammatico collasso sembra essere stato causato soprattutto dalla peste e dal vaiolo.[3] Gli Annales Cambriae menzionano la morte di peste del re Maelgwn Gwynedd nel 547.

Inghilterra medievale[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Medioevo inglese.

Gli anglosassoni[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Anglosassoni.

Tra il V e il VI secolo non abbiamo molte notizie sulla storia inglese. Le poche notizie ci vengono dal De excidio et conquestu Britanniae, opera storiografica del cronista Gildas (vissuto nel VI secolo), dalle vite dei santi, dallo studio dei toponimi e delle opere poetiche e dai ritrovamenti archeologici. Come in precedenza i romani, anche i britanni assoldarono mercenari germanici per difendersi dalle bellicose tribù dei Pitti che vivevano nel nord dell'isola. Successivamente, i mercenari anglosassoni si ribellarono e iniziarono un processo graduale d'insediamento che culminò, nel VII secolo, con l'eliminazione della classe politica dominante e con l'instaurazione di una serie di regni germanici in tutta l'isola. Gli invasori erano Angli, Sassoni, Juti e Frisoni, popolazioni che avevano tradizioni simili e che pian piano si fusero in un solo gruppo, che prese il nome di Anglosassoni.

Statua in bronzo del mitico re Artù, con visiera alzata e scudo, a Innsbruck, tra i cavalieri in lutto alla tomba dell'imperatore Massimiliano I (morto nel 1519)

Nel VII secolo, i regni germanici comprendevano la Northumbria, la Bernicia, la Deira, il Lindsey, la Mercia, l'Anglia orientale, l'Essex, il Wessex, il Sussex e il Kent. Erano regni turbolenti, ma si distinguevano per una forte monarchia e un uso delle leggi basato sul guidrigildo. Gli Anglosassoni praticavano culti politeistici, non avevano una cultura scritta e vivevano di allevamento, caccia e agricoltura.

La diffusione del Cristianesimo e l'età dell'Eptarchia[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Eptarchia anglosassone.

Nei due secoli successivi, gli avvenimenti più importanti furono l'unificazione politica e l'avvento del Cristianesimo.

Nel 597 il papa Gregorio Magno inviò nel Kent un gruppo di missionari guidati dal monaco Agostino. Il gruppo fu accolto con favore da re Etelberto del Kent, che si convertì alla nuova religione. I regni del sud dell'Inghilterra divennero cristiani e Agostino fu il primo arcivescovo di Canterbury. L'ultimo re pagano, Penda di Mercia, morì nel 655.

In questo periodo, il cosiddetto "Cristianesimo romano" incontrò il "cristianesimo celtico-irlandese", predicato da parte di monaci-sacerdoti fondatori di monasteri. Tra di essi vi sono varie figure di spicco come San Columba di Iona che si recò in Scozia fin dal 563, da San Colombano evangelizzatore d'Europa in Cornovaglia attorno al 590 e successivamente da Sant'Aidano in Northumbria, che fondò nel 635 un monastero presso Lindisfarne.

Al sinodo di Whitby re Owsy della Northumbria scelse la religione cristiana romana e vi si convertì. Teodoro di Tarso, divenuto arcivescovo di Canterbury nel 668, istituì numerose diocesi e organizzò in maniera basilare la Chiesa in Inghilterra.

L'incontro tra la cultura celtica e quella latina generò una notevole serie di libri, in particolare in Northumbria, da dove vennero pensatori come San Beda il Venerabile e Alcuino di York.

Tra il Settimo e l'Ottavo secolo il potere politico variava tra i grandi regni. Beda registrò che alla fine del sesto secolo Adalberto del Kent fu il sovrano dominante dell'Inghilterra, ma successivamente il potere passò al regno di Northumbria. Dopo una crisi del regno di Northumbria, fu la volta del dominio del regno di Mercia. La supremarzia del regno di Mercia durò, a fasi alterne, per tutto l'Ottavo secolo; Offa di Mercia ottenne dall'imperatore Carlo Magno il titolo di "gran signore" della Britannia meridionale. All'inizio del Nono secolo il regno di Wessex mise fine alla supremarzia del regno di Mercia.

Attacchi vichinghi e ascesa del Wessex[modifica | modifica sorgente]

Dalla fine dell'VIII secolo si fecero sempre più frequenti le incursioni vichinghe. L'arrivo dei vichinghi sconvolse la geografia politica e sociale dell'Inghilterra. Nonostante la vittoria di Alfredo il Grande ad Edington nel 878, i vichinghi riuscirono ad insediarsi ugualmente in Gran Bretagna e in Irlanda. Verso la fine del Nono secolo Alfredo il grande fu l'unico re di stirpe anglosassone.

Unificazione dell'Inghilterra[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Regno d'Inghilterra.

Dopo la morte di Alfredo il Grande, avvenuta nell'899, salì sul trono del Wessex il figlio Edoardo il Vecchio. Edoardo, assieme al cognato Aethelred di Mercia, iniziò un programma di espansione, costruendo nel suo territorio una serie di città e fortificazioni. Dopo la morte di Aethelred, sua moglie continuò l'espansione. Dopo la morte di Edoardo il Vecchio salì al trono il figlio Athelstan.

Athelstan continuò il programma di espansione del padre e della zia, diventando sostanzialmente il primo re dell'Inghilterra. Tuttavia l'unità inglese non fu raggiunta in maniera stabile, dato che i successori di Athelstan persero e riconquistarono la Northumbria. Poco dopo la metà del Decimo secolo Edgar d'Inghilterra riuscì a consolidare il regno.

La conquista normanna[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Conquista normanna dell'Inghilterra.

Verso la fine del Decimo secolo ci furono nuovamente degli attacchi da parte dei danesi. Canuto il Grande regnò su Inghilterra, Danimarca e Norvegia. Nel 1042 venne ristabilita, con Edoardo il Confessore, una dinastia di sovrani nativi dell'Inghilterra. La mancanza di un successore di Edoardo provocò una grave crisi dinastica che portò a furiosi combattimenti. Nel 1066 divenne re Harold Godwinson, probabilmente nominato successore dallo stesso Edoardo nel letto di morte, nonché approvato dallo Witan. Tuttavia ci furono altri pretendenti al trono inglese: Guglielmo di Normandia, Harald III di Norvegia e Sweyn di Danimarca. Nel settembre 1066 Harald III, aiutato da Tostig Godwinson, fratello di Harold, riuscì a sbarcare nell'Inghilterra settentrionale con una forza di 15.000 uomini, ma venne sconfitto nella battaglia di Stamford Bridge dall'esercito di Harold Godwinson. Poco dopo un esercito normanno, proveniente dalla Francia sbarcò in Inghilterra; le armate di Guglielmo di Normandia riuscirono a sbaragliare l'esercito di Harold Godwinson nella battaglia di Hastings. Guglielmo di Normandia fu incoronato re il giorno di Natale del 1066.

Dominazione normanna[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Anarchia (storia inglese).

La dominazione normanna portò a una grande svolta per lo stato inglese. Guglielmo di Normandia ordinò la compilazione del Domesday Book, un'indagine sulla popolazione e sulle proprietà immobiliari e terriere a fini fiscali, rivelando che in vent'anni di conquista l'antica popolazione di stirpe anglosassone fu espropriata dalla classe dirigente di origine normanna che deteneva i principali uffici civili ed ecclesiastici. La corte di Guglielmo, nonché gli aristocratici, parlavano il francese della Normandia; l'uso della lingua anglo-normanna lasciò una traccia indelebile nella lingua inglese odierna.

Il medioevo inglese fu caratterizzato da guerre civili, rivolte, intrighi a corte e lotte dinastiche in Francia. Enrico I, il quarto figlio di Guglielmo, il quale fu successore del fratello Guglielmo II, tentò di smussare le differenze sociali tra anglosassoni e anglonormanni; tuttavia dopo la perdita del figlio, le proposte di riforma di Enrico restarono al palo. Dopo la morte di Enrico I ci fu una grave disputa dinastica tra il nuovo re Stefano I, nipote di Enrico, e Matilda, figlia di Enrico che portò a una serie di guerre civili fino alla morte di Stefano avvenuta nel 1154.

Inghilterra dei Plantageneti[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Plantageneti, Impero angioino, Guerra dei cento anni e Guerra delle due rose.

Il figlio di Matilda, Enrico di Angiò tentò una nuova invasione, ma riuscì ad accordarsi con Eustachio, il figlio di Stefano. Enrico II d'Inghilterra dominava su un territorio che comprendeva, oltre all'Inghilterra, anche gran parte della Francia; questo dominio è noto come l'Impero angioino. Il successore di Enrico II fu Riccardo I, il quale fu scarsamente presente in Inghilterra perché prese parte alla Terza crociata e dovette difendere i possedimenti francesi. Il successore di Riccardo fu il fratello Giovanni detto "Giovanni senza terra", il quale fu molto sfortunato perché perse gran parte dei territori francesi a seguito della Battaglia di Bouvines. Per le sue disfatte militari in Francia, l'aumento di tasse e il conflitto con il Papa, Giovanni Senza Terra diventò molto impopolare presso l'aristocrazia inglese; fu costretto ad emanare la magna charta con la quale il potere del re veniva fortemente limitato. Quando le ostilità con il Papa cessarono, Giovanni cercò di rimangiarsi la parola; questo atteggiamento provocò la Prima guerra baronale. Il figlio di Giovanni, Enrico III d'Inghilterra salì al trono quando era ancora bambino e per la maggior parte del suo regno dovette combattere i baroni.

Il regno di Edoardo I vide un rafforzamento dell'autorità regia e la prima convocazione del parlamento inglese. Edoardo I riuscì a conquistare il Galles e cercò di avanzare pretese dinastiche sulla Scozia. Edoardo II fu un re dissoluto e poco energico. Il leader scozzese Robert Bruce riuscì a riconquistare i territori persi durante il regno di Edoardo, sconfiggendo gli inglesi nella battaglia di Bannockburn del 1314. Nel 1326 Edoardo II venne deposto dalla moglie Isabella. Nel 1327 salì al trono Edoardo III. Durante il suo lungo regno (1327-1377) Edoardo III riuscì a trasformare l'Inghilterra in una grande potenza militare e dopo aver battuto il Regno di Scozia, Edoardo rivendicò la corona di Francia; questo atto diede inizio alla Guerra dei Cento anni. Sotto Edoardo III l'Inghilterra riportò una grande vittoria a Crecy. Nel corso del Trecento si abbatterono in Inghilterra alcune gravi catastrofi, tra cui la Grande carestia del 1315-1317 e la Peste nera del 1348; in particolare l'epidemia di peste causò la morte di quasi la metà della popolazione inglese. Edoardo III concesse molto potere ad alcune famiglie aristocratiche di cui si legò in alleanze matrimoniali; queste potenti famiglie aristocratiche ne uscirono fortemente rafforzate tanto da poter rivendicare il trono inglese. I metodi arroganti di Riccardo II fecero alienare le simpatie di questa potente aristocrazia. Alla fine del Trecento con sovrano Enrico IV, continuarono i tumulti.

Il regno di Enrico V, salito al trono nel 1413, è ricordato per la grande vittoria inglese nella battaglia di Azincourt. Enrico V morì di dissenteria nel 1422 lasciando incompleti innumerevoli programmi tra cui quello di bandire una nuova crociata contro i musulmani per riconquistare la Terrasanta. Sotto il debole Enrico VI le rivolte in Inghilterra tornarono a un livello elevato, soprattutto dopo la sconfitta finale nella guerra dei Cento anni. A seguito dell'infermita di Enrico VI, non più in grado di controllare la situazione, nel 1455 scoppiò la guerra delle due rose; si trattava di piccole schermaglie che tuttavia finirono per minare l'autorità centrale. Nel 1461 Edoardo di York, un cugino di Enrico VI, depose il sovrano diventando Edoardo IV d'Inghilterra. Edoardo riuscì a sconfiggere i Lancaster nella Battaglia di Mortimer's Cross. Edoardo IV fu brevemente spodestato nel 1470-71 quando Richard Neville, XVI conte di Warwick riuscì, per un breve periodo, a riportare Enrico VI sul trono. Sei mesi dopo Edoardo di York sconfisse Warwick rivendicando nuovamente il trono. Enrico VI venne imprigionato nella Torre di Londra dove morì nel maggio del 1471.

Edoardo IV morì nel 1483, a soli quaranta anni di età. Successore di Edoardo IV avrebbe dovuto essere il figlio tredicenne Edoardo, ma Riccardo di Glouchester, fratello di Edoardo IV, dichiarò che le nozze del fratello non erano valide, facendo diventare così Edoardo V re illegittimo. Edoardo V, e il fratello minore Riccardo, furono imprigionati nella Torre di Londra. Riccardo di Glouchester divenne Riccardo III d'Inghilterra. I due principini non furono più visti e probabilmente morirono nella Torre. Re Riccardo III fu vituperato come un pericoloso mostro per avere, si sospettava, ucciso i nipoti per ottenere il trono. Questo odio per Riccardo oscurò il suo abile governo durante il suo regno. Nell'agosto del 1485 Enrico Tudor, un discendente collaterale dei Lancaster sconfisse Riccardo III nella battaglia di Bosworth Field; Enrico Tudor divenne Enrico VII d'Inghilterra.

Epoca moderna[modifica | modifica sorgente]

L'Inghilterra dei Tudor[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Dinastia Tudor.
Enrico VIII di Hans Holbein

Con l'ascesa al trono di Enrico VII, venne posta fine alla guerra delle due rose; i Tudor regnarono in Inghilterra per 118 anni. Il parlamento inglese riconobbe Enrico VII come sovrano ma i sostenitori degli York erano ancora forti. Enrico VII nel 1486 sposò la figlia maggiore di Edoardo IV, riunendo così le casate rivali degli York e dei Lancaster. Anche se dovette far fronte a diversi complotti e a ribellioni interne, Enrico VII riuscì a stabilizzare l'autorità regia.

La politica estera di Enrico VII fu impostata alla ricerca dell'alleanza con la Spagna e il Sacro Romano Impero; tuttavia nel 1493 l'Inghilterra si vide coinvolta in un conflitto contro la Francia. Alla fine, dati i problemi interni, Enrico VII riuscì a trovare un compromesso con la Francia, nel quale rinunciava le pretese sui territori francesi, eccetto per il porto di Calais, ancora in mano inglese. Poco dopo Enrico VII riuscì ad avvicinarsi alla Scozia, poiché diede in sposa la figlia Margherita a re Giacomo IV.

Nel 1509 morì Enrico VII. Dal momento che Arthur, il figlio primogenito di Enrico VII, era morto a quindici anni nel 1501, la corona passò al secondogenito Enrico, che divenne Enrico VIII d'Inghilterra. Enrico sposò la cognata vedova Caterina d'Aragona, dalla quale ebbe parecchi figli, ma di cui sopravvisse solo Maria, in seguito nota come "Maria la Sanguinaria". Nel 1512 l'Inghilterra entrò in guerra contro la Francia, ma dalla quale Enrico VIII non trasse nessun vantaggio politico. Durante l'assenza di re Enrico VIII, impegnato in Francia, Giacomo IV di Scozia iniziò ad invadere l'Inghilterra, ma gli scozzesi furono battuti nella battaglia di Flodden Field nel settembre 1513.

Negli anni Venti Caterina d'Aragona non era più in grado di dare altri figli ad Enrico. Il re, che sperava di generare un erede maschio, (in quel momento l'erede al trono sarebbe stata la figlia Maria), nel 1527 tentò di ottenere il divorzio da Caterina, ma trovò l'opposizione del potente Lord Cancelliere Thomas Wolsey e del cardinale Lorenzo Campeggi, legato del Pontefice. Non avendo la possibilità di ottenere il divorzio dalla Chiesa Cattolica, Enrico decise di sbarazzarsi di Wolsey e di secedere dalla Chiesa di Roma, e con l'Atto di supremazia la Chiesa inglese si separò da quella romana. Caterina venne bandita dalla corte inglese nel 1530 e passò il resto della sua vita in un maniero isolato, senza che potesse incontrare la figlia Maria, la quale fu dichiarata figlia illegittima. Nel 1530 Enrico VIII sposò Anna Bolena che nel 1533 partorì una figlia, la futura Elisabetta I d'Inghilterra. Ancora preoccupato della stabilità dinastica, non garantita appieno da un'erede femmina, Enrico decise di imprigionare Anna nella Torre di Londra e, nel maggio del 1536, di decapitarla con l'accusa di adulterio[4]. Enrico sposò Jane Seymour, dalla quale ebbe il sospirato erede maschio nel 1537, il futuro Edoardo VI d'Inghilterra. Elisabetta, alla pari della sorellastra Maria, venne dichiarata figlia illegittima. Dopo Jane Seymour, morta pochi giorni dopo aver partorito Edoardo, Enrico si sposò altre tre volte: con la principessa tedesca Anna di Cleves, con Caterina Howard e Caterina Parr.

Enrico VIII morì nel gennaio del 1547 a cinquantacinque anni. Successore di Enrico fu Edoardo VI, che divenne re all'età di nove anni. Vista la giovanissima età del re, il potere effettivo fu esercitato da Edward Seymour e, dopo la rimozione di questi, da John Dudley. Edoardo VI morì di tubercolosi nel 1553; il titolo regio passò a Maria. Maria fu una devota cattolica, tanto che credeva di riportare l'Inghilterra nell'alveo delle nazioni cattoliche. Con il ritorno al cattolicesimo dell'Inghilterra, 274 protestanti furono condannati al rogo. Nel 1556 Maria sposò il cugino Filippo d'Asburgo. Nel 1558 la regina Maria morì di cancro uterino.

Elisabetta Tudor ascese al trono dopo la morte della sorellastra Maria. La nuova regina ripristinò la Chiesa d'Inghilterra, ristabilendo lo scisma con la Chiesa di Roma. In politica interna Elisabetta riuscì a mantenere la stabilità del suo regno, riuscendo a potenziare l'autorità regia a scapito dell'antica nobiltà. Nel 1569 la Regina Maria Stuarda, cugina di Elisabetta, scappò dalla Scozia per rifugiarsi in Inghilterra, ma venne subito arrestata e imprigionata per diciotto anni di prigionia, poiché Maria di Scozia, e non Elisabetta, era riconosciuta dai legittimisti europei come la vera regina d'Inghilterra (con il nome di "Maria II d'Inghilterra"). Nel 1587 Maria Stuarda venne condannata a morte e decapitata. In politica estera Elisabetta cercò di prendere le distanze sia dalla Spagna, sia dalla Francia, le quali tentarono di porre fine al protestantesimo in Inghilterra. Il più grande successo militare di Elisabetta fu il respingimento dell'invasione da parte della Spagna di Filippo II con il naufragio dell'Invencible Armada del 1588.

L'Inghilterra degli Stuart[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Dinastia Stuart.
Giacomo I dipinto da Paul van Somer

Nel 1603 morì la regina Elisabetta I all'età di 69 anni. Successore al trono fu, come parente più prossimo, Giacomo VI di Scozia, figlio di Maria di Scozia. Giacomo di Scozia (Giacomo I d'Inghilterra) fu il primo monarca a regnare su tutta la Gran Bretagna. Appena salito al trono Giacomo cercò di riappacificarsi con la Spagna ponendo fine, con il Trattato di Londra alla Guerra anglo-spagnola. Durante il regno di Giacomo I l'Inghilterra restò al di fuori delle contese internazionali che stavano divampando in quel periodo nell'Europa continentale (Guerra dei Trent'anni). Agli inizi del Seicento iniziava a prendere forma l'impero coloniale inglese; nel 1607 venne fondata la colonia di Jamestown, che fu il primo insediamento permanente nel Nordamerica. Successivamente gli inglesi cominciarono ad infiltrarsi nel commercio delle spezie, del tabacco e dello zucchero nelle Indie occidentali ed orientali.

Carlo I dipinto da Antoon Van Dyck

Carlo I divenne re d'Inghilterra, Scozia e Irlanda alla morte del re Giacomo I, nel 1625. Sostenitore, come il padre, del diritto divino dei re, fu impegnato nella prima fase del suo regno una dura lotta di potere contro il Parlamento che gli si oppose risolutamente, temendo le sue aspirazioni assolutistiche, soprattutto nel tentativo di riscuotere le tasse senza il suo assenso. Altra causa di attrito con una parte della società inglese fu la sua politica religiosa: perseverando nel "sentiero intermedio" della Chiesa anglicana, fu ostile alla riforma protestante che invece andava diffondendosi tra molti dei suoi sudditi inglesi e scozzesi e da questi accusato di essere a sua volta troppo vicino al cattolicesimo. Sposò infatti una principessa cattolica, Enrichetta Maria di Francia, ed ebbe come stretto collaboratore l'arcivescovo di Canterbury, l'anglicano William Laud. Le tensioni politiche e religiose accumulate nel corso degli anni si concretizzarono con lo scioglimento del Parlamento negli anni denominati del "Governo Personale" ed esplosero nella guerra civile inglese. La prima fase della guerra civile (1642-1649) vide lo scontro tra due fazioni: i realisti e i parlamentari, quest'ultimi detti "Teste rotonde". Dopo quattro anni di guerra le Teste rotonde, guidate da Oliver Cromwell, riescono a prevalere sui realisti. Nel 1649 re Carlo I venne giustiziato. Dopo la decapitazione di re Carlo I, Oliver Cromwell e il Parlamento dichiararono decaduta la monarchia e fondarono la Repubblica Unita di Inghilterra, Scozia e Irlanda (Commonwealth). Gli obiettivi di Cromwell erano di salvaguardare il diritto della proprietà, l'indipendenza della chiesa dallo stato, la libertà religiosa e l'eliminazione di tutte le opposizioni estremistiche. Alla Scozia venne garantita una maggiore tolleranza, mentre con l’Irlanda, non ancora pacificata, invece si usò il pugno di ferro. Una carta costituzionale definì Cromwell "Lord protettore del Regno". La dittatura di Oliver Cromwwell durò fino al 1658, data della sua morte. Successore alla carica di "Lord protettore" fu Richard Cromwell, figlio di Oliver, ma non avendo la statura politica del padre, durò per appena un anno. Nel 1660 le truppe realiste riuscirono a ripristinare la monarchia; il nuovo sovrano fu Carlo II d'Inghilterra figlio del defunto Carlo I.

Ritratto di Oliver Cromwell eseguito da Robert Walker.

Nel 1685 morì Carlo II. Il nuovo re fu il fratello Giacomo Stuart. Giacomo II era intenzionato a riportare l'Inghilterra nell'alveo del cattolicesimo romano, così scoppiò un feroce conflitto tra il sovrano e il Parlamento. Sotto la concreta minaccia di un ritorno al cattolicesimo, il parlamento prese in mano la situazione, nominando Guglielmo III d'Orange, Statolder d'Olanda dal 1672, ad essere il nuovo re d'Inghilterra, insieme alla moglie Maria II d'Inghilterra, primogenita delle due figlie di primo letto di Giacomo II (la seconda era Anna, futura regina che succederà a Guglielmo III; sia Maria che Anna erano di religione protestante). Guglielmo accettò e sbarcò nelle coste meridionali inglesi nel novembre nel 1688. Giacomo fuggì in Francia e venne dichiarato abdicatario dal Parlamento, il quale nel febbraio 1689 elesse sovrani d'Inghilterra Guglielmo III d'Orange e sua moglie Maria II. Il primo atto a suggello della neonata monarchia costituzionale mirava a ribadire le prerogative del Parlamento e quelle del Sovrano, per evitare il ripetersi di tentativi di accentramento del potere: questo atto prese il nome di Bill of Rights (dichiarazione dei diritti). Secondo questa dichiarazione il sovrano non poteva imporre tributi a favore della Corona senza l'approvazione del Parlamento, non poteva mantenere nel regno un esercito stabile in tempo di pace senza il consenso del Parlamento, i membri del parlamento dovevano essere eletti liberamente, in parlamento vi era la libertà di parola.

In certe parti della Scozia e dell'Irlanda, alcune fazioni rimaste fedeli agli Stuart, tentarono di riportare Giacomo II sul trono, ma senza successo. Le ribellioni giacobite continuarono fino alla metà del Settecento fino a quando non furono definitivamente sconfitte nella battaglia di Culloden del 1746.

Con l'emanazione dell'Act of Settlement (Atto di Successione) del 1701 si stabilì che, dopo la morte di Guglielmo III d'Orange, la corona sarebbe passata alla cognata Anna Stuart e quindi ai discendenti di Sofia del Palatinato nipote di Giacomo I e andata in sposa all'Elettore di Hannover. Fu così che nel 1714 la corona passò a Giorgio di Hannover. Con l'inizio della dinastia Hannover i regni d'Inghilterra e di Scozia vennero fusi in un unico regno.

Formazione del Regno Unito[modifica | modifica sorgente]

La formazione del Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda, cioè la costituzione di uno stato unitario a cavallo tra le quattro nazioni, Inghilterra, Scozia, Galles ed Irlanda, fu un processo lungo. Il Galles fu conquistato dall'Inghilterra già alla fine del Duecento, ma l'unione formale tra Inghilterra e Galles non avvenne che nel 1536. Con l'ascesa al trono di Giacomo I l'Inghilterra e la Scozia iniziarono ad avere un re in comune, anche se le istituzioni statuali rimasero separate. Nel corso del Seicento ci furono tentativi di accorpare le due corone. Nel 1707 i due parlamenti, inglese e scozzese, fecero passare l'Atto di Unione con il quale veniva sancita l'unione tra corona inglese e corona scozzese nel nuovo Regno di Gran Bretagna. Infine nel 1801 l'Irlanda venne incorporata nella Gran Bretagna, formando così il Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda.

Epoca contemporanea[modifica | modifica sorgente]

Dopo aver vinto contro la Francia il confronto militare e coloniale della cosiddetta "seconda guerra dei cent'anni" (1688-1815), l'Inghilterra fu sconvolta da profondi sconvolgimenti economici e sociali. Tra la fine del Settecento e l'inizio dell'Ottocento la società agricola inglese iniziò a trasformarsi nella moderna società industriale. La maggior parte della forza lavoro rurale venne sradicata dalle campagne per migrare verso i nascenti centri industriali. L'Inghilterra andrà poi a far parte dell'Unione Europea con il trattato di bruxelles insieme a Danimarca e Irlanda.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Jacques Le Goff, La civiltà dell'occidente medievale
  2. ^ The Anglo-Saxons - Who were the Anglo-Saxons, BBC
  3. ^ 6th-10th century AD
  4. ^ Enciclopedia Treccani, 1º ottobre 2011.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • R. Zanussi San Colombano d'Irlanda Abate d'Europa - Ed. Pontegobbo
  • Dio è corazza dei forti. Testi del cristianesimo celtico (VI-X sec.). Rimini, Il Cerchio, 1998.
  • M.Stokes. Six Months in the Appennines in Search of the Irish Saints in Italy. Ed. Belland Covent. London 1892.
  • Abbè Martin. Saint Colomban. Libr. V.Lecoffre, Paris 1905.
  • T.Concannon. The life of St. Columban. Catholic T.Society of Ireland. Dublino 1915.
  • A.Maestri. Il culto di San Colombano in Italia. Archivio storico di Lodi. 1939 e segg.
  • Archivum Bobiense Rivista annuale degli Archivi storici Bobiensi (1979-2008). Bobbio
  • Bravo, Paola, Enrico VII. L'alba della dinastia Tudor in Inghilterra, Atheneum, Firenze, 2004
  • Kenneth Morgan, Storia dell'Inghilterra, Bompiani 2001, ISBN 88452463969788845246395

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